Watch Dogs: Legion - prova

Gli Anonymous secondo Ubisoft.

Lo scorso ottobre Ubisoft rese pubblica la decisione di rinviare tutti i suoi giochi previsti per i primi mesi del 2020, quali ad esempio Gods and Monsters, ribattezzato poi Immortals Fenyx Rising, e Watch Dogs: Legion.

Questa scelta è stata chiaramente dettata dal desiderio di curare maggiormente i propri titoli, nella speranza di ottenere risultati migliori, in termini di vendite, di quelli avuti ad esempio con Ghost Recon: Breakpoint. Una naturale conseguenza di questi rinvii è che Ubisoft inizierà la nuova generazione con una lineup di tutto rispetto, e tra i vari titoli previsti non è un segreto ormai che Watch Dogs: Legion sia quello potenzialmente più interessante.

Nell'ultimo anno abbiamo avuto molteplici occasioni per provare con mano il nuovo capito della celebre serie e, in vista ormai dell'imminente lancio previsto per il 29 ottobre, abbiamo speso qualche altra ora nella Londra distopica immaginata da Ubisoft.

Una breve presentazione iniziale ci ha spiegato quali eventi mettono in moto la narrazione di questo terzo capitolo, che vede un gruppo di terroristi far detonare numerose cariche esplosive in punti critici della città e incastrare DedSec per quanto accaduto. Insomma, l'idea è di creare scompiglio e utilizzare un gruppo già molto discusso come capro espiatorio. In seguito a ciò il movimento viene perseguitato, decimato nei ranghi e sensibilmente indebolito.

Inizia dunque l'avventura del giocatore che, attraverso missioni primarie e secondarie, deve scoprire chi ha orchestrato il tutto, quale fosse il reale obiettivo e, con l'occasione, neutralizzare la criminalità organizzata che ha beneficiato della situazione.

La scelta del termine "giocatore" e non "protagonista" non è stata casuale, perché il fulcro di Legion è l'assenza di un protagonista definito. Certamente ci saranno personaggi più rilevanti di altri, ma l'idea di fondo, la scelta di gameplay che più caratterizza questo nuovo capitolo, è il rendere l'attore principale l'intero movimento DedSec. Ogni NPC potrà farne parte, sebbene non per tutti il processo di arruolamento sia ugualmente semplice, e ogni personaggio reclutato è giocabile.

È un concept molto rischioso, che si fa carico del potenziale rischio che deriva dal non individuare un carismatico protagonista ma che, nel migliore dei modi, incarna gli ideali e i metodi del ben più celebre movimento degli Anonymous, ai quali chiaramente la saga strizza l'occhiolino.

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DedSec è stato incastrato. È ora di scoprire chi c'è dietro a tutto ciò, riformare il movimento e punire i colpevoli.

Durante il nostro provato abbiamo incominciato a giocare a partire da qualche missione già avanzata nell'avventura, e non ci soffermeremo quindi sui dettagli della trama, perché oltre a non sapere quanto potrebbero rappresentare uno spoiler, senza conoscere a dovere i passi che ci hanno portati sin qui non avrebbe molto senso.

Quello però che queste missioni ci hanno permesso di capire è come la narrazione in Legion verrà gestita, sia in termini pratici di gameplay sia dal punto di vista dei toni e della profondità che gli sviluppatori han voluto toccare.

Nelle circa sei ore di giocato, per esempio, abbiamo potuto giocare missioni primarie, sottotrame secondarie, attività opzionali in pieno stile open world Ubisoft e reclutare nuovi seguaci all'interno di DedSec. Quest'ultimo punto in particolare ci ha sorpreso perché per raggiungere questo risultato non ci è bastato parlare con il personaggio designato, ma si è reso necessario studiare attentamente la sua routine giornaliera e cercare una qualche vulnerabilità su cui fare leva.

Per esempio, per arruolare un mercenario di Albion che di base ci avrebbe odiato, abbiamo dovuto prima vincere un incontro di boxe clandestino su cui aveva scommesso per fargli accumulare debiti, e successivamente salvarlo da chi lo avrebbe certamente eliminato. Questo procedimento varia da persona a persona, dove di ognuna abbiamo accesso a una sorta di agenda che ci dice dov'è possibile trovarla durante la giornata. Sotto questo punto di vista il mondo di gioco ci ha dato l'idea di essere particolarmente vivo e dinamico.

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Ogni NPC ha una scheda che ne definisce il ruolo e le abilità uniche.

