Microsoft che acquisisce Bethesda 'Ŕ la dimostrazione di quanto il mercato AAA sia incerto e oscuro'

Tra costi di produzione esagerati e giocatori difficili da accontentare.

La settimana è cominciata con il botto dopo che lunedì Microsoft ha ufficialmente annunciato di aver acquisito ZeniMax con Bethesda, oltre ad altri studi e giochi. Il web dopo la rivelazione si è mobilitato tra persone a favore di questa scelta e detrattori che hanno fatto sentire la loro voce a riguardo.

Ora arrivano anche le prime analisi su questa acquisizione ed una degna di essere riportata è senza dubbio quella di Jeff Grubb, giornalista presso Venture Beat. In un articolo Grubb spiega come l'acquisizione di Bethesda da parte di Microsoft sia la dimostrazione di quanto il mercato dei giochi AAA sia incerto ed oscuro.

Per Grubb il motivo per cui una grande azienda come Bethesda abbia deciso di vendere sta nei giochi AAA. Il giornalista riporta come i costi di produzione siano schizzati in alto in questi anni, superando di gran lunga i 100 milioni di dollari per sviluppare un solo titolo AAA. Oltre al budget, un altro punto importante da tenere a mente è senza dubbio il gusto dei consumatori che varia nel tempo e che porta ovviamente ad una sorta di competizione tra le varie aziende che investono maggiormente denaro nella produzione.

Oltre a questo Grubb parla anche dei giochi come servizi che ormai stanno invadendo il mercato del gaming: questi titoli occupano maggiormente il tempo libero dei giocatori con nuovi contenuti pubblicati a cadenza mensile e va da sé che il cliente non è più invogliato a comprare nuovi giochi. "Su PS2 e Xbox 360 un gioco 'B' poteva comunque generare un investimento. Ora un titolo di quel tipo fatica ad attirare i giocatori che sono concentrati a vedere tutto ciò che è 'hot' su Twitch".

Un altro modo per poter competere, riporta il giornalista, è quello di avviare un proprio negozio in modo da guadagnare dalle singole vendite direttamente. Ma anche questo è un mercato molto volubile dato che i giocatori sono meno propensi a staccarsi da piattaforme ormai consolidate in favore di un qualcosa di nuovo.

Bethesda ha provato a percorrere tutte quelle strade, con il suo negozio online che non è decollato, un gioco come servizio (Fallout 76) che ha avuto un inizio molto difficile e diversi titoli a giocatore singolo come Dishonored 2, The Evil Within 2 e Wolfenstein 2: The New Colossus che però hanno ricevuto una tiepida accoglienza.

Per Grubb il settore dei videogiochi sta cambiando e Bethesda non è abituata a questo tipo di cambiamento. Giocoforza la società si è trovata di fronte a due scelte: o rischiare e agire di conseguenza stravolgendo il suo modo di essere con chiusure di studi e licenziamenti, oppure andare sotto ad un'altra società, in questo caso Microsoft, e fare ciò che ha sempre fatto ovvero creare giochi e contenuti. La scelta è stata ovvia, con l'unica differenza è che Satya Nadella firmerà i loro stipendi.

Siete d'accordo con l'analisi di Grubb? Fatecelo sapere nei commenti.

Fonte: Venture Beat

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