Animal Crossing: New Horizons - recensione

Un po' Minecraft, un po' The Sims, un po' Death Stranding: ecco il ritorno del life sim più speciale che ci sia.

Correva l'ormai lontano 2002 quando Animal Crossing per Nintendo GameCube raggiungeva il mercato occidentale. Era uno strano gioco, porting dell'Animal Forest (Doubutsu No Mori) uscito solo in Giappone l'anno precedente per Nintendo 64, ma accuratamente localizzato e adattato per essere accessibile a un pubblico culturalmente molto diverso.

Oggi, a quasi due decenni di distanza, Nintendo Switch vede arrivare con un lancio worldwide Animal Crossing: New Horizons, un gioco che ha raggiunto con successo il delicato equilibrio alchemico fra tradizione e innovazione.

È davvero incredibile ripensare a come, in meno di vent'anni, il mercato e il pubblico dei videogiochi siano cambiati così radicalmente: generazione dopo generazione, sono nate e morte console, periferiche e franchise, sono arrivati il gioco online, gli aggiornamenti software, il backup in cloud, le microtransazioni e i game as service; tutto è cresciuto, tutto è cambiato.

"Adapt, Evolve, Become": curioso come il mantra della serie TV Hannibal, di tutt'altro mood rispetto a un life sim colorato e spensierato, rispecchi alla perfezione lo spirito incarnato da Animal Crossing fin dalla sua prima apparizione.

Ogni nuova feature di New Horizons, di cui parleremo tra pochissimo, sembra essere la naturale, inevitabile evoluzione di quelle meccaniche che costituiscono da sempre l'essenza stessa di questa serie videoludica, a conferma di quanto avanguardistico, quasi visionario, sia stato quell'Animal Forest giunto alle porte del ventunesimo secolo.

Con il suo invincibile fiuto per gli affari, il procione Tom Nook ha dato il via al Pacchetto Isola Deserta, un bundle dal prezzo accattivante che offrirà ai coraggiosi acquirenti la possibilità di farsi una nuova vita su un fazzoletto di terra incontaminato.

Una volta giunti a destinazione tramite un velivolo della Dodo Airlines (e chi non si sentirebbe al sicuro a bordo di un aereo guidato da un animale incapace di volare e con la tendenza a estinguersi?), il nostro alter ego dovrà darsi da fare per piantare la propria tenda, raccogliere legna e frutti e dare inizio a un falò di benvenuto, in compagnia di altri due aspiranti abitanti, Tom Nook e i suoi assistenti Mirco e Marco.

Il caro Nook noterà in noi la scintilla del potenziale e per questo ci nominerà di lì a poco portavoce dell'isola (alla quale il giocatore potrà dare il nome che preferisce) e inizierà ad affidarci sempre più incombenze per il miglioramento della qualità della vita del luogo.

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Dopo questo, Tom Nook sarà fiero di noi. O forse no.

Come anche nei titoli precedenti, Animal Crossing: New Horizons non offre una vera e propria trama, ma l'arrivo di nuovi NPC (abitanti, mercanti e non solo) sarà legato alla progressione del giocatore.

Il fazzoletto di terra su cui partiremo sarà completamente disabitato, pieno di erbacce e rami caduti, ma sarà nostro dovere (e piacere) quello di rendere l'isola più curata e bella e Nook, notando il nostro impegno, ci concederà sempre maggior spazio di manovra e passerà dal regalarci qualche fiore da piantare, a progetti via via più complessi, fino a concederci l'autorizzazione per l'installazione d'infrastrutture come ponti e rampe.

Un'isola più curata è anche un'isola più bella e desiderabile su cui vivere, e questo porterà all'arrivo di nuovi cittadini e all'apertura di nuovi negozi, alcuni dei quali potranno anche espandersi col tempo per offrire prodotti più vari e numerosi.

A un certo punto del gioco, si acquisirà anche una vera e propria licenza di terraforming, che consentirà un controllo pressocchè totale sull'aspetto del nostro piccolo angolo di paradiso.

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Pur se in maniera assai più semplice e idilliaca della vita vera, Animal Crossing: New Horizons simula molto bene la costante condizione di debito che il nostro alter ego dovrà affrontare giorno dopo giorno.

A differenza dei precedenti Animal Crossing, infatti, l'arredamento della casa e la creazione di modelli da indossare non saranno gli unici elementi personalizzabili: l'intera urbanistica sarà nelle mani del portavoce dell'isola, negozi compresi. Questo potrebbe preoccupare i giocatori di lunga data: l'assenza di un "villaggio di partenza", sostituito da una "tabula rasa", potrebbe sminuire l'identità della mappa di gioco e degli stessi abitanti.

