The Suicide of Rachel Foster - recensione

Un thriller d'autore, 101% italiano!

"[...] il tempo che abbiamo non lo conosciamo. Usa il tuo per amare. Non c'è altro per cui valga la pena vivere, lottare o morire. Credimi."

Sulle righe delle ultime memorie di una madre, si apre un racconto d'amore e odio, di vita e di morte, di famiglia e di solitudine. Sul labile sentiero tracciato da opere quali Firewatch, Gone Home e What Remains of Edith Finch, s'instrada un'avventura, questa volta italianissima, ancora esemplare nel mostrare la forza dell'interattività.

E parlare di interattività al cospetto di The Suicide of Rachel Foster è un eufemismo, eppure sembra quasi un mistero l'intensità con cui l'intreccio dei destini nefasti di due famiglie, le tematiche e i messaggi scabrosi ci tocchino e ci facciano riflettere.

Il suicidio, l'adulterio, l'amore insano sono topic forti, forse ancora troppo per un medium copiosamente bersagliato come quello videoludico. È quasi una sfida alla censura quella dei ragazzi di 101 Games, che non tacciono, coraggiosamente, l'importanza ed il coinvolgimento di un'esperienza ludica persino nella sensibilizzazione a tematiche delicate.

La richiesta sentita di una madre addolorata ci porta, nei panni della giovane Nicole, nella contea di Lewis and Clark, Montana, presso una struttura alberghiera. Nell'attesa di un contatto da parte dell'avvocato di famiglia, la ragazza deve recuperare alcuni documenti relativi alla vendita dell'immobile ereditato, tra le cui pareti dimorano i fantasmi di un passato oscuro e di una famiglia falcidiata.

La combinazione tra i più classici dei cliché, ovverosia un'indomita tormenta di neve e la guida di un misterioso individuo, ci bloccano all'interno della struttura, mossi dalla tormentata volontà di far luce sul drammatico suicidio di una ragazzina, la Rachel Foster della copertina.

Il plot non è particolarmente originale, e i pochi colpi di scena risultano piuttosto prevedibili. C'è un'aura globale di già visto che permea le vicissitudini dell'intera avventura, la quale non vi richiederà più di 4 ore per giungere ai titoli di coda.

Eppure la scrittura è attenta, talvolta sorprendente per la sua efficacia e bellezza. Ed è accompagnata da un pacchetto non indifferente di piccole finezze che rappresentano un mezzo miracolo, in una produzione di questa portata.

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Le varie stanze sono ricche di dettagli, sebbene l'interazione sia piuttosto limitata e talvolta fine a sè stessa

A cominciare da un comparto tecnico piuttosto solido, che sfoggia un'ambientazione ricca di dettagli e di minuziosa dovizia di particolari. Le stanze dell'albergo (evidentemente ispirato al rinomato Overlook Hotel di Shining) sono curate nei minimi dettagli, con un quantitativo eccellente di elementi ed oggetti anche perfettamente contestualizzati all'interno del contesto narrativo.

Ne sono esempio i vari libri sparsi nella master suite, per ciascuno dei quali è stata addirittura scritta una sinossi di copertina, e che ci indirizzano alla professione del padre di Nicole ed agli anni in cui i fatti si svolgono - siamo nel '93.

È soprattutto sul fronte audio, tuttavia, che si registrano i risultati più interessanti. L'utilizzo di un sistema binaurale di riproduzione del suono, che naturalmente restituisce un effetto di tutt'altro rilievo se goduto in cuffia, impreziosisce e non poco l'avventura, aumentando notevolmente il tasso di coinvolgimento.

La qualità, la direzione e l'intensità dei suoni concorrono alla costruzione di un sound design importante e di qualità, in grado di conferire all'intera durata degli avvicendamenti quella vena thriller e pregna di tensione costante, che non ricade mai nella fin troppo facile trappola dello jumpscare.

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Il richiamo all'Overlook Hotel di Shining inscenato da Kubrick è forte. Le atmosfere non saranno da meno.

Non aspettatevi uno schema di gameplay, una consistenza ludica o particolari azioni da compiere. L'incedere è scandito esclusivamente da eventi da triggerare mediante l'interazione con specifici oggetti o il raggiungimento di luoghi specifici.

Consci di quanto vi apprestate ad affrontare, e del tipo di prodotto che vi troverete ad approcciare, il consiglio incondizionato è quello di dare una chance all'atmosfera ed alla scrittura di The Suicide of Rachel Foster. Potreste anche voi restarne sorpresi.

7 /10

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Riguardo l'autore

Luca Del Pizzo

Luca Del Pizzo

Redattore

Sedotto dalle avanguardie tecnologiche e da tutto ci che porti emozione, Luca non pu restare indifferente al fascino prorompente dei videogiochi. Ha la fortuna di coniugare questo amore con quello incondizionato per la scrittura. La vita, a volte, riserva cose meravigliose. Sino ad un nuovo Silent Hill degno di questo nome, tuttavia, non ancora abbastanza.

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