Heuskinveld Sim Pedals Sprint - recensione

Il santo Graal di tutti i freni dedicati alle simulazioni di guida.

Di produttori di livello ne abbiamo trattati parecchi sulle pagine di Eurogamer.it, soprattutto quando si parla di simulazione di guida. Non c'è dubbio che il simracing rappresenti l'apice in termini di costi per quanto riguarda gli equipaggiamenti in grado di fare la differenza nelle prestazioni o anche solo mettersi comodi rispetto a chi continua a guidare con un volante attaccato alla scrivania. In quest'ambito, i produttori che hanno accentrato su di sé l'interesse dei giocatori sono essenzialmente tre: Fanatec per la gamma di alto livello, con Thrustmaster a seguire e Logitech più concentrata sul mercato mainstream. Ci sono tuttavia dei produttori superspecializzati in singole componenti che arrivano a livelli qualitativi (e prezzi) superiori al leader del mercato.

Una di queste aziende è indubbiamente Heuskinveld: si tratta di un'azienda olandese specializzata in dispositivi di frenata che negli ultimi anni si è fatta apprezzare da molti appassionati per l'estrema qualità delle sue periferiche, non solo dal punto di vista costruttivo ma anche per quanto riguarda le prestazioni pure del software integrato. A detta di molti stiamo parlando del top assoluto per quanto riguarda le pedaliere in ambito simulazione di guida ed è per questo motivo che li abbiamo contattati per avere un sample del loro prodotto più venduto: iSimPedals Sprint. Si tratta di un set di pedali esclusivamente per PC acquistabile con acceleratore, freno e frizione o solo con i primi due nel caso siate dei formulisti sfegatati e la frizione in più sia un semplice orpello di poco conto. A parte viene venduta la baseplate, una base in solido metallo e non appena aperta la confezione ci si rende conto che Heuskinveld non è un brand per chi vuole la pappa pronta.

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Ecco i SimPedals Sprint di Heuskinveld montati sulla loro baseplate. Per chi aveva la passione dle Meccano sarà un piccolo salto nel passato.

La base e i pedali sono infatti completamente disassemblati e spetta infatti all'acquirente il compito di mettere insieme il tutto, questo per un motivo molto semplice: tutte le possibilità in termini di personalizzazione dei pedali in relazione a distanze tra loro, al posizionamento sulla base e soprattutto le inclinazioni dei pedali stessi devono essere fatti preventivamente all'installazione nel cockpit. Altro aspetto importante riguarda proprio il pubblico a cui Heuskinveld si rivolge: questo set è utilizzabile solo all'interno di un cockpit molto robusto e in grado di resistere a sollecitazioni ripetute negli anni praticamente identiche a quelle che si potrebbero avere nell'abitacolo di una reale auto da corsa. Della qualità costruttiva parliamo abbondantemente nell'unboxing video che trovate qui nella recensione, ma volendo sintetizzare all'estremo possiamo considerare questa Heuskinveld un concentrato praticamente totale di acciaio pensato per resistere a ogni genere di sollecitazione.

Ogni elemento della base e dei tre pedali è di ottima qualità e traforato in alcune aree per ridurre il peso, ma la robustezza è totale: rompere meccanicamente questa pedaliera è praticamente impossibile anche non facendo manutenzione (basta oliare alcuni punti specifici). Solo un problema elettronico o alla cavetteria potrebbe creare problemi. Il pedale del freno ha infatti un circuito integrato che pilota la cella di carico e funge da hub in cui vanno a connettersi l'acceleratore e la frizione tramite un cavetto RJ11. Dal pedale del freno parte poi il cavo USB che va a connettersi direttamente al PC per il rilevamento e la connessione.

Già in fase di montaggio della base e dei pedali si notano tutte le peculiarità di questi SimPedals Sprint: si deve infatti decidere come impostare la spaziatura dei pedali per adattarli nel miglior modo possibile non solo alle dimensioni dei propri piedi, al montaggio all'interno di una postazione di guida aperta o anche di un cockpit chiuso. La versione da noi testata era quella appunto completa di acceleratore, freno e pedale della frizione e, come avete potuto vedere dall'unboxing, abbiamo deciso di montare solamente acceleratore e freno per darvi un'idea dello spazio complessivo presente sulla base in metallo e mostrarvi più da vicino nell'unboxing la frizione.

