Twitch nella bufera tra accuse di sessismo, razzismo e abusi sul posto di lavoro

Parlano attuali ed ex dipendenti della compagnia.

In un nuovo report di GamesIndustry.biz,attuali ed ex dipendenti di Twitch raccontano questioni di razzismo, sessismo e abusi che, secondo loro, non sono mai stati affrontate adeguatamente dall'azienda

GamesIndustry.biz ha parlato con 16 dipendenti e le loro storie dipingono un quadro di Twitch in contrasto con i valori di inclusione spesso pubblicizzati in passato. Un ex dipendente ha detto che un collega le ha sputato addosso, ma la direzione ha trattato l'impiegato come se fosse il problema quando ha cercato di denunciare il fatto. Altri hanno detto a GamesIndustry.biz di essere stati molestati fisicamente durante la loro permanenza in Twitch.

"Twitch ha ripetutamente nascosto sotto il tappeto i resoconti di molestie e abusi: abusi sessuali, verbali, fisici e razzismo. E non solo il mio", ha detto un ex dipendente a GamesIndustry.biz. "Accadeva in ufficio. A eventi. Nelle riunioni e a porte chiuse. Era dilagante e inevitabile. Ne abbiamo sentito parlare. L'abbiamo visto. Era palese e faceva parte del lavoro."

In risposta, un portavoce di Twitch ha dichiarato a GamesIndustry.biz:

"Prendiamo molto seriamente qualsiasi accusa di questa natura, sia sul nostro servizio che all'interno della nostra azienda, e lavoriamo rapidamente per indagare e affrontarle nel modo appropriato. Qualsiasi suggerimento in senso contrario travisa la nostra cultura, leadership e valori. Molte di queste accuse sono vecchie di anni e abbiamo intrapreso numerose misure per proteggere e supportare i nostri dipendenti e la nostra community e continueremo a investire tempo e risorse in questo settore".

Il report parla anche di come l'azienda ha gestito le questioni relative al razzismo e alla sicurezza degli streamer emarginati sulla piattaforma. Secondo un ex dipendente, il co-fondatore e attuale CEO, Emmett Shear, una volta credeva che chiunque dovesse essere autorizzato a trasmettere in streaming sulla sua piattaforma, anche il Ku Klux Klan, purché seguissero le regole dell'azienda.

"Abbiamo intrapreso e continuiamo a intraprendere azioni aggressive per limitare l'incitamento all'odio e le molestie su Twitch, inclusa l'emissione di ban permanenti", ha detto un portavoce di Twitch a GamesIndustry.biz.

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Tuttavia, su Twitch sono persistiti problemi relativi alla cattiva condotta sessuale e all'insensibilità razziale. Quando a fine giugno un'ondata di accuse di molestie sessuali e aggressioni ha fatto irruzione nell'industria dei videogiochi, molte hanno coinvolto gli streamer di Twitch, il che ha spinto Shear a rilasciare una dichiarazione in cui si diceva che la società doveva fare un lavoro migliore per proteggere la sua community. Lo streamer e dipendente di Twitch Hassan Bokhari è stato uno degli accusati di abusi sessuali e aggressioni. Kotaku ha riferito a settembre che Bokhari non è più impiegato presso l'azienda e, sebbene Twitch non abbia commentato la questione, ha confermato che un'indagine sulle accuse contro Bokhari era stata completata.

Anche gli impegni della piattaforma per la diversità continuano a essere messi in discussione. All'inizio di quest'anno, l'ex lead product manager di Twitch, Olivia Grace, ha scritto su Twitter che ha lottato per far rimuovere dalla piattaforma un'emote che veniva utilizzata per molestare gli streamer di colore, ma le è stato detto di no dallo stesso Shear.

Twitch ha contattato Kotaku per inviare la seguente dichiarazione riguardante gli ex dipendenti di Twitch:

"È profondamente deludente leggere resoconti di tossicità di persone che hanno avuto esperienze negative su Twitch. Chiaramente, alcuni dei processi e delle politiche che abbiamo adottato in passato non hanno fatto abbastanza per far sentire i nostri dipendenti e membri della community al sicuro e apprezzati. Sebbene non siamo privi di colpe, questo articolo non riconosce adeguatamente tutti i modi in cui la nostra azienda si è evoluta e i numerosi passi che abbiamo intrapreso nel corso degli anni per costruire una compagnia che protegge e supporta i nostri dipendenti e la nostra comunità. Abbiamo investito molto nei nostri team delle risorse umane e della sicurezza, abbiamo introdotto una leadership nuova e diversificata e continueremo a investire tempo e risorse in questo settore. Prendiamo molto seriamente qualsiasi accusa di questa natura, sia sul nostro servizio che all'interno della nostra azienda, e lavoriamo per indagare e affrontarle in modo appropriato, coinvolgendo terze parti per garantire l'imparzialità quando necessario. Qualsiasi affermazione contraria disegna semplicemente una falsa rappresentazione della nostra cultura e dei nostri valori".

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Fonte: Kotaku.

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Matteo Zibbo

Matteo Zibbo

Redattore

Appassionato di videogiochi e musica (quella più rumorosa e veloce possibile), ha un'insana passione per i GdR occidentali che gli sta condizionando l'esistenza.

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