Per fortuna, non è questo il caso, anzi: l'atmosfera di entusiasmo e solidale collaborazione tra i vari comprimari crea un ambiente accogliente fin dai primi minuti di gioco e ogni singola azione regala un senso di soddisfazione e appartenenza a una comunità, sia essa la collocazione di un silos per il grano, la costruzione di un nuova staccionata per la bottega delle Sorelle Ago e Filo, o un nuovo ibrido di tulipano da raccogliere dopo tanta pazienza e innaffiatoi rotti.

E, a tal proposito, impossibile non menzionare l'altra, fondamentale novità introdotta da Animal Crossing: New Horizons. Il sistema di crafting è legato a doppio filo con quello di terraforming, e permette ai giocatori di creare (e, in un secondo momento, anche di personalizzare) decine e decine di progetti di ogni tipo, da arredamenti per la casa, ad abbellimenti per l'isola, proseguendo con i classici attrezzi che ogni portavoce dovrebbe tenere nelle proprie tasche per far fronte a qualunque esigenza, come pale, asce, retini per gli insetti e canne da pesca.

Il buon gufo Blatero, infatti, non si è lasciato sfuggire l'occasione di studiare la fauna e gli antichi reperti locali, la cui raccolta sarà solo una delle possibili attività a disposizione del giocatore per passare il tempo e migliorare la propria isola.

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Che sia il primo o il milionesimo, ogni fossile recuperato regala un piccolo brivido di soddisfazione.

Animal Crossing: New Horizons è, in un certo senso, tutto ciò che un gioco moderno tende a non essere: nessun agonismo con gli altri giocatori, nessuna classifica o ritmo frenetico. Anche la definizione di "life sim" non è del tutto corretta, visto che ogni possibile frustrazione, fallimento o negatività della vita reale è completamente assente.

Quello di Nintendo è un titolo che forse andrebbe consigliato ai videogiocatori navigati, ancor prima che ai più giovani: un mondo dove l'impegno e la pazienza vengono premiati, dove rispettare gli altri è sempre preferibile alla maleducazione; un'utopia forse, dove il denaro cresce davvero sugli alberi e i regali cadono dal cielo, ma non per questo con una morale da prendere sottogamba.

Un altro aspetto da non fraintendere è il ritmo che il titolo impone al giocatore per avanzare nella "quest principale", necessaria a espandere poteri e possibilità del protagonista. Il nostro consiglio più spassionato è quello di non modificare assolutamente data e orario della vostra console per accelerare alcuni processi: innanzi tutto, è considerabile a tutti gli effetti come barare; in secondo luogo, esagerando con il time skip, la comunità dell'isola potrebbe subire ripercussioni; infine, i tempi di attesa per alcune attività, quali ad esempio la ristrutturazione della propria casa, possono essere impiegati in maniera assolutamente fruttuosa, questo a prescindere dal momento della giornata in cui si ha possibilità di accendere la console.

Ben prima che il Death Stranding di Kojima facesse capolino sul mercato, Animal Crossing insegnava l'arte della pazienza e dell'importanza del legame con gli altri, con videogiochi in cui, ancor prima dell'ottenimento di un risultato, era il tempo investito a regalare grandi soddisfazioni e piccole sorprese.

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La personalizzazione di ciò che si crea permette di ottenere una maggiore armonia tra gli ambienti, sentendosi più a casa.

Ogni azione avvicina il giocatore a un traguardo, sia esso principale o intermedio. Vivere e lavorare sull'isola permette di accumulare non soltanto stelline, la classica moneta del mondo di Animal Crossing, ma anche Miglia Nook, valuta di scambio ideata dallo stesso - furbetto - procione, con la quale sarà possibile acquistare oggetti unici, come ad esempio il Coupon Miglia Nook. Una volta stampato il biglietto, la Dodo Airlines offrirà un viaggio di andata e ritorno verso un'isola vicina, scelta casualmente, ove sarà possibile raccogliere liberamente le risorse disponibili e, perché no, invitare eventuali viaggiatori ivi presenti a trasferirsi nel nostro angolo di oceano.

Queste attività extra si aggiungono al classico tran tran quotidiano, che ciascun giocatore può gestire come preferisce: conversare con i coloratissimi isolani (tra i cui volti noti spiccano anche diverse new entry), innaffiare i fiori e raccogliere frutta, estirpare erbacce, andare a caccia d'insetti, pesci, fossili per completare la collezione del museo... in Animal Crossing: New Horizons non esistono strade sbagliate, ma solo vie diverse da percorrere per raggiungere il proprio scopo.

