The Survivalists - recensione

E il naufragar ci è dolce... in questo mare di pixel! 

Siamo tutti d'accordo che il destino sia imprevedibile. Oggi sei sulla terraferma, domani su una zattera in mezzo al mare. E la morte diventa quasi una liberazione: speri che arrivi presto, per non soffrire più il calore del sole o l'assenza dell'acqua. E poi vedi un'isoletta, l'unica speranza pronta ad accoglierti per non lasciarci le penne, una volta per tutte.

Questa è l'introduzione di The Survivalists, il nuovo titolo dello sviluppatore Team 17, ambientato nel mondo in pixel-art di The Escapist, che si è ritagliato una fetta di appassionati negli ultimi anni.

Se in quest'ultimo il nostro cruccio era scappare da una prigione di massima sicurezza, in The Survivalists dovremo sopravvivere, costruire ed esplorare un'isola generata automaticamente dal gioco.

Personalizzeremo il nostro personaggio con un taglio di capelli e una barba da vero sopravvissuto, che sarà già vestito con degli abiti stracciati. Avremo modo di sbizzarirci colorando la sua pelle come più gradiremo, scegliendo anche la corporatura.

Con un'accetta generata dall'intuitivo menù dedicato al crafting, abbatteremo un albero pieno di noci di cocco mentre utilizzeremo delle foglie per costruire un letto, che ci permetterà di dormire e salvare i nostri progressi. Avremmo però preferito che ci fosse data la possibilità di salvare la partita anche dal menù principale, avendo così la possibilità di riprendere l'avventura dal punto in cui l'abbiamo lasciata.

Chi ha adorato Minecraft non avrà problemi con The Survivalists, soprattutto per via dell'interfaccia di gioco da cui prende ispirazione. Ripresenta a sinistra il cuore che raffigura la nostra vitalità, al centro una barra di selezione rapida e a destra il vigore, da gestire con attenzione per non restare senza energia. Una scelta semplice, che però propone la solita interfaccia già presente in altre produzioni del genere.

Per le prime ore di gioco non dovremo fare altro che raccogliere cibo e materiali, stanziarci in un luogo e proteggerlo dalle avversità. Se Cast Away con Tom Hanks ci ha insegnato qualcosa, è che bisogna riflettere a lungo sulle nostre mosse, e che una palla come amica per non farci impazzire è utile fino a un certo punto.

Al contrario però del famoso attore e di Wilson (la palla di Tom Hanks), avremo per amiche delle scimmiette, che troveremo esplorando la mappa di gioco mentre raccoglieremo altri materiali da costruzione per il nostro insediamento. Alcune saranno imprigionate, altre verranno con noi soltanto se porteremo loro della frutta. Una volta salvate dai morsi della fame e dalle trappole dei bracconieri, diventeranno la nostra manodopera preferita.

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Questa è la schermata iniziale del gioco: la nostra avventura inizia da qui.

Quando compiremo un'azione, basterà selezionarne una e farsi imitare; presto abbatteranno degli alberi per noi e non dovremo fare altro che raccogliere la legna e metterla nei nostri forzieri.

Gli oggetti per il crafting si sbloccheranno automaticamente, risparmiandoci la ricerca dei vari progetti come in altri survival. La costruzione di un banco da lavoro ci permetterà di creare degli oggetti più complessi, come archi e frecce utili per la caccia e per proteggerci.

Non saremo infatti gli unici abitanti dell'isola, e durante la notte verremo attaccati dai goblin. Sovente ci supereranno in numero, quindi erigeremo delle difese attorno al nostro insediamento, con mura di paglia o in legno per tenerli lontani dai nostri tesori. Se poi insegneremo alle scimmiette a combattere, sarà ancora meglio: manderemo loro a morire mentre noi resteremo a guardare il loro annientamento.

