Per Aspera - recensione

Essere una IA su Marte. 

Marte è, più o meno giustamente, una delle ambientazioni più gettonate nel mondo dei videogiochi. C'è da aspettarselo visto che si tratta, letteralmente, dell'orizzonte prossimo futuro dell'umanità. Non solo ci siamo arrivati con sonde e robot di vari tipi, ma metterci piede come umani è probabilmente un sogno che si avvererà presto.

La fascinazione è immensa, basti pensare alle ipotesi progettuali che parlano di terraforming e/o di altre procedure atte a rendere il pianeta se non proprio abitabile, perlomeno molto meno ostile alla vita umana di quanto non lo sia originariamente. Marte per i millenial come la luna per i boomer insomma...c'è da stupirsi che i videogiochi ci si buttino a pesce? Anzi, ci aspetteremo anche più attenzione onestamente!

Per Aspera parte proprio dai progetti di terraforming e colonizzazione del pianeta rosso, ma lo fa con un approccio peculiare che lo distingue da tutto quello che ci è stato proposto precedentemente. Surviving Mars è probabilmente il titolo più vicino a Per Aspera per gameplay, in senso lato, ma Per Aspera ha parecchie differenze anche con il titolo firmato Paradox.

Innanzitutto diciamo subito che il giocatore impersona una IA, una Intelligenza Artificiale il cui compito è, prima, di preparare la colonia per l'arrivo degli umani (e questa fase funge da grande tutorial) e, poi, di gestire la colonia insieme a loro. Marte è un luogo decisamente ostile e all'inizio vi toccherà creare un flusso di risorse basilari in grado di autoalimentarsi in un circolo infinito.

Miniere di alluminio, miniere di ferro, fabbriche di metallo, miniere di silicio, fabbriche di vetro... quindi impianti che producono parti meccaniche, altri che producono microchip, seguiti da droni manutentori. Il tutto alimentato da pannelli solari o eolici; ma non solo, serve carbone, prodotti chimici, acqua, fabbriche di cibo, laboratori e stazioni di lancio. Ci siamo sicuramente dimenticati di qualcosa perché il sistema di risorse è molto complesso e al giocatore spetta il compito di assicurarsi che durante la crescita le risorse non manchino.

Proseguendo nella modalità Storia vi verranno assegnati obiettivi e, al di là di costruire gli edifici nella posizione corretta, dovrete anche manipolare le priorità a cui si dedicheranno i droni che trasportano le risorse. Come succedeva anche in Surviving Mars, infatti, il gameplay ruota intorno non tanto alla produzione delle risorse, quanto al trasporto delle stesse tra miniere, fabbriche e impianti.

Aumentare il numero di droni è fondamentale, come anche la velocità delle piste su cui si muovono, ma dettare le priorità a questi simpatici trasportatori elettronici è lo strumento principale con cui potrete tagliare i tempi tra una missione e l'altra. Il sistema è molto elegante perché non dovrete far altro che selezionare un edificio e cliccare un'icona per renderlo prioritario; a questo punto i vostri droni sapranno che spedire risorse a tale edificio è prioritario rispetto agli altri.

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I conflitti visti dal filtro militare. Semplici icone numerate che simboleggiano il numero di droni e raggi di protezione delle torrette difensive.

Ovviamente le risorse più importanti sono quelle legate alla vita umana: acqua, cibo ed energia. In caso queste scarseggino i coloni torneranno sulla Terra e con essi la vostra potenza di ricerca scientifica. In Per Aspera infatti c'è anche la ricerca scientifica che vi permette di procedere lungo alberi tecnologici che sbloccheranno via via nuovi edifici, versioni degli stessi più efficienti, bonus, ma anche progetti speciali che vi permetteranno di ampliare la vostra conoscenza del pianeta e, soprattutto, di renderlo più abitabile.

La modalità Storia di Per Aspera vi vede infatti impegnati non solo a creare una colonia, ma anche a rendere l'intero pianeta meno ostile tramite, innanzitutto, la creazione di un'atmosfera. Come? Diciamo solo, per evitare spoiler, che ci sono diversi passi che dovrete compiere, legati alla ricerca scientifica, ma anche all'esplorazione del pianeta stesso.

E qui prendiamo l'occasione per dirvi che la geografia di Marte è quella originale, con tanto di nomi delle varie località e caratteristiche geografiche. Ci sono anche i resti delle missioni umane precedenti, vere e fittizie (visto che Per Aspera si prende molte libertà in tema scientifico/storico).

