Rogue Legacy 2 - prova

In giro per castelli ri-sfidando la morte.

Lo abbiamo amato e lo abbiamo odiato. Rogue Legacy era uno di quei giochi ti chiedeva tanto ma dava in egual misura. Un roguelite eccellente ma spietato che faceva venire una voglia matta di giocarlo e rigiocarlo, fino all'esasperazione (o all'esaurimento nervoso).

L'atteso sequel, Rogue Legacy 2 è tra noi in early access, e abbiamo avuto occasione di provarlo e di vedere cosa hanno preparato gli sviluppatori di Door Cellar Games per i più indomiti cacciatori di tesori nei castelli medievali.

Innanzitutto il feeling iniziale è quello di sempre. Con Rogue Legacy 2 ci si sente subito a casa se si ha giocato il prequel perché gli elementi cardine sono i medesimi. Le dinastie di eroi si alternano nell'esplorazione del mondo generato proceduralmente, che muta a ogni morte. Ogni volta che il nostro eroe passa a miglior vita si deve ripartire da capo, ma con gli eredi della dinastia o della famiglia che differiscono in caratteristiche fisiche e skill. L'unica cosa che rimane sono i soldi raccolti durante la precedente run, che possono essere spesi per sbloccare potenziamenti, abilità e nuove classi.

Quel che si nota subito è un bell'update della grafica, ora più cartoonesca e pulita, meno pixellata ma con un approccio 2.5D. Le animazioni di personaggi e nemici sono aumentate e più varie: gli sfondi, disegnati a mano, formano diversi strati e danno profondità, ma l'engine rimane comunque leggero e adatto alle più varie configurazioni hardware e console fisse e portatili.

Le innovazioni però non si fermano solo alla veste grafica, estendendosi anche e soprattutto al gameplay. I nostri eroi ora sono in grado di eseguire un salto più alto pressando il pulsante per più tempo, e di eseguire una capriola di rimbalzo colpendo oggetti sospesi. Queste due aggiunte, sulla carta semplici e poco invasive, aprono la strada a una nuova dimensione verticale e rendono la componente platform più profonda.

Componente platform che viene anche estesa ulteriormente tramite una serie di meccanismi come i tubi che collegano diverse aree delle stanze, che vengono usati molto spesso per risolvere puzzle ambientali o completare stanze sfide. Queste stanze, se completate con successo, solitamente sbloccano forzieri o rune che regalano abilità speciali. Queste ultime sono fondamentali per completare un livello e vengono piazzate (sempre proceduralmente) nelle aree più impervie e meglio difese del castello.

Il gioco sposa quindi adesso un approccio metroidvania vero e proprio, con potenziamenti che una volta trovati e sbloccati diventano permanenti e si trasmettono alle dinastie. Essi vanno a cambiare il modo di giocare e garantiscono l'accesso a nuove aree, andando in contrasto con quello casuale del prequel, dove passare da un bioma all'altro era una scelta personale che dipendeva esclusivamente dalla difficoltà più o meno sostenibile.

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I tubi comunicanti che vanno attivati con il fuoco.

Diverse sono le novità anche dal lato dei nemici e delle classi personaggio. Ne abbiamo provato qualcuna inedita come il Ranger, che utilizza arco e frecce, ma in questa versione early access erano disponibili solo poche delle classi che troveremo nel gioco completo. Nello specifico erano disponibili cavaliere, mago, barbaro e ranger. Interessante è invece il nuovo bilanciamento dei bonus/malus dei discendenti. Chi ha giocato al prequel ricorderà senz'altro che ogni discendente aveva delle doti particolari come un boost al danno o al drop dell'oro, che però era compensato da deficit fisici o malattie varie come glaucoma, daltonismo, nanismo o gigantismo, e via dicendo.

La scelta dell'eroe risultava quindi determinante nel tipo di esperienza che si voleva ottenere. Ebbene, in Rogue Legacy 2 questo elemento cardine viene mantenuto ed estremizzato. Ad esempio avremo la possibilità di arricchirci velocemente con bonus oro del 150%, accettando però dei malus estremamente penalizzanti come la morte al primo colpo.

Insomma, Rogue Legacy 2 non sembra una rivoluzione ma un more of the same del primo capitolo. Questo non vuol dire che non ci siano nuove idee o elementi nuovi di gameplay che amplino l'esperienza, anzi. Purtroppo però la versione che abbiamo provato è stata parecchio limitata. È stato possibile esplorare solo il primo livello, il castello, con relativa boss fight, sbloccare solo un paio di rune, 2 classi e qualche abilità. Gran parte delle skill erano bloccate e anche i classici venditori che ci aspettano al varco erano indisponibili. Ma sappiamo già che il team avrà riservato delle novità anche per questi elementi, che tuttavia allo stato attuale non possiamo valutare.

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Ritornano le rune, ma ora alcune skill sono permanenti e cambiano il gameplay.

In definitiva questa prima prova con Rogue Legacy 2 ci ha entusiasmato ma non convinto appieno. Il feeling è quello classico del prequel e di tutti i roguelike. Più si muore e più si ha voglia di giocare, provare e riprovare, ogni volta cercando di andare più avanti e scoprire nuovi segreti.

La casualità fa ancora la voce grossa, con la scelta dell'eroe che è sempre limitata tra i discendenti delle varie dinastie, dovendo spesso scegliere il meno "peggiore" dal punto di vista degli handicap. Ma questo non è necessariamente un problema: chi ama questi giochi è spesso anche un po' masochista, quindi difficoltà e handicap sono pane per i suoi denti.

Allo stato attuale il gioco è in early access ma è tutt'altro che completo. Abbiamo provato troppo poco per sbilanciarci in giudizi ma le premesse sono complessivamente positive. Ragion per cui non vediamo l'ora di provare una build più avanzata, cosa che dovrebbe accadere tra un paio di mesi.

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