Not Tonight - recensione

Brexit in pixel art.

Non è possibile iniziare la recensione di Not Tonight senza menzionare Papers Please, il gioco che costituisce l'ispirazione principale per questo titolo. Per chi non lo conoscesse, Papers Please vi mette nei panni di una guardia di frontiera di un paese vagamente distopico, alle prese con il controllo documenti di una serie di potenziali immigrati. Il gameplay ruota attorno al controllo della coerenza dei documenti presentati (sempre più complessi e numerosi) ma lega il tutto con un storia drammatica che vi richiede anche di prendere una posizione (in parte politica) e di raggiungere così endgame differenti. Il gioco di Lucas Pope è considerato un capolavoro, sia per aver inaugurato una sorta di nuovo genere, sia per come esegue con semplicità ed efficacia un gameplay sorprendentemente divertente e una narrativa molto attuale e intellettualmente stimolante.

Not Tonight segue lo stesso identico canovaccio, ma utilizza un evento reale, molto reale (invece dell'ambientazione puramente fittizia di Papers Please), ovvero la Brexit, l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea con la relativa deriva populista che sta caratterizzando le vicende politiche della terra d'Albione.

Qui va subito specificato che Not Tonight è un gioco politico, nel senso che parte da una posizione precisa, anti Brexit, per fare satira, nel gameplay, nella narrativa e in tutti quegli elementi di contorno che costruiscono l'atmosfera dell'esperienza. Un'ultima premessa, prima di buttarci nella recensione vera e propria: dichiariamo subito, e inequivocabilmente, il nostro desiderio di non prendere qui posizioni politiche.

La storia di Not Tonight vi mette nei panni di un cittadino dell'Unione Europea (la cui nazionalità non è chiara) alle prese con le politiche d'immigrazione, diciamo, 'restrittive', del nuovo governo pro-Brexit nel Regno Unito. Passibile di deportazione immediata, il vostro personaggio si ritrova a portare avanti una vita su due binari. Da una parte il lavoro giornaliero come buttafuori per discoteche e locali, dall'altra la storia che lo vede protagonista di un intrigo legato a doppio filo con le vicende politiche.

Vivrete la parte legata alla storia dal vostro appartamento in cui incontrerete personaggi e consulterete un'interfaccia piuttosto ben fatta che vi mette in collegamento con il resto del mondo di gioco tramite il vostro cellulare. Potrete quindi accettare lavori che vi vengono proposti, gestire il pagamento di bollette e gli acquisti di oggetti utili, leggere i messaggi dei personaggi della storia e in generale consultare la lista degli obiettivi, il calendario e programmare le vostre attività.

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Il vostro splendido appartamento e, sotto, l'interfaccia che vi permette di gestire i vostri impegni tramite agenda e applicazioni per smartphone.

La programmazione delle attività non è cosa banale perché non potete lavorare sette giorni su sette, ma ogni locale considererà la vostra fedeltà e, a seconda di prestazioni e presenze, vi darà accesso a oggetti utili per la storia e vi pagherà più o meno bene. Questo si combina con la gestione economica, per cui, oltre alle sanguinose bollette speciali per i cittadini in attesa di deportazione, potrete acquistare oggetti che migliorano la vostra salute (permettendovi di lavorare più frequentemente), conferiscono bonus particolari o, semplicemente, vi danno un look molto più "cool".

Ora, in cosa consistono, esattamente, i lavori da buttafuori nei locali? Innanzitutto ci si reca dal boss del locale che, dopo un colloquio solitamente sarcastico, ci informerà dei requisiti che dovremo far rispettare agli avventori del locale, pena rifiutare loro l'ingresso. Questo vuol dire controllare foto, timbri, date di nascita, date di scadenza, un po' come succedeva in Papers Please, ma anche verificare certi altri, non proprio democratici, requisiti come la nazionalità, la professione, il salario, il punteggio di desiderabilità sociale (!) e, magari, fare un controllino con il metal detector.

Ovviamente il numero e la complessità dei controlli scalano con il procedere del gioco ma, comunque, vi ritroverete presto a verificare due code diverse, ricevere VIP (a cui chiedere parola d'ordine), consultare liste di invitati e gestire anche personaggi e richieste particolari.

