Attacco Posteriore Tasti - recensione

Sony strizza l'occhio ai pro-gamer con un dispositivo di compromesso.

I più attenti tra voi alle primizie tecnologiche avranno notato la comparsa in questi giorni di un curioso dispositivo per PlayStation 4 di nome Back Button Attachment. Che in Italiano però è stato tradotto in Attacco Posteriore Tasti da qualcuno che ci immaginiamo vestito di grigio, con un volto anonimo e la verve di un turnista alzatosi alle 3 del mattino per andare in fabbrica.

Se vi steste domandando in cosa consista, la pagina internet relativa si rivela alquanto asciutta: "Migliora il tuo gioco con due bottoni aggiuntivi mappabili per il tuo DualShock 4". Ma come funziona? Scopriamolo insieme.

Di fatto, il Back Button Attach... ah no, l'Attacco Posteriore Tasti, non è altro che un dispositivo molto piccolo nelle dimensioni (e anche nella confezione) che non fa che aggiungere due levette posteriori al dorso del pad, da azionarsi con con le dita medie.

L'obiettivo dichiarato pare essere un solo: rivolgersi a quei possessori di una console Sony che guardano con una certa invidia, e da anni, all'Elite Controller per Xbox. Oppure a coloro che vorrebbero un pad PS4 di Scuf ma che non possono permettersi di mettere sul piatto 149 dollari.

Una volta estratto l'Attacco Posteriore Tasti dalla confezione dovrete fare attenzione a un piccolo dettaglio: il dispositivo s'incastra nel Dual Shock 4 attraverso il jack delle cuffie. Lo spinotto però non entra direttamente perché l'ingresso sul gamepad è leggermente inclinato. Per riuscire nell'aggancio senza danneggiare il controller, sarà dunque necessario muovere il jack presente sull'Attacco Posteriore Tasti fino a che l'angolazione sarà quella giusta.

Completata questa breve ma importante procedura, l'installazione è di fatto completata e vi ritroverete con in mano il solito Dual Shock 4, solamente un po' più voluminoso per via delle due levette posteriori. Le quali, va detto, potranno essere azionate a piacimento con un breve movimento delle dita.

Il modo in cui sono posizionate e pensate rende difficile un loro azionamento accidentale; al tempo stesso in fase di riposo le dita medie solitamente tendono ad appoggiarsi proprio lì dove ora c'è l'Attacco Posteriore Tasti.

Come ad ogni cosa nella vita ci si fa l'abitudine, sia chiaro, ma la sensazione iniziale può risultare poco confortevole. Anche il bilanciamento del peso, ovviamente, finisce per essere modificato, col pad più pesante verso il basso visto che ora c'è 'appeso' il dispositivo.

Il quale comunque permette 3 diverse programmazioni che consentono di assegnare alle due alette tutti i tasti tranne Share e Options. Personalmente abbiamo trovato utile deputare alle due alette la pressione dei due stick del gamepad, azione che solitamente risulta più scomoda che non la semplice pressione dei soliti tasti.

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L'Attacco Posteriore Tasti permette 3 diverse programmazioni che consentono di assegnare alle due alette tutti i tasti tranne Share e Options.

Glissiamo invece sulla possibilità di saltare o compiere altre azioni senza perdere quei millisecondi che abitualmente sono necessari a staccare le dita da un bottone e portarlo sull'altro. Oppure ancora per compiere quei pochi millimetri di distanza necessari a percorrere la distanza che separa un dito che sfiora un bottone sottostante. Non siamo giocatori professionisti e non ci siamo trasformati in top player grazie all'Attacco Posteriore Tasti.

L'assegnazione dei bottoni ai tre programmi disponibili e la possibilità di cambiare gli stessi sono tutte azioni possibili grazie al piccolo schermo OLED presente sul dispositivo. Basteranno dei rapidi click singoli e doppi per muoversi rapidamente tra i menu a disposizione.

Lo schermo OLED però, oltre a stare acceso pochi istanti, 'guarda' verso il retro del pad. Il che significa che per cambiare il programma si deve necessariamente mettere il gioco in pausa, girare il Dual Shock e quindi rigirare nuovamente il gamepad. Inutile dire che sarebbe stato meglio se lo schermo fosse stato frontale, senza dover interrompere l'azione.

Un'altra scomodità del Back Button Attachment è che il dispositivo copre l'ingresso attraverso il quale si aggancia il pad alla docking station per la ricarica. Nessun problema per chi usa il normale cavetto USB inserendolo nella parte alta del pad, mentre tutti gli altri (tra i quali il sottoscritto) dovranno sganciare e riagganciare il dispositivo a ogni ricarica.

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Attacco Posteriore Tasti è un dispositivo molto piccolo, anche nella confezione.

Altro da dire non c'è, se non qualche considerazione personale. La presentazione da parte di Sony di un simile dispositivo a fine ciclo della PS4, desta qualche interrogativo. Perché aspettare così tanto tempo, con l'Elite Controller di Microsoft disponibile da anni sul mercato? E soprattutto, sarà compatibile anche col DualShock 5, ossia il pad presente con la prossima PlayStation?

Un'altra considerazione riguarda il target cui è rivolta una simile iniziativa. Che più che ai pro-player, pare adatta ai 'wannabe' pro-player. Nel senso che i veri pad 'professionali' non hanno solo delle levette posteriori da azionare (e lo Scuf Impact ne ha 4), ma anche un'altra serie di accorgimenti che possono fare la differenza, a patto di essere realmente abili da avvalersene.

Si pensi alla possibilità di personalizzare la corsa dei grilletti, a quella di estendere la lunghezza dei tasti dorsali, ai trigger e ai bumper digitali o alla possibilità di modificare altezza e convessità (o concavità) degli stick. Per non parlare della riduzione della latenza dovuta al fatto che i gamepad in questione hanno il cavo e non sono wiereless.

La proposta di Sony, invece, non va a modificare nulla di quanto appena descritto e, di base, mette in vendita due tasti aggiuntivi al costo di 30 euro (curiosamente non lo troverete in vendita da Amazon ma da Gamestop). Che sono però 5 volte meno di quanto paghereste uno Scuf, le cui funzionalità risultano oggettivamente esagerate per la maggior parte dei giocatori.

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Lo schermo OLED, oltre a stare acceso pochi istanti, 'guarda' verso il retro del pad. Per cambiare il programma si deve necessariamente mettere il gioco in pausa

In conclusione, l'Attacco Posteriore Tasti merita o meno i vostri soldi? La risposta è, come sempre, soggettiva. Se siete dei pro-gamer o vi sentite tali, guardate ad altre soluzioni più professionali (ma molto più costose). Se siete dei giocatori intermedi, prendetelo in considerazione ma attenzione che, come scritto sopra, ci sono dei compromessi per utilizzarlo. Si vede che il dispositivo non è stato concepito insieme al Dual Shock 4 e alcune scomodità derivano proprio dalla necessità di trovare un modo di "attaccarlo" al gamepad della PS4.

Se invece siete utenti occasionali, l'idea di pagare 15 euro a levetta forse vi parrà eccessiva. O forse vorrete attendere l'uscita della PS5 e vedere come sarà il DualShock 5. Se non per verificare la sua compatibilità con l' Attacco Posteriore Tasti, per vedere se non sarà dotato esso stesso di grilletti posteriori.

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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