Il CEO di Epic Games si scaglia contro Android, iOS, le loot-box e le commissioni sulla vendita dei giochi

Tim Sweeney si toglie qualche sassolino.

Tim Sweeney, CEO di Epic Games, ha aperto oggi l'evento DICE Summit a Las Vegas con un appello per rendere il settore più aperto e liberarlo dalle pratiche monopolistiche dei proprietari di piattaforme come Google e Apple. In un accorato discorso sulla sua visione dei videogiochi nel prossimo decennio, Sweeney ha criticato la maggior parte dei protagonisti del settore dei giochi.

Sweeney ha definito Android come un "falso sistema aperto" per creare barriere di fronte agli utenti quando Epic Games voleva consentire ai giocatori di caricare Fortnite direttamente dal sito di Epic Games, piuttosto che attraverso il Google Play Store. Sweeney ha affermato che Google ha creato pop-up "spaventosi" per gli utenti (per quanto riguarda virus e malware), oltre ad altri passaggi che gli utenti hanno dovuto fare per ottenere Fortnite su Android. Epic ha dichiarato di aver avuto "discussioni difficili" con Sony, Microsoft e Nintendo per rendere Fortnite disponibile come titolo cross-play.

Il CEO ha inoltre detto la sua per quanto riguarda la politica ed i videogiochi affermando che i social media devono essere un luogo in cui le persone possano esprimere in tranquillità le proprie opinioni politiche. La frecciatina era rivolta ovviamente a Blizzard che lo scorso anno ha cacciato il pro player Blitzchung dai campionati di Hearthstone per essersi schierato a favore delle proteste in Cina.

Un altro argomento che ha toccato durante il suo discorso riguarda le commissioni di giochi: secondo Sweeney i giocatori e i fornitori di giochi dovrebbero essere "liberi dal blocco". Ha tracciato un confronto con Visa e Mastercard e il sistema globale di pagamento con carta di credito, in cui i fornitori addebitano commissioni dal 2,5% al ​​3,5% per le transazioni, mentre negozi come Steam, Apple e Google addebitano il 30%. Per il CEO esse raccolgono una quota ingiusta delle entrate rendendo così difficile per gli sviluppatori guadagnarsi da vivere. A beneficio degli sviluppatori, Sweeney ha creato Epic Games Store, che trattiene solo il 12% delle entrate.

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Ha anche affermato che le loot-box e modi simili di fare soldi con il sistema "pay to win" fanno parte di un "modello di business contraddittorio per i clienti", ovverosia è un'altra cattiva idea. Dopo che Epic Games ha acquistato Psyonix , produttore di Rocket League, l'azienda ha avuto discussioni e alla fine ha deciso di abbandonare le loot-box.

Il discorso finale del CEO di Epic Games si chiude con una frase di speranza: "Sono davvero fiducioso che ce la faremo. Dovremo essere tutti fermi nella lotta verso l'apertura del gioco multipiattaforma, avremo molte conversazioni difficili e dolorose, ma alla fine porteranno grandi cose per i giocatori".

Fonte: Venture Beat

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Claudia Marchetto

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