The Division 2: Warlords of New York - recensione

Torniamo nella Grande Mela per chiudere i conti.

Parlare di The Division, in questo clima di allarme pandemico, fa un certo effetto. Difficilmente troviamo titoli con temi trattati cosi vicini alla nostra vita quotidiana. Non siamo di fronte a battaglie contro alieni nello spazio e nemmeno in un mondo stile Mad Max: The Division è ambientato sul pianeta Terra, nelle nostre città ed è terrificante costatare quanto sia vicino alla realtà.

Viviamo una crisi planetaria che non lascia spazio alla compassione e all'aiuto reciproco, dove la sopravvivenza del più forte è l'unica legge. Un contorto darwinismo che spaventa. Ed è per tale ragione che questo gioco, così brutalmente realistico nei temi trattati, rimane un assoluto caposaldo nel genere dei "what if".

Il nostro protagonista non è un super eroe, non ha poteri speciali o incantesimi: è umano. Certo, è altamente addestrato all'uso di ogni tipo d'arma e dotato di gadget high-tech, ma è pur sempre umano. I proiettili alla testa lo uccidono come chiunque altro e fallire è sempre una possibilità più reale di quanto si possa immaginare.

Le strade di Washington e New York, silenziose e abbandonate sono molto più terrificanti di un'orda di zombi affamata. È il nostro mondo, in ginocchio. E noi siamo l'unica speranza. O almeno, cosi la pensavamo. Dopo il fallito inseguimento ad Aaron Keener nel luna park di Coney Island, la missione della Divisione è chiara. Mettere la parola fine al suo piano destabilizzante. Tutti gli indizi ci portano nuovamente a New York, e precisamente a Lower Manhattan.

Dopo un breve viaggio in elicottero ci troviamo in un ambiente familiare: la neve natalizia del primo titolo ha lasciato il posto alla devastazione portata da un uragano che, come una ciliegina sulla torta, ha messo ancora più in ginocchio questa metropoli. I Rikers (criminali fuggiti dall'omonimo carcere) e i Purificatori (dotati di letali lanciafiamme) controllano ancora la Grande Mela.

Dopo una breve schermaglia ci troviamo nell'ultimo avamposto, Haven, la nostra nuova zona operativa. Ed è qui che sbattiamo la faccia contro la cruda realtà. La Divisione non è più considerata come l'ultimo baluardo della difesa ma come causa di molti dei problemi. La diffidenza della comunità di Haven e in generale di Lower Manhattan, è tuttavia ben fondata. Keener è pur sempre un traditore del gruppo, cosi come i suoi luogotenenti, ed è lui il fautore di questa crisi globale sin dal principio, con la creazione e diffusione del virus che ha messo in ginocchio le nostre metropoli.

Nonostante le rimostranze di Rhodes, uno dei protagonisti del primo gioco, dimostreremo che almeno del nostro agente ci si può fidare. E finite le varie cinematiche, finalmente possiamo dare un occhio a tutte le novità di questa espansione. Ce ne sono davvero tante.

In Warlords of New York (WONY da adesso in poi), la mappa non è interamente visibile dall'inizio e le missioni si attivano in seguito alla nostra esplorazione dei vari quartieri. Prima di affrontare Keener, infatti, dobbiamo eliminare i suoi quattro luogotenenti, ognuno al comando di una delle quattro zone in cui l'isola è divisa. Parliamo di Vivien Conley, ingegnere chimico a capo di una frange estremista di purificatori; Theo Parnell, ingegnere esperto in droni e hacking; Javier Kajika, un black ops in cerca di vendetta; e infine James Dragon, esperto di esplosivi a capo della fazione dei Rikers.

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Ecco la schermata del nuovo season pass che ci propone numerosi contenuti speciali pianificati per le prossime settimane!

Questo cambio di rotta è assolutamente azzeccato perché abbiamo davvero l'impressione di essere nel mezzo di una caccia all'uomo, trovando indizi e registrazioni che ci fanno capire un po' di più le varie motivazioni e le sottotrame.

In aggiunta a tutto questo le cinque missioni principali e le otto missioni secondarie sono da affrontare in sequenza, creando pertanto una narrativa con un inizio e una fine, diversamente da quanto accade in Washington DC in cui le varie missioni sono punti sulla mappa che si possono affrontare in qualunque ordine e che in parte interrompono la narrazione. Non solo, non potremo lasciare New York fino a quando la nostra caccia all'uomo sarà conclusa. Perdere tempo in DC non è un opzione!

Un'altra novità è l'introduzione di una difficoltà globale per il mondo di gioco. Non più quindi i vari world tier da uno a cinque ma semplicemente Normale, Difficile, Molto Difficile ed Eroico. Questo crea una sfida di gran lunga superiore per il giocatore, che ora deve stare molto più attento nell'affrontare piccoli gruppi di criminali, perché ogni combattimento può essere fatale. Se tutto questo non bastasse, abbiamo anche l'introduzione di cinque modificatori per aggiungere complessità e realismo alle nostre sessioni.