Per quanto riguarda il resto, la struttura è quella classica dei titoli di questo tipo, con missioni suddivise in base alla priorità, un arco principale che si sviluppa dagli eventi prima descritti e che s'interseca costantemente con le missioni secondarie, che permettono invece di approfondire il passato o il ruolo di personaggi specifici, come i capi di alcune tra le corporazioni più tecnologicamente avanzate. I toni sono molto più vicini a quelli del primo Watch Dogs con delle sezioni e degli eventi che sembrano essere usciti da opere sci-fi tra le più celebri.

A completare l'offerta poi ci sono le missioni facoltative, che si limitano a coinvolgere piccoli palazzi o aree circoscritte in cui si deve completare un semplice incarico, e le attività di puro svago, come il giocare a freccette, palleggiare con una palla da calcio o imbrattare alcuni muri con dei murales.

Parlando del gameplay, le novità più interessanti rispetto ai capitoli precedenti riguardano senza dubbio il sistema di personaggi giocabili descritto in precedenza. Questi non saranno tutti uguali, perché oltre all'appartenenza o meno a determinate fazioni, corrisponderanno anche ad archetipi ben definiti. Ci sono le guardie, in grado di poter accedere ad aree meglio presidiate senza destare troppo nell'occhio, ci sono gli operai, più vicini al comune cittadino e in grado di infiltrarsi nei siti di costruzione.

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I giocatori dovranno tenere bene a mente che in Inghilterra la guida è invertita rispetto alla nostra.

O ancora, troviamo gli avvocati capaci di scagionare con maggiore efficacia i propri alleati quando arrestati, e così molti altri. A distinguere queste categorie sostanzialmente sono armi e abilità specifiche, che vanno ad aggiungersi a quei gadget globali condivisi da tutti, come l'invisibilità temporanea.

L'importanza di queste peculiarità si sente particolarmente nel corso delle missioni, questo perché Watch Dogs: Legion offre molta libertà al giocatore riguardo al come raggiungere l'obiettivo. Gli sviluppatori hanno perfezionato così tanto la formula da consentire di completare un'attività senza nemmeno entrare nell'edificio, ma affidandosi semplicemente alle telecamere perimetrali, ai droni di pattuglia o ai ragnobot.

Sebbene l'affrontare le missioni in questa maniera arrivi a sembrare quasi un puzzle, con tutte le soddisfazioni che ne derivano al momento del completamento, è comunque possibile agire di persona e infiltrarsi, con le armi spianate e facendo rumore o puntando su un approccio più stealth.

Anche in questi casi è possibile comunque usare le abilità tecnologiche per facilitarsi la vita, come il salire su un cargo bot e pilotarsi su un tetto, arrampicarsi sulle facciate dei grattacieli con le impalcature dei lavavetri in pieno stile Mission Impossible o disattivare le barriere di sicurezza per entrare senza far scattare gli allarmi.

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Sono disponibili tutta una serie di abilità condivise tra tutti i personaggi, in aggiunta a quelle uniche.

Con l'eccezione di qualche missione, dove l'approccio viene dettato dalle necessità, Legion offre un grado di libertà parecchio elevato, che si riesce ad apprezzare ancor di più se si vogliono apprendere tutte le peculiarità che i diversi personaggi possiedono. Diciamo che questo discorso sembra valere un po' per Legion in generale, dove se si vuole godere della migliore esperienza possibile bisogna necessariamente calarsi nella parte.

Sempre più convincente ci è infine sembrata la Londra immaginata da Ubisoft. Sebbene siano presenti elementi chiaramente legati al contesto in cui viene costruita, sia le location classiche londinesi sia le strade più anonime rendono perfettamente onore alla capitale britannica.

Persino la metropolitana, che rappresenta soltanto il sistema di viaggio rapido all'interno del gioco, si integra perfettamente con il resto della città. Il dettaglio a cui faremo senz'altro più fatica ad abituarci rimarrà comunque la guida sulla sinistra.

In definitiva Watch Dogs: Legion si conferma ancora una volta come il capitolo potenzialmente più interessante della saga, grazie soprattutto a un concept molto particolare che si sposa perfettamente con le tematiche toccate, e a un gameplay frutto dell'esperienza maturata con i capitoli precedenti.

Non ci resta, dunque, che attendere il gioco completo per poterlo valutare nella sua interezza.

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Riguardo l'autore

Manuel Santangelo

Manuel Santangelo

Redattore

Manuel inizia in tenera età sulla prima Playstation, per poi spostarsi su PS2 e Xbox. Appassionato di sparatutto, s'affeziona a titoli quali Halo e Metal Gear Solid. Apprezza quasi ogni genere e negli ultimi anni inizia a creare contenuti su YouTube, anche per Eurogamer.it.

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