Nvidia GeForce RTX 3070 - recensione

Tutta la potenza che ci aspettavamo, ma la vera rivoluzione è un'altra.

Attese da lungo tempo, stanno finalmente per iniziare ad arrivare sugli scaffali dei negozi le prime versioni delle schede video della nuova generazione RTX di Nvidia. Quest'oggi vi proponiamo la recensione di uno dei modelli più attesi, la GeForce RTX 3070. Le versioni di fascia alta e altissima RTX 3080 e RTX 3090 saranno alla portata di tasche estremamente profonde, ma questo modello ha tutte le carte in regola finire all'interno del case di chi vorrà effettuare un upgrade importante della sua macchina da gioco senza svuotare eccessivamente il conto in banca.

Partiamo dalle caratteristiche tecniche in termini di innovazioni prestazionali di questa famiglia di schede. L'architettura Ampere non sembra essere una rivoluzione rispetto alla generazione Turing ma una logica evoluzione tecnica che va nella direzione di esprimere valori di potenza di calcolo importanti mantenendo un'alta efficienza energetica.

Ovviamente è supportato il Ray Tracing che aveva fatto il suo ingresso sul mercato con la vecchia generazione di schede, ma a questo si è aggiuntala terza generazione del Deep Learning Super Sampling, una tecnologia che punta a migliorare la qualità dell'immagine con un algoritmo di upscaling proprietario di Nvidia e gestito da appositi Tensor Core.Tutto questo pur mantenendo lo stesso quantitativo di RAM video, che corrisponde sempre a otto gigabyte di RAM GDDR6 e un consumo di poco superiore rispetto a quello della generazione precedente:220 watt rispetto ai 185 della RTX 2070.

Il nostro unboxing della Nvidia GeForce RTX 3070. Ottima qualità costruttiva ma da una Founder Edition non ci si può aspettare niente di meno.

Per quanto riguarda la scheda in questione, si tratta di un sample Founder Edition inviatoci da Nvidia stessa: all'interno della confezione è presente un cavetto che converte i sei pin di alimentazione standard in uscita dall'alimentatore in un dodici pin proprietario della scheda. Per quanto riguarda i materiali e l'assemblaggio abbiamo girato un esauriente unboxing sulle sensazioni restituite dal prodotto dal punto di vista tattile e dobbiamo dire si tratta di una GPU di ottima fattura. Questa occupa chiaramente due slot PCI Express e mette a disposizione dell'utente una porta HDMI e tre porte displayport per quanto riguarda le uscite video.

Molto interessante è anche la soluzione con le due ventole integrate nella parte superiore a cui si aggiunge una feritoia in quella inferiore per migliorare ricircolo d'aria tramite una serie di alette integrate nello chassis della scheda. È piuttosto chiaro al tatto che si tratta di un prodotto Premium vista l'eccellente qualità delle plastiche e soprattutto del metallo utilizzato che rinchiude completamente tutta la GPU lasciando liberi soltanto gli ingressi, gli sfoghi dell'aria e la presa a 12 PIN necessaria all'alimentazione.

Senza perdere troppo tempo siamo passati immediatamente alle prove sul campo per mettere questa Nvidia GeForce RTX 3070alla frusta in un confronto con le sue dirette concorrenti nel salto tra la vecchia generazione di schede video e la nuova. La base è stata una MSI GeForce RTX 2070 con 8 GB di GDDR6 a cui in seconda battuta abbiamo affiancato una RTX 2080Ti di Zotac, sempre da 8GB, seguita nei test sempre dalla GeForce RTX 3070.

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Ecco la scheda in tutto il suo splendore. Un design semplice ed elegante che lascia poco spazio all'immaginazione.

Il nostro testbed si è basato su un PC con processore Intel I7 8700K a 3.6GHz dotato di 16GB di RAM DDR4 @3.6 GHz Dominator Corsair. Il tutto installato su una scheda madre Aorus Z390 Elite dotata di due Hard Disk a stato solido, come ilKingston HyperX Fury RGB da 480 GB. I driver usati per la prova erano quelli consigliati da Nvidia per la nuova scheda ovvero i 456.45 mentre ad alimentare il tutto ha pensato una power unit Corsair da 750 Watt. Ci siamo concentrati essenzialmente su tutta una serie di prove pratiche che ci hanno visto utilizzare cinque giochi diversi sempre al massimo livello di dettaglio e con specifiche configurazioni l'utilizzo che andremo ad elencarvi mano che vi illustreremo il test.

Il primo titolo della prova è stato l'immancabile Shadow of the Tomb Raider. Anche se il gioco ha ormai un paio d'anni alle spalle, è un ottimo banco di prova per le schede della famiglia RTX di Nvidia in virtù dell'eccellente livello di dettaglio grafico delle ambientazioni e soprattutto per essere stato un pioniere dell'illuminazione in ray tracing. In questo caso ci siamo limitati a un monitor da 27 pollici a 1920X1080 al massimo livello di dettaglio: abbiamo prima fatto girare il benchmark integrato nel gioco che ha restituito un risultato di rispettivamente 48, 75 e 77 frame medi.

Questo è stato il primo indicatore di come la 3070 sia un prodotto in linea con la potenza di calcolo della 2080Ti, confermando le stime di Nvidia stessa. Abbiamo anche svolto un test in gioco, sfruttando l'inizio del livello dedicato alla città segreta in cui Lara cammina alle spalle di un NPC che la scorta all'interno di un villaggio con tanto di panoramica dal bordo di una vallata. I rilevamenti hanno confermato quanto espresso dal benchmark, con 44, 70 e 73 frame medi al secondo fatti rilevare da 2070/2080ti/3070. Nelle inquadrature ravvicinate con effetti di luce come il fuoco il frame rate veniva impattato in modo considerevole ma nel complesso è emerso chiaramente il gap prestazionale tra le varie schede.

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Lo slot per l'alimentazione è più piccolo del solito. Nella confezione è presente un adattatore specifico da 6 a 12 pin.

Gap che si è confermato anche con un altro gioco che fa del Ray Tracing uno dei suoi punti di forza ma soprattutto permette di vedere con un semplice clic la differenza qualitativa e di prestazioni che si ha nell'attivare la funzione DLSS: Control di Remedy. Anche in questo caso eravamo al massimo livello di dettaglio a 1920X1080 ed abbiamo svolto un doppio set di prove: il primo con antialias a 4X e il secondo con il DLSS attivato (che esclude per l'appunto l'antialias) upscalando la qualità dell'immagine da un render nativo di 1280x720. Abbiamo usato proprio la sequenza iniziale in cui la protagonista attraversa alcuni corridoi poco illuminati, incontra un inserviente intento alle pulizie per un breve dialogo e poi procede verso un ascensore.

L'ambientazione più spoglia ha visto sin da subito un trittico di frame rate medi molto consistente di 51, 78 e 78 fps con un pareggio spaccato tra 2080Ti e 3070. Attivando il DLSS e compiendo con tutte e tre le schede lo stesso tragitto benchmarkando il frame rate abbiamo avuto un'ulteriore conferma di quanto sia efficace il DLSS. La performance è schizzata rispettivamente a 78, 114 e 124 frame al secondo ma a questo non è assolutamente corrisposta una perdita di qualità dell'immagine come ci si sarebbe potuti aspettare.

Abbiamo catturato alcuni screenshot provando zommarli con un programma di grafica per analizzare nel dettaglio ma è stato difficilissimo notare differenze di sorta. La cosa impressionante è che anche in movimento non abbiamo notato artefatti, clipping o altre anomalie di qualche genere magari ai bordi dell'immagine: il flusso è sempre stato di un livello qualitativo assolutamente comparabile a quello di un esoso multi sample antialias 4X, a parità di risoluzione.

Il guadagno di prestazioni permesso dal DLSS in Death Stranding è eccezionale. Non vediamo l'ora di vederlo in azione su Cyberpunk 2077.

La terza prova l'abbiamo dedicata uno sparatutto, Wolfenstein: The New Colossus, anch'esso ampiamente abbonato all'uso del Ray Tracing e caratterizzato da mappe di piccole dimensioni ma molto dettagliate. Stavolta eravamo su un monitor a 1440p e il livello era quello dell'Harbor District di Manhattan. In questo caso le performance eccezionali del motore grafico di Id Software hanno permesso di raggiungere risultati eccellenti con rispettivamente 138, 179 e 186 frame al secondo, anche in questo caso al massimo livello di dettaglio.

Siamo passati quindi dagli action game ai simulatori e il primo sulla lista è stato Assetto Corsa Competizione. Un gioco estremamente valido dal punto di vista estetico ma soprattutto in grado di spremere dovere qualsiasi PC dal punto di vista di grafica e processore. La nostra prova è stata eseguita su un monitor da 34 pollici LG Ultrawide alla risoluzione di 2560x1080 al massimo livello di dettaglio permesso dal gioco e i risultati sono stati molto interessanti.

Inizialmente avevamo deciso di effettuare la prova solo in singleplayer con due gare diverse: una tempo meteo sereno di giorno sul circuito del Paul Ricard utilizzando trenta auto in pista. Sempre con lo stesso parco partenti ci siamo poi invece spostati sulla pista di Spa-Francorchamps per una serie di giri sotto la pioggia battente durante la notte. Non siamo rimasti sorpresi nel vedere un certo appiattimento delle prestazioni sia al Paul Ricard, con rispettivamente 55, 71 e 69 fps, sia a SPA con 53, 65 e 65 frame al secondo rispettivamente. Un valore chiaramente condizionato dalla CPU che faceva da collo di bottiglia.

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La scheda è chiusa in un case di plastica e alluminio: da qui la necessità di approntare aree di dissipazione su ogni lato.

E infatti, spostandoci su server online in cui il gioco non deve farsi carico dell'IA dei piloti avversari la situazione è migliorata nettamente: una gara al Paul Ricard con 28 vetture e tempo sereno ha messo in mostra il vero potenziale della scheda con rispettivamente 65, 91 e 94 frame al secondo. È interessante notare come la 2080Ti abbia superato la 3070 nel primo test, pareggiando il conto nel secondo, per poi venire risuperata non appena il processore non è più entrato nell'equazione.

Abbiamo chiuso in bellezza i nostri test con il recentissimo Flight Simulator 2020 di Microsoft, uno dei software gaming più pesanti attualmente disponibili sul mercato in virtù dell'incredibile dettaglio grafico di tutto quello che si trova a terra, ma senza dimenticare gli stupendi aerei egli effetti meteorologici. Anche in questo caso abbiamo tenuto tutto a dettagli massimi su un normale monitor da 1920X1080 e abbiamo organizzato tre condizioni diverse per il test. Il primo è stato un normale volo da Roma Fiumicino per l'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi con condizioni di meteo sereno durante il giorno. Qui abbiamo ottenuto valori di 45, 60 e 63 frame al secondo in una riedizione di quanto abbiamo visto su Assetto Corsa Competizione, con la CPU sicuramente a giocare un ruolo importante nelle prestazioni generali.

Abbiamo poi scelto un volo rilassante da Capo Verde a Dakar in pieno oceano Atlantico, ma in mezzo a una tempesta tropicale: il non avere il terreno da renderizzare ha dato un boost significativo alle prestazioni con 53, 69 e 72 frame medi nel tragitto. Abbiamo ripetuto il test con cielo sereno e gli Fps sono aumentati di un paio di frame su tutte e tre le schede, segno che nubi ed effetti hanno un impatto quasi trascurabile sulle performance. Ma il vero banco di prova è stato un viaggio sopra New York con partenza e atterraggio a LaGuardia con una serie di passaggi a bassa quota sulla grande mela. Qui la densità abitativa ha messo in difficoltà la 2070 con 22 frame di media che sono cresciuti a 35 e 37 fps per le due schede più veloci, a conferma di come sia tremendamente esigente il gioco di Microsoft dal punto di vista dell'hardware quando si vola a bassa quota.

Giunti alla fine della sequenza dei test, possiamo dire di aver riscontrato nelle prove su strada la correlazione che ci aspettavamo in termini di prestazioni tra la generazione precedente e quella che sta per sbarcare sui PC degli appassionati. La Nvidia GeForce RTX 3070 è un chiaro salto in avanti sul fronte delle prestazioni e rappresenta il nuovo punto di riferimento per la fascia di prezzo medio-alta del costruttore di Santa Clara. Siamo nell'ordine di un 55% di velocità in più a un prezzo che fino a qualche mese fa era proibitivo per le tasche della stragrande maggioranza dell'utenza PC, anche se a 520 euro nemmeno questa versione è propriamente regalata.

Appunti da fare obbiettivamente ce ne sono pochi: si tratta di una scheda perfetta per il 1440p a 60 frame al secondo magari scendendo a qualche compromesso con determinati titoli e in grado di raggiungere il 4K@30 con quelli meno esigenti. Noi ci attendevamo un piccolo salto in avanti sul fronte della memoria video per garantire maggiore spazio di manovra alle altissime risoluzioni. I pannelli 4K stanno ormai iniziando a diffondersi e non sempre il DLSS è disponibile: in questo senso una pezzatura da 12GB avrebbe potuto essere utile in situazioni di stress estremo in ottica futura.

Resta inoltre da vedere se anche con questa generazione Nvidia procederà a un upgrade di metà carriera con le versioni Super sul fronte di velocità di clock ed eventualmente della dotazione di memoria che potrebbero deprezzarne il valore. Per il momento, questa Nvidia GeForce RTX 3070 sembra garantire un ottimo livello prestazionale a una cifra tutto sommato ancora abbordabile per i comuni mortali.

Le voci di una AMD alla riscossa potrebbero aiutare a ristabilire una concorrenza che al momento manca, anche in ottica di abbassamento dei prezzi, ma se a Sunnyvale non riusciranno a proporre una solida alternativa al DLSS di Nvidia, sarà molto complicato competere con una tale sinergia di prestazioni e qualità video garantite da un hardware di alto livello e una tecnologia software che sembra uscita da un film di fantascienza.

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Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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