Asus ROG Pugio II - recensione

La nuova edizione di uno dei mouse più gettonati del catalogo Republic of Gamers.

A cura di Marco De Plato

Asus, la storica azienda di hardware ed elettronica taiwanese, ha presentato il successore del celebre ROG Pugio: Il ROG Pugio II. Il suo predecessore, già noto per la sua comodità e per la caratteristica di essere ambidestro, vantava caratteristiche di prim'ordine come i 7200DPI di risoluzione massima, gli otto pulsanti configurabili, i celeberrimi switch Omron e il cavo braided praticamente indistruttibile. Nonostante tutto Asus è riuscita a superarsi nuovamente con un prodotto di fascia alta che sicuramente farà contenti i gamer più incalliti, avvicinandosi però a chi il mouse lo usa anche quotidianamente per altre attività.

Subito dopo l'unboxing, le differenze con il suo predecessore sono evidenti: la connettività, che sul precedente era solo cablata, mentre nel nuovo modello troviamo ben tre modalità disponibili: Wireless 2.4GHz, Bluetooth e cavo con USB di tipo C. Oltre a questo, non potevano mancare aggiornamenti sul sensore che ora è da 16000 dpi a 1000hz e la possibilità di cambiare il badge "ROG" posto nella parte superiore, anche con qualche logo creato home made. La confezione del nuovo ROG Pugio II è semplice e compatta, e al suo interno troviamo appunto il mouse, che contiene a sua volta il dongle USB, il cavo di collegamento, e una piacevole scatola triangolare che ha al suo interno alcune chicche interessanti che vi illustreremo più avanti. Rimane inalterata l'ergonomia ambidestra, che estende ulteriormente la fruibilità di questo mouse.

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Il nuovo design dell'ASUS ROG Pugio II e i suoi caratteristici led RGB.

Il ROG Pugio II si presenta con una forma piuttosto classica, caratterizzata però dalla presenza di diversi punti luce RGB sia sulla parte inferiore sia superiore del mouse, dalle scanalature laterali che aiutano il grip del pollice e anulare/mignolo, dalla rotella in gomma assai precisa e anch'essa RGB. Sulla parte superiore invece spicca il logo ROG retroilluminato, il quale può essere sostituito disegnandosene uno a proprio piacimento e illuminandolo poi con l'effetto che maggiormente si desidera. I tasti superiori hanno un taglio leggermente differente l'uno dall'altro, seppure ricordiamo il mouse sia ambidestro, e sono inoltre presenti quattro tasti laterali, configurabili a piacimento.

La chicca introdotta, in questo nuovo dispositivo, sta proprio nella massima customizzazione possibile a livello di sensibilità al clic e al movimento del mouse. Nella scatola triangolare che vi abbiano accennato prima, difatti, sono presenti altri quattro tasti laterali magnetici sostituibili a quelli montati di fabbrica, i quali offrono un feedback tattile differente. Sempre nella confezione troviamo inoltre altri due switch marchiati Omron-D2FC-F-K i quali possono essere sostituiti agli Omron-D2F-D1F già installati. Sollevando quindi il coperchio magnetico con il quale si accede al dongle e al logo ROG, svitando le due viti che tengono fermi i due tasti, è possibile poi sollevare la plastica ed accedere agli switch e con l'apposita pinzetta in dotazione montarne l'uno o l'altro in base al tipo di clic che si preferisce.

Ricordiamo infatti che i due switch Omron offrono differenti tipologie di resistenza e tutta la procedura è ben spiegata nell'apposito manuale in dotazione. Sempre nella confezione possiamo trovare anche quattro tasti laterali intercambiabili a quelli montati in fabbrica, i quali offrono un profilo differente ed una diversa sensazione sotto le dita. È possibile quindi sostituirli facilmente poiché dotati di una calamita che li tiene in sede. Durante le nostre prove non nascondiamo che ci capitava spesso con il pollice di premere i tasti laterali, ma sostituendoli con quelli più lisci e sottili in dotazione il feeling è decisamente migliorato.

Nella parte inferiore del mouse abbiamo tre punti di appoggio composti da un materiale piuttosto scorrevole, il nuovo sensore da 16000 DPI, il tasto per il pairing Bluetooth, il tasto per selezionare i profili/DPI, ed il selettore che permette di switchare dalla modalità 2.4 GHz alla modalità Bluetooth oppure spegnere il mouse. In ultimo, nella parte frontale del mouse c'è l'accesso al connettore USB C per la ricarica o il funzionamento via cavo.

Dal punto di vista della connettività appunto, questo mouse offre possibilità molteplici di utilizzo: collegandolo via USB offre le stesse performance dell'utilizzo in 2.4GHz, mentre in modalità Bluetooth si ottiene una durata massima della batteria, però il polling viene ridotto a 125Hz e non c'è la possibilità di utilizzare l'Asus Armory software. Si arriva però oltre cento ore di utilizzo a patto che si tengano spenti i led RGB. Asus consiglia questo utilizzo ad esempio con un computer portatile nell'impiego quotidiano, mentre, per ottenere le massime performance in termini di DPI e frequenze massime, raccomanda l'utilizzo del cavo in dotazione o del dongle da 2.4GHz. In quest'ultima modalità abbiamo rilevato che l'utilizzo della batteria è modesto, riuscendo ad arrivare a circa 65 ore di utilizzo misto tra gaming e lavoro desktop, sempre a illuminazione disattivata.

