Hitman 3 - prova

Agent 47 ritorna in forma smagliante.

Nell'iconografia videoludica ci sono immagini e personaggi che sono immediatamente riconoscibili. Come la spada di Cloud in Final Fantasy 7 o la Keyblade di Kingdom Hearts. E in questo caso, la testa pelata con tanto di codice a barre tatuato del nostro Agente 47, ancora una volta impegnato a smantellare l'organizzazione che l'ha creato.

47 è diventato forse l'icona dell'assassino freddo, calcolatore, quasi superumano, capace di portare a compimento vere e proprie Missioni Impossibili, armato di pochi oggetti comuni e un guardaroba "di seconda mano" invidiabile.

Il terzo capitolo della saga conclude la trilogia "World of Assassination", una storia cominciata nell'ormai lontano 2000 e che ha visto l'evoluzione del genere "Stealth Assassination", con missioni ambientate in luoghi più o meno esotici del globo, e che prevedono diversi modi e metodi di completamento, senza usare il più delle volte la forza bruta. Pianificare la missione e scegliere il nostro equipaggiamento di base è il primo passo verso il successo, e oggetti come piedi di porco e attrezzi da scassinatore possono agevolare notevolmente il nostro compito.

Spianare la strada a colpi di pistola è di solito un approccio davvero sconsigliato, non solo per il caos generato ma anche per il numero di testimoni da includere nel bollettino di guerra, col conseguente compito (assai scomodo) di trovare bauli, armadi e armadietti per nascondere i corpi dei malcapitati, rei di aver visto troppo, o di averci scoperto.

Ecco perché l'infiltrazione e la componente stealth del gioco sono la chiave di volta per completare le missioni proposte. Certo, un paio di uccisioni qua e là sono utili per acquisire un nuovo set di abiti e, come fossimo Arturo Brachetti, mimetizzarsi perfettamente nella folla.

Abbiamo avuto la possibilità di provare in anteprima le prime due missioni (prima che un fastidioso bug di connessione ai server rendesse corrotti tutti i nostri salvataggi) ambientate in Dubai e a Dartmoor, che ci hanno proposto due diverse tipologie di compiti da svolgere.

Dubai, con i suoi grattacieli che sfidano le leggi della fisica e capolavori di ingegneria, ci ha messo di fronte a una classica missione con un numero di obiettivi da eliminare. Sebbene fossimo dotati di un auricolare che ci indicava gli compiti primari, capire come conseguirli è stato lasciato nelle nostre mani.

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Il nostro arrivo al party nel grattacielo di Dubai. Passare inosservato diventa la nostra priorità.

Cameriere, security, guardia armata o addetto alle pulizie, sono tutte state opzioni a nostra disposizione per infiltrarci nelle varie stanze, scoprire dove alloggiano i nostri bersagli, raccogliere oggetti, armi, keycard e manomettere sistemi di sicurezza; e, grazie a una buona dose di armadietti, frigoriferi e bauli, abbiamo potuto nascondere i corpi dei malcapitati per poi farci strada verso il nostro bersaglio, pianificando in seguito la nostra uscita di scena.

Le possibilità sono state davvero tante e la mappa, sebbene non immensa (uno dei piani del grattacielo) ha nascosto una pletora di collezionabili e offerto diversi modi svolgere la stessa azione. Inoltre ogni missione poteva essere rigiocata per usare un approccio diverso o per cercare di esplorare completamente ogni angolo della mappa.

Dartmoor si è rivelata una sorpresa davvero gradita. Lontana dai lussi moderni di Dubai, ci ha presentato un classico Murder Mystery in un maniero nel sud dell'Inghilterra, dimostrando la varietà delle missioni in Hitman 3. L'approccio di base è stato lo stesso a base di stealth e camuffamento, ma il tutto è stato elevato da una componente alla Agatha Christie.

Abbiamo infatti dovuto investigare un omicidio/suicidio avvenuto in una villa ricca di misteri, con la classica famiglia ricca in cui ogni membro si accusa a vicenda. Abbiamo così interrogato i sospetti, verificato gli alibi e raccolto gli indizi per poi formulare la nostra accusa. Un approccio veramente interessante, che vorremmo vedere più spesso.

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Graficamente Hitman 3 è una gioia per gli occhi e sfrutta appieno le nuove tecnologie nel comparto grafico.

Hitman 3 introduce anche l'opzione, per i possessori dei due titoli precedenti, di importare le mappe e il proprio progresso, con tutto l'equipaggiamento sbloccato, all'interno del terzo capitolo. In questo modo è possibile aggiornare di fatto l'intera saga al nuovo motore di gioco, dotato di una grafica davvero azzeccata e cinematografica (i briefing delle missioni ricordano davvero tanto la saga di Missione Impossibile), in modo totalmente gratuito.

IO Interactive è inoltre riuscita in qualche modo anche a ridurre le dimensioni dei file, con un'installazione globale di tutti e tre i titoli attorno ai 100 GB (Hitman 1 e 2 si aggiravano antorno ai 150 GB). Tutta la trilogia inoltre potrà essere giocata in VR, un'opzione davvero interessante e inaspettata che aggiunge un nuovo modo di approcciare questa tipologia di giochi.

Hitman 3 dunque gioca sul sicuro, proponendo qualcosa che i fan della saga conoscono e con cui sono a proprio agio, dimostrando come i sequel (e i remaster) dovrebbero essere sviluppati. Non reinventa la ruota ma la rende più performante, dimostrandosi un gioco da tenere sicuramente d'occhio. Hitman 3 sarà disponibile il 20 Gennaio 2021.

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Riguardo l'autore

Alberto Naso

Alberto Naso

Redattore

Appassionato di videogiochi fin dall'infanzia, non sembra voler smettere da adulto. Streaming, articoli e la gestione di un negozio di giochi riempiono le sue giornate, col desiderio di giocare sempre un'altra partita. Potreste incontrarlo molto probabilmente nelle vaste terre di Azeroth.

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