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Per Aspera ha un look molto artificiale che è però molto coerente con il tema e l'atmosfera del gioco.

Per Aspera si prende infatti abbastanza sul serio quando si tratta di immergere il giocatore in una realtà credibile. La scienza dietro ai progressi scientifici, al terraforming ma anche solo allo sviluppo di un network di risorse non può ovviamente essere realistica, ma è credibile perché basata su quello (quel poco) che sappiamo. La qualità dei testi è alta, con una scrittura curata nei minimi particolari ed estremamente immersiva.

Questa caratteristica fa il paio con un parlato realizzato in maniera perfetta, di una qualità che raramente abbiamo avuto modo di sentire. Il vostro alter ego, una IA con una voce femminile, discuterà con "colleghi" umani e le sfumature emotive, i ragionamenti razionali e, in generale, l'intero arco narrativo e i dialoghi ci hanno lasciato a bocca aperta per maturità del tema e qualità delle divagazioni su diversi argomenti (coscienza della AI, colonizzazione di pianeti, sviluppo sostenibile...). Il gioco è completamente in inglese e non c'è alcuna localizzazione in italiano.

La grafica di Per Aspera è un altro di quegli aspetti che ci ha impressionato molto favorevolmente. Vediamo Marte come, probabilmente, la vedrebbe una IA, ovvero come uno spazio definito dalle sue caratteristiche geografiche (soprattutto altitudine) e dalle sue risorse; il tutto inquadrato in una interfaccia ricca di informazioni presentate in maniera estremamente pulita ed efficiente, con ben poche concessioni all'estetica. Non che il tutto sia brutto, anzi, ma quello che vediamo ha un sapore molto artificiale ed elettronico che rende benissimo la sensazione di trovarsi dietro agli occhi (o meglio ai sensori) di una intelligenza artificiale.

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Espandersi sul pianeta rosso mentre si tengono d'occhio le risorse e le missioni di terraforming: questo è il succo del gameplay di Per Aspera.

A livello di interfaccia abbiamo soltanto elogi. Tutto è dove ci si aspetterebbe e le schermate disponibili brillano per chiarezza ed efficienza nell'interazione. Non serve mai un clic di troppo e le informazioni sono chiare ed esaustive. Particolarmente entusiasmanti sono i livelli di zoom del pianeta che arrivano a inquadrare i dettagli degli edifici o il pianeta da una distanza che ne rende chiara la posizione in relazione ai corpi celesti più vicini.

Lo zoom è fluido, ma a diversi livelli corrispondono diverse informazioni disponibili: a terra si vedono i singoli droni trasportare risorse specifiche, dallo spazio vedrete le missioni spaziali in corso di esecuzione, a livelli intermedi vedrete dove si trovano le varie risorse, le priorità di trasporto e anche i network di energia e manutenzione (attraverso filtri particolarmente efficaci e appariscenti).

Prima o poi, in verità abbastanza presto, vi troverete anche a dover menare le mani...o meglio a dover affrontare la versione marziana di un conflitto. Non si tratta di uno spoiler (visto che gli stessi developer ne parlano nella pagina Steam) ma di una parte importante del gameplay visto che avrete il comando di droni e unità pseudo militari. Le strategie su questo lato sono abbastanza limitate e si limitano perlopiù a preservare il vostro network produttivo.

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Diminuendo il livello di zoom si vede la vostra economia nei macro elementi, ottimo per pianificare ad alto livello.

Il conflitto è parte integrante dell'arco narrativo, come lo sono diversi misteri e sorprese che alterano direttamente il gameplay e dettano la ricerca e le vostre priorità. Questo ci ha preoccupato nel momento in cui abbiamo iniziato a esplorare il sandbox mode (privo degli eventi scriptati e dei dialoghi), ma il fatto che praticamente Per Aspera ci consegna un intero pianeta su cui costruire una colonia (e poi un abbozzo di civiltà) compensa ampiamente la mancanza di una storia lasciandoci una modalità un po' più rilassante ma comunque interessante e sfidante.

Per Aspera ci è piaciuto molto insomma. La difficoltà non è incredibile e, il più delle volte, è legata a risorse difficili da recuperare o a semplici mancanze nella nostra pianificazione. Il gioco richiede pazienza, una certa passione per organizzare logistica e produzione e una chiara fascinazione sci-fi, magari legata a Marte e agli scenari umani futuribili per questo pianeta. Se il genere vi piace e il tema vi intriga vi raccomandiamo Per Aspera senza riserve.

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Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le prioritÓ, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiositÓ e divertimento.

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