Rainbow Six Siege: Operation Neon Dawn - prova

Sì, proprio come in Resident Evil.

Gli update di Rainbow Six Siege sono ormai entrati a far parte della nostra consuetudine. La nostra routine potrà anche essere stravolta da pandemie, da guerre, meteoriti e veri e propri armageddon, ma quel che è certo è che Ubisoft si farà sempre trovare puntuale nel pubblicare un aggiornamento per il suo shooter strategico che sia in grado di andare ad impattare, anche considerevolmente, su quei delicatissimi equilibri che compongono il meta di Siege.

Alcuni DLC, in passato, avevano forse lasciato intravedere una visione non molto chiara sulla direzione che il team di sviluppo volesse imprimere al supporto post-lancio del gioco, ma negli ultimi tempi siamo stati testimoni di un decisivo cambio di strategia che ha permesso ad Ubisoft di inanellare alcune delle migliori Operation mai viste nella storia di Rainbow Six Siege. Ci riferiamo ovviamente alla volontà di abbandonare il modello dell'espansione con due operatori e una nuova mappa, in favore di quello che prevede un solo nuovo personaggio e il rework di una mappa già esistente.

Questa piccola rivoluzione si è tradotta non solo in un cospicuo risparmio di risorse di sviluppo, ma ha permesso inoltre al team di concentrarsi sul bilanciamento di un solo operatore inedito, col risultato che la qualità media dei nuovi personaggi è lievitata sensibilmente. Inoltre, la scelta di preferire un rework a una nuova mappa ha reso la vita molto più semplice agli atleti eSport, che in passato dovevano allenarsi su un ampio pool di ambientazioni molto diverse tra loro.

Non a caso, l'ultima season di cui vi abbiamo parlato sulle nostre pagine, Operation Shadow Legacy, è stata forse una delle più importanti degli ultimi anni per la quantità di interventi che introduceva. La buona notizia è che verrà presto bissata da Operation Neon Dawn, la nuova espansione annunciata durante i Six November Major di questo weekend che tra nuovi contenuti e modifiche al gameplay ambisce ad avere un peso ancora più consistente della precedente sul bilanciamento di Rainbow Six Siege.

La novità più rilevante di Neon Dawn non può che essere Aruni, il nuovo operatore thailandese di difesa che da subito è riuscita a cogliere il nostro interesse per le sue capacità di plasmare e reindirizzare i pattern di accesso degli attaccanti verso gli obiettivi. Apha "Aruni" Tawanroong, ex membro della Royal Thai Police e dotata di due punti a corazza e due a mobilità, rientra infatti in quella più larga categoria degli "architetti di difesa" grazie al suo Surya Gate, un gadget che può essere disposto su una gran varietà di superfici e che proietta una pericolosa griglia laser in grado di ferire qualsiasi avversario abbia l'ardire di attraversarla.

Il Surya Gate può essere posizionato su muri rinforzati, su superfici scoperte, su finestre e botole, e ha il potenziale di rallentare notevolmente l'avanzata della squadra di attacco all'interno della mappa. La griglia inoltre incenerisce all'istante qualsiasi utility attraversi i suoi raggi, anche se proprio questo aspetto rappresenta la più grande debolezza del gadget di Aruni. Quando granate, fumogeni, dispositivi stordenti o qualsiasi altro oggetto in possesso agli operatori di Rainbow Six Siege entra in contatto con la griglia, ciò fa disattivare il Surya Gate permanentemente. Per riattivarlo, un difensore sarà costretto a sparare un colpo sul piccolo ricevitore posto in cima al dispositivo, al costo di farsi inevitabilmente individuare dalla squadra di attacco.

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Ecco come si presentano i laser del Surya Gate.

Il Surya Gate ha il dono però di non limitare in alcun modo la mobilità dei difensori, dal momento che quando uno di loro si avvicina al gadget esso si disattiva giusto il tempo di far passare un alleato dal varco che in quel momento è protetto. Ciò è un elemento chiave dell'abilità di Aruni, poiché vi permetterà di spostarvi liberamente in prossimità degli obiettivi potendo però riparare velocemente al sicuro senza che i nemici abbiano la possibilità d'inseguirvi.

Come se non bastasse, l'operatrice è caratterizzata dalle protesi meccaniche che sostituiscono il braccio e la gamba sinistra, un dettaglio questo che non è stato pensato solo per rendere Rainbow Six Siege più inclusivo. Aruni può infatti utilizzare il suo braccio prostetico per ridisegnare intere aree della mappa, dal momento che colpendo una superficie con l'attacco corpo a corpo si verranno a creare ampi varchi nei muri. L'utilizzo del braccio è privo di qualsiasi limitazione, non c'è nessuna sorta di cooldown e l'operatrice non subisce danni come invece accade con Oryx. In un primo momento questa abilità ci è sembrata leggermente sbilanciata, e chissà se durante la fase di prova nel Test Server di Rainbow Six Siege ci potranno essere degli interventi per arginare le performance di Aruni.

