Ho sempre saputo che sarebbe arrivato il giorno in cui avrei dovuto affrontare una conversazione seria con mio figlio sulla vita, ma quando è arrivato quel momento non ero ancora pronta.

"Mamma”, mi ha detto, mentre mi fissava con i suoi grandi occhi blu da bambino di sette anni, “Che cos'è un iPod?”

UN IPOD. Mi ero preparata a spiegare tutto sulle cassette, commuovendomi forse nel descrivere l'inserimento della cassetta nel supporto dell'Amstrad CPC 464 per poi premere play e andarsene in vacanza per una quindicina di giorni sperando che si sarebbe caricato una volta tornata. O anche i CD. I LaserDisc, se la situazione si fosse fatta davvero intensa. Ma sembra ieri quando caricavo il mio iPod con gli ultimi successi di Samantha Mumba e Dane Bowers.

Mi sono un attimo preparata e poi ho risposto: “Beh, una volta i telefoni non permettevano di riprodurre musica”.

"COSA?"

"È vero."

"E allora cosa facevano?"

"Erano telefoni. Facevano solo telefonate”, ho iniziato così, prima di lanciarmi in una lunga spiegazione che includeva anche una valida argomentazione sul perché il Jukebox di Creative fosse effettivamente un prodotto superiore, e probabilmente mi sono soffermata troppo a lungo sulla sorte dello Zune di Microsoft.

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'You ain't nothing but a fake breasted slut... Hope your silicone bursts', cantava Dane Bowers in questo disco del 2001. Purtroppo la sua candidatura per il Nobel per la letteratura è stata respinta.

La conversazione mi ha fatto ricordare che mio figlio è molto fortunato: non conoscerà mai la noia di trascinarsi dietro un telefono, l'iPod, lo Psion, il Game Boy Advance e tutte le batterie, i cavi e i caricabatterie associati.

In effetti, quando Charlie sarà abbastanza grande da avere un telefono, la tecnologia sarà avanzata a tal punto che non avrà bisogno di portarselo dietro. Non avrà nemmeno più un portafoglio. Avremo tutti dei microchip impiantati direttamente nel cervello e Charlie potrà entrare in un negozio e comprare un pacco di spaghetti semplicemente sbattendo le palpebre. (Non che a quel punto ci saranno i negozi, naturalmente. Né gli spaghetti dopo l'attuazione della Brexit).

Se da una parte la sua generazione è fortunata dal punto di vista degli hardware, non sono sicura che lo sia altrettanto dal punto di vista dei contenuti. Me ne rendo sempre conto quando proviamo a trovare un film da guardare insieme. Ci sono un sacco di film d'animazione, ma entrambi abbiamo visto così tanti cani parlanti che ci bastano per tutta la vita. Per quanto riguarda le produzioni live action, tutto quello che ci potrebbe piacere, come Ready Player One, Guardians of the Galaxy e quel film di Star Wars con quel robot che mi ricorda sempre il più piccolo dei Krankie, sono classificati come non adatti ai minori di 12 anni.

So bene che questa classificazione rappresenta un consiglio per i genitori, e tutti noi dobbiamo prendere le nostre decisioni basandoci sulla conoscenza che abbiamo dei nostri figli, ma so anche che mio figlio ha chiesto di poter abbandonare la proiezione di Zootropolis perché aveva paura del toporagno anziano.

In confronto, mi sento come se fossi cresciuta nell'età d'oro dei film per minori accompagnati dai genitori. Ghostbusters, Indiana Jones, Space Camp - Gravità zero, Avventura nel tempo, Navigator… Dov'è il Labyrinth di mio figlio? Dov'è la sua Storia Infinita? VOGLIO CHE MIO FIGLIO POSSA GUARDARE UN CAVALLO CHE ANNEGA NELLA PALUDE MENTRE LIMAHL CANTA, è chiedere troppo?

La mia è stata anche una grande epoca per essere dei giovani videogiocatori, ovviamente. Abbiamo due enormi figure tra cui scegliere: quell'elegante furbacchione di Sonic, con la sua velocità mozzafiato e il suo sofisticato set di mosse e Mario, che ha un cappello.