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Ogni locale ha la sua personalità e il suo boss che vi darà briefing e obiettivi speciali; spesso poi potrete ottenere oggetti utili alla storia in caso veniate promossi alla posizione di 'capo buttafuori'.

Ogni sera avrete anche diversi obiettivi da raggiungere in termini di accessi e numero di errori da evitare. Ci sono sempre tre obiettivi numerici di accessi legati a bonus e, in caso di errori, si può incorrere in richiami, multe o addirittura chiusura del locale e completo azzeramento della paga. C'è sempre un limite di tempo da rispettare, quindi dovrete vedervela con l'obiettivo di accessi ma anche col tempo necessario per controllare documenti e requisiti vari; questa è la sfida principale del gameplay di Not Tonight.

Richiami, multe, fallimenti, giorni in cui non si lavora (ricordate? Abbiamo parlato di dormire per recuperare salute) vanno tutti a incidere sul vostro punteggio 'sociale' e, in caso questo sia troppo basso, scatterà la deportazione (!).

Questa parte del gameplay è decisamente ben realizzata, è semplice da comprendere, veloce, sfidante e francamente divertente. Aiuta molto l'aspetto estetico che gode di una pixel art estremamente colorata, ben animata e molto atmosferica. Lo scenario distopico e sarcasticamente esagerato è perfettamente comunicato, e in questo i testi risplendono per professionalità ed efficacia; c'è molto da ridere in Not Tonight, serve conoscere l'inglese, ma siamo lontani da livelli di complessità elevati (come quelli, ad esempio, di Disco Elysium).

Anche la musica è decisamente uno dei punti di forza del gioco. Ogni locale si contraddistingue per un genere diverso e anche gli effetti sonori sono scelti con grande cura ed efficacia. Il semplice effetto sonoro delle porte del locale che si aprono (e la musica che si sente più chiaramente), il "click" del clicker usato per contare gli avventori, la strana lingua parlata dalla gente (alla "sims" per intenderci) ... tutto è minuziosamente curato e si incastra perfettamente con interfaccia, storia e gameplay.

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Controllare documenti nella coda normale e nomi sulla lista nella coda di chi ha prenotato... saltare da una fila all'altra può essere decisamente frustrante e non potrete far attendere troppo la gente.

Su lato delle pecche segnaliamo un fastidioso bug che ci è costato un fallimento in una serata e qualche problema con i comandi su Switch. Not Tonight nasce su PC e i comandi su Switch sono semplificati ma anche non proprio adatti; più volte, per eseguire in fretta delle azioni (ricordate il limite di tempo?), abbiamo sbagliato pulsante e accettato una mancia invece che rimbalzare un avventore che non aveva i documenti in regola. A volte anche la pixel art tradisce un po', soprattutto quando si devono verificare le foto sui documenti guadando i visi pixellati degli avventori.

Ma si tratta di minuzie. La pecca principale è legata invece alla scarsa rigiocabilità, visto che la storia è lineare e, una volta ottenuto uno degli endgame, la prospettiva di ripetere le parti narrative per raggiungerne un altro non è proprio allettante. Per questo, molto astutamente, i developer hanno inserito una modalità “Challenge” in cui potete affrontare solo il gameplay del controllo documenti (senza storia) in modalità infinita cercando di ottenere il punteggio più alto possibile. Questa opzione aiuta, ma non cambia il fatto che, dopo aver completato la storia (10-12 ore di gioco), non avrete molte ragioni per tornare su Not Tonight, se non giocare il DLC allegato alla versione Switch, One Love, che aggiunge circa 4 ore di divertimento (e racconta una storia molto divertente) . Il prezzo elevato su Switch (25 euro) potrebbe quindi essere troppo elevato per chi desideri più intrattenimento per una spesa del genere.

Ma Not Tonight rimane un titolo estremamente valido, sotto diversi aspetti. La storia e l'atmosfera sono molto curati e ricchi di momenti e personaggi memorabili che vi ricorderete con un sorriso (spesso amaro). Il gameplay cerebralmente sfidante, teso e ben legato a penalità e ricompense vi terrà costantemente sul filo e vi sentirete, almeno un poco, come il personaggio del gioco: sempre in bilico tra una vita frenetica e ingiusta e la punizione definitiva, la deportazione.

8 /10

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Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

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