Parliamo infine brevemente delle feature online, componente del gioco non ancora attiva al momento della stesura di questa recensione, in quanto verranno rese disponibili al day one con un aggiornamento gratuito del software, ma che promettono di diventare una componente chiave dell'esperienza di pura condivisione con gli altri giocatori.

Lo sportello della Dodo Airlines offre la possibilità di ricevere un altro giocatore, o far visita alla sua isola; nel caso in cui questi non fosse nella lista amici, per incontrarsi basterà condividere un codice univoco.

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Le attività da fare sulla propria isola consentono sia di giocare una partita veloce, che un'esperienza immersiva di ore e ore consecutive.

Come nei precedenti Animal Crossing, avere accesso al "mondo" altrui non permette di alterarlo in alcuna maniera, a meno di essere "Migliori Amici": facendo parte della lista Migliori Amici, infatti, si avrà piena libertà di raccogliere e piantare fiori e arbusti, catturare, pescare e persino costruire!

Potranno essere presenti fino a otto giocatori per isola e ben quattro persone potranno giocare contemporaneamente in locale, sullo stesso sistema di gioco, oltre che possedere la propria, personale abitazione. Per converso, non sarà possibile creare più di un'isola per Nintendo Switch, anche nel caso di più account registrati, ciascuno con la propria licenza software.

Limite tecnico o meno, il motivo è sicuramente anche concettuale, in quanto è la natura stessa di Animal Crossing: New Horizons a spingere i giocatori a vivere insieme l'esperienza, e quale migliore occasione di una console "smezzata"?

Certo, rimane a dir poco utopica l'idea di un'intera famiglia o gruppo di amici riuniti insieme a giocare, chini a sgomitare sul medesimo schermo, ma anche solo il fatto che questa possibilità sia stata contemplata, mostra quanto importante venga considerata la condivisione all'interno di New Horizons.

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Tornano le (purtroppo) indimenticabili freddure dei concittadini, ora isolani, come anche un'ottima localizzazione italiana di ogni testo presente nel gioco.

A questo viene incontro Fotopia (accessibile anche giocando in solitaria), vero e proprio paradiso per gli amanti della fotografia. I giocatori potranno creare i loro set fotografici, arredandoli e illuminandoli a loro discrezione, posizionare altri giocatori o NPC nella posa di gruppo e immortalare ricordi unici. Anche il Nookphone a disposizione del giocatore permette di scattare selfie in qualunque momento della giornata, ma la differenza tra una foto rubata allo scorrere del tempo e un vero e proprio set organizzato è, ovviamente, abissale.

Ultimo ma non meno importante sarà il rilascio al momento della pubblicazione del gioco del Nooklink, applicazione gratuita che consentirà ai giocatori di scannerizzare i codici QR dei design personalizzati di Animal Crossing: New Leaf e Happy Home Designer, e accedere a una comoda chat scritta e vocale con altri giocatori, più altre potenziali applicazioni future per la componente online.

Ci sarebbe molto altro da dire ma non sarebbe che un reiterare il medesimo, semplice concetto: Animal Crossing: New Horizons sembra, al momento, un centro perfetto da parte di Nintendo, un titolo in grado di arricchire con nuovi ingredienti una ricetta unica e bilanciata, caratterizzandone ogni elemento, dal comparto grafico a quello musicale, con piccoli e incredibili dettagli, che non alterano l'iconicità dell'ip ma la rendono, semplicemente, più bella.

Animal Crossing: New Horizons si fa forza dell'evoluzione tecnologica dell'ultimo decennio e dell'esperienza raccolta con New Leaf e nei vari titoli spin-off: il gioco possiede un'anima da sempre presente nel franchise, ma mai pienamente espressa come oggi.

Non resta che attendere il lancio e sperare in una lungimirante gestione degli aggiornamenti gratuiti e delle (possibili, ma non ancora confermate) microtransazioni, a coronamento di un titolo assai vicino alla perfezione concettuale ed esecutiva, vero e proprio Nuovo Orizzonte di questo florido, eccezionale brand.

9 /10

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Riguardo l'autore

Lara Arlotta

Lara Arlotta

Redattore

Scrive, blatera e videogioca, spesso contemporaneamente e da oltre due decenni. L'unico modo per fermarla è darle da mangiare, ma l'effetto è solo temporaneo. Sono ancora in corso delle indagini confidenziali per comprendere se si tratti di un essere umano o di una credibile riproduzione, inviata nell'era contemporanea da una civiltà eternauta.

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