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ARTAAAAAAAAAAAAAAAAAX oh, per l'amor di Dio, sarebbe stato meglio mettere un avvertimento all'inizio dell'articolo che ci sarebbero stati riferimenti alla morte del cavallo nella Palude

Questi due, ancora adesso, non solo stanno andando forte, ma continuano a dominare il mercato. Con tutti i progressi a livello di hardware e nella grafica 3D fotorealistica, che cosa si è inventata l'industria videoludica per offrire a mio figlio una mascotte moderna per i giochi platform? Knack. Che, come tutti sanno, non è altro che un Bubsy emo.

La bella notizia però è che quando si tratta di trovare un gioco per la famiglia, c'è l'imbarazzo della scelta. Adoriamo le nuove iterazioni di franchise classici come Zelda e abbiamo trascorso un sacco di tempo godendoci il remake di Crash Bandicoot. (In realtà, mio figlio dice che è troppo difficile, ma ha passato ore a guardarmi giocare mentre cercavo di non imprecare continuando ad inciampare su quello str***o di pinguino).

Ci sono poi tutte le nuove serie tra cui scegliere, come Just Dance, LittleBigPlanet, Ratchet & Clank e Splatoon. Mio figlio è ancora un po' troppo piccolo per Minecraft e Fortnite, ma c'è già parecchio materiale, oltre che, ovviamente, altri quattromila giochi Lego.

Per una volta, l'industria dei videogiochi è un passo avanti a Hollywood. Sono stanca di guardare film a cui vengono aggiunte violenza e parolacce solo per attirare un pubblico più adulto, quando avrebbero potuto tranquillamente realizzare dei film perfetti per tutta la famiglia. Gli sviluppatori, invece, sembrano aver capito che è meglio creare prodotti mirati direttamente ai bambini e che è possibile renderli divertenti anche per gli adulti.

Forse però il cinema sta recuperando terreno. Mio figlio è andato tempo fa a vedere con il suo amichetto il film live-action, adatto a tutti, Bumblebee. È tornato a casa più entusiasta di quanto lo avessi mai visto per un film. “Sembra che ti sia divertito”, ho detto. “Che cosa ti è piaciuto di più del film?”

"Hanno detto la parola che inizia per 'm' due volte." Questo è il mio ragazzo.

E questa è la verità. Nonostante tutti questi enormi, incredibili, colorati e fantasiosi mondi di videogiochi a portata di mano, e nonostante tutti i miei sforzi, il suo gioco preferito rimane FIFA.

Almeno la cosa mi offre alcune opportunità educative. L'estate scorsa, siamo andati nel nostro negozio di videogiochi di fiducia. Charlie era perplesso dal fatto che non avremmo potuto prendere una copia di FIFA 19, nonostante le pubblicità ricoprissero il negozio.

"Sono solo pre-ordini, non uscirà fino a settembre”, ha detto l'uomo dietro il bancone. “Esce un nuovo FIFA ogni anno”, ha affermato saggiamente, non riconoscendo naturalmente la mia carriera da giornalista durata 17 anni e la mia recente esperienza come una delle protagoniste di uno show dedicato ai videogiochi .

Mio figlio però ha insistito a spendere 99 centesimi del suo regalo di compleanno per una copia usata di FIFA 15. Ci ha giocato esattamente per otto minuti prima di dichiarare: “È proprio come FIFA 18, ma un po' più brutto.”

"Già", ho detto. "Allora come pensi che sarà FIFA 19?"

Ci ha rimuginato un attimo “Come FIFA 18, ma fatto un po' meglio?”

"Benvenuto nel mondo dei videogiochi, figliolo."

Riguardo l'autore

Ellie Gibson

Ellie Gibson

Redattore

Ellie spent nearly a decade working at Eurogamer, specialising in hard-hitting executive interviews and nob jokes. These days she does a comedy show and podcast. She pops back now and again to write the odd article and steal our biscuits.

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