Minecraft Dungeons - anteprima

Un cubetto per ghermirli e nel buio incatenarli. 

Rilassanti note al pianoforte, cubetti in Java, creature iconiche come i Creeper, un'isola magica per dar vita a qualsiasi fantasia. Questi sono solo alcuni degli ingredienti che hanno permesso a Minecraft di trasformarsi in una fra le opere videoludiche più amate di tutti i tempi, un fenomeno generazionale capace di accogliere sui suoi lidi oltre 91 milioni di videogiocatori.

Ma se dieci anni fa ci avessero detto che quella piccola scatola delle costruzioni si sarebbe trasformata in un roguelike che strizza l'occhio a Diablo, e che sarebbe stato solamente un piccolo passo nella creazione di un vero e proprio "Minecraftverse", probabilmente non ci avremmo creduto.

Invece, dopo aver conosciuto tutte le forme che la creatura di Notch è stata in grado di assumere nel corso degli anni, quella di mettere in piedi un'avventura cubettosa nella cornice di un'inquadratura isometrica risulta un'operazione estremamente naturale. Le regole del mondo di Minecraft hanno dimostrato di sapersi piegare e adattare a qualsiasi circostanza, e vi possiamo garantire che non stonano neppure quando immerse nell'atmosfera oscura che storicamente avvolge i dungeon crawler.

Sia chiaro, l'aria che si respira è quella tipica di Minecraft, un mosaico composto dagli inconfondibili cubetti che hanno reso celebre la serie, stavolta pronti a intrecciarsi per dar vita ad antiche rovine sepolte, vulcani sporcati dal magma, altissime catene montuose e centinaia di agguerriti nemici. Eppure, c'è qualcosa di diverso rispetto al solito, anche se inizialmente risulta piuttosto difficile capire di cosa si tratti.

Non appena si raggiunge l'Accampamento, ovvero l'hub di gioco da cui lanciare le varie missioni, tutto diventa improvvisamente più chiaro: il team di sviluppo ha scelto di riversare l'amore che nutre per il genere e per l'immaginario fantasy all'interno di questa nuova avventura, cullando i giocatori attraverso una soave voce narrante, trapiantando una disorientante ispirazione "Tolkieniana" in mezzo alle forme geometriche e rendendo omaggio ai più grandi esponenti del sottobosco roguelike.

È un'avventura alla portata di tutti, quindi, adatta al palato dei più piccoli e al tempo stesso costruita per rispondere alle esigenze dei fan più hardcore del classico crawler. Gli sviluppatori ci hanno mostrato i livelli di difficoltà più arrabbiati, e siamo rimasti sorpresi nel constatare come il caos che si viene a creare su schermo non abbia nulla da invidiare agli scenari già esplorati dai più ambiziosi fra i giocatori di Diablo e Path of Exile.

La differenza, ovviamente, risiede nell'arsenale, nell'ambientazione e nella caratterizzazione dei nemici. Avviando una missione, infatti, ci si trova spesso e volentieri ad esplorare grotte e dungeon invasi da migliaia di scheletri, zombi, melme e tonnellate di altre creature cubettose, oltre che da boss particolarmente spaventosi e determinati a impedire ai protagonisti di portare in salvo gli immancabili "villager" rapiti.

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Questa scena ci sembra di averla già vista in fondo alle Miniere di Moria.

Mele, bistecche e cosce di pollo fanno le veci delle pozioni, talvolta capita di raccogliere da terra cubetti di TNT da sfruttare per uscire dalle situazioni più difficili, ma il vero tesoro risiede nel loot, che in Minecraft Dungeons diventa protagonista assoluto dell'esperienza. Dal momento che non sono presenti classi come l'arciere, lo spadaccino e via discorrendo, il funzionamento del PG è determinato unicamente dai pezzi di equipaggiamento in uso, che alzano il sipario su un sistema di progressione stilizzato e al tempo stesso profondo.

L'equazione è molto semplice: si può equipaggiare un'arma a distanza, una per il combattimento corpo a corpo, diversi pezzi d'armatura e tre artefatti che, probabilmente, rappresentano l'elemento più importante del loadout. Se le armi funzionano proprio come ci si aspetterebbe e si declinano fra archi, lame doppie, spadoni e chi più ne ha più ne metta, gli Artefatti sono una novità di Minecraft Dungeons, piccoli oggetti magici che stravolgono completamente il funzionamento di ciascun personaggio.

Gli Artefatti sono l'esatto equivalente delle abilità tipiche dei classici del genere, ma in questo caso il potere non è limitato da alcun sistema di classi, alzando il sipario su interessanti opportunità di character building. Ne abbiamo visti alcuni capaci di sottomettere i nemici e costringerli a combattere i propri simili, altri in grado di scatenare la furia degli elementi e altri ancora figli dello humor di Mojang, fra ossa per richiamare lupi e canne da pesca da sfruttare come rampini.

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Non bisogna farsi ingannare dal sottotesto a tema Minecraft. Dungeons vi scaglierà contro nemici a non finire.

Anche se Minecraft Dungeons disporrà di una trama ben definita da portare a termine da soli o assieme a un gruppo di amici, è piuttosto evidente che il progetto punti con decisione verso la formula del "never ending game". Scavando un po' più a fondo, infatti, si scopre un sistema di equipaggiamenti basato sulla medesima scala di rarità che ha fatto capolino in titoli come Destiny e World of Warcraft, secondo una formula fatta di sfide sempre più difficili e drop sempre più preziosi.

Fra punti da spendere per potenziare gli oggetti e devastanti incantesimi che arrivano persino a congelare gli avversari al semplice tocco dell'armatura, i collezionisti più accaniti troveranno pane per i propri denti, incontrando un mondo che ha sempre in serbo un nuovo ostacolo da superare. Una volta conclusa la modalità normale, infatti, si aprono i battenti della classica avventura, che a sua volta custodisce l'ingresso della temibile Apocalisse, decisamente poco adatta ai deboli di cuore.

Fra le feature più interessanti spicca la possibilità di modificare ulteriormente il livello di sfida relativo ad ogni singola missione grazie a uno slider che si declina lungo dieci opzioni diverse, ciascuna dotata di loot e caratteristiche differenti. Inoltre, la struttura dei dungeon è un'interessante ibridazione che mescola nemici e paesaggi generati proceduralmente con boss ed elementi posizionati a mano, con la conseguenza che ogni singola run potrebbe nascondere nuovi segreti e camere disseminate di preziose Gemme.

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La schermata degli equipaggiamenti è piuttosto immediata e racchiude l'intero sistema di progressione: le armi, le armature e gli artefatti.

Insomma, quella di Minecraft Dungeons è un'offerta eccellente nella sua estrema semplicità, adatta a qualsiasi genere di pubblico e tecnicamente ineccepibile, non solo sul piano grafico, ma anche e soprattutto dal punto di vista del gameplay. Che si voglia trascorrere qualche minuto spensierato seminando il caos fra le orde di cubetti o affrontare l'avventura di una vita assieme a un gruppo di amici, basta una rapida visita all'Accampamento per gettarsi a capofitto nel cuore dell'azione.

Immediatezza, accessibilità, carattere. Gli assiomi alla base del successo di Minecraft continuano a vivere attraverso Dungeons, una deriva fortemente desiderata dai ragazzi di Mojang e pronta a trasformarsi in realtà il prossimo 26 maggio, data in cui il titolo vedrà luce su tutte le piattaforme. E anche se non abbiamo ancora potuto posare lo sguardo oltre i cancelli della beta, siamo certi che il risultato sarà all'altezza delle aspettative. Dopotutto, è di Minecraft che stiamo parlando.

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