Apex Legends - Reloaded

Riviviamo il postvendita di Respawn Entertainment e scopriamo se vale la pena giocarlo oggi.

Dopo il grande successo del genere Battle Royale, il team di Respawn Entertainment si è fatto avanti a inizio 2019 con un nuovo titolo: Apex Legends. Il gioco richiama le vicende di Titanfall, trent'anni dopo il secondo capitolo. Inizialmente, il nuovo Battle Royale era visto come un potenziale acerrimo rivale di Fortnite, ormai evergreen a distanza di tre anni e anch'esso Free To Play. Ebbene, inizialmente sembrava esserci riuscito a tutti gli effetti, forte di 50 milioni di download in un solo mese dalla sua uscita. Il gioco fu annunciato e rilasciato con una rapidità tale da sorprendere tutti: un fulmine a ciel sereno, insomma, che noi di Eurogamer.it avevamo comunque accolto in modo positivo.

Il 4 febbraio 2019 sarebbe potuto filare tutto liscio, e invece i giocatori si sono trovati immediatamente ad avere grandi difficoltà nell'esperienza di gioco. Diversi problemi tecnici hanno causato da subito ripetuti crash, al punto da recare grande frustrazione alla community giocante. In quei giorni i forum ufficiali sono stati assaliti dai giocatori, alla ricerca di ogni suggerimento possibile per non far crashare il gioco ma senza particolare successo.

Dopo ben nove giorni, ossia il 13 febbraio, è stata rilasciata la prima patch in cui sono state risolte alcune problematiche relative a bachi e problematiche di gameplay presenti in gran numero. Tra queste, la possibilità di ritrovarsi lo schermo grigio in occasione della prima connessione in lobby e la lista degli amici erroneamente offline. Onestamente quest'ultimo bug si presenta occasionalmente tutt'ora, anzi, proprio poco tempo fa è accaduto il contrario. Gli amici, in realtà offline, risultavano online e addirittura in partita, destando parecchia preoccupazione. Noi per primi abbiamo temuto che il nostro account fosse stato hackerato.

'The hunt begins', ci mostra un gameplay trailer davvero convincente, nonostante i problemi successivi.

Dopo pochi giorni il team ha cercato di risolvere la problematica dei crash, presente su ogni piattaforma, seppur per cause diverse. Su Xbox One, ad esempio, l'abilità di Mirage e le skin epiche di Gibraltar portavano il gioco a bloccarsi. Su PlayStation 4, invece, il problema era rivolto alla GPU. Perché impiegare così tanto tempo nel risolvere una problematica così grave? È stato proprio il team di Respawn a spiegarlo attraverso un post su reddit: "Questa settimana abbiamo lavorato direttamente con NVIDIA per indagare sui crash PC e analizzare i rapporti dei nostri addetti al servizio clienti.

Dobbiamo tenere conto di migliaia di diverse configurazioni e impostazioni hardware, quindi la riproduzione di molti arresti anomali, l'applicazione e il test delle correzioni richiederà tempo. Sappiamo che tutto ciò è molto frustrante per molti di voi che stanno cercando di giocare. Vi consigliamo nel frattempo di disattivare l'overclock su CPU e GPU, poiché stiamo riscontrando segnalazioni di giocatori che trovano il gioco più stabile".

Nei giorni successivi sono sorti ulteriori problemi e sono stati corretti alcuni errori di script, rivelatisi fatali e responsabili della disconnessione dalla partita. Anche le armi hanno subito i primi cambiamenti, ma tutt'ora i giocatori ne lamentano una cattiva gestione. A quanto pare non tutte sono molto bilanciate e, se usate, recano molta frustrazione nell'esperienza di gioco.

Il 19 marzo 2019 sono stati aggiunti il primo Battle Pass (950 Apex Coins, ossia 9.99€) e il nuovo personaggio Octane. La prima stagione non si è rivelata così soddisfacente, infatti le ricompense non hanno incentivato i giocatori a usufruire dell'acquisto. È bene specificare che si tratta di un tipo di Battle Pass totalmente diverso da quello di Fortnite, per cui i due titoli non sono paragonabili a prescindere su questo fronte.

La prima stagione ha mostrato lo splendore della dinamicità. Octane, tra l'altro, è uno dei personaggi più amati al giorno d'oggi.

Ad ogni modo con quell'aggiornamento è stata rilasciata una patch decisamente corposa e piena di miglioramenti. In questo caso, tornando al discorso crash (purtroppo fulcro primario del postvendita di Apex Legends), è stata migliorata la stabilità di alcune GPU, è stato introdotto un nuovo sistema di report mentre gli FPS sono stati limitati a 300. Anche su PlayStation 4 ci sono stati vai miglioramenti; il gioco, precedentemente, si bloccava a causa dell'esaurimento della memoria. Quest'ultimo punto si è ripresentato mesi dopo, tuttavia.

I personaggi non hanno mai smesso di avere bug, nonostante i continui miglioramenti. Risolta una problematica ne sorgeva quasi immediatamente un'altra, ma possiamo confermare che Respawn abbia sempre cercato di fixarli con una buona tempistica. Le problematiche in questione hanno inciso però gravemente sull'esito dei match: il drone di Lifeline, ad esempio, si attaccava ai campioni senza curarli, mentre Pathfinder poteva arrampicarsi all'infinito usando l'abilità col rampino. Un mese dopo il team ha cominciato ad agire contro gli instancabili cheater, potendo inoltre segnalarli attraverso il sistema di report.

Nel frattempo, i giocatori di Xbox e PlayStation hanno continuato a sperimentare problemi: l'utilizzo della tastiera in chat causava un fatale errore di script, che fortunatamente è stato risolto con questa patch. Altre piccole problematiche sono state affrontate, ma nulla di troppo rilevante. A livello di community, invece, il team ha ben pensato di permettere ai giocatori di invitare i compagni di squadra presenti nell'ultima partita. Nei successivi due mesi è stata dedicata particolare attenzione anche al sistema audio e al modo in cui la decompressione influiva sulla CPU, creando distorsioni o tagli dell'audio. Allo stesso tempo sono stati regolati i volumi delle musiche e, soprattutto, i suoni dei passi dei nemici nelle vicinanze.

Il 3 giugno, 2019 è stato inserito il primo evento di Apex Legends, denominato Legendary Hunt, a tempo limitato. Tra le varie cose, è stato corretto un exploit che permetteva di avere nella squadra due personaggi uguali. Ovviamente ogni campione deve essere diverso: se il terzo membro della squadra ha scelto Lifeline, gli altri due giocatori devono scegliere personaggi diversi. Nello stesso mese, pochi giorni dopo, abbiamo avuto nuovamente la conferma di quanti bug potessero sorgere dai personaggi nonostante le precedenti correzioni; il più grave permetteva a Caustic di piazzare le trappole di gas senza alcun cooldown. Vi lasciamo immaginare la frustrazione dei giocatori ogni volta che si trovavano in questa situazione.

L'evento Legendary Hunt ha consentito anche di guadagnare doppia EXP nei weekend, incentivando il giocatore a trascorrere più tempo su Apex Legends.

Il 2 luglio 2019 è stata introdotta la seconda stagione del Battle Pass, con protagonista Wattson, nuovo personaggio. I campioni hanno subito ulteriori miglioramenti, in particolare le abilità, puntando sulla dinamicità e la longevità. Protagonisti di questa patch, dal punto di vista tecnico, sono stati i soliti bugfix, ma è stato implementato anche il sistema di Ping, in modo da migliorare la comunicazione tra i giocatori impossibilitati a usufruire della chat vocale. È stato cambiato anche il danno subito dall'anello in chiusura, nonché la sua velocità. Ovviamente, più la safe zone è piccola a fine partita, più danno subite.

A proposito di chat vocale, sono stati apportati dei miglioramenti anche in questo caso, oltre a tantissimi altri nuovi bug. Il 13 agosto, in occasione del secondo evento Iron Crown, è stata rilasciata una patch molto consistente, volta a correggere bug vecchi e nuovi e a migliorare la stabilità di gioco. Successivamente Respawn ha cercato di perfezionare alcuni elementi grafici, come luci, ombre e contrasti delle texture. Insomma, nonostante i ripetitivi problemi e bug talvolta fastidiosi, il team ha sempre provveduto con una certa prontezza a risolvere ogni tipo di problematica.

Passiamo ora al fattore ranked, dato che in occasione della terza stagione, in data 1 ottobre 2019, ha subito alcune evoluzioni. Chi nella ranked della stagione precedente si era posizionato in un determinato tier, nella seconda veniva scalato di 1.5. Ad esempio, concludendo la prima ranked con Gold II, partiva nella seconda con Silver IV. Ma soprattutto, radicale era stato l'intervento per chi abbandonava la partita venendo penalizzato senza potersi unire ad alcun match, in base a quanto spesso viene adottato questo comportamento giocando in ranked. Questa cosa vale anche per chi lascia la partita durante la selezione del campione. Nel corso dei mesi sono state introdotte nuove modalità, alcune provvisorie, altre definitive. Le modalità temporanee fanno parte degli eventi e talvolta si sono ripetute nel corso dei mesi. Il 2019 si è concluso con ulteriori bugfix e modifiche alle armi.

La seconda stagione ha permesso al giocatore di svolgere missioni giornaliere e settimanali, ottenendo EXP e ricompense del Battle Pass.

Siamo così arrivati all'inizio del 2020, anno in cui Apex Legends, nonostante i problemi era ancora un gioco forte di una community abbastanza stabile seppur dopo la perdita di entusiasmo iniziale dovuta ai problemi tecnici. L'anno è cominciato alla grande: oltre a una corposa lista di bug risolti (in cui Wraith è sempre coinvolta), è cominciato l'evento Grand Soirée, sempre a tempo limitato. In questo contesto è stata inserita anche la modalità torneo, limitata a partner ufficiali per permettergli di creare sessioni private. L'obiettivo del team era di fornire solidi strumenti per gli organizzatori di campionati, in modo da garantire una buona esperienza agli spettatori. Un'iniziativa davvero interessante e ben pensata che ha contribuito a rinforzare le basi della community competitiva.

A febbraio Respawn ha scelto di dare la giusta rilevanza ai cecchini, fornendo le munizioni specifiche per armi a lunga distanza. Fino a poco tempo fa, infatti, il giocatore doveva usufruire delle stesse munizioni di armi totalmente diverse come le munizioni leggere. Anche il matchmaking è stato protagonista di alcuni miglioramenti, ma il team ha subito messo in chiaro che fin dall'inizio era basato sulle stesse "skill" medie dei giocatori, e che c'era intenzione di migliorarlo. In seguito è stato semplificato anche il sistema degli Heirloom, basato stavolta su dei frammenti: in questo modo il giocatore può scegliere l'Heirloom che preferisce, seppur davvero difficile da ottenere.

Il 12 maggio di quest'anno è arrivata una novità importante e invocata a gran voce dalla community da lungo tempo: i giocatori vittime di crash durante la partita avrebbero potuto riconnettersi automaticamente una volta riavviato il gioco. Una feature davvero importante, in particolar modo per chi giocava una ranked. Un mese dopo è diventato possibile anche rianimare i propri compagni attraverso un respawn portatile, oltre a un'altra corposa lista di accorgimenti per numerosi bug. Passiamo al 17 agosto, data che ci coinvolge tutt'ora, considerando che è ancora in atto la sesta stagione. Poco più di un mese fa, infatti, è stato aggiunto un nuovo sistema di looting decisamente interessante. La mappa è caratterizzata da alcuni replicatori che possono fornire un loot prestabilito, ottenibile attraverso i materiali per crafting. È bene specificare che il loot presente nella rotazione non sarà disponibile tra le risorse che troverete normalmente.

L'evento Grand Soirée prevedeva diversi eventi a rotazione; in uno di questi è stato addirittura possibile giocare in terza persona o vestire i panni di coloratissimi dummies.

Un cambiamento molto importante ha visto l'evoluzione degli scudi corporei, alcuni diventati scudi EVO. Tuttavia, poco dopo i valori sono stati cambiati, siccome avevano recato degli squilibri alle dinamiche di gioco. Ma torniamo al presente, pronti a tirare le somme sul percorso di questo Battle Royale. Respawn Entertainment ha impiegato sicuramente troppo tempo nel risolvere i gravi problemi tecnici presentatisi nell'immediato postvendita. Successivamente ha cercato di apportare miglioramenti e correzioni con la giusta tempistica, rilasciando patch decisamente corpose. Sfortunatamente, però, il gioco risulta essere ancora afflitto da bug e problematiche di cui la stessa community non ha mai smesso di lamentarsi.

Non sono stati solo i problemi tecnici (che per quest'ora avrebbero dovuto essere stati abbondantemente risolti) a tenere banco nei gruppi di discussione ma anche i contenuti; la community ha chiesto infatti a gran voce nuove mappe, piuttosto che variazioni delle vecchie. Si notano anche lamentele riguardanti server poco performanti rispetto agli altri Battle Royale, causando problemi di rilevamento dei colpi, rallentamenti e lag generale dei comandi. Capita anche, seppur non molto spesso, di giocare una partita classificata con un lag indescrivibile e, addirittura, di ricevere la penalità in caso di disconnessione.

Insomma, il postvendita di questo gioco non è stato dei migliori, aspetto che ha contribuito ad alienare al brand parecchi giocatori che inizialmente avevano accolto con entusiasmo l'arrivo di questo Battle Royale proprio nel momento in cui Fortnite aveva portato più di un giocatore ad iniziare a guardarsi intorno in cerca di novità. Nonostante questo, Respawn non si è data per vinta ma ha aperto un nuovo studio per dedicarsi esclusivamente ad Apex Legends. Abbiamo già potuto notare i loro tentativi nel cercare di rilasciare patch più stimolanti e coinvolgenti, attraverso piccoli elementi PVE e missioni legate alla storia. Presto sarà integrato anche il cross-play, ampliando ulteriormente una community già solida e ben affermata.

Oltre ad aver introdotto il sistema di crafting, Respawn Entertainment ha apportato diversi cambiamenti alla mappa.

Certo, la gratuità gioca un ruolo importante nel successo di questo prodotto che anche se in fase calante, avrà sempre una community attiva su tutte le piattaforme. I nuovi arrivati avranno la fortuna di sperimentare il gioco nella sua forma migliore e le premesse per il futuro sembrano puntare ad ulteriori miglioramenti. Resta il fatto che il gioco è stato penalizzato da un postvendita confusionario e da una scarsità di contenuti che gli ha impedito di diventare l'anti Fortnite che molti si aspettavano.

Apex Legends è un gioco piuttosto diverso dagli altri Battle Royale e paragonarlo a PUBG o a Fortnite ha senso fino a un certo punto. Tuttavia, sono titoli che cavalcano la stessa onda videoludica pur con diverse peculiarità e una comparazione è inevitabile. Visto che non entra in gioco l'aspetto pecuniario essendo gratuito, dobbiamo rifarci alla classica considerazione di quanto un titolo gratuito valga oggi il vostro tempo. Sicuramente fosse stato a pagamento probabilmente non ne sarebbe valsa la pena, in vista soprattutto dei bug che ancora permangono, dei server poco performanti e di una mancanza di nuovi contenuti che si nota. A complicare le cose è arrivato poi sicuramente Call of Duty Warzone, un titolo dall'aspetto qualitativo infinitamente superiore.

A bilanciare queste mancanze, dovute secondo noi ad una Electronic Arts che non ha creduto fino in fondo a questo progetto nel cercare di trasformarlo fin da subito in un nuovo fenomeno di massa con politiche di aggiornamento aggressive e mirate a rilasci di qualità, troviamo parecchi punti di forza: un gameplay delle sparatorie estremamente fluido e dinamico che non ha eguali nel suo genere a cui si affiancano un teamplay richiesto dalle classi abbastanza efficace e un Ping System veramente innovativo.

Apex Legends rimane un gioco che si fa apprezzare tuttora e nonostante alcune problematiche si conferma un Battle Royale piuttosto piacevole. Potendo scegliere reputiamo sia meglio giocare su PC piuttosto che su console per una questione incentrata prettamente sul feeling e sull'impatto che uno sparatutto come questo trasmette attraverso mouse e tastiera, ma anche su PS4 e Xbox One ci si diverte, in particolare la prima piattaforma in virtù della community più estesa. Da non dimenticare anche l'arrivo a breve su Nintendo Switch e piattaforme mobile che sicuramente allargheranno ulteriormente la base giocante.

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Riguardo l'autore

Stefania Netti

Stefania Netti

Redattore

Classe 1995, Stefania ama follemente qualsiasi videogioco dalla trama coinvolgente, non a caso si definisce una “cacciatrice di emozioni”. Nella sua lista non possono mancare le avventure grafiche e, tra una sessione e l’altra di gaming, coccola i suoi gatti.

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