Going Under - recensione

Alla ricerca della reliquia perduta!

Sembra una giornata lavorativa come le altre: Jacqueline Fiasco comincia uno stage per l'azienda di bibite gassate Fizzle, una delle startup più importanti di Neo-Cascadia. In seguito a un annuncio di lavoro, infatti, la giovane protagonista si è candidata per lavorare nel settore marketing. Sarà davvero questo il suo futuro ruolo? Affatto. Ben presto scoprirà di doversi intrufolare nei sotterranei degli uffici, al fine di uccidere i mostri, nonché colleghi, che li abitano.

Così, Going Under ci introduce un dungeon crawler rogue-like totalmente diverso dagli altri. Vi spieghiamo subito il motivo: Aggro Crab sa quanto possa rivelarsi frustrante un rogue-like, trattandosi di combattimenti dalla difficoltà medio-alta. Proprio per questo motivo, il giocatore potrà usufruire della modalità assistita; il gioco sarà totalmente personalizzabile e potrete impostarlo in base alle vostre preferenze. Abbiamo provato Going Under in entrambe le varianti e, credeteci, l'esperienza di gioco è cambiata in modo radicale. Ovviamente questa modalità impatterà anche sulla longevità di gioco.

Prima di passare al lato prettamente tecnico e interattivo, vogliamo parlarvi della trama su cui si plasma il gioco. Sebbene i personaggi siano bizzarri, goffi e dai colori decisamente poco realistici, richiamano una tematica che ci vede protagonisti nella vita reale. Lo stage di Jackie non è in alcun modo retribuito ed è costretta, pur di conquistare la fiducia del datore di lavoro, a svolgere mansioni per cui non si è candidata. Insomma, una stagista interessata al marketing dovrà, in realtà, esplorare i sotterranei dell'azienda Cubicle per trovare delle insolite reliquie.

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L'emblema di un rogue-like in chiave tipicamente satirica.

Durante l'esperienza di gioco non sarà poco il sarcasmo utilizzato e noi, onestamente, lo abbiamo apprezzato molto. I sotterranei non sono altro che startup sull'orlo del fallimento che pullulano di goblin, stregoni musicisti e ambientazioni decisamente insolite. Stiamo ancora cercando di capire per quale motivo una delle aziende rivali sponsorizzasse siti di incontri a tema... infernale. Evitiamo ulteriori dettagli per non rovinarvi l'ardente sorpresa (vi consigliamo tuttavia di premunirvi di un estintore, non si sa mai).

Passiamo finalmente al gameplay che, con la modalità assistita o meno, si è rivelato molto divertente e piacevole. Attenzione: facilitarvi il gioco non significherà diventare invincibili, ma avrete modo di comprendere meglio il pattern d'attacco dei nemici e, soprattutto, dei boss finali.

Il sistema di combattimento si basa sulla stanza in cui vi trovate; ciò significa che potrete sfruttare ogni singolo oggetto e potrete utilizzarlo come arma. Volete scagliare quel grazioso vaso sulla testa dei nemici? Potete farlo. Volete colpirli con un monitor? Pure (immaginate che dolore con i vecchi monitor a tubo catodico). Questa è un'ottima tattica, in quanto consente al giocatore di sfruttare integralmente l'ambiente con cui interagisce. Potrete anche prendere a pugni il nemico, ma è una mossa che sconsigliamo; vi suggeriamo infatti di mantenere le distanze e di sfruttare armi da poter lanciare, in modo da non perdere salute inutilmente.

Le armi di Jackie saranno raccolte di default in tre slot, e potrete sceglierle premendo i tasti R1 e L1 del controller. Ogni uccisione dei nemici vi consentirà di passare alle stanze successive, nonché di scendere in profondità per raggiungere il boss. Tra una stanza e l'altra troverete negozi in cui comprare pozioni per la salute, abilità e altri oggetti utili; potrete anche vendere la vostra anima in cambio di potenziamenti. In caso di morte tornerete in superficie e, prima di procedere, potrete sbloccare nuove abilità in base all'avanzamento dei livelli o in base al numero di Cubit ottenuti uccidendo i nemici.

