Oculus Quest 2 - recensione

La realtÓ virtuale alla portata di tutti. 

Fin dal suo esordio la realtà virtuale ha conquistato la curiosità di molti ed era assolutamente normale ritrovarsi in lunghissime code davanti agli stand nelle fiere specializzate per poter provare uno di questi hardware, anche se solo per una manciata di minuti. Negli ultimi anni la produzione inerente al campo VR è stata sempre più prolifica, portando in primo piano decine e decine di visori da parte di tutti i maggiori produttori, da Acer, Sony, Samsung fino ad arrivare a Steam.

Nonostante l'agguerrita concorrenza per conquistare il pubblico e spingerlo a comprare il prodotto, la realtà virtuale non è ancora riuscita a ritagliarsi lo spazio che merita, principalmente per gli elevati costi del visore e dei PC necessari a poter godere appieno l'esperienza. Inoltre, essendo un settore con un futuro promettente ma ancora piuttosto acerbo, solo negli ultimi due anni gli sviluppatori hanno ampliato il catalogo dei propri prodotti, aggiungendo giochi sempre meglio ottimizzati ed altre forme di intrattenimento dedicate alla realtà virtuale, assieme a programmi utili in ambiti professionali.

Oculus, veterana grazie ai numerosi hardware lanciati negli anni, ha deciso di investire i propri sforzi nella progettazione e nello sviluppo di un visore più accessibile e che potesse avvicinare il maggior pubblico possibile a questa rivoluzionaria tecnologia. Da questo sforze è emersa una formula che, già in prima battuta, vi confermiamo essere assolutamente vincente, incarnata dall'Oculus Quest 2.

Il nostro unboxing dell'Oculus Quest 2 a cura di Virginia Paravani.

Il visore si presenta come un miglioramento del primo Quest che abbiamo recensito un paio d'anni fa, sfruttando alcune caratteristiche di Oculus Go e mostrando l'esperienza maturata con Oculus Rift e Rift S. Il Quest 2, essendo il quinto dispositivo VR della compagnia, è quindi il risultato di anni di lavoro su prodotti tra loro diversi ma la cui evoluzione converge in un solo prodotto che ne racchiude tutte le funzionalità.

La filosofia di Oculus è ben chiara sin dal packaging, come potrete vedere nel nostro video di unboxing. Il concetto di semplicità è rappresentato dalla confezione, in cartone con il solo logo dell'azienda apposto al centro. Una volta aperta la confezione troviamo perfettamente predisposti il visore e i due controller, con tre semplici immagini che spiegano quanto sia immediato e intuitivo immergersi nella realtà virtuale di Oculus Quest 2.

Togliendo le linguette ai due Touch Controller per attivare le pile stilo (una per ognuna di essi) e premendo il tasto di accensione sul visore, si è già in grado di fare i primi passi nel mondo VR. Attenzione, però, perché per utilizzare il visore è obbligatorio collegare un account Facebook o associare il vostro vecchio profilo Oculus al social; tutto è però configurabile in pochi secondi tramite il proprio smartphone.

La prima considerazione riguarda alcuni cambiamenti, evidenti rispetto al predecessore. La colorazione passa dal nero ad un grigio molto chiaro, sia per i controller sia per il visore, mantenendo come materiale frontale la plastica dura che nell'Oculus Quest 2 si estende per l'intera scocca, andando a eliminare il tessuto presente nella prima versione. Nella parte frontale, disposte sui lati, troviamo le quattro telecamere giroscopiche, con le quali possiamo delimitare l'area di gioco sia in posizione seduta sia in piedi. Qualora superassimo suddetta zona, il visore attiverà le telecamere esterne (in bianco e nero) mostrandoci in real time la nostra posizione, così da poter tornare dentro la zona sicura.

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Oculus Quest 2 si presenta ridimensionato del 10%, più leggero e con un design più semplice e minimale.

Un altro cambiamento radicale lo si ha nel supporto sulla testa: la gomma viene sostituita da lacci in tessuto regolabili nella parte superiore e laterale, in modo da aderire perfettamente al viso. Questa nuova soluzione è forse la prima sbavatura sia a livello estetico che di comfort, rendendo abbastanza scomodo poter regolare il visore mentre lo si indossa, e costringendo a fare diverse prove per trovare la giusta lunghezza per i lacci.

Un discorso analogo vale per la regolazione delle lenti, dove Oculus Quest 2 non presenta più i tasti sotto la scocca per calibrare la distanza degli occhi. Tale regolazione può essere compiuta solo manualmente, spostando fisicamente le lenti senza indossare il visore in tre posizioni (58mm, 63mm e 68mm).

Per quanto concerne i due Touch Controller, non si notano particolari rivoluzioni, confermando il design e l'ottimo feedback del primo Quest. Rimangono immutate le disposizioni degli analogici e dei tasti funzione, con l'aggiunta di un piccolo cerchio con texture diversa per poter poggiare il pollice qualora il contenuto che stiamo riproducendo non richieda input durante l'utilizzo. I grilletti adibiti all'uso con indice e medio risultano leggermente più confortevoli, garantendo una presa migliore senza comportare un eccessivo sforzo del polso anche per sessioni prolungate.