Al netto di capacità sul campo decisamente fuori dall'ordinario, l'operatrice thailandese non sembra però godere di un loadout particolarmente letale, definito soprattutto dalla peculiare presenza del primo DMR nelle mani di un difensore, l'Mk 14 EBR di Dokkaebi. Ad accompagnare il fucile troviamo la mitraglietta P10 Roni, oltre che la PRB92, la pistola in dotazione alle forze brasiliane già presenti in Rainbow Six Siege, mentre completano l'equipaggiamento di Aruni il filo spinato e l'allarme di prossimità.

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Trovarsi di fronte alla griglia laser del Surya Gate può rovinare i piani di qualsiasi attaccante.

Tutto sommato, il Surya Gate ci è parso uno dei gadget più interessanti tra quelli introdotti da diverso tempo a questa parte, poiché davvero ha le potenzialità di incidere sui pattern d'attacco della squadra avversaria. Non parliamo di un sensore di movimento, e nemmeno di una telecamera: gli ultimi accessori aggiunti dalle precedenti stagioni si sono dimostrati largamente opzionali, mentre l'abilità di Aruni avrà effetti considerevoli sull'esito di un match. Il suo ruolo potrebbe essere simile a quello di Kapkan, ma la capacità dell'operatrice thailandese di ristrutturare in totale autonomia intere sezioni della mappa rendono in questo momento la tentazione di sceglierla dir poco irresistibile.

Naturalmente, l'arrivo dell'operatrice è accompagnato dal rework di un'ambientazione, che in questo caso è l'esotica Grattacielo. L'obiettivo del team di sviluppo era quello di scongiurare l'ipotesi di snaturare l'atmosfera spiccatamente orientale che ha da sempre caratterizzato questa mappa, e proprio per questa ragione quasi tutte le modifiche applicate dal team di sviluppo hanno riguardato l'interno della struttura mentre la pagoda è rimasta pressoché intatta durante il processo di rework.

Il bilanciamento si è concentrato specialmente nel rendere Grattacielo molto più navigabile che in passato, tanto per i difensori quanto che per gli attaccanti. Il primo intervento che si può notare è la rimozione di alcune balconate, che precedentemente erano sfruttate dal team di difesa per cogliere l'avversario di sorpresa quand'era ancora all'esterno dell'edificio. Il tetto potrà ora essere raggiunto e permetterà di spostarsi rapidamente da un lato all'altro della mappa, mentre la ben nota balconata del dragone non sarà più un ambiente esterno ma è stata convertita in una stanza che mette in collegamento la zona ristorante con quella della camera da letto. In linea generale, Grattacielo è ora priva di tantissimi elementi poligonali d'arredamento che ostruivano il passaggio dei giocatori, e che in qualche modo appesantivano il design dell'ambientazione. La nuova mappa è più snella, più bilanciata, e sicuramente più votata alle competizioni ad alto livello che hanno reso così popolare Rainbow Six Siege.

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Il Surya Gate è indistruttibile, ma per essere riattivato vi costringerà a sparare un colpo sul piccolo ricevitore posto in cima alla griglia.

Oltre all'ingresso di Aruni nel Team Rainbow e al rework di Grattacielo, Operation Neon Dawn porta con sé alcuni importanti interventi di bilanciamento ai due operatori giapponesi, Hibana e Echo. Per quel che riguarda la prima, Hibana sarà protagonista di un piccolo buff che permetterà ai giocatori di scegliere quante cariche utilizzare col suo X-KAIROS. Se in passato Hibana poteva scagliare non meno di 6 cariche ad ogni attivazione del gadget, a partire da questa stagione i giocatori potranno scegliere se lanciare 2, 4 o 6 cariche dal lanciagranate in dotazione all'operatrice giapponese.

Echo, invece, aveva bisogno di un consistente nerf trattandosi di uno degli operatori più popolari in assoluto e, di conseguenza, uno di quelli bannati più frequentemente. Con Operation Neon Dawn, il Drone Yokai di Echo rimarrà visibile quando ancorato al soffitto, potendo ora essere individuato e neutralizzato più facilmente dagli attaccanti. Tra le altre novità, segnaliamo una piccola modifica all'ADS di Jäger, dotato ora di cariche infinite che saranno però separate da un breve cooldown.

Operation Neon Dawn prosegue sull'onda di Shadow Legacy, offrendo alla community di Rainbow Six Siege non solo un operatore che fin dalle sue stesse premesse appare decisamente interessante, ma anche proponendo un rework coerente che mantiene gli elementi caratteristici di Grattacielo andando al contempo a limare alcuni dei difetti che penalizzavano questa mappa. Ancora una volta, gli interventi posti in essere dal team di sviluppo hanno colpito nel centro, sintomo di come il cambio di strategia applicato al supporto post-lancio di Rainbow Six Siege sia stato decisivo per mantenere alta un'asticella che mai come in questi mesi ha raggiunto dei picchi impensabili, a più di cinque anni dal lancio del gioco. Sospinto da questo genere di cure, lo shooter tattico di Ubisoft può davvero ambire alla posterità.

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Riguardo l'autore

Gianluca Musso

Gianluca Musso

Redattore

Si è appassionato ai videogiochi grazie al capolavoro Monkey Island, oggi massacra NPC nei GDR Bethesda. Qualcosa dev'essere andato storto!

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