Xbox controller, StarCraft II e Doom. Non Ŕ una console ma Carmel, un carro armato israeliano

Periferiche, videogiochi e IA avanzate. Il gaming incontra la guerra reale.

Il controller di Xbox e una IA perfezionata attraverso simulazioni legate a StarCraft II, DOOM e altri videogiochi. Carmel non è un nuovo progetto videoludico sperimentale ma un carro armato che a una prima occhiata non è molto diverso dai suoi "simili" ma che in realtà nasconde tecnologie e implementazioni tutte da scoprire.

Si tratta di un progetto israeliano che il Washington Post ha analizzato in dettaglio all'interno di un reportage molto interessante. Sensori, telecamere, armamenti sono solo una parte dell'equipaggiamento del mezzo da guerra. Entrando all'interno ci si ritrova in uno spazio buio e senza "finestre" verso l'esterno dato che i dintorni sono visibili grazie a uno schermo panoramico. Un dispositivo simile a un tablet permette di regolare velocità e cambiare le armi, nella zona laterale dello schermo si aggiornano diverse informazioni di intelligence e poi nelle mani di un operatore ecco un oggetto che praticamente tutti i gamer conoscono molto bene: un controller Xbox.

Il controller permette di controllare i movimenti del carro armato, il sistema di armamenti e molte altre funzioni. Si tratta di una postazione ideata appositamente per i più giovani, per personale tra 18 e 21 anni che può facilmente ritrovarsi nelle caratteristiche di un controller riuscendo a gestire velocemente un mezzo che nella norma richiederebbe molto più addestramento.

Per la progettazione del Carmel, uno dei tre modelli in corsa per diventare il prossimo mezzo corazzato di riferimento in Israele, l'Israel Aerospace Industries ha lavorato a stretto contatto non solo con militari più o meno navigati ma anche con dei teenager che hanno bocciato il joystick simile a quello dei jet precedentemente adottato dal modello.

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L'efficacia di questo progetto è sottolineata dal Colonnello Udi Tzur: "Non voglio dire che ci abbiano messo quattro minuti per prenderci la mano ma al massimo ci hanno messo quattro ore. I soldati più giovani sono maggiormente disposti a sperimentare, meno spaventati dalla tecnologia e il tutto è più naturale. Non è esattamente come giocare a Fortnite ovviamente ma è qualcosa del genere ed è stupefacente come portino le loro abilità a una efficacia operativa in pochissimo tempo. Vi dico la verità, non pensavo potesse essere raggiunta così velocemente.

"Conoscono esattamente la posizione di quei pulsanti e possono ottenere performance di gran lunga migliori con questo sistema. Il controller è solo l'interfaccia, l'idea che gli sta dietro è presentare una tecnologia sofisticata in un modo che possano padroneggiare".

È importante notare come anche l'interfaccia presente a schermo sia stata realizzata seguendo molti principi di design tipici dei videogiochi con informazioni non molto diverse da quelle che si troverebbero in giochi come Call of Duty Warzone o Apex Legends.

Ma in tutto questo cosa c'entrano StarCraft II, DOOM e altri videogiochi?

Il Carmel non guarda ai videogiochi solo per l'interfaccia o per quanto riguarda il controllo ma anche per quanto concerne l'implementazione di un'intelligenza artificiale che è stata allenata in larga parte con StarCraft II e che è stata integrata nel carro armato con l'engine Unity e la piattaforma VBS. StarCraft II viene considerato un allenamento ideale per una IA perché propone situazioni competitive molto varie, in tempo reale e caratterizzate anche da tempi di scontro piuttosto lunghi. Il tutto con informazioni incomplete sui combattenti e con centinaia di variabili. Per migliorare ulteriormente l'IA sono anche stati sfruttati titoli che come DOOM insegnano strategie diverse per gli spostamenti, l'individuazione degli obiettivi, la selezione delle armi e altre capacità autonome.

Grazie a queste implementazione si dà vita a un mezzo corazzato che ha modalità completamente autonome, semiautonome e completamente manuali.

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Non è di certo la prima volta che videogiochi e guerra reale si incontrano e solo negli ultimi anni vi abbiamo parlato di controller Xbox utilizzati dalla marina USA, o di un importante contratto che Microsoft ha stipulato con l'esercito americano per l'utilizzo degli HoloLens, i visori di realtà aumentata della compagnia.

Questo incrocio ha fatto spesso discutere anche per quanto concerne l'aspetto etico e la preoccupazione che un approccio alla guerra di questo tipo porti a una desensibilizzazione decisamente da evitare in un ambito così delicato (un discorso già affrontato quando si parla dei piloti dei droni, una attività che sotto tanti e troppi aspetti è stata associata ai videogiochi).

Dove arriverà il Carmel e dove arriverà la gamification della guerra? Cosa pensate di questo mezzo e di questo tema?

Fonte: The Washington Post

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Riguardo l'autore

Alessandro Baravalle

Alessandro Baravalle

Redattore

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darÓ ragione.

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