Tutto ciò rende quindi possibile perché no, utilizzare il mouse su tre computer distinti, senza la necessità di dover collegare o scollegare alcunché. Lo stato della batteria può essere anche mostrato tramite i led RGB presenti, i quali sono impostabili via software Asus Armory e di default illuminano di rosso il mouse quando si è sotto il 25% di batteria residua. Rispetto al suo predecessore è stata inoltre introdotta la possibilità di gestire alcune feature del mouse, direttamente dai tasti stessi, senza l'utilizzo appunto del software aggiuntivo. Per esempio, i 16000 DPI del sensore sono modificabili semplicemente cliccando l'apposito tasto posto sul fondo, il quale richiama i profili preimpostati presenti e salvati nel mouse.

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Dettaglio del fianco con le comode scanalature laterali.

Ad ogni profilo è associato un colore ed una diversa risoluzione DPI oltre che mappatura dei tasti. Per ogni profilo, è inoltre possibile affinare la risoluzione DPI tramite una combinazione di tasti e la rotella che si illumina di conseguenza a segnalare l'aumento o la diminuzione dei DPI. Anche i giochi di colore sono cambiabili praticamente nella stessa modalità, che sinceramente riteniamo un po' "complessa" in quanto è davvero difficile riuscire a premere i tasti giusti nell'ordine giusto, senza premerne accidentalmente qualche altro. Fortunatamente, ci viene in aiuto il software Asus Armory, con il quale è possibile gestire qualsiasi tasto, funzionalità e led del ROG Pugio II tramite una comoda interfaccia tradizionale.

Il primo impatto con questo nuovo ROG Pugio II è sicuramente piacevole; la posizione della mano è piuttosto confortevole e il suo peso ridotto assicurano una buona ergonomia complessiva per il palm gripper, anche con il cavo collegato, che in questa nuova versione risulta gommato e non più cordato come nel precedente modello. Unico neo, se vogliamo trovarlo, è che se si perde il cavo in dotazione, trovare un cavo di tipologia USB C che si riesca a infilare tra le plastiche del mouse è quasi impossibile. La possibilità di sostituire i tasti non fa che aumentarne la sua comodità e se poi consideriamo anche di poter cambiare gli switch Omron in dotazione, non possiamo far altro che sbizzarrirci nelle configurazioni fino a trovare quella che più ci aggrada.

Nell'utilizzo quotidiano, che sia con il portatile o con un pc fisso, è stato solido e affidabile, mai un problema di disconnessioni o lag e se non ci fossero i led RGB a ricordarci lo stato di carica della batteria, ci si dimenticherebbe di ricaricarlo. Con piccoli montaggi video, elaborazione di immagini, navigazione e così via, risulta preciso sia in modalità Bluetooth che 2.4Ghz, senza alcun ritardo apprezzabile ma anche in ambito gaming è risultato ineccepibile. La sua leggerezza e la sua precisione si sono fatte apprezzare soprattutto in lunghe sessioni di gioco e in titoli come Call Of Duty Warzone, GTA 5, Ghost Recon Wildlands, non abbiamo notato alcuna differenza tra l'utilizzo cablato e 2.4GHz. Nel passaggio da un gioco all'altro è risultato molto utile avere la possibilità di cambiare profilo e/o dpi con le sequenze di tasti, seppur rimane una procedura un po' troppo "tricky".

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Ecco tutto il contenuto della scatola!

Come da aspettative, utilizzandolo in modalità Bluetooth con questi titoli, rimane utilizzabile pur presentando però una lag percepibile. Nelle nostre prove abbiamo preferito mantenerci su un numero di DPI medio, circa 6000 lasciando l'accelerazione di default, e anche la distanza di sollevamento standard (ricordiamo che questi settaggi sono modificabili via Armoury Crate). Nel cambiare i settaggi via software abbiamo notato anche un dettaglio a volte fastidioso riguardante gli aggiornamenti firmware/software del mouse: se un aggiornamento è presente finché non viene eseguito, non è possibile modificare alcuna impostazione del mouse, almeno che non si agisce con i tasti appositi sul device stesso.

Essendo un prodotto top di gamma, il prezzo ne risente un po', ed è possibile acquistarlo su Amazon a 91,99 Euro. Se però pensiamo che il suo fratello maggiore, l'ASUS ROG Chakram, che ha pari performance, seppur un design molto differente, arriva quasi al doppio del prezzo, non ci si può lamentare eccessivamente. Questo Rog Pugio II è sicuramente un'ottima evoluzione del suo predecessore sia dal punto di vista delle prestazioni, garantita dal nuovo sensore ottico, sia dal punto di vista della connettività, mentre i materiali utilizzati e le finiture sono sempre di prim'ordine così come Asus ci ha sempre insegnato. Se cercate un mouse tuttofare, comodo, sia cablato sia WiFi e addirittura Bluetooth, con una buona durata della batteria, questo è un candidato da tenere in solida considerazione.

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