ASUS ROG Phone 3 - recensione

La nuova versione dello smartphone gaming più potente e versatile sul mercato.

Appena qualche settimana fa vi abbiamo parlato del ROG Phone 3 con la nostra anteprima in seguito all'annuncio ufficiale dello smartphone gaming realizzato da Republic of Gamers. In quell'articolo potete trovare una panoramica approfondita sulle caratteristiche tecniche e le novità della terza edizione del telefono da gaming di casa ASUS. Lo smartphone è stato con noi per circa un mesetto e lo abbiamo messo alla prova nelle situazioni più svariate, ma soprattutto abbiamo provato tanti giochi e cercato di sfruttare tutte le feature che lo differenziano dai tanti altri prodotti sul mercato. E questi saranno gli aspetti su cui ci concentreremo in questa recensione.

Una breve premessa è però doverosa. ROG Phone 3 mantiene alcune feature del precedente modello, alcune delle quali sono ancora ineguagliate nel mercato ma presenta diverse importanti novità, come lo standard di comunicazione dati 5G, un nuovo display Amoled a 144Hz. A questi si aggiungono il SOC Qualcomm Snapdragon 865 Plus, una nuova tecnologia audio sviluppata in collaborazione con Dirac e tante nuove piccole ottimizzazioni hardware e software che possono fare la differenza rispetto al ROG Phone 2.

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La linea ROG Phone quest'anno si triplica: tre modelli per tre diverse tasche.

Rispetto al modello dell'anno scorso, il ROG Phone 3 si differenzia per la disponibilità in due modelli diversi: il ROG Phone 3 vero e proprio, più costoso, e il ROG Phone 3 - Strix Edition (nel box a lato trovate le specifiche complete). Quest'ultimo condivide parte delle feature caratteristiche del suo gemello, ma è depotenziato in alcune aree, come la quantità di RAM (8GB) e di storage (256GB vs 512GB). Inoltre, il ROG Phone 3 è, come il predecessore, disponibile in due configurazioni che si differenziano per la RAM (12GB e 16GB), ed ovviamente anche per il prezzo. In ogni caso, sebbene cambino i quantitativi di memoria volatile e fissa, gli standard sono i medesimi. Tutti i modelli ROG Phone 3 montano infatti velocissime RAM LPDDR5 e UFS 3.1 per lo storage, specifiche fortemente volute dal produttore in ogni variante per garantire la massima fluidità in ogni operazione gaming e nel multitasking.

Il dispositivo è stato aggiornato sul fronte display con un modello più avanzato se non il più avanzato mai montato su uno smartphone. Si tratta di un AMOLED a 10-bit con 144 Hz/1 ms. Con un touch sampling rate di 270Hz, una latenza al tocco di 25ms (parametro ineguagliato finora) e una latenza nello slide di 18ms, questo display permette velocità incredibili nella registrazione degli input grazie all'altissimo refresh offerto (fino a 144Hz ma regolabile), e supporta lo standard HDR10+, in modo da poter fruire dei contenuti offerti dai servizi di streaming video in high dynamic range.

Per quanto riguarda i contenuti della confezione e l'aspetto del dispositivo, è tutto in linea con quello dei modelli precedenti, come a voler comunicare continuità. Cambiano alcuni dettagli, ma sono per lo più modifiche per ottimizzare il funzionamento e le prestazioni. Il primo contatto con lo smartphone è stato positivo. Il terminale è certamente grande, ma ha un'impugnatura ergonomica con le sue superfici sinuose e si tiene bene in mano. La cover inclusa, in plastica rigida, aumenta la presa e protegge dagli urti lasciando scoperto il logo ROG RGB.

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Il TwinView è un accessorio da considerare per ampliare l'esperienza e streammare mentre si gioca.

Avendo già testato a lungo il ROG Phone 2 lo scorso anno, sapevamo già cosa aspettarci dal nuovo modello. Infatti le sensazioni d'uso, le feature e le caratteristiche salienti hanno lo stesso comune denominatore. Ma il nuovo modello le potenzia ulteriormente. Tutte le modifiche hardware eseguite sono atte a garantire una maggiore reattività, input più precisi e quindi un vantaggio rispetto ad altri prodotti simili. In particolare, gli Air Trigger, i grilletti virtuali che fanno le veci dei tasti dorsali, ora hanno una nuova dimensione nello slide laterale.

Una volta avviato, lo smartphone ha dato prova di essere davvero fulmineo in ogni operazione, dal download delle app, molto veloce grazie al Wifi 6, all'installazione delle stesse, fino alla navigazione su web. Il processore Snapdragon 865 è molto prestante anche nella sua versione standard (lo Strix che avevamo in prova non monta il 865 Plus che è overcloccato). Gli 8 gigabyte di RAM assicurano un multitasking efficace e non si sono mai saturati pur tenendo aperti un paio di giochi e diverse app: il richiamo è stato sempre istantaneo.

Desiderosi di mettere alla prova le prestazioni, abbiamo iniziato lanciando la nostra solita routine di benchmark sintetici per i dispositivi mobile composta da GeekBench, GFXBench, 3DMark, PCMark mobile. Questi benchmark ci offrono dei punteggi che sono molto utili per un veloce confronto con altri smartphone, spesso accedendo a un database che ci illustra in maniera intuitiva le comparative. Come ci aspettavamo, i risultati sono stati superiori alla totalità degli smartphone sul mercato, stando dietro solo alla versione del ROG Phone che monta il 865 Plus. Trovate i risultati dettagliati nella galleria allegata.

Per quanto riguarda i test coi giochi, abbiamo messo alla prova il terminale con alcuni dei giochi Android tecnicamente più complessi sul Play Store, come Real Racing 3, Call of Duty Mobile, Asphalt 9 e PUBG. Ebbene, nessuno di questi titoli riesce mai a mettere in difficoltà l'hardware del ROG Phone 3. I frame rate si mantengono sempre altissimi ed i caricamenti quasi istantanei grazie alla velocità della RAM DDR5 e dello Storage UFS 3.1. Immediati e privi di lag sono anche i comandi touch: grazie al Touch Sampling Rate di 270 Hz, il più alto di sempre in uno smartphone, gli input sono registrati in appena 25 ms.

Decisiva è anche la funzione degli Air Triggers, dei veri e propri tasti dorsali virtuali e programmabili che sopperiscono in maniera più che adeguata alla fisiologica mancanza di tasti fisici del touch screen. Ad esempio, in uno shooter in prima persona se ne può adibire uno alla mira e l'altro al fuoco. Gli Air Trigger sono senz'altro utili quando si gioca, ma possono risultare scomodi quando si tiene normalmente il telefono in mano per la navigazione sul web o sui social, poiché il palmo destro della mano può inavvertitamente interferire con lo swipe. A tal scopo conviene disattivarli quando non si gioca. Ovviamente, è sempre possibile collegare un gamepad bluetooth e volendo anche mouse e tastiera tramite un hub USB.

Lo schermo supporta un refresh altissimo di 144Hz. Sono però troppo pochi i titoli che supportano tale frequenza (non più di una manciata) e siccome l'impatto di questa velocità di aggiornamento è palpabile sulla batteria, conviene al momento fermarsi a 120Hz, visto che sono ormai tanti i titoli che la supportano. A tal proposito, ASUS aveva fatto molto meglio col lancio del precedente smartphone, siglando un accordo di compatibilità con diversi publisher per il refresh a 120Hz (il massimo della velocità del modello precedente). Per l'utilizzo normale dello smartphone e per la visione di multimedia, consigliamo di non andare oltre i 90Hz per risparmiare batteria poiché non ci sono differenze apprezzabili.

La fruibilità dello schermo è decisamente eccellente. Con una luminosità massima di 1000nits, supporto ad HDR e schermo Amoled ad alta risoluzione, è decisamente possibile fruire di multimedia e gaming anche in condizioni di forte illuminazione e persino sotto la luce diretta del sole. Strepitoso anche l'audio: la collaborazione con Dirac ha portato i suoi frutti: l'audio è potente e siamo rimasti soprattutto impressionati dai bassi. Anche a volume massimo non distorce, una cosa possibile grazie all'amplificatore dedicato. Ovviamente, possiamo sempre ricorrere agli headset in situazioni troppo rumorose e il suddetto amplificatore consente di pilotare cuffie ad alta impedenza, e la porta USB aggiuntiva di collegare periferiche USB come le ROG Delta di ASUS, che sincronizzano l'illuminazione grazie alla tecnologia AURA Sync RGB.

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Come per le precedenti versioni, il software fa la voce grossa nel ROG Phone 3. ROG Armoury è il centro di comando del dispositivo. La console consente di monitorare le temperature, le frequenze di GPU e CPU, la quantità di RAM e di storage occupati. Qui è possibile anche gestire numerosi aspetti e personalizzazioni per singolo gioco, l'illuminazione RGB, l'audio e attivare la modalità X che disattiva il risparmio energetico facendo andare la CPU sempre a frequenze alte. Tante sono le opzioni di personalizzazione pure per lo schermo, con la possibilità di regolare la temperatura del colore, la frequenza di refresh e tanto altro, così come quelle per la batteria.

La ricarica veloce da 30W permette di recuperare il 60% della carica in mezz'ora, ma come sappiamo la ricarica rapida deteriora la batteria sul lungo termine, quindi è gradita la possibilità di impostare una velocità di ricarica personalizzata con la sveglia: se dobbiamo dormire per 8 ore, ad esempio, il dispositivo può essere impostato per ricaricare la batteria lentamente in base alle ore di sonno. La batteria è comunque uno dei punti di forza del dispositivo. Ci è risultato veramente difficile scaricarla a fine giornata, anche giocando per diverse ore con la massima luminosità e la modalità X attivata. Per quanto riguarda la visione di contenuti multimediali, nelle nostre prove siamo riusciti a vedere contenuti FullHD su Netflix per 10 ore di fila consumando appena il 70% della carica. Davvero impressionante.

Per quanto riguarda le temperature operative, il dispositivo si scalda velocemente giocando con la luminosità al massimo. Nelle torride giornate estive la scocca diventa presto calda ma mai rovente. Questo però indica una ottima dissipazione interna, infatti dal monitor di Armoury CPU e GPU non raggiungevano mai temperature superiori ai 65 gradi. Preziosa è dunque la ventola AirCooler inclusa nella confezione, che consente di raffreddare meglio la scocca per avere sollievo alle mani durante il gioco.

Lo smartphone è di per sé quindi eccezionale e ha prestazioni top, ineguagliate al momento. Ma è inutile girarci attorno: il ROG Phone è pensato per essere abbinato alle sue numerose (e costose) periferiche vendute separatamente. Dal joypad trasformabile Kunai che lo rende simile a un Nintendo Switch, al DualView che aggiunge un secondo schermo con le stesse caratteristiche trasformandolo in una specie di 3DS, alla docking station per collegarsi a uno schermo TV. Queste periferiche migliorano di gran lunga l'esperienza e vanno seriamente considerate se si intende acquistare lo smartphone di ROG. L'esperienza diventa simile a quella di una console. Certamente, la spesa sarà onerosa aggiungendosi a quella già alta dello smartphone, ma se il gaming su mobile è una pratica quotidiana ed essenziale per voi, e magari siete giocatori competitivi o streamer professionisti, allora dovreste seriamente considerare l'acquisto di diversi accessori.

La versione Strix che abbiamo provato è certamente più adatta al pubblico meno esigente: il processore va ottimamente anche senza overclock, gli 8GB sono più che sufficienti nell'immediato, E non si sente l'esigenza di avere 12 o 16GB al momento, ed il prezzo di 800 euro è tutto sommato accessibile. Se invece siete utenti più esigenti e volete il massimo delle prestazioni e della capacità multitasking, potete orientarvi verso il ROG Phone 3 nelle varianti 12GB/512GB o 16GB/512GB: entrambe montano lo Snapdragon 865 Plus che arriva a 3.1GHz in overclock, ma dovreste sborsare una cifra maggiore, rispettivamente pari a €999 e €1099. Cifre importanti, ma stiamo parlando dello smartphone gaming più potente attualmente sul mercato, quindi tutto sommato giustificate da una qualità dell'hardware inappuntabile che si riflette in prestazioni eccezionali a tutto tondo.

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