Rimangono immutati il sistema audio e il microfono integrati presente sui lati del visore, per garantire un'ottima immersione durante l'utilizzo. Grazie alla presenza del foro standard per le cuffie, un jack da 3,5mm, è possibile collegare qualsiasi tipo di cuffiette. Sulla scocca, a confermare l'estetica pulita e minimale, troviamo l'entrata USB Type-C per ricaricare il visore con alimentatore e cavo forniti assieme al visore, e un piccolo LED vicino al tasto di accensione che segnala lo stato di carica o di esaurimento dell'autonomia.

Ma giunge il momento di entrare nella parte tecnica ed analizzare i miglioramenti che l'azienda californiana ha apportato al suo ultimo prodotto. Oculus Quest 2 mette in primo piano la sua struttura stand-alone, con un processore interno Qualcomm Snapdragon XR2 Platform supportato da 6 GB di RAM, più potente e performante rispetto allo Snapdragon 835 e 4 GB di RAM del suo predecessore.

Tale potenza di calcolo è percepibile dalla fluidità e dalla reattività che il visore riesce a raggiungere sia durante la navigazione dei menù, sia nella rapidità con cui si può accedere ai contenuti e alla velocità con cui si caricano. Questo nuovo SoC riesce a garantire prestazioni eccellenti facendo così percepire in modo chiaro che la forza principale del concept e dell'idea di Quest 2 poggia sulla natura di visore portatile, senza l'ausilio di un PC di supporto.

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La regolazione delle lenti ha subito un forte cambiamento, perdendo le regolazioni tramite tasti e obbligandoci a correggere la posizione manualmente.

Una sostanziale differenza tecnica tra Oculus Quest e Quest 2 è rappresentata dal cambio di display, che passa da un OLED con risoluzione 1440x1600 a occhio, a un LED unico suddiviso in due parti con risoluzione 1832x1920 a occhio. Il cambio di pannello, seppur migliore in termini di risoluzione, penalizza in parte la resa dei neri, più performante grazie alla tecnologia OLED. Testando il visore con alcuni giochi, ma soprattutto durante la visione di un film, è percettibile come il nero non sia intenso come dovrebbe. L'effetto però è molto attenuato grazie ad una visione più luminosa e a un contrasto più realistico, che insieme focalizzano maggiormente l'attenzione sui colori più vivi rispetto alle scene d'ombra.

Il nuovo display offre prestazioni migliori anche per quanto riguarda la frequenza di aggiornamento, che grazie a una patch da poco disponibile garantisce un refresh rate di 90 Hz rispetto ai 72 Hz nativi. Tale frequenza è raggiungibile durante l'utilizzo in versione standalone e anche collegandolo al PC tramite cavo ufficiale Oculus Link, o un qualsiasi cavo terze parti compatibile di tipo USB Type-C 3.1 con banda passante di 10GBps da inserire nella porta adibita alla ricarica.

In questo modo il processore interno viene completamente bypassato e il motore principale dell'Oculus diviene il PC a cui è collegato. Per avere una buona performance, i requisiti non sono proibitivi e si ottengono prestazioni soddisfacenti anche con una RTX 1060 da 3GB e un processore dalla sesta generazione in poi. Ovviamente, più il PC in vostro possesso sarà performante, più potrete godere di significativ benefici in termini di fluidità e d'uso in generale.

Per concludere la disamina tecnica, parliamo di autonomia e durata complessiva. Oculus Quest 2 difficilmente supera le due ore di utilizzo in versione portatile se lo si sfrutta per i giochi, per arrivare ad un massimo di tre se utilizzato con contenuti multimediali o con la semplice navigazione. Per sessioni prolungate è necessario tenere il visore collegato all'alimentatore, una soluzione che data la ridotta lunghezza del cavo in dotazione, ci obbliga a un uso stazionario. I controller invece sono stati migliorati in modo eccezionale e dopo 20 ore circa di utilizzo, la carica due Touch Pad è risultata ancora completa.

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Oculus Quest 2 è veramente sorprendente per la sua semplicità di utilizzo.

Dopo averne parlato dal lato estetico e tecnico, scopriamo i contenuti e le esperienze che Oculus Quest 2 può offrirci. Precisiamo fin da subito che, per volere di Facebook, non ci sono esclusive per questo visore, così che tutte le app e i giochi possono essere riprodotti su ogni hardware che compone la famiglia Oculus. La libreria proprietaria può contare su circa duecento app, che variano da giochi per tutti i generi e gusti ad applicazioni di largo consumo, come Youtube, Twitch ed i social più conosciuti.

Tramite Oculus Link, collegato al PC, si potranno riprodurre anche i giochi VR acquistati su Steam, ampliando di gran lunga il catalogo a nostra disposizione. Ultimo, e non certo per importanza, troