Ghostrunner - recensione

“Dai potenti vengono gli uomini più malvagi”.

È con una citazione di Socrate, padre fondatore dell'etica, che vi introduciamo questa recensione. Il potere incanta, attrae e manipola come una dolce carezza sul viso. Si insinua nelle viscere umane incanalando una malata convinzione di superiorità e, successivamente, conduce all'inevitabile distruzione.

Un cataclisma globale ha spiazzato l'umanità, costringendo i pochi sopravvissuti a rifugiarsi nella Torre Dharma. Il mondo non è più come prima: il caldo tepore del sole è ormai scomparso e i paesaggi, dapprima mozzafiato, ora sono macchiati dalle tinte oscure della violenza. Le persone non sono più tali, ora sono dei semplici numeri suddivisi per settori.

Ghostrunner racconta la storia di un mondo che, nonostante sembri innegabilmente futuristico, rappresenta ormai la mera essenza della crudeltà umana. Le risorse per salvaguardare i sopravvissuti di Dharma City scarseggiano, cominciano le rivoluzioni sanguinolente e il mercato nero diventa l'unica fonte di speranza e salvezza.

Dopo una catastrofe apocalittica subentrano quindi ulteriori problemi, conseguenti alla contorta e perversa sete di potere; proprio per questo motivo entrano in gioco i Ghostrunner, pacificatori volti a impedire un colpo di Stato. Si tratta di cyborg capaci di sfruttare le loro abilità speciali perfino nel cybervuoto, un luogo a cui nessun altro può accedere.

L'introduzione cinematica del gioco mostra il protagonista, di nome Jack, pronto a fronteggiare Mara, la donna che ha distrutto i fragili brandelli di umanità rimasti. L'oscurità si è nutrita della sua mente, accecandola al punto da diventare l'unica sovrana della torre e radunare un esercito pronto a uccidere chiunque voglia ribellarsi. Lo scontro non ha un buon esito, difatti il Ghostrunner viene scaraventato con ferocia dalla torre, precipitando inesorabilmente. Dopo una strage che non ha risparmiato nessun altro, tuttavia, è l'unico a sopravvivere e a risvegliarsi.

La vostra avventura si plasmerà su questo intreccio narrativo e, immediatamente, sarete guidati da una voce sconosciuta che chiederà di essere liberata dalla prigione. Si tratta del creatore di Dharma City e, proprio per questo motivo, si fa chiamare "architetto". Egli è stato ucciso e tradito da Mara e di lui, purtroppo, è rimasta solo una sorta di I.A in grado di comunicare con la mente di Jack, da cui dipende in modo viscerale.

Non vogliamo dilungarci troppo, tuttavia crediamo che il comparto narrativo, seppur non troppo originale, sia stato plasmato e gestito davvero bene. In questo cruento gioco action in prima persona non ci saremmo aspettati una trama così ben definita e, soprattutto, costante in ogni singola arena. Il vostro compito sarà raggiungere l'apice della torre, livello dopo livello, liberandovi delle guardie e superando ostacoli che richiederanno grande strategia e velocità.

Ogni singolo progresso colmerà i tasselli mancanti della storia, andando a costruire un'esperienza interattiva sensata e completa. Per quanto un gioco del genere spicchi per il suo gameplay, possiamo assolutamente ritenerci soddisfatti di un quadro così minuzioso. Quando abbiamo cominciato l'avventura ci siamo sicuramente sentiti disorientati, non conoscendo la nostra identità e non sapendo a chi appartenesse quella voce sconosciuta. Man mano che siamo andati avanti, però, abbiamo avuto ogni singola risposta con chiarezza e i livelli non sono più stati semplici livelli, bensì una corsa spietata per cercare di salvare l'ultimo barlume di umanità rimasto.

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Dharma City ricorda una base spaziale sull'orlo del collasso, ed effettivamente i neon e la musica techno fanno da contorno a un quadro apocalittico.

Il fulcro principale del gioco, ovviamente, è il sistema di combattimento. Sarete dei cyborg-ninja pronti a mozzare teste con la vostra katana, e lo farete così velocemente da non lasciare scampo ai vostri nemici. Vi arrampicherete, correrete lungo le pareti e oscillerete utilizzando una sorta di rampino energetico. Sarete così veloci e furtivi da sentire l'adrenalina scorrervi nelle vene, e l'unico suono sarà quello dei vostri passi fugaci e delle viscere smembrate. Non ucciderete per il piacere di farlo, lo farete per salvare gli innocenti che hanno vissuto l'ennesima ingiustizia dettata dall'egoismo e dalla bramosia di potere.

Sin dai primi minuti siamo rimasti estremamente colpiti dal gameplay, così fluido e gratificante da diventare assuefacente. Poco importa se, secondo l'architetto, il vostro software sia gravemente danneggiato dopo essere precipitati: vi sentirete immediatamente invincibili. Diventerete presto padroni delle meccaniche e imparerete in fretta a schivare proiettili o, eventualmente, a rispedirli al mittente con un colpo di katana.

Alcuni nemici saranno dotati di scudi energetici, alimentati da sfere blu posizionate su punti strategici dell'arena. Per poter uccidere le guardie dovrete dapprima distruggere la fonte difensiva e, credeteci, non sarà affatto facile. Dovrete infatti schivare decine e decine di proiettili simultaneamente e, soprattutto, destreggiarvi in un parkour frenetico che metterà a dura prova i vostri riflessi.

Un colpo, una vita: i l gioco si basa su un singolo colpo che può rivelarsi fatale sia per voi che per le guardie: essere colpiti anche solo una volta significherà ricominciare dall'ultimo checkpoint. Questa meccanica non si è rivelata affatto frustrante, i tempi di caricamento sono letteralmente inesistenti e vi sentirete ancor più incentivati a giocare in modo aggressivo. Proprio per questo motivo può innescarsi una catena di morti, ma quando troverete il percorso più adatto e le tempistiche giuste, ahinoi, i nemici non avranno scampo.

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Il combat system è brutale, cruento e spietato. La vostra katana, con un singolo colpo, smembrerà inesorabilmente i nemici.

Abbiamo molto apprezzato l'impostazione dei livelli, che sembrano essere indirizzati agli amanti delle speed-run e dei collezionabili; non a caso, al completamento di ogni arena verrà mostrato il tempo totalizzato e i tesori trovati. Se il gioco sembra stupefacente fin dall'inizio, progressivamente si rivelerà ancor più completo e ricco di nuove interazioni.

Successivamente, infatti, potrete potenziare il vostro software attraverso un pannello di calibrazione e renderlo più potente e utile. Avrete a disposizione un numero limitato di slot ma potrete migliorare elementi importanti, come lo scatto o la deviazione. Non è tutto, perché sbloccherete ulteriori skill da sfruttare durante il combattimento: l'abilità Lampo, ad esempio, vi consentirà di attraversare i proiettili o di uccidere simultaneamente due o più nemici vicini. Il potenziamento del software si trasformerà in una sorta di puzzle, in cui dovrete gestire in modo strategico la posizione dei chip, talvolta ruotandoli in modo da incastonarli correttamente. È un'interazione molto interessante e ha reso l'avventura ancor più coinvolgente.

Ad arricchire l'avanzamento dei livelli contribuirà la presenza degli uplink, potenziamenti temporanei che si riveleranno indispensabili in alcuni punti. Saremo onesti: morire più e più volte fa parte del gioco, sebbene possa rivelarsi frustrante. È un gameplay gestito audacemente e consente al giocatore di essere tanto veloce quanto strategico, apprendendo dagli errori commessi e studiando percorsi fatali per le guardie.

Non si tratta di una semplice sfida verso se stessi, bensì di un vero e proprio allenamento dei riflessi, dovendo incastonare alla perfezione ogni tempistica come pezzi di un puzzle. Il gioco, tuttavia, non è incentrato esclusivamente su fendenti di katana e minuti di frenetico parkour: sono presenti elementi platform che richiedono calma, concentrazione e riflessione.

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I chipset vanno inseriti negli slot adatti e, per farlo, sarà talvolta necessario ruotarli e sceglierli in base alla forma.

Nel cybervuoto dovrete, ad esempio, muovere alcuni pannelli con astuzia, così da poter accedere all'area successiva. Tutto ciò accade senza mai interrompere l'intreccio narrativo su cui si plasma ogni azione, motivo per cui siamo rimasti particolarmente soddisfatti. Abbiamo molto apprezzato anche il doppiaggio del protagonista che, seppur in Inglese, ha donato maggior essenza all'esperienza di gioco, che gode comunque dei sottotitoli e dell'interfaccia in lingua italiana.

La nostra prova è stata effettuata su PC ed è andata a gonfie vele: il gioco si è rivelato estremamente fluido in ogni singola sfaccettatura, donando un'esperienza visiva straordinaria. L'ambientazione trasuda un'atmosfera cyberpunk onnipresente, valorizzata dal supporto al ray tracing che su PC ha dato il meglio di sé. Abbiamo giocato con mouse e tastiera e, a nostro parere, crediamo che sia una combo perfetta per il genere, dato che richiede velocità e precisione. Il titolo, essendo in prima persona, potrebbe causare ad alcuni i classici sintomi del motion sickness: non abbiate paura, perché attraverso le impostazioni potrete disattivare il Motion Blur e aumentare il campo visivo.

Ad accompagnare le vostre uccisioni ed esplorazioni contribuirà un comparto musicale, rigorosamente techno, degno di nota. Le canzoni vi guideranno in una corsa sfrenata e adrenalinica, donando grande enfasi a ogni arrampicata, scivolata o boss fight. Insomma, il quadro musicale rappresenta la ciliegina su una torta che vanta già ingredienti allettanti.

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Il cybervuoto è la quiete dopo la tempesta, nonché l'opportunità di sbloccare nuove abilità fatali.

In conclusione, Ghostrunner è la nuova perla videoludica che possiede un comparto narrativo ben contestualizzato e un gameplay estremamente assuefacente. Nonostante la trama non spicchi per la sua originalità, non è scontato che sia incastonata così bene all'interno di un frenetico hack'n'slash. La nostra prova si è trasformata, difatti, in una vera e propria esperienza soddisfacente, colma di divertimento e stupore.

L'ultimo Ghostrunner sguainerà la sua katana per fronteggiare l'oscurità della torre: riuscirà a salvare Dharma City da una dittatura subumana?

8 /10

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Riguardo l'autore

Stefania Netti

Stefania Netti

Redattore

Classe 1995, Stefania ama follemente qualsiasi videogioco dalla trama coinvolgente, non a caso si definisce una “cacciatrice di emozioni”. Nella sua lista non possono mancare le avventure grafiche e, tra una sessione e l’altra di gaming, coccola i suoi gatti.

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