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Alcune zone di New York ancora sfoggiano decorazioni natalizie, l'unico segno di una normalità dimenticata.

Un sistema simile fu introdotto nel primo titolo nella sezione Underground e, di fatto, permette ai giocatori di crearsi un'esperienza completamente personalizzata. Fra i modificatori abbiamo per esempio la salute che non si rigenera o la sparizione della minimappa. Tutto questo ovviamente aumenta la quantità di esperienza ottenuta dalle varie attività svolte e oggetti via via più potenti. Per tre delle fortezze di Washington DC, infine, abbiamo l'introduzione della difficoltà "Leggendaria", di cui al momento abbiamo poche informazioni ma che è probabilmente comparabile a un Raid.

Con WONY e il level cap portato a 40, avremo a nostra disposizione un modo tutto nuovo di personalizzare e ottimizzare il nostro personaggio. Per chi è familiare con Diablo 3 e il paragon system, aumentare di livello dopo aver raggiunto il cap non ci porta più una cassa con oggetti che spesso vengono smantellati ma un nuovo sistema di abilità passive in cui assegnare punti, che andranno a sistemare ciò che non siamo riusciti ad ottenere con l'RNG del gioco. Tra i parametri troviamo il danno delle armi, e l'aumento della salute e dell'armatura tanto per citarne alcuni, con un'interessante quinta area in cui assegnando punti otterremo soldi o materie prime per il nostro tavolo da lavoro.

Dopo aver speso un anno cercando di ottenere oggetti con le migliori statistiche possibili, con build focalizzate su danno a elite che rendevano inutile la diversificazione fra classi, navigando in mezzo a talenti e set, WONY introduce un sistema molto più lineare e di facile consultazione.

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New York all'alba. Il profumo di loot all'orizzonte ci risveglia come un buon caffe!

Le armi di massimo livello hanno due attributi primari, 1 attributo e 1 talento. Per quanto riguarda le armature, solo zaini e armature del torso sono dotate di talenti. Una semplificazione questa che rende chiaramente visibile al giocatore quando un nuovo oggetto è migliore di quelli posseduti, e che pertanto impedisce build tutte uguali, vero problema del gioco durante tutto il primo anno.

Non solo. La ricalibrazione ha subito un totale restyling con l'introduzione della Libreria. Ogni talento estratto è archiviato per usi futuri, riducendo al minimo gli oggetti da conservare. Lo stesso discorso vale per attributi primari e attributi secondari, per i quali è possibile archiviare percentuali e bonus più alti fino ad ottenere il valore massimo. Finalmente abbiamo un sistema chiaro e facile da usare!

La caccia a Keener e ai suoi scagnozzi ci permetterà di migliorare l'arsenale di gadget a nostra disposizione. Ognuno di questo agenti, infatti, una volta sconfitto ci "donerà gentilmente" la sua abilità speciale. Trappole elettriche, Esche Olografiche e il ritorno delle Bombe Adesive (normali e incendiare), vanno pertanto ad ampliare la personalizzazione della nostro build, offrendo ulteriore diversificazione.

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Il nuovo sistema di progressione si attiva solo dopo aver raggiunto il livello massimo (40) e dopo aver completato la storia. Possiamo quindi migliorare numerose abilita' passive, magari trascurate da gear non perfette.

Un'altra novità è l'introduzione di eventi stagionali con una progressione free (che fornisce armi ed armature di alto livello) e una a pagamento (principalmente skins e casse di materiali), modello questo assai simile a quello implementato da Destiny 2 o Modern Warfare.

Ogni evento stagionale è legato ad una serie di nuovi bersagli da eliminare (nessuno spoiler, non preoccupatevi). Questi obbiettivi non saranno tutti disponibili da subito ma subiranno una rotazione settimanale, per tenere incollati i giocatori su Division 2!

Parlando della grafica, c'è da dire che supera se stessa. La nuova zona di New York è spettacolarmente spettrale. Alcune delle missioni hanno ambientazioni mozzafiato: la notte è cupa, oscura e ci rendiamo conto di quanto la neve del primo titolo desse quel tocco di luce in più durante pattuglie al buio. WONY non ha questo beneficio, e ancora una volta tutto sembra molto reale. Anche troppo.

In conclusione The Division 2: Warlords of New York è un'espansione incredibile, dal punto di vista concettuale, tecnico e narrativo. La completa ristrutturazione delle meccaniche del gioco, le nuove aree e in generale il senso di realismo che colpisce il giocatore come un pugno nello stomaco, rendono questo titolo il miglior looter shooter in circolazione. Ora scusateci New York ha bisogno di noi.

9 /10

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Alberto Naso

Alberto Naso

Redattore

Appassionato di videogiochi fin dall'infanzia, non sembra voler smettere da adulto. Streaming, articoli e la gestione di un negozio di giochi riempiono le sue giornate, col desiderio di giocare sempre un'altra partita. Potreste incontrarlo molto probabilmente nelle vaste terre di Azeroth.

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