Iron Danger - recensione

Un RPG al passo coi… tempi.

Chi legge le pagine di Eurogamer sa quanto teniamo in considerazione l'innovazione nei videogiochi, lo sforzo creativo che porta un team ad abbandonare strade vecchie (e decisamente più sicure) per intraprendere viaggi di design dal risultato incerto. Queste scommesse sono il seme da cui nascono nuove meccaniche e, a volte, interi nuovi generi, quindi è chiara la loro importanza.

Quando queste innovazioni provengono poi da piccoli team indie (anche se spalleggiati da publisher di esperienza, come Daedalic), la cosa è ancora più apprezzata perché il rischio è ancora più alto e la ricompensa lungi dall'essere assicurata.

Iron Danger è un RPG che rientra proprio in quest'ultima categoria, un prodotto indie basato su un'idea forte che, anche se non originale al 100% (la manipolazione del tempo è presente nei videogiochi da tempo), viene implementata in una maniera unica.

L'idea di base è quella di un RPG con una forte componente narrativa. La storia guida completamente il gioco ed è divisa in capitoli e sezioni che fanno storia a sé, con la loro mappa, i loro obiettivi e le loro statistiche di fine livello.

All'interno di un livello avete libertà totale su come raggiungere l'obiettivo. Questo vuol dire che potete seguire l'approccio completista, eliminando tutti i nemici e cercando più loot possibile, o potete optare per una via più stealth in cui si minimizzano gli scontri con un attento studio della mappa e delle interazioni. Gli oggetti che si trovano in giro sono in gran parte artefatti per guarire le ferite ricevute in battaglia ma vi sono anche altri elementi che torneranno utili negli scontri, come i consueti barili di esplosivo (che potete lanciare e innescare a distanza con incantesimi di palla di fuoco).

Le interazioni con i personaggi della storia avvengono tramite dialoghi parlati con un doppiaggio di qualità assoluta. Anche i testi sono ben scritti, drammatici e ironici al punto giusto, e sempre rispettosi dei ruoli dei personaggi in gioco e dei loro rapporti con gli altri elementi della trama.

Iron Danger è un gioco basato sulla mitologia finnica e i developer sono stati molto attenti al livello qualitativo della narrativa. La storia viene introdotta in maniera veloce ed efficace e anche chi non sia particolarmente appassionato di narrative fantasy verrà coinvolto dalla pulizia e dallo stile generale con cui il gioco si presenta.

Proprio nelle prime battute Iron Danger mostra subito al giocatore quello che poi è il cuore dell'esperienza proposta, ovvero il sistema di combattimento. Ogni volta che si entra in contatto con un nemico (ovvero quando veniamo notati da un soggetto ostile), il gioco si ferma per dare spazio a una progressione temporale basata sugli "heartbeat", ovvero i "battiti di cuore", ognuno corrispondente a mezzo secondo d'azione.

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Con pochi nemici sullo schermo il sistema di combattimento di Iron Danger è letteralmente una gioia da giocare.

L'azione è quindi divisa micro-segmenti di mezzo secondo e avete sempre la possibilità di riavvolgere il tempo (fino a un massimo di sette heartbeat) utilizzando una barra di progressione nella parte bassa dello schermo. Su questa barra di progressione ogni heartbeat mostra anche l'azione intrapresa in quel momento.

Ma perché riavvolgere il tempo? Perché, ovviamente, le cose possono essere andate male nella realtà e volete provare con un azione diversa o combinando diversamente le azioni intraprese. Se questo vi sembra semplicemente un 'save scumming' più avanzato non avete completamente torto, ma l'idea qui viene portata ancora più avanti. Dopo i primi semplici scontri dovrete praticamente sempre utilizzare il riavvolgimento del tempo in maniera intensiva, al punto che vi sembrerà di essere dei montatori video alle prese con una scena d'azione da montare, e da montare nel modo più favorevole ai vostri personaggi.

"Personaggi" al plurale, esatto. In Iron Danger ne avrete quasi sempre a vostra disposizione due. Uno, fisso, è Kipuna, una giovane ragazza che dispone del potere di riavvolgere il tempo, e a cui si associano durante l'avventura altri personaggi che seguono i classici stereotipi delle classi RPG. Questo vuol dire che il "lavoro" di "editing" delle azioni di combattimento dovrà essere svolto su due personaggi cercando di combinare al meglio le loro abilità.