Non è tutto, perché sventrando i vari mostri guadagnerete soldi (dai Jackie, non puoi lamentarti così tanto allora!). Più giocherete, più vi divertirete e i vostri sforzi saranno ricompensati. Le abilità temporanee potranno diventare permanenti, potrete scegliere un mentore che attribuirà ulteriori bonus e potrete installare delle applicazioni che vi permetteranno, tra le varie cose, di curarvi o velocizzarvi. Il combattimento, trattandosi di un rogue-like, richiederà strategia e calma; fiondarvi contro i nemici e attaccarli a distanza ravvicinata vi farà probabilmente perdere salute, e rischiereste di arrivare al boss finale senza vita.

La morte, tuttavia, non è affatto frustrante; ogni dungeon presenta stanze diverse, rendendo l'esperienza di gioco sempre unica e mai troppo ripetitiva. L'azienda Fizzle vi permetterà di interagire con tanti personaggi che, di conseguenza, vi assegneranno una corposa quantità di missioni da accettare. L'avanzamento delle quest secondarie potrà essere controllato premendo il tasto Options del controller.

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La presentazione dei boss finali è decisamente bizzarra.

Il coloratissimo dungeon crawler satirico vede un'ambientazione che, graficamente parlando, rispecchia la stravaganza di uno staff sull'orlo della follia. Gli uffici e i sotterranei si tingono di tonalità molto accese che, tuttavia, non danno mai fastidio. Talvolta sembrerà di trovarsi nel negozio di giocattoli di Toy Story, tra macchinine e palline dal rosa sgargiante.

Aggro Crab e Team17, quindi, non hanno voluto essere troppo seriosi sul lato grafico: i personaggi e i loro tratti somatici non sono affatto realistici e sono estremamente buffi. Proprio per questo dettaglio, ci hanno ricordato i simpaticissimi corrieri di Totally Reliable Delivery Service. Il gioco gode di una chiave ironica e fresca che non fa immedesimare troppo in un rogue-like, nonostante i combattimenti particolarmente strategici.

Anche il quadro musicale rispecchia alla perfezione il gioco, con le sue note sbarazzine e spensierate. Ogni sotterraneo avrà delle musiche uniche che ci accompagneranno per tutto il tempo; il fatto che non ci sia monotonia è un punto di forza, considerando che un rogue-like rischierebbe inevitabilmente di risultare ripetitivo.

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Ogni stanza si presenta con dettagli unici, seppur talvolta dai colori un po' troppo accesi.

Passiamo al punto dolente: il gioco gode della localizzazione in Italiano ma, in realtà, è incompleta. Ebbene, improvvisamente vi ritroverete a leggere frasi in Tedesco; questo dettaglio ci ha lasciato parecchio perplessi, lo ammettiamo. L'esperienza di gioco, dal punto di vista tecnico, si è rivelata davvero fluida. La nostra prova è stata effettuata su PlayStation 4 ed è andata a gonfie vele; non abbiamo notato cali di frame o altre problematiche.

In conclusione, Going Under vi garantirà una decina di ore di gioco, in base all'avanzamento nelle tre startup infestate. L'atmosfera cartoonesca e i colori sgargianti sapranno coinvolgere perfino chi non ami particolarmente il genere dei rogue-like. Noi di Eurogamer abbiamo molto apprezzato questo titolo; in particolar modo la sua estrema dinamicità che non stanca mai. La modalità assistita ha decisamente dato una svolta in più a un gioco che riesce a dimostrare quanta cura e passione ci abbiano messo gli sviluppatori.

Sfortunatamente non è stata ancora implementata la modalità multiplayer; speriamo possa accadere prima o poi, dato che calzerebbe a pennello. Noi saremo sicuramente tra i primi a provarla e ci divertiremo come matti. D'altronde un po' di follia, tra una dose di caffeina e l'altra, non può mai nuocere!

8 /10

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Riguardo l'autore

Stefania Netti

Stefania Netti

Redattore

Classe 1995, Stefania ama follemente qualsiasi videogioco dalla trama coinvolgente, non a caso si definisce una “cacciatrice di emozioni”. Nella sua lista non possono mancare le avventure grafiche e, tra una sessione e l’altra di gaming, coccola i suoi gatti.

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