Il nostro unboxing delle Heuskinveld Sim Pedals Sprint con Baseplate già montata. Occorre lavorare un'oretta abbondante per effettuare il montaggio completo.

È evidente come sia possibile giocare con le distanze per ottenere la configurazione migliore a seconda del numero di scarpe: non solo i pedali possono essere impostati lateralmente, ma è anche possibile montarli con delle inclinazioni differenti per adattarle al meglio alla posizione delle proprie gambe e quindi dei piedi che deriva la conformazione della vostra postazione di guida. Altre possibilità di regolazione riguardano anche la piastra della pedaliera il cui montaggio può essere invertito per alzare o abbassare di qualche centimetro la piastra di pressione in base dalle dimensioni del piede e al modo in cui tenete i piedi a riposo nel momento in cui frenate o accelerate.

Passando alle regolazioni dei singoli pedali, la parte del leone viene svolta dal freno. il sistema che alterna molle e spessori duri e gommati di diverse dimensioni e rigidezze lo avevamo già visto in azione sulla pedaliera T-LCMdi Thrustmaster, ma ma in realtà le pedaliere Heuskinveld sono state tra le prime ad adottare questo sistema che unisce la facilità di intervento per quanto riguarda la modifica della corsa del pedale con la sensibilità richiesta nell'attuazione della frenata che si ripercuote sulla cella di carico.

Nell'unboxing vi abbiamo illustrato con dovizia di particolari tutte le infinite possibilità di configurazione che permettono ai più esigenti di trovare il miglior punto di resistenza alla pressione e la velocità di ritorno del pedale del freno. Sempre all'interno della confezione sono Infatti presenti alcune varianti degli elastomeri in termini di durezza e altezza, che permettono di andare a cercare la migliore sensibilità la seconda dell'utilizzatore.

Le modifiche sono invece meccaniche per l'acceleratore e la frizione che non hanno elastomeri e spaziatori ma sono dotati di due molle standard: acceleratore abbastanza morbida ma comunque decisamente pronta nel ritorno, mentre la frizione presenta la classica durezza iniziale per poi ammorbidirsi nella parte finale. Una regolazione pensata soprattutto per gli innesti veloci quando si guidano vetture con il cambio manuale. In entrambi icasi, tramite un dado fissato nella parte iniziale, è possibile procedere a modificare il precarico della molla per adattarlo a proprio stile di guida e modificare il feeling della parte iniziale o finale dell'attivazione.

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I pedali possono essere acquistati nel kit da tre o anche solo freno e acceleratore per chi usa la frizione al volante.

In tutti e tre i casi dobbiamo dire che il feeling nell'utilizzo è stato ottimo già con le impostazioni standard soprattutto del freno che va a mescolare un elastomero duro e uno medio insieme a una molla di precarico abbastanza morbida. Già con queste regolazioni siamo stati in grado di ripetere abbastanza facilmente i tempi a cui eravamo abituati giocando ad Assetto Corsa Competizione, Assetto Corsa, ed rFactor con le stesse regolazioni di setup e con le stesse vetture sulle stesse piste. Abbiamo effettuato anche qualche prova veloce di cambio degli elastomeri al freno per vedere la facilità di adattamento alle diverse configurazioni e dopo un po' di allenamento siamo riusciti a tornare sui nostri tempi ideali, anche se estremizzando la morbidezza o la rigidezza, abbiamo fatto parecchia fatica soprattutto ad ottenere lo stesso genere di costanza nella frenata avremmo avuto con il nostro setup ideale. Ma si tratta chiaramente di tempi di adattamento che possono variare da persona a persona a seconda dei gusti e della bravura nell'essere consistenti nella frenata.

