Moving Out - recensione

Il party game spudorato adatto a tutta la famiglia.

In un periodo unico e singolare come questo, l'espressione "l'unione fa la forza" non è mai stata così attuale. Per venire in contro alle difficoltà subentrate in seguito al distanziamento sociale e alla quarantena, le software house e gli shop online hanno proposto interessanti sconti sui propri prodotti.

A questa già vasta carrellata di titoli si sono aggiunti poi quelli di recente o imminente uscita, che hanno portato un'ulteriore ventata di aria fresca al panorama. Tra questi troviamo Moving Out, gioco in arrivo il 28 aprile, realizzato da SMG Studio e DEVM Games e prodotto da Team17 (autori di Alien Breed, Overcooked e Worms).

Il prodotto si inserisce perfettamente nel clima attuale e si rivela essere un'interessante sorpresa, specialmente nel panorama dei party game. Moving Out è infatti un moving simulator con elementi platform pensato per un'esperienza collettiva ma disponibile anche per giocatore singolo.

Come il nome stesso suggerisce, il titolo ruota interamente intorno al ruolo del traslocatore. I giocatori fanno parte di un'esclusiva quanto discutibile ditta, la Smooth Moves, che tra battute demenziali e dialoghi surreali ha il compito di organizzare e realizzare sgomberi in tutta la città.

All'inizio dell'avventura ogni player potrà scegliere e selezionare il proprio personaggio, scegliendolo tra una moltitudine di bizzarri individui, personalizzabili negli accessori e nei colori.

Diviso in livelli, via via più avanzati e complicati, il gioco concede intera libertà ai suoi traslocatori: rompere finestre, distruggere oggetti, lasciare macchie e sgommate sui pavimenti non sarà mai un problema. Anzi, più spesso del previsto si rivelerà essere un'utile scorciatoia per trasportare gli oggetti dalle case al furgone.

Il compito basilare di ogni missione è semplice: raccogliere e portare sul camion tutti gli oggetti designati dal vostro cliente entro il tempo stabilito. Per rendere l'esperienza ancora più elettrizzante, potrete rigiocare ogni livello e cercare di battere il tempo minimo previsto, guadagnando medaglie in base al record stabilito. Più medaglie d'oro otterrete, più livelli extra potrete sbloccare.

Inoltre, alla fine di ogni missione verranno svelati tre obiettivi secondari (rompere o meno le finestre, segnare un canestro, superare con un balzo una piscina o trasportare un animale) che, se soddisfatti, vi ricompenseranno con mance extra. Queste potranno essere spese all'interno di un Arcade Bar (un piccolo angolo con ulteriori minigiochi). Per favorire il replay di ogni livello, nessun obiettivo secondario verrà svelato prima di aver terminato la missione stessa.

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Il party game permette a 4 giocatori di collaborare insieme all'interno di una ditta di traslochi, scegliendo da tra innumerevoli quanto bizzarri personaggi.

Il gameplay risulta essere nella sua interezza semplice e basilare: ogni personaggio potrà saltare, prendere oggetti, lanciarli e tirare schiaffi (che all'occorrenza si riveleranno molto utili). Ma non lasciatevi ingannare dalla facilità di esecuzione, gli oggetti saranno molto più sguiscianti e precari di quanto possiate immaginare.

L'esperienza si rivelerà essere, infatti, mai banale ma piuttosto strategica: le forme e le dimensioni degli oggetti diventeranno sempre più elaborate rendendo il lavoro molto più ostico. Letti a baldacchino, divani angolari, confezioni fragili e perfino animali saranno solo alcuni degli oggetti che vi ritroverete ad affrontare durante la vostra avventura.

Inoltre, più i livelli diventeranno avanzati più la dimensione e la complessità delle abitazioni aumenterà, implementando piattaforme scorrevoli, interruttori da azionare, superfici instabili, ostacoli da superare e perfino ambientazioni sui generis.

Fondamentale sarà quindi la coordinazione con i propri compagni, scegliere il momento giusto per recuperare un oggetto, dividersi i compiti o cooperare per trasportare un mobile pesante. Sfortunatamente la modalità co-op rimane esclusivamente locale e non in rete, caratteristica che avrebbe reso il titolo nettamente più accattivante.

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Il compito di ogni missione è semplice: trasportare tutti gli oggetti da trasferire all'interno del proprio furgone. Nessuna regola, completa libertà.

È disponibile anche una campagna in single player, che però a conti fatti risulta deludente: non avrete problemi a trasportare oggetti più grandi di voi (cosa invece presente se giocherete con più giocatori) ma impiegherete chiaramente molto più tempo nel farlo. A meno che non siate grandi amanti del genere, dopo un paio di livelli perderete interesse nel completare tutti gli obiettivi e il gioco risulterà abbastanza ripetitivo.

Un dettaglio sicuramente da evidenziare è, però, la varietà di ambientazioni proposte. Se inizialmente il circondario sarà composto da abitazioni più o meno estese, più andrete avanti più il panorama di edifici cambierà notevolmente.

Dalla villetta schiera all'appartamento di lusso, da case infestate a missioni a bordo di treni, la parola d'ordine è "originalità". D'altronde, stiamo pur sempre parlando di una ditta che vi gratificherà con il titolo di P.E.T.O. (Perito Esperto in Trasporto e Organizzazione). Un nome, una garanzia. Il tutto sempre caratterizzato da un comparto grafico gradevole e un'esperienza di gioco divertente ed esilarante, adatta alle diverse piattaforme per cui è proposta.

Moving Out è l'occasione perfetta per l'intera famiglia, un gioco irriverente che spezza la monotonia di una quarantena, che promette e regala un'esperienza per ridere a crepapelle. Tuttavia, l'impossibilità di poter giocare un multiplayer online dimostra gli evidenti limiti del titolo.

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Più si avanza nei livelli più le abitazioni diventeranno complesse, con più piani e con più ostacoli da superare.

Proprio in un momento come questo, la disponibilità di una modalità cooperativa non locale avrebbe reso l'avventura perfetta e totalmente adatta al periodo attuale. Inoltre, una campagna single player così monotona rischia di stancare presto il giocatore e non dimostrare le vere potenzialità del gioco.

Il titolo, risulta quindi essere un prodotto con ottime potenzialità ma con dei limiti evidenti che gli precludono una fetta di pubblico. Un gioco con dei grandi punti di forza ma con delle difficoltà che non gli rendono giustizia e non lo fanno emergere come dovrebbe.

Tuttavia, se state cercando un un party game per spezzare la noia della routine, vi consigliamo il nuovo titolo di Team17. Perché mai come adesso l'unione fa la forza.

7 /10

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Riguardo l'autore

Giulia Migliore

Giulia Migliore

Redattore

Classe '93, è cresciuta a pane e videogiochi. Appassionata alla saga di Final Fantasy, che non ha mai abbandonato, decide di fare del mondo videoludico il suo lavoro e la sua vita. Ricercatrice ossessiva di dettagli, amante del nonsense e delle battute demenziali.

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