Rainbow Six Siege: Operation Shadow Legacy - prova

Il ritorno di Sam Fisher.

Dopo cinque anni, quasi venti Season e decine di eventi speciali dedicati alla community, pensavamo che Rainbow Six: Siege non potesse più sorprenderci. Ci sbagliavamo di grosso. La scorsa settimana siamo stati invitati all'evento di presentazione della nuova Stagione, la prima che adotta la rinnovata struttura annunciata in occasione del Six Invitational di febbraio.

Se in passato, infatti, ogni nuova Operazione prevedeva l'introduzione di due operatori, questa volta gli sviluppatori hanno concentrato i propri sforzi sulla creazione di un solo nuovo membro del Team Rainbow, dedicando il resto del tempo alla raffinata calibrazione delle meccaniche, al rework di diversi aspetti del gioco e all'aggiunta di nuovi, interessanti elementi di gameplay.

D'altronde la natura di shooter competitivo di Rainbow Six: Siege e la sua vocazione eSport non sono di certo un segreto. Dal nostro punto di vista, pertanto, la scelta di Ubisoft di prestare particolare attenzione al bilanciamento del gioco e di risolvere alcune note criticità è preferibile alla semplice pubblicazione di nuovi contenuti. L'aggiornata struttura delle Season di Siege, dunque, permetterà al team di sviluppo di ascoltare il feedback della sua nutrita community e di gestire il futuro del gioco in modo da renderlo sempre più equilibrato, preciso e inclusivo.

Ad ogni modo, se tutto questo vi fa pensare ad una Stagione di minor rilievo dal punto di vista contenutistico, dovrete ricredervi. Il nuovo agente del Team Rainbow, il rework di una delle mappe più discusse in assoluto, la radicale modifica di alcuni aspetti chiave del gioco e l'implementazione di una nuova, richiestissima feature, rendono di fatto Operation Shadow Legacy una delle Season più rivoluzionarie di sempre. In questo articolo analizzeremo tutti i punti salienti di questo update che abbiamo potuto testare approfonditamente negli scorsi giorni. Siete pronti a conoscere Shadow Legacy?

Tutte le novità di Rainbow Six Siege: Operation Shadow Legacy:

Il nuovo operatore: Zero

Dobbiamo essere sinceri: quando, durante la presentazione, il team di sviluppo ci ha presentato il nuovo personaggio che sta per essere incluso nel gioco, il nostro cuore ha saltato un battito. La keyart, infatti, mostrava un pannello di legno, l'ombra di un uomo che si stagliava su di esso e tre fori all'altezza della testa attraverso cui venivano proiettati raggi di luce verde. Lo abbiamo riconosciuto subito, con un mix tra gioia e stupore. Sam Fisher sta per unirsi al combattimento in Rainbow Six: Siege. Il leggendario protagonista della saga di Splinter Cell, assente dalle scene da oltre sette anni (data di uscita di Blacklist), sta per fare il proprio glorioso ritorno come figura di spicco di Operation Shadow Legacy.

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Sam 'Zero' Fisher è pronto ad unirsi al Team Rainbow.

Fisher, nome in codice 'Zero', fa parte della schiera degli attaccanti e si presenta con un design piuttosto diverso da quello che siamo abituati a conoscere. È un uomo adulto con lunghi capelli brizzolati, la barba incolta e la fronte corrugata. Lo vediamo indossare una giacca a vento pesante sotto cui è possibile scorgere il suo tipico completo tattico e, sulla schiena, porta uno zaino a cui è appeso il buon vecchio visore notturno, inconfondibile marchio di fabbrica della serie stealth di Ubisoft.

Per quanto riguarda l'equipaggiamento, Zero porta con sé un gadget totalmente inedito che potrebbe modificare radicalmente l'approccio alle partite di Siege. Si tratta della pistola ARGUS, capace di sparare una microcamera che penetra le pareti (anche quelle rinforzate) e che consente di guardare da entrambi i lati della facciata tramite la pressione di un singolo tasto. Può essere utilizzata su qualsiasi superficie: muri, pavimenti, botole e barricate, e garantisce un flusso costante di informazioni che pochi Specialisti d'attacco possono vantare.