Non tutto in fase di preparazione è stato rose e fiori: abbiamo avuto Infatti qualche difficoltà nel effettuare il montaggio della pedaliera visto che il nostro cockpit non aveva le tra forature e presenti nella parte inferiore della baseplate. Questa non è una novità quando ci si trova ad installare prodotti di questo tipo visto che gli standard di Fanatec, Thrustmaster e Logitech sono decisamente più supportati. In ogni caso all'interno della confezione è presente un template con tutti i tra foraggi che permette facilmente, muniti di trapano e avvitatori, di convertire facilmente qualsiasi supporto per pedaliere alle necessità della SIM Pedal Sprint. Nella parte inferiore sono Infatti presenti sei tra foraggi, ma per ottenere una buona stabilità è sufficiente effettuare il montaggio in quattro di essi.

Oltre alle possibilità offerte dalle regolazioni meccaniche e dagli elastomeri del freno, c'è ampio spazio di manovra concesso anche per quanto riguarda il software che gestisce i tre assi. Non è necessario installarlo visto che la pedaliera viene rilevata da Windows ed è immediatamente utilizzabile senza particolari problemi ma per ottenere il massimo è sicuramente più che opportuno mettere mano al menu di configurazione per adattarlo ancora di più alle proprie esigenze.

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Un particolare del freno con spaziatori ed elastomeri, sostituibili a piacere.

Ogni pedale ha una configurazione separata che permette di andare a modificare la zona morta iniziale e il limite massimo: per il freno la prima è espressa in termini di peso minimo da applicare per effettuare la prima attivazione della frenata, ma il vero valore aggiunto riguarda le possibilità di modifica della lettura della curva. È possibile passare da lineare a numerose varianti alterandole in diversi modi: si può andare ad alterare la sensibilità di tutti e tre gli assi per cercare di spremere il massimo dal proprio stile di guida. Un esempio perfetto riguarda l'acceleratore con la possibilità alleggerire la curva di pressione iniziale per chi magari è alle prese con una vettura nervosa e non ha la possibilità di intervenire su marce, elettronica o differenziale per cercare di ammansirne il retrotreno.

La stessa cosa vale in frenata con numerose impostazioni che alterano il modo in cui la pressione della cella di carico effettivamente condiziona la frenata. Molto gettonati sono infatti i profili che evitano frenate troppo brusche nella parte iniziale per evitare di spostare troppo violentemente il carico in avanti. Stessa cosa vale anche per lo stacco della frizione, soprattutto quando ci si trova in una situazione di partenza. Per chi necessita di configurazioni particolari è possibile intervenire singolarmente sui valori di 0%, 20%, 40%, 60%, 80% e 100% per alterare a piacimento la curva, ma solo i simracer più scafati che conoscono a memoria i punti di forza e punti deboli del proprio modo di frenare cercando di migliorarlo ulteriormente, si avventureranno in queste regolazioni avanzate. Questo, unito ai menu di calibrazione iniziale e gestione dei profili con la possibilità di salvarne a piacimento in file da richiamare a seconda delle necessità (in genere collegati a diversi tipi di vetture) rende questa Heuskinveld Sim Pedals Sprint una delle migliori periferiche attualmente sul mercato per quanto riguarda la completezza del software.

Ma l'eccellenza di questo prodotto si rivela anche nella dinamica dell'uso comune confermando ampiamente il suo status di periferica professionale persino un gradino sopra alla comunque eccellente V3 di Fanatec. L'abbiamo provata nei simulatori che avevamo descritto poc'anzi con diversi tipi di auto: dalle GT più spinte di Competizione alle Formula di rFactor, alle stradali di Assetto Corsa ai prototipi di Project Cars e il responso è sempre stato unanime: l'incredibile precisione di freno e acceleratore non è confermata solo dal fatto di trovarsi di fronte a celle di carico di alta qualità, ma anche da una risoluzione a 12 bit che non lascia adito a dubbi sulla qualità della lettura delle celle di carico in ogni situazione.

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Le molle di acceleratore e frizione si possono regolare in durezza agendo sulla vite nella parte iniziale.