A proposito di abilità... ogni personaggio ne ha di peculiari, relative alla propria classe di appartenenza. Queste abilità si aggiungono e si upgradano abbastanza spesso alla fine dei livelli. Combinare l'utilizzo di queste skill è fondamentale per dominare i combattimenti e utilizzare al meglio la meccanica di riavvolgimento del tempo.

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Ci accingiamo a parare nella direzione evidenziata; il nemico che ci sta saltando addosso vedrà il proprio sforzo frustrato e noi potremo concentrarci su un attacco di risposta.

Più volte, per esempio, abbiamo utilizzato un forzuto guerriero per lanciare un barile esplosivo in mezzo a un gruppo di nemici per poi far scagliare a Kipuna una palla di fuoco e accendere il tutto proiettando i cadaveri dei nemici a diversi metri di distanza. I livelli sono piuttosto variegati e la libertà di navigazione permette al giocatore qualsiasi approccio in qualsiasi ordine. Potete quindi esplorare per cercare vie alternative e studiare la situazione dei nemici per trovare le strategie migliori. Poter scagliare i primi colpi è un grosso vantaggio che si combina meravigliosamente con il combattimento a simil-turni.

Insomma il combattimento di Iron Danger è profondo ed estremamente divertente. Ma non solo, è anche estremamente soddisfacente. Quando troverete la combinazione esatta di azioni e tempistica e vedrete l'azione fluire finalmente come l'avete pensata...beh onestamente era parecchio tempo che non provavamo una soddisfazione simile durante un combattimento in un rpg isometrico.

L'aspetto estetico è di ottimo livello con una direzione artistica che ha optato per uno stile steampunk fantasy molto colorato e giocoso. Le animazioni sono anch'esse ottime e questo è un gran bene perché un sistema che vi fa giocare costantemente con una moviola ha bisogno di animazioni coerenti, precise e senza scatti; sotto questo aspetto Iron Danger non delude.

L'interfaccia è invece solo discreta a causa di un livello estetico non all'altezza del resto della produzione: funziona tutto come dovrebbe e i pulsanti sono dove ci si aspetterebbe, ma è chiara la differenza qualitativa con il mondo di gioco.

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Il tutorial di Iron Danger vi porterà in diverse locazioni alla ricerca di alcune risposte riguardo a certi poteri magici acquisiti dalla protagonista…

Dove Iron Danger paga lo scotto del proprio coraggio innovatore è quando il motore del combattimento viene messo "sotto stress" dalla presenza di molti nemici sullo schermo. In questi frangenti Iron Danger diventa un'esperienza molto complessa e, a tratti, frustrante. Non è tanto la difficoltà ad alzarsi quanto, purtroppo, l'usabilità del sistema di riavvolgimento del tempo con il quale è complicato raggiungere buoni risultati, stante tutto quello che succede sullo schermo.

Con più di tre nemici di fronte, insomma, il divertimento lascia spazio a un continuo riprovare all'infinito che non è più divertente perché il tutto si trasforma in un puzzle poco prevedibile in cui bisogna semplicemente provare infinite combinazioni di azioni per trovare quella corretta.

Questo problema, che non è di poco conto, viene leggermente mitigato dal fatto che grazie alla natura aperta dei livelli, è possibile cercare di limitare il numero dei nemici, magari anche eliminando subito quelli in soprannumero. Questo non toglie però che il problema esiste ed è una costante spina del fianco. Da ultimo una nota di merito va alla colonna sonora, splendida per come mescola ritmi diversi e pezzi folkloristici creando un'atmosfera francamente unica.

Iron Danger è un esperimento di gran classe che merita un plauso per quello che riesce a fare e per come riesce a portare una ventata d'innovazione in un genere dominato da una certa monotonia. Il prezzo da pagare per tutto questo è una certa imperfezione in certi frangenti del gameplay.

7 /10

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Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le prioritÓ, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiositÓ e divertimento.

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