Ciascuna microcamera ARGUS, inoltre, può fare affidamento su un singolo proiettile laser che può rivelarsi vitale per distruggere l'equipaggiamento nemico, come le mine di Kapkan, le GU di Lesion o l'ADS di Jager. Tutto questo può scardinare le sicurezze della difesa e aprire la strada ad un assalto improvviso che può cogliere gli avversari alla sprovvista. Insomma, il gadget unico di Zero, durante le nostre prove, si è rivelato piuttosto funzionale e, in prospettiva futura, potrebbe modificare radicalmente l'approccio alle fasi di attacco.

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Il protagonista di Splinter Cell è invecchiato parecchio dall'ultima volta ma è ancora particolarmente letale.

Va detto, tuttavia, che esistono diversi modi per contrastare ARGUS. I jammer di Mute, ad esempio, sono un ottimo counter, mentre le pareti elettrificate con gli artigli di Kaid o il CED-1 di Bandit non consentono a Sam di utilizzare efficacemente le sue telecamere. Anche l'ADS di Jager o il Mag-NET di Wamai possono neutralizzarlo senza difficoltà e, se aguzzate la vista, potreste scorgere il led verde di ARGUS e distruggerlo con un solo colpo della vostra arma. In definitiva, Ubisoft si è prodigata a bilanciare in modo sopraffino l'abilità speciale di Zero senza, però, rinunciare a conferirgli una certa utilità nell'economia dei match. Davvero un ottimo lavoro in tal senso.

Sotto il profilo dell'arsenale, il buon Fisher può equipaggiare un fucile d'assalto del tutto inedito in Siege ma che gli appassionati di Splinter Cell conosceranno bene: l'SC3000K. Si tratta di una revisione classico SC 20K MAWS che Sam ha utilizzato in avventure come Pandora Tomorrow o Chaos Theory.

L'SC3000K è già apparso in Splinter Cell: Conviction e può vantare una precisione sopra la media ed un ottimo controllo del rinculo, soprattutto in raffiche brevi. È un'arma piuttosto affidabile che si è dimostrata all'altezza della situazione sia nel combattimento ravvicinato che nei tiri a distanza, durante le nostre sessioni di prova.

Torna anche la pistola 5.7 UPS che avevamo visto in azione nella serie stealth di Ubisoft ma che, in Rainbow Six: Siege, è già in dotazione a diversi Operatori come Ash, Thermite, Castle, Pulse e Nøkk. Gli sviluppatori, dunque, hanno voluto mantenere intatte le preferenze di Third Echelon in fatto di armi in modo da dare a Zero un aspetto e un feeling totalmente unico.

Il rework della mappa Chalet

Arriviamo ora ad un altro punto focale di Operation Shadow Legacy, il rework di una della mappe più discusse in assoluto dalla community: Chalet. Quest'ultima, infatti, presentava alcuni spot davvero impegnativi da attaccare o difendere in determinate circostanze e l'impossibilità di raggiungere il tetto dell'edificio rendeva difficile la navigazione della mappa. Entrambi questi problemi sono stati risolti in questo aggiornamento.

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Il rework di Chalet era una delle richieste più frequenti della community.

L'area prospiciente al garage, ad esempio, è stata modificata e ora ospita una finestra al piano superiore da cui i difensori possono avere una visuale migliore sulla zona delle motoslitte. Anche la disposizione delle stanze presso la camera da letto ha subito netti cambiamenti: l'accesso al bagno è stato bloccato ed è stata aperta una nuova porta sulla rampa delle scale in modo da monitorare efficacemente il movimento dei giocatori sul piano.

In aggiunta a questo è stata introdotta, finalmente, la possibilità di usare il rampino per raggiungere il tetto dello Chalet in modo da attraversare in pochi secondi l'intero scenario e raggiungere i punti di interesse in modo più semplice, rispetto al passato. Quest'ultima è una correzione richiesta a gran voce dai fan ed Ubisoft ha dimostrato, ancora una volta, di ascoltare attentamente le rimostranze della propria community.

Le nostre prove su Chalet hanno restituito sensazioni assolutamente positive: dopo queste migliorie e la rimozione di alcuni punti critici, la mappa sembra essere pronta per il circuito competitivo in modo da dare maggiore varietà anche alle partite esportive ad alto livello.