Rispetto a pedaliere di fascia bassa, in cosa di differenzia nell'uso normale questa Heuskinveld quindi? Oltre alle ovvie valutazioni in termini di qualità costruttiva e funzionalità offerte dal software, possiamo dire che nell'uso continuo questa HeuskinveldSimPedals Sprint spicca per un feeling estremamente realistico che fa dimenticare di trovarsi di fronte a una periferica di gioco. Si cambia lo stile di guida perché ci si rende conto idi essere in grado di abusare sotto ogni aspetto dei pedali senza timore di rompere alcunché rendendo tecniche come il punta-tacco accessibili a chi è abbastanza abile da metterle in pratica. Questo non toglie che anche chi guida di fino e con una certa dolcezza negli input non possa apprezzare le potenzialità professionali di questo prodotto, che anche grazie al software in dotazione è indubbiamente un gradino sopra la concorrenza in termini di prestazioni pure.

Questo è evidente soprattutto nella gestione del freno che ci ha permesso di limare in qualche caso (non sempre) uno odue decimi sui nostri best ottenuti con la Clubsport V3 su diverse combinazioni di piste e vetture. Ma il vero valore aggiunto prestazionale riguarda la consistenza con cui si riesce a frenare, riuscendo a centrare con una maggiore frequenza i nostri limiti. Essendo il feeling della frenata e accelerazione molto personale, non è garantito che chiunque si potrà trovare per forza meglio con questo modello, anche perché si tratta di sottigliezze che al giocatore casuale sfuggono; solo chi corre in modo competitivo potrà notarle, ed è proprio a questo genere di pubblico a cui si rivolgono questi SimPedals Sprint.

Siamo tuttavia molto confidenti del fatto che, previo il necessario periodo di adattamento, il kit di Heuskinveld possa soddisfare le esigenze dei piloti che anelano alla prestazione assoluta in un ambiente competitivo. Fanatec è indubbiamente al momento il miglior produttore a tutto tondo di hardware di alto livello per quanto riguarda il simracing, ma la Clubsport Pedals V3si conferma un pelo sotto a questi SimSprint Pedals, ma va anche detto che costa sensibilmente di meno e si conferma un prodotto eccezionale in termini di rapporto qualità/prezzo.

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Il menu di configurazione dei pedali: il valore più importante è quello delle modifiche alla forma della curva di attivazione (curve type) che permette ogni genere di variazione possibile nello stile di guida.

Difetti degni di nota? Difficile trovarli considerando che software, materiali e performance sono al top: sicuramente non è una pedaliera per i giocatori casuali e le difficoltà di installazione della parte inferiore richiedono un certo genere di manualità e preparazione che non tutti agli appassionati potrebbero avere, considerato il fatto il pubblico a cui si rivolge questo prodotto deve giocoforza disporre di una postazione dedicata. Come abbiamo notato anche in altri prodotti, per chi guida scalzo, la piastra in metallo alla lunga rischia di creare qualche problema per cui è necessario procedere all'applicazione di supporti in gomma per non affaticare il calcagno. Infine, non è un prodotto che viene venduto in bundle con un volante e quindi l'utilizzo su console è fuori discussione.

Per chi si sta creando una postazione di guida da sogno, difficile trovare di meglio quindi, ma anche difficile farlo senza spendere parecchio. Per la versione da noi recensita dotata di tre pedali si parla di 699 euro sul sito ufficiale dell'intero kit dei soli pedaliche diventano 599 se volete rinunciare alla frizione. A meno che non decidiate di farvi una base in autonomia dovete aggiungere la Baseplatevenduta separatamente a 89 euro per un totale di quasi 800 euro. Un prezzo veramente importante che gli preclude un altrimenti meritato bollino qualità, relegando questo prodotto alla nicchia dei simracer che esigono prestazioni e durevolezza al top di gamma ma non temono strisciate della carta di credito degne di un incidente tra supercar da milionari.

Se però andiamo a valutare l'acquisto come un investimento in grado di ripagarsi nel lungo periodo, non abbiamo dubbi sul fatto che un hardware del genere possa resistere a qualsiasi sollecitazione a tempo indefinito con pochissima manutenzione: solo un guasto alle celle di carico (sostituibili) o all'elettronica (ma qui entra in gioco il supporto della casa madre) potranno interrompere anni e anni di staccate al limite, accelerazioni brucianti e cambiate farebbero rizzare i capelli sulla testa del titolare di qualsiasi officina di motorsport se vi trovaste su un'auto da corsa reale.

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Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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