Un anno di Apex Legends - articolo

Buon anno, leggende!

Apex Legends compie un anno. Ebbene sì, sono già passati 365 giorni da quello che è stato senza alcun dubbio uno dei più grandi lanci dello scorso anno, un titolo che senza troppe anticipazioni è riuscito a incrinare il successo del colosso del momento, ovvero Fortnite. Questo grazie non al marketing bensì a una formula unica, e a un gameplay che Respawn ha avuto la possibilità di rifinire con la serie Titanfall.

Quale modo migliore per celebrare quest'occorrenza se non iniziando con un simpatico aneddoto? Circa un anno fa, qualche settimana dopo il lancio, un utente è andato a ripescare un articolo su Reddit postato un anno prima nella sezione di Titanfall. Si trattava di un leak di quella che sarebbe stata la mappa di gioco di Apex Legends ma chi la postò andò incontro soltanto allo scetticismo. Uno sviluppatore ha voluto commentare quel post dicendo di aver tirato un sospiro di sollievo per la reazione della community, sottolineando al contempo che quell'utente aveva in effetti ragione.

Accantoniamo però gli aneddoti e concentriamoci sull'anno appena trascorso per Apex Legends, nel quale sono cambiate davvero tante cose. Solitamente per rappresentare un andamento discontinuo si tende a utilizzare un parallelo con le montagne russe; nel caso di Apex, però, sarebbe opportuno accostarlo a quegli scivoli acquatici che partono da un punto molto elevato e non tornano più alla stessa altezza.

Il motivo è l'incredibile lancio e l'immediato successo, che è riuscito non soltanto a spodestare Fortnite per diverso tempo dal primo posto su Twitch, ma anche a far toccare al titolo i cinquanta milioni di giocatori in meno di un mese. Un risultato sorprendente, che ha garantito a EA anche delle considerevoli entrate.

Questa è chiaramente una fotografia che rappresenta il punto più alto: da qui in poi la situazione non ha potuto che scendere vertiginosamente, con una considerevole fetta di utenza che dopo appena un mese già non dedicava più il tempo proprio tempo ad Apex Legends.

È pur vero che trattandosi di un free to play i dati del lancio siano stati gonfiati da chi, incuriosito, ha voluto semplicemente fare un tentativo, sperando magari di trovare un Battle Royale diverso dal solito. Ma la causa principale di tale calo è da attribuirsi anche al pessimo supporto successivo al lancio. Era iniziata la Season 1, era stato introdotto il primo Battle Pass, ma mancavano i contenuti. Colpiti dalla delusione dei giocatori, gli sviluppatori hanno però comunicato con un annuncio ufficiale che avrebbero momentaneamente rallentato lo sviluppo di Titanfall 3 per offrire un degno supporto ad Apex Legends. E così è stato.

C'è voluto un po' di tempo per correggere il tiro anche sullo store in game, cercando il giusto compromesso tra gli oggetti acquistabili con soldi reali e quelli invece sbloccabili semplicemente giocando. Alle fine si è trovato trovare un equilibrio senza però danneggiare il battle pass che continua a offrire un buon numero di ricompense, ben diversificate per tipologia e stile.

Al lancio erano presenti dodici leggende, diciannove armi e una sola mappa. Nel corso del primo anno sono state aggiunte tre nuove leggende (Octane, Wattson e Crypto), tre nuove armi (Havoc, L-Star e Radius), e una seconda mappa ha preso il posto della classica King's Canyon, ovvero World's Edge, che come abbiamo appreso recentemente rimarrà la mappa di riferimento fino a metà della Stagione 4. Tutto ciò senza contare la miriade di oggetti cosmetici introdotti con costanza.

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Il gameplay e le dinamiche prese in prestito da Titanfall hanno dato vita a un Battle Royale diverso dagli altri.

Queste però non sono state le uniche aggiunte, perché di volta in volta sono state introdotte nuove mod per potenziare alcune armi o per modificare il meta, sfruttandole come ulteriore elemento di bilanciamento. E parlando proprio delle patch, c'è da riconoscere a Respawn una discreta costanza nella loro pubblicazione, che per quanto possa e debba essere migliorata, ha saputo comunque intervenire abbastanza celermente quando necessario.

Uno degli aspetti però meglio riusciti riguarda i tantissimi eventi introdotti nel corso dell'anno, a volte in concomitanza delle festività (come quello di Halloween), altre senza alcun motivo ben preciso se non quello di vivacizzare il gioco. Gli eventi in totale sono stati sei, alcuni più semplici come Spettro Vacuo, altri ben più elaborati come Paura del Buio, dedicato alla festività più spaventosa dell'anno, che riprende alcune meccaniche di Infezione viste in Halo.

Infine, e non meno importante, abbiamo il peso che la lore riesce ad esercitare in un Battle Royale: gli sviluppatori si stanno evidentemente sforzando di creare un universo narrativo interessante e ben caratterizzato, probabilmente nell'ottica di evolverlo ed allargarlo.

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Nell'ideazione degli eventi a tema, il team di Respawn ha svolto un ottimo lavoro, per numero e per varietà.

Sebbene l'inizio sia stato sorprendente dal punto di vista numerico, è evidente come Respawn Entertainment si sia impegnata a correggere il tiro dopo il deludente supporto post lancio, migliorandosi stagione dopo stagione, evento dopo evento.

Il 2020 e ancor di più il 2021 rappresenteranno una sfida per gli sviluppatori, che molto probabilmente dovranno concentrarsi anche sullo sviluppo di Titanfall 3. Quello che tutti si augurano, però, è che continuino a supportare Apex legends come stanno facendo ora.

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Riguardo l'autore

Manuel Santangelo

Manuel Santangelo

Redattore

Manuel inizia in tenera età sulla prima Playstation, per poi spostarsi su PS2 e Xbox. Appassionato di sparatutto, s'affeziona a titoli quali Halo e Metal Gear Solid. Apprezza quasi ogni genere e negli ultimi anni inizia a creare contenuti su YouTube, anche per Eurogamer.it.

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