Il Ban delle Mappe

Sempre nell'ottica di migliorare l'esperienza competitiva, il team responsabile di Rainbow Six ha introdotto una nuova meccanica che farà sicuramente la gioia della community: il Map Ban. Un po' come già accade con gli Operatori, all'inizio dei match Classificati, le due squadre saranno chiamate a votare il veto su una di tre mappe, in modo da eliminarla dalla rotazione.

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Il Map Ban potrebbe rappresentare un'ottima aggiunta, a livello competitivo.

Ciò può tradursi in una competizione più equa che non lascia spazio a variabili relative agli scenari di combattimento e che consente ai giocatori di scegliere su quali mappe concentrare la propria attenzione. Resta da vedere come questa feature sarà accolta in occasione dei tornei di maggior rilievo dedicati allo shooter tattico di Ubisoft.

Il nuovo Gadget per Attaccanti: La Carica da Irruzione Pesante

Operation Shadow Legacy introdurrà un nuovo gadget per gli Specialisti d'attacco: la Carica da Irruzione Pesante. Si tratta di un ordigno che può essere selezionato nella dotazione al posto della Carica da Irruzione standard e presenta un funzionamento simile. Invece di aprire un vero e proprio varco nelle pareti, però, la Carica Pesante può essere utilizzata per squarciare le pareti rinforzate e aggiungere nuove linee di tiro all'interno di stanze particolarmente protette.

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La Carica da Irruzione Pesante può aprire grossi squarci anche nella pareti rinforzate.

Le regole per il suo impiego sono simili a quelle viste in passato: si preme un tasto per applicarle su pareti o botole rinforzate e si attende la detonazione prima di poter attaccare le stanze. A differenza del gadget di Thermite o di quello di Hibana, però, non si può ritardare l'esplosione, fattore che renderà necessaria un'attenta valutazione delle tempistiche di utilizzo per non incorrere in brutte sorprese.

La Carica da Irruzione Pesante, inoltre, può essere posizionata ad altezza pavimento per poter creare grossi fori attraversabili per penetrare nelle stanze. Attenzione però: sarà necessario strisciare o muoversi accovacciati e si rischia di diventare facili prede degli attacchi nemici.

Il rework delle Granate EMP di Thatcher

Il celebre Operatore inglese, Thatcher, ha subito un rework del suo gadget esclusivo: le granate EMP. Fino ad oggi, gli esplosivi elettromagnetici di Thatcher distruggevano qualunque dispositivo elettronico nel loro raggio d'azione ma, dopo l'arrivo di Shadow Legacy, la loro funzione sarà quella di disattivarli temporaneamente in modo da attraversare punti particolarmente protetti oppure di fare sinergia con le abilità di altri operatori.

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Le EMP di Thatcher hanno subito un sensibile nerf.

Si tratta, senza ombra di dubbio, di un nerf per una delle abilità più utili dell'intero roster di Siege ma, in sostanza, non dovrebbe modificare troppo le strategie tipiche dell'Operatore inglese. Con ogni probabilità, l'intento di Ubisoft è quello di eliminare fastidiosi exploit come l'infausto Bandit-Trick ed altri usi scorretti dei gadget dei vari Specialisti. Vedremo come si evolverà la situazione nei mesi a venire.

Il nuovo sistema di rinforzo delle pareti per i Difensori

Anche le squadre in difesa potranno beneficiare di un nuovo sistema di rinforzo delle pareti. Se, in passato, ad ogni giocatore venivano assegnati due pannelli di rinforzo con cui proteggere pareti e botole, ora l'intera squadra potrà attingere ad un quantitativo collettivo di 10 rinforzi.

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Le meccaniche di fortificazione del team in difesa sono state modificate.

Ciò apre le porte a nuove tattiche difensive: si può pensare di lasciare a due Operatori Anchor il compito di proteggere le pareti mentre gli altri tre si posizionano in punti strategici della mappa oppure assegnare ai Roamer la missione di fortificare le botole al piano superiore in modo da evitare attacchi a sorpresa dall'alto. Insomma, siamo di fronte ad un cambiamento che porta una ventata d'aria fresca nell'ambito delle strategie difensive e non vediamo l'ora di sapere come verrà impiegato nei match competitivi.

