Command & Conquer Remastered Collection - recensione

Torna il mito degli RTS.

Il genere RTS, real time strategy, nasce tra il 1992 e il 1995. La prima data, Dicembre 1992, è infatti quella in cui Westwood rilasciava Dune II, il primo rappresentante in assoluto del genere e un enorme successo di critica e di vendite. Ma fu la serie Command & Conquer, sempre realizzata da Westwood, a sfruttare il successo della formula e a portare il genere RTS alla ribalta, proprio con il primo episodio rilasciato nel 1995.

Rispetto a Dune II, Command & Conquer innovava creando un nuovo IP, inserendo la modalità skirmish, migliorando la qualità della grafica (sia delle sequenze in computer grafica che del gameplay vero e proprio) e spingendo sull'acceleratore per quanto riguarda la varietà e il numero di edifici e unità disponibili. Avendo giocato moltissimo sia Command & Conquer che Red Alert (il seguito), il ricordo dello stupore di fronte all'innovazione e alla qualità è particolarmente vivo nella nostra memoria.

Il genere ha proseguito sulla sua strada con ibridazioni, temi differenti e in generale una discreta vivacità che lo caratterizza a tutt'oggi. Molti dei punti fermi del gameplay creato da Westwood rimangono stabili nel genere, e questo testimonia la potenza e la qualità delle idee originali dello studio di Las Vegas. Anche se la serie ha proseguito il proprio percorso con fortune alterne (e con una qualità non sempre all'altezza), il nome "Command & Conquer" mantiene intatto il suo fascino e la sua potenza evocativa, soprattutto nella mente dei giocatori più "anziani".

È quindi con un certo entusiasmo che abbiamo accolto questa Remastered Collection le cui premesse sono decisamente interessanti. In questa versione sono infatti inclusi i primi due titoli della serie, Command & Conquer Tiberian Dawn e Red Alert, completi di tutte le espansioni rilasciate per console, per un totale di più di 100 missioni (distribuite in cinque campagne). La grafica è stata upgradata a 4K, ed è possibile cambiare velocemente tra grafica originale e rimasterizzata con la semplice pressione della barra spaziatrice. Anche la musica è stata rimasterizzata e il gioco ora include sette ore di musica e alcune nuove tracce registrate nuovamente dal vivo per l'occasione.

Tra le altre cose sono poi presenti ben 250 mappe per le modalità multiplayer e ben quattro ore di "dietro le quinte" sotto forma di registrazioni scartate, prove, bloopers e tutta una serie di gustosissime prestazioni degli attori della serie di fronte al green screen.

La lista di miglioramenti e aggiunte è particolarmente lunga (la potete trovare sulla pagina Steam) e tutte insieme danno vita a una versione Remastered di assoluta qualità in cui l'esperienza di gioco rispetta perfettamente i canoni moderni (tooltip, user interface riorganizzata, mod support, doppiaggi e localizzazioni in diverse lingue - ma non in italiano -). Questa versione vi darà l'imbarazzo della scelta in quanto a modalità disponibili ed è onestamente una gioia per gli appassionati per la cura che trasuda in tutti i dettagli e i miglioramenti, grandi e piccoli.

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La bonus gallery per ogni campagna è una delle feature più apprezzabili di questa Remaster. I vari dietro le quinte sono godibilissimi ed estremamente interessanti.

L'esperienza di gioco è quella originale. Le campagne prevedono una serie di missioni quasi lineari (a volte è possibile scegliere tra scenari alternativi) che ci vengono presentate da intermezzi in computer grafica e spezzoni di girato dal vivo con attori in carne e ossa. Inutile dire che la CG è antichissima e particolarmente piatta, sono passati 25 anni e si sentono tutti.

Quello che non è invecchiato è il gustosissimo trash delle sequenze girate con attori impegnati in prestazioni sempre esagerate ai limiti del ridicolo condite con gli stereotipi da guerra fredda degli anni '90. Il mix di personaggi storici e fittizi suscita sempre grande ilarità: Kane, Stalin, Einstein, Tanya, il generale Carvell sono solo alcune delle personalità indimenticabili che la serie ha messo insieme per dare vita a scenari di guerra fredda altamente improbabili, ma godibilissimi nella loro ingenua teatralità.

Terminato il teatrino dell'assurdo dell'introduzione si scende sul campo di battaglia (accompagnati dalla splendida musica incalzante della serie) ed è qui che tocca fare un po' i conti con la realtà degli anni che passano. Le missioni delle campagne sono infatti, come detto, quelle originali e il gameplay, lo diciamo con un po' di dolore, non è invecchiato bene.

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Arrivano I rinforzi dall'aria. Red Alert fa ampio uso di eventi scriptati, soprattutto nelle missioni che prevedono un numero limitato di truppe disponibili.

La semplicità dell'esperienza è scoraggiante e le dinamiche risultano trite e francamente noiose. Se avete seguito l'evoluzione del genere non potrete non constatare quanto banale sembri oggi l'esercizio basilare di raccogliere una risorsa, costruire edifici e produrre unità diverse per scaraventarle poi sul nemico. La formula è stata perfezionata da titoli come Starcraft e arricchita di sfumature e meccaniche aggiuntive; un buon RTS oggi è qualcosa di molto differente da 25 anni fa.

Lo stesso vale per le missioni in cui non è presente la gestione della propria base...spostare le proprie unità vedendosela con la fog of war e i nemici nascosti è un esercizio di "try and error" in cui è semplicemente necessario ricominciare la missione dopo aver imparato il layout della mappa.

La cosa viene mitigata in multiplayer e nella modalità skirmish visto che l'imprevedibilità umana regala emozioni aggiuntive e la IA a livello "hard" complica la vita e vi costringe a una certa efficienza e disciplina nel progettare un piano di battaglia e realizzarlo precisamente.

Il loop di gioco delle campagne è quindi abbastanza deludente, aiutato soltanto dal fatto che procedendo si sbloccano le fantastiche sequenze della galleria di bloopers e "dietro le quinte". Questo è stato, per noi, il trigger motivazionale più forte che ci ha spinto ad affrontare le missioni delle campagne, anche quelle più noiose e ripetitive. Questo è particolarmente vero per il primo gioco, Command & Conquer, il cui gameplay è particolarmente scialbo, mentre Red Alert, che all'epoca spingeva molto su nuove unità e abilità, offre qualche scintilla di divertimento in più.

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Kane discute con Stalin i dettagli della prossima missione. I video di intermezzo tra una missione e l'altra sono impagabili, soprattutto in Red Alert.

Insomma, questa versione remastered è la migliore versione che è possibile giocare oggi di due titoli storici del genere RTS. I contenuti sono stellari e abbondanti, e se siete fan della serie non potete fare a meno di considerare l'acquisto. Bisogna però considerare che se il valore di "memorabilia" di questo titolo è molto alto, quello di gameplay è invece molto più basso, soprattutto se non disponete di amici da sfidare (e con cui condividere i gioiosi ricordi del tempo che fu) e se volete concentrarvi solo sulla campagna.

Il tempo passa per tutti ed è la nostra rielaborazione ed esperienza diretta che addolciscono il ricordo tinteggiando la realtà di rosa. Saperlo vi eviterà delusioni cocenti consentendovi di apprezzare una versione Remastered per quello che è, un'operazione nostalgica che consente un bel tuffo nel passato, ma poco di più nel reparto gameplay.

7 /10

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Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le prioritÓ, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiositÓ e divertimento.

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