In caso ci sentissimo coraggiosi e sprezzanti del pericolo, sfideremo i nemici con una clava appena costruita o una spada ricurva acquistata dal mercante misterioso, che farà visita alla nostra isola in tante occasioni. Conoscerà un modo per abbandonare l'isola, ma non ci offrirà questa informazione se non avrà qualcosa in cambio. Ci proporrà anche delle semplici missioni facoltative che sbloccheranno altri oggetti utili alla nostra sopravvivenza.

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L'interfaccia di gioco, appunto, è ispirata a quella di tanti altri survival. Ma quella non è una scimmia?

L'esplorazione sarà la parte nevralgica dell'esperienza, e consentirà di muoversi in una mappa piena di varie risorse e tanti segreti da scoprire. Munirsi di un'arma sarà sempre necessario, considerate le innumerevoli situazioni che ci capiteranno e i vari nemici che ci sbarreranno la strada. Se un gruppo di goblin ci darà del filo da torcere, una bestiola munita di corna appuntite farà ancora peggio, perciò la schivata risulterà incredibilmente utile. Una volta appreso il tempismo giusto, potremo colpirla fino a ucciderla, aiutandoci infatti con la schivata per non essere sopraffatti. Dovremo porre molta attenzione al vigore, che potrà esaurirsi dopo che avremo menato un numero indefinibile di fendenti o per aver schivato troppo a lungo.

È un sistema di combattimento semplice ma istantaneo perché non perde tempo e ci butta subito in mezzo alla mischia, anche impegnandoci più del dovuto. Strizza l'occhio, e lo abbiamo trovato divertente, ai titoli action più blasonati della generazione. Sì, Dark Souls, stiamo parlando di te!

Le dinamiche di sopravvivenza sono le solite e non cambiano neanche in The Survivalists: cibarci è necessario per non morire di fame e riposare è fondamentale per non lasciarci le penne durante l'esplorazione. Sono nozioni base di ogni survival, e ormai non può che essere così.

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Le scimmiette esaudiranno quasi tutti i nostri desideri. Come Greet, intenta ora ad abbattere un albero.

Ecco perché consigliamo di portare sempre con sé un po' di bacche nella barra di selezione rapida, per evitare i morsi della fame e di perdere, come in Minecraft, tutti i materiali che abbiamo raccolto prima della nostra dipartita. Proprio come nel capolavoro di Mojang Studio, ci risveglieremo nel nostro letto e successivamente recupereremo gli oggetti perduti nel punto in cui abbiamo tirato le cuoia.

Se poi vorremo esplorare più a fondo la nostra isola affrontando gli antri e i dungeon assieme a qualche amico, approfittando del multiplayer, non ci basterà che indossare il cappello da Indiana Jones, munirci di una spada ricurva e partire all'avventura.

The Survivalists è un survival semplice nelle meccaniche e nelle intenzioni. Prende ispirazione da altri titoli presenti sul mercato e ne raccoglie anche i difetti, come la ripetitività.

Team 17 mantiene la qualità grafica in pixel-art presente in The Escapist e ne ricalca le qualità, definendo le texture. Resta dunque un titolo che va sul sicuro, che non osa abbastanza e non innova quanto ci saremmo augurati.

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A edificare non siamo bravi quanto ci saremmo aspettati. Però ci abbiamo provato, e le scimmiette hanno costruito le nostre difese.

A convincerci e divertirci è però la gestione delle scimmiette, che sono in tutto e per tutto le nostre sottoposte, sempre pronte a imitarci per imparare e realizzare i nostri scopi. Chissà se nutrono una sorta di rancore nei nostri confronti, ma non vogliamo affatto scoprirlo.

The Survivalists si colloca nel mercato come tanti altri survival: è divertente all'inizio ma alla lunga spinge il videogiocatore a migrare verso altri titoli più appetibili. Forse persino verso altri survival.

7 /10

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Riguardo l'autore

Nicholas Mercurio

Nicholas Mercurio

Redattore

Classe '95, Nicholas ama i videogiochi difficili e gli RPG, non disdegna gli indie e fa incetta di titoli ogni volta che può, per riempire la sua preziosa collezione. Uno scapestrato, in tutto e per tutto.

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