Il rework di Ottiche e Mirini

Un altro aspetto di particolare importanza che è stato presentato dagli sviluppatori è il rework completo delle ottiche e dei mirini che è possibile equipaggiare sulle proprie armi preferite. Dall'arrivo di Shadow Legacy in poi, gli accessori per la mira saranno suddivisi in quattro categorie, sulla base del tipo di zoom che riescono a offrire. Ci sono i Red Dot da 1.5x, gli olografici da 2.0x, le ottiche da 2.5x e i mirini da cecchino che arrivano fino ad un ingrandimento 3.0x.

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Il sistema di Ping è stato potenziato e consente di comunicare tempestivamente alla squadra la posizione di avversari, bombe, gadget, defuser e tanto altro.

Per quanto questa possa sembrare una modifica di poco conto, essa potrebbe cambiare profondamente il gameplay di Siege e costringere anche i veterani a ritoccare armi e accessori di ciascun Operatore disponibile. Ma non è tutto. Nella sezione 'Accessibilità' del menu delle opzioni è ora possibile cambiare le tinte del laser dei mirini e delle ottiche, in modo da venire incontro ai giocatori che hanno difficoltà legate alla percezione dei colori.

Il sistema di Ping 2.0

Il sistema di segnalazioni di Rainbow Six: Siege è sempre stato uno degli elementi di gameplay più discussi del gioco. Tramite la pressione di un tasto, infatti, era possibile posizionare un indicatore nello scenario per attirare l'attenzione dei compagni o per indicare l'avvicinamento di una minaccia.

Il nuovo sistema di Ping 2.0 porta questo concetto ad un nuovo livello. Sempre premendo lo stesso pulsante, è ora possibile indicare la posizione di avversari, bombe, scudi mobili, defuser, gadget e tanto altro, in modo da comunicare in maniera efficace anche con giocatori che non fanno uso di microfoni o che non parlano la nostra stessa lingua.

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I mirini e le ottiche sono stati suddivisi in quattro categorie sulla base del tipo di zoom che riescono a offrire.

Ubisoft ha anche pensato di assegnare un numero a ogni utente in partita, per permettere a tutti i componenti della squadra di sapere sempre da quale Operatore arriva ciascun avvertimento.

La modalità Replay

Chiudiamo la carrellata con una feature che non sarà disponibile al lancio di Shadow Legacy ma arriverà nel corso della stagione insieme ad altri contenuti e nuovi rework agli Operatori. Stiamo parlando della tanto vociferata modalità Replay che consentirà ai giocatori di rivedere tutti i propri match passati regolando la telecamera, guardando dalla prospettiva degli avversari o anche adottando la visuale dall'alto.

È uno strumento eccellente per scoprire i propri errori di posizionamento che potrebbero aver compromesso una determinata partita, per capire da quali angolazioni veniamo eliminati più spesso o anche solo per migliorare la propria conoscenza di mappe e linee di tiro.

In definitiva, Operation Shadow Legacy ci ha convinto in ogni suo aspetto. Ubisoft ha la precisa volontà di rispondere adeguatamente alle richieste dei fan e di rendere il gioco sempre più bilanciato, inclusivo ed appetibile in ottica competitiva senza rinunciare ad aggiungere nuovi contenuti che potrebbero modificare sensibilmente la nostra percezione di Siege anche cinque anni dopo il lancio.

L'aggiunta di Sam 'Zero' Fisher, il rework di Chalet, le modifiche ai mirini e al sistema di Ping e la riprogettazione delle meccaniche difensive, parlano di un supporto costante da parte del team di sviluppo che ha capito bene come tenere in vita e in ottima salute il proprio prodotto di punta anche in un mercato affollato e iper-competitivo come quello degli FPS a squadre. Rainbow Six: Siege non finisce mai di stupirci e Operation Shadow Legacy è solo l'ultimo tassello di un mosaico di pregio in costante mutamento.

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Riguardo l'autore

Riccardo Cantù

Riccardo Cantù

Redattore

Nato nel 1993, Riccardo ha coltivato, negli anni, una passione smodata per tutto ciò che è entertainment. Videogiochi, cinema, fumetti, musica e letteratura sono il suo pane quotidiano e ama le lunghe discussioni riguardanti queste tematiche.

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