Twitch ha bannato un pro player di Super Smash Bros. che aveva ammesso di aver avuto rapporti sessuali con un minore

Due mesi dopo la sua confessione.

Il famoso pro player di Super Smash Bros., il veterano Nairoby "Nairo" Quezada, è stato recentemente bannato dalla piattaforma streaming Twitch, due mesi dopo la sua speciale confessione: egli aveva infatti ammesso di aver avuto una relazione sessuale con un altro giocatore professionista di Smash, minorenne.

Il "fattaccio" è venuto alla luce grazie alle dichiarazioni del suddetto minorenne, Zack "CaptainZack" Lauth il quale, lo scorso 2 luglio, aveva diffuso pubblicamente un comunicato, con il quale raccontava di aver avuto un incontro con CaptainZack nel 2017, quando ai tempi Lauth aveva solo 15 anni e Quesada 20.

Sebbene inizialmente fosse stata negata la natura sessuale di questo incontro, Quezada ammise tutto pochi giorni dopo la pubblicazione della storia di Lauth. Come diretta conseguenza della sua confessione, il giocatore perse tutti i suoi contratti con gli sponsor, la partnership con Twitch e venne bannato da tutti i tornei di Smash Bros.

Tuttavia, egli era ancora in grado di effettuare dirette streaming sulla piattaforma, nonostante non avesse più trasmesso nulla dallo scorso 30 luglio, senza dubbio per allontanarsi dalla scena pubblica. Solo oggi, la piattaforma ha deciso di cancellare il suo account.

In risposta a questa scoperta, un rappresentante di Twitch ha così commentato:

"Non discutiamo mai i dettagli dei casi per proteggere la privacy degli individui coinvolti. La salvaguardia della nostra community resta la nostra più grande priorità e, secondo le nostre linee guida, ci riserviamo il diritto di sospendere qualsiasi account per condotte che determiniamo inappropriate, dannose o che mettano la nostra compagnia a rischio.".

Come sicuramente ricorderete, tempo fa la comunità gaming venne stravolta da una nuova ondata "MeToo", con centinaia di persone che si erano fatte avanti per denunciare gli abusi (sessuali e no) subiti da membri illustri della community gaming. Questo riguardava non solo atleti eSport, ma anche influencer e perfino membri di importanti case di sviluppo e publisher.

Fu proprio grazie a questo movimento che i problemi interni a Ubisoft, fra abusi, sessismo e atti di violenza, vennero finalmente alla luce, con effetti che ad oggi continuano a farsi sentire.

Oltre ad Ubisoft, un'altro grande settore colpito da queste rivelazioni fu proprio il panorama eSport di Super Smash Bros.: molti sono stati i giocatori professionisti accusati di abusi verso minori. In aggiunta al sopracitato Nairo, possiamo segnalare la commentatrice Cinnamon "Cinnpie" Dunson, accusata di rapporti sessuali con un 14enne o Gonzalo "ZeRo" Barrios, anch'esso scoperto in rapporti con un minore.

Fonte: Kotaku

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