Hellpoint - recensione

Nello spazio nessuno vuole sentirti urlare.

Il genere dei soulslike si sta popolando sempre di più con titoli che si sforzano di produrre variazioni sul tema. Da Remnant From the Ashes, con il suo mondo post apocalittico, fino a Mortal Shell, che ci ha portati ad "indossare" i grandi guerrieri del passato. La saga di The Surge ha introdotto addirittura una variante sci-fi, ma per molti appassionati i "veri" soulslike rimangono sempre e solo quelli di From Software.

Cradle Games prova a farci cambiare idea con il suo Hellpoint, un gioco che unisce tutti gli elementi canonici dei soulslike con qualche innovazione, il tutto impacchettato in una ambientazione horror sci-fi che richiama l'immaginario di Dead Space e Event Horizon.

Il setting di Irid Novo è una gigantesca stazione spaziale costruita, per motivi a noi sconosciuti, attorno a un buco nero. Un tempo simbolo di innovazione tecnologica, è diventata rapidamente un labirinto di morte e desolazione. Ed è qui che il nostro protagonista, che sembra essere uscito da una gigantesca stampante 3D, viene risvegliato da una misteriosa entità chiamata The Author.

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Irid Novo: un gigante di freddo acciaio popolato da creature dall'aspetto straziante.

Dopo una brevissima introduzione narrata in lingua aliena, che ci fa capire subito che le cose su Irid Novo non vanno per il meglio, possiamo controllare il nostro eroe e prendere confidenza con il mondo di gioco. E qui, purtroppo, cominciamo ad avere qualche problema. Sebbene il supporto a tastiera e mouse sia presente, il gamepad è rimasto come da tradizione quasi obbligatorio. La mappatura dei comandi default è convoluta e per nulla user friendly; l'inventario per fare un esempio viene richiamato con Esc, mentre la parata con lo scudo (quasi inutile) attraverso l'Alt di sinistra.

Il passaggio al Pad comunque non risolve problemi sostanziali di input lag, che rendono il combattimento a tratti frustrante, con schivate e parate che arrivano almeno una frazione di secondo dopo l'attacco del nemico.

L'AI degli avversari non sembra essere brillante; si passa da mostri che ci attaccano a vista da un lato all'altro della mappa fino a grunts che non battono ciglio quando massacriamo uno dei loro soci a due centimetri di distanza, il tutto condito da avversari che ci disintegrano con un colpo solo senza complimenti, presentandoci l'odiata schermata "Sei Morto" un numero infinito di volte.

Le similitudini a livello di gameplay con i titoli di From Software sono evidenti, con i falò che vengono rimpiazzati da delle brecce spazio-temporali, la fiaschetta con delle iniezioni nel collo e le classiche anime con una risorsa chiamata Axion. Senza contare che particolari impronte di mani su muri e pavimenti forniscono indicazioni di gameplay o ci allertano di pericoli in prossimità. Insomma, tutto è in linea con la concorrenza.

Per quanto riguarda il mondo e il perché ci troviamo a bordo della stazione orbitale, dovremo risolvere il mistero attraverso l'esplorazione di Irid Novo, come da cliché. Questa costante ricerca di informazioni rappresenta la nostra missione principale, che non è tanto quella di uccidere le creature deformate da terribili esperimenti che popolano i freddi e metallici corridoi, quanto più quella di capire il perché questa stazione orbiti attorno a un buco nero e soprattutto perché i suoi abitanti abbiano instaurato un regime totalitario, devoto all'occulto e alla sperimentazione scientifica estrema.

La direzione artistica di Helppoint è davvero interessante, con un design azzeccato per mostri e boss e un senso di claustrofobia che altri soulslike non riescono a trasmettere; l'idea di essere chiusi in una scatola metallica fluttuante nello spazio mette addosso il peso di un destino ineluttabile dal quale non c'è via di fuga, almeno apparentemente. L'unica pecca è forse il fatto che dopo un po' le stanze sembrano tutte uguali e si cominciano a vedere molti assets riciclati, ma almeno il level design sembra essere solido.

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Come da manuale, i boss sono enormi!

La più grossa innovazione che Hellpoint mette sul piatto riguarda un indicatore nella nostra interfaccia: in alto a sinistra abbiamo una specie di bussola che rappresenta l'orbita di Irid Novo, che nel suo fluttuare in tempo reale attorno al buco nero attiva eventi casuali e potenzialmente anche miniboss nel mezzo della nostra esplorazione, generando pertanto un gameplay sempre diverso e potenzialmente ancor più letale. A questo proposito, è possibile giocare l'intera campagna in co-op locale o online - con tanto di split-screen - senza penalizzare la difficoltà.

L'ambientazione e la direzione artistica di Hellpoint sicuramente sono un punto di forza per questo titolo, in un panorama Soulslike generalmente dominato dal fantasy; e sebbene ci siano difetti qua e là e manchino innovazioni epocali, Hellpoint risulta essere un titolo piacevole da giocare, specialmente tutti i giocatori che siano dotati di una pazienza divina.

7 /10

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Alberto Naso

Alberto Naso

Redattore

Appassionato di videogiochi fin dall'infanzia, non sembra voler smettere da adulto. Streaming, articoli e la gestione di un negozio di giochi riempiono le sue giornate, col desiderio di giocare sempre un'altra partita. Potreste incontrarlo molto probabilmente nelle vaste terre di Azeroth.

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