Razer Basilisk Ultimate - recensione

Un mouse pronto al decollo, in tutti i sensi. 

Come ogni produttore che si rispetti, la revisione del proprio catalogo è una delle attività fondamentali di ogni azienda che si rispetti. Ed ecco quindi che prodotti di successo vengono ripresi, modificati leggermente o riprogettati da capo per restare sulla cresta dell'onda o per andare a trovare nuove nicchie di mercato. Razer appartiene sicuramente a questa categoria, con numerose versioni dei suoi mouse di punta riprese nel corso degli anni per aggiungere nuove funzionalità, o eseguire semplicemente dei restyle. Il mouse di cui parliamo oggi, il Basilisk Ultimate, appartiene sicuramente alla prima categoria: avevamo infatti recensito in versione cablata il modello 2016, rimarcando le ottime doti di puntamento ed estetiche, mentre quest'oggi abbiamo tra le mani la versione Ultimate, ovvero la trasformazione di questo prodotto da cablato a Wireless, su cui vale la pena fare tutta una serie di considerazioni.

La prima riguarda il contenuto della confezione, di cui abbiamo parlato anche in sede di unboxing: oltre al mouse, è presenta anche una charge station molto compatta che permette di lasciare in bella mostra il mouse sulla scrivania come se fosse un missile sulla rampa di lancio. Il supporto ha il contorno illuminato che fa il pari con quella del mouse e questo aggiunge un tocco estetico in più all'intero pacchetto. Tocco in più che riguarda anche la praticità del dongle che funge da ricevitore: la charge station dispone al suo interno di uno slot USB appositamente sagomato che lo trasforma nel ricevitore del segnale, ma all'occorrenza anche in una presa USB aggiuntiva, nel caso vogliate piazzare in dongle da un'altra parte.

Il nostro unboxing del Razer Basilisk Ultimate.

Passando al mouse nel dettaglio, si tratta della naturale evoluzione del Basilisk che avevamo già visto qualche anno fa, con alcune differenze importanti sul fronte della personalizzazione e delle funzionalità. Il mouse, come da tradizione Razer, non fa sconti per quanto riguarda la qualità del sensore capace di raggiungere lo stratosferico valore di 20000 DPI con il sensore Focus+ caratterizzato da 650 IPS e 50 G di accelerazione massima gestibili. Valori oltre qualsiasi soglia di utilizzo. Il sistema wireless gira a 2.4 GHz ma, e qui sta uno dei punti di forza di questo mouse, il Basilisk Ultimate funziona tranquillamente anche in modalità cablata usando il cavo braided da 1.8 metri compreso nella confezione, che altrimenti si può collegare alla charge station.

Una flessibilità totale che ci è piaciuta molto e rende il Basilisk Ultimate un prodotto che, all'occorrenza, ci si può portare dietro per un utilizzo al volo anche lontano dalla sua charge station. Come al solito, Razer Synapse è la sua piattaforma di riferimento per tutte le funzionalità software che vedremo tra poco, ma sapere di poterlo staccare e collegare a qualsiasi PC è un ottimo plus. Il mouse ha di default configurati cinque profili di sensibilità preimpostati (800/1800/4000/9000/20000 DPI) e dispone di tre pulsanti nella parte laterale sinistra che possono essere assegnati a piacimento, oltre ovviamente ai due principali, ai due della sensibilità, e ai tre della rotella del mouse. Proprio la rotella del mouse è caratterizzata da un'altra feature interessante: la possibilità di regolare la resistenza della rotazione usando una piccola ghiera nella parte inferiore. Anche la pressione della rotella è molto piacevole: questa è piuttosto pronunciata verso l'esterno e la sua attivazione, grazie a una corsa cortissima, è veramente immediata. Non solo è possibile premere la rotella verticalmente ma anche lateralmente spingendo verso destra e verso sinistra con l'indice: ecco spiegato perché la rotella stessa "sporge" molto dal telaio; per permettere all'indice o al medio di appoggiarsi facilmente alla parte laterale e non scivolare.

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Ecco il Basilisk Ultimate: elegante e pratico: in ogni caso, inconfondibilmente Razer.

Sempre restando sull'analisi dell'ergonomia troviamo i tre pulsanti laterali: due sono i classici tasti a sfioramento che normalmente appoggiano sul pollice, mentre nella parte anteriore ne è presente uno più piccolo piuttosto difficile da raggiungere. In realtà si scopre che si tratta di una copertura in gomma rimovibile che permette di installare una levetta il cui prolungamento arriva a toccare la punta del pollice permettendo un'attivazione veramente immediata senza dover essere costretti a muovere il dito su e giù per la parte laterale del mouse. Si tratta di una soluzione presente nel Basilisk originale che abbiamo già visto in altri prodotti normalmente deputata alla gestione al volo della sensibilità, ottima negli sparatutto per chi si dedica allo sniping con una certa frequenza.

Questo Razer Basilisk è chiaramente un mouse per destrimani, anche considerando l'ottima sagomatura della parte sinistra che permette di appoggiare comodamente il pollice su una superficie appositamente progettata. Per quanto riguarda la forma complessiva è chiaramente pensato per andare incontro un po' a tutte le esigenze per quanto riguarda gli utilizzatori: la forma è quella classica da palmgripper, ma la leggerezza e la lunghezza non esagerata possono metterlo sul radar anche di chi usa il fingergrip, meno il clawgrip, soprattutto per chi ha le mani molto grandi potrebbe fare un po' fatica ad adattarsi.

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Il poggiapollice non è molto pronunciato ma serve allo scopo: la forma è perfetta per il palmgripping, ma il peso ridicolo (107g) lo rende gestibile anche per chi usa altre impugnature.

Abbiamo messo il Razer Basilisk alla prova essenzialmente con un solo gioco, il nuovo Call of Duty Modern Warfare, ma fondamentalmente per tutto il periodo natalizio e per un numero di ore veramente importante. Questo per testare chiaramente l'ergonomia ma soprattutto le funzionalità a livello del trasmettitore wireless e della durata della batteria. Partendo dalla precisione, che abbiamo ulteriormente personalizzato andando a lavorare nell'applicazione proprietaria Synapse di Razer, non ci sono molti appunti da fare. Abbiamo creato diversi profili personalizzati per un uso in ambito gaming e lavorativo e dobbiamo dire che in occasione delle sparatorie più brutali nel multiplayer del nuovo Modern Warfare, il Basilisk Ultimate si è comportato egregiamente.

Venendo dal vetusto Naga del 2012 (ma ancora perfettamente funzionante) la differenza nella qualità del puntamento del sensore, a parità di configurazione (1500 DPI per entrambi) era tangibile anche se non abissale. Il Basilisk Ultimate è nettamente più sensibile a parità di configurazione con un miglioramento della precisione evidente, per quanto fosse lecito attendersi una performance del genere da un sensore capace di esprimere oltre il doppio del suo antenato in termini di DPI. Ma dove il confronto si fa interessante, è nelle due modalità in cui è possibile utilizzare il Basilisk Ultimate, ovvero in versione cablata o completamente wireless. Come al solito i puristi preferiscono la stabilità e velocità del cavo, ma dobbiamo dire che il Basilisk Ultimate non ci ha fatto venire dubbi sulle sue prestazioni wireless. Impossibile percepire la differenza tra l'uso con il cavo e quello in modalità wireless che avviene tramite il dongle.

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La parte inferiore ospita l'alloggiamento per portarsi dietro il dongle, ma soprattutto la regolazione della durezza della rotella.

Abbiamo posizionato il dongle sia all'interno della sua charging station sia dietro il PC a lato della scrivania: passando da 15 centimetri di distanza senza ostacoli a circa un metro e mezzo con il tavolo e parte del case la qualità della connessione non è cambiata di una virgola. Merito di un dongle molto efficiente su 2,4 GHz di frequenza che ha permesso di mantenere inalterata la frequenza di polling del mouse di 1GHz con tempi di risposta praticamente indistinguibili. Abbiamo provato a vedere se le nostre performance sono cambiate proprio in Call of Duty, ma nell'arco di un centinaio di partite giocate in modalità cablata e in modalità wireless la nostra Kill Death Ratio è rimasta praticamente inalterata a 1.74.

Veramente notevole anche la durata della batteria del Basilisk: l'azienda del serpente dichiara circa 100 ore senza illuminazione, ma usare un prodotto del genere senza la colorazione, sarebbe come ordinare una pizza senza la base del pomodoro. Noi lo abbiamo infatti usato continuativamente con un effetto di pulsazione fisso sul verde Razer e la nostra unità è rimasta praticamente lontana dal cavo e dalla docking charge per dieci giorni, per una media di 4-6 ore al giorno trascorse tra gioco e lavoro per un totale di oltre cinquanta ore di utilizzo continuativo. Il risultato di 100 ore senza illuminazione è quindi più che plausibile. Fare periodicamente dei cicli di scarica completa per preservare la batteria interna potrebbe essere una buona idea, ma in ogni caso non ci sono dubbi sulle performance di durata di questo prodotto.

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La charge station in cui si inserisce il dongle, è un elemento essenziale dell'estetica del Basilisk Ultimate.

Come sempre, le possibilità di Synapse per quanto riguarda la configurazione e Chroma per l'illuminazione danno modo alla fantasia di sfogarsi per quanto riguarda le necessità in ambito gaming o il puro sfizio estetico. I cinque profili conservati direttamente sul mouse lo rendono adatto agli spostamenti, mentre sul software di Razer le possibilità di configurazione dedicate a giochi specifici o anche all'uso delle macro in ambito lavorativo permettono di passare con un rapido clic da un gioco all'altro. A onor del vero, la forma, ma soprattutto il numero di tasti sulla parte sinistra, con il dettaglio dello sniper button, non ci permettono di consigliare questo Razer Basilisk Ultimate a chi cerca un prodotto dedicato ai MMORPG. Le soluzioni con più pulsanti nella parte sinistra non mancano e sono indubbiamente più adatte a chi necessita di numerose possibilità di attivazione rispetto a questo Basilisk che sul fronte degli sparatutto e degli action in terza persona non ha indubbiamente molti rivali nell'ambito dei prodotti wireless e cablati.

Questo lo colloca nel top di gamma della sua categoria, un aspetto confermato anche dal prezzo molto importante, come da tradizione per queste periferiche made in Razer. Su Amazon si trova alla poco invitante cifra di 189 Euro, decisamente troppi anche per un mouse dalle qualità indiscutibili come questo, senza dimenticare il suo progenitore cablato disponibile a 60 euro, anche se con caratteristiche inferiori. Sullo store ufficiale di Razer la situazione non è molto diversa e per questo motivo riesce difficile pensare a un bollino qualità che il Razer Basilisk Ultimate avrebbe meritato per l'ottima ergonomia, la completezza del software e una flessibilità d'uso eccellente.

Ma su tutto spiccano prestazioni eccezionali in modalità wireless che pochissimi concorrenti possono oggigiorno offrire sul mercato. Se per voi il wireless è un elemento essenziale, gli sparatutto sono la vostra ragione di vita, e, soprattutto, possedete già un ecosistema Razer compatibile con Chroma, il Basilisk Ultimate rimane un prodotto difficile da trascurare. In ogni altra situazione, la versione con filo è ancora più che adeguata alle necessità di chiunque, soprattutto al prezzo a cui viene proposta.

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Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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