Super Mario 3D All-Stars: remaster, giochi emulati o una miscela di entrambi? - recensione

L'analisi del DF Retro su tutti e tre i porting per Switch.

A distanza di decenni dalla release di Super Mario All-Stars per Super NES, Nintendo riprende il concept di questo tipo di collezione con Super Mario 3D All-Stars, una compilation che include Super Mario 64, Super Mario Sunshine e Super Mario Galaxy. Ognuno di questi giochi ha ricevuto alcuni miglioramenti per il rilascio su Switch, ma è stato fatto abbastanza? Questa release, peraltro acquistabile a tempo limitato, è degna del nome All-Stars?

C'è una dinastia pregna di orgoglio qui. Quando Nintendo ha rilasciato Super Mario All-Stars su Super NES nei primi anni '90, questa release ha avuto un impatto tremendo poiché il team di sviluppo ha completamente ristrutturato i giochi facendoli passare da 8-bit a 16-bit, un progetto ambizioso che includeva nuovi asset, nuove musiche ed effetti sonori ed altre feature. Potrà non essere stato il primo remake a sbarcare sul mercato, ma rappresentava un brillante esempio di come modernizzare giochi di generazioni precedenti potesse portare grandi risultati.

Super Mario 3D All-Stars, comunque, è diverso: piuttosto che eseguire un remake di questi giochi, Nintendo ha invece optato per un più leggero restyling per adattarli agli schermi moderni ad alta risoluzione, ma usando l'emulazione come base. Ogni asset migliorato che potete trovare è semplicemente iniettato nel gioco. L'emulazione sembra sia sviluppata da dal gruppo European Reaserch and Development di Nintendo, e curiosamente sembra utilizzare le API Vulkan piuttosto che le NVN (le API a basso livello di Nintendo). Sorprende ancora di più il fatto che, almeno stando all'utente Twitter OatmealDome, Super Mario Galaxy sia stato ricompilato per girare sul processore ARM di Switch ma molti altri aspetti del gioco, come il rendering della grafica, sono gestiti in emulazione, quindi un approccio ibrido. In teoria questo è un metodo che potremmo vedere nel futuro per potenziali release di giochi Gamecube e Wii, ed è una bella notizia.

Il fatto che i giochi non siano remake lascia un po' delusi, ma l'emulazione non è necessariamente il male e anche se ogni gioco ha i suoi inconvenienti, sono state fatte abbastanza modifiche per fluidificare l'esperienza. Il punto più basso della collection è sicuramente il modo in cui è gestito Super Mario 64. L'originale girava a 320x240 e ora abbiamo un upgrade a 1280x720, ma questa risoluzione viene mantenuta sia per la modalità portatile che per quella docked, il che non ha proprio senso. Anche i porting homebrew non ufficiali hanno dato prova di girare a 60fps e 16:9, mentre la versione Switch è incomprensibilmente ancorata a 30fps.

Il risultato è buono, ma è sufficiente? Ecco la video analisi del Digital Foundry.

A parte questo, è davvero sorprendente come alcuni titoli N64 appaiano belli se pompati ad alte risoluzioni. Anche se avremmo gradito il supporto a 1080p su TV, il gioco fa la sua bella figura su Switch. Questo è possibile grazie ad alcuni enhancement fatti all'UI. Tutti i font e gli artwork del HUD sono stati ridisegnati a risoluzione maggiore per emulare il risultato del gioco originale sugli schermi SD dell'epoca, e questo migliora l'aspetto sugli schermi moderni. Il lag che era presente nella versione Virtual Console per Wii è scomparso, ma è un peccato che Nintendo non abbia replicato il filtraggio texture originale del N64 come invece aveva fatto splendidamente Nightdive Studios con Doom 64.

Super Mario Sunshine è invece più interessante. Diversamente da Super Mario 64, questo gioco non ha mai ricevuto una nuova release ufficiale, quindi è interessante vedere come si giochi su Switch. Sunshine beneficia molto di più del balzo di piattaforma su Switch. Era un gioco pieno zeppo di dettagli che non emergevano particolarmente per via della ridotta risoluzione originale di 480p, e questo rendeva difficile scorgere gli oggetti in lontananza. Su Switch invece la risoluzione è innalzata a un pieno 1080p (quindi più alta di quella di Super Mario 64) e l'aspect ratio è mutato a 16:9. Questi due elementi combinati rendono il gioco molto più 'splendente', e risulta molto più semplice capire dove andare perché adesso si vede anche bene a distanza. Inoltre, nel gioco originale l'HUD era inutilmente grande e occupava gran parte dello schermo. Con la versione HD, questi elementi sono più piccoli e confinati alle estremità dello schermo. Una modifica benvenuta e utile.

Come in Super Mario 64, diversi elementi sono stati aggiornati per adattarsi ai display moderni. L'intera UI è stata ricreata a una risoluzione maggiore con font e artwork nitidi e chiari. Inoltre, le texture appaiono più nitide di quelle originali in alcuni casi, sembra quasi che ci sia in atto una sorta di tecnica di upscaling per aumentare i dettagli degli artwork. Non cambia il look del gioco in maniera drastica, ma migliora leggermente la qualità dell'immagine. Lo stesso vale per i filmati, che ora sembrano più nitidi di quelli originali GameCube. Anche qui sembra ci sia in azione una sorta di AI upscaling che aumenta di molto la fedeltà.

Doom 64 di Bethesda e Nightdive Studios ci dimostra come dovrebbero essere fatti i remaster dei giochi N64.

L'unica delusione? Nuovamente il frame-rate. Nintendo si ostina a mantenere I 30fps dell'originale. E questo risulta ancora più ironico se pensiamo al fatto che i primi prototipi di Sunshine mostrati alla stampa giravano a 60fps, e infatti il gioco finale rappresentò un bel passo indietro in tal senso. Inoltre, usando un Nintendo Wii, la community homebrew è riuscita a sbloccare il frame-rate facendo girare Sunshine a 60fps su Wii, che ha di fatto lo stesso hardware Gamecube overcloccato. Quindi raddoppiare il frame-rate è una cosa possibile anche su macchine inferiori a Switch, ma Nintendo non ha voluto farci questo regalo. E la cosa ancora peggiore è che ci sono alcuni problemi di frame-pacing durante il gameplay. E questo implica che il gioco non è nemmeno fluido quanto la release originale per GameCube.

Passando a Super Mario Galaxy, uscito originariamente sul più potente Wii, si tratta di un gioco che dimostra l'abilità di Nintendo nello spingere l'hardware ai suoi limiti, con una direzione artistica impeccabile e una brillante presentazione a pieni 60fps. Come Sunshine, il porting Switch punta a 1080p, ma questa volta viene impiegato un algoritmo di scaling dinamico della risoluzione che interviene in base a quello che succede su schermo, quindi la qualità dell'immagine non è proprio perfetta.

La buona notizia è che i menu e gli elementi del HUD hanno ricevuto tutti una rinfrescata con asset a risoluzione maggiore e il risultato è ottimo. Anche le sequenze video sono state restaurate, ma sfortunatamente non è ancora tutto perfetto. Galaxy fa affidamento su un sacco di aree aperte con ampi gradienti di colore e trasparenze per creare l'illusione di stare nello spazio. Su Switch questi effetti sono riprodotti con un effetto di colour banding. Non compromette necessariamente l'immagine e non è evidente in tutte le scene, ma si vede e può distrarre dal gameplay. Almeno le performance sono impeccabili, il frame-rate è quasi sempre bloccato e si gioca alla grande.

Riassumendo, se consideriamo i contenuti dell'intero pacchetto è difficile evitare di concludere queste release siano competenti e abbastanza ragionevoli, ma se guardiamo la collection come una celebrazione di Mario, Nintendo ha tirato troppo corto. Ogni gioco presente in questa collection ha ricevuto dei miglioramenti, specialmente per quanto riguarda l'UI, ed è innegabile che sia stato speso del tempo per far sì che questi giochi apparissero corretti su Switch. Il fatto che gli sviluppatori si siano spinti a migliorare persino la qualità degli FMV implica che hanno mostrato cura nella release. Ma perché allora Super Mario 64 in modalità docked gira alla risoluzione più bassa di tutti i giochi pur essendo il titolo meno pesante? Perché viene presentato con un aspect ratio 4:3 e a 30fps? Ed il frame-pacing irregolare in Super Mario 64 e Sunshine sono altri punti di cui è lecito lamentarsi.

Quel che salva questa collection dalla crocifissione è semplicemente la qualità dei giochi stessi: a nostro avviso sono giochi eccellenti, anche il controverso Sunshine. Da questo punto di vista, potete acquistare questa collection sicuri di avere tra le mani titoli di assoluto spessore che vi regaleranno ore ed ore di divertimento, la magia di Nintendo è tutta qui ed è intatta. Ma se inquadriamo questa release come un'estensione della line All-Stars, allora siamo delusi ed è assolutamente innegabile che Nintendo avrebbe potuto fare molto di più per rendere gloria a questi giochi eccezionali.

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Riguardo l'autore

John Linneman

John Linneman

Staff Writer, Digital Foundry

An American living in Germany, John has been gaming and collecting games since the late 80s. His keen eye for and obsession with high frame-rates have earned him the nickname "The Human FRAPS" in some circles. He’s also responsible for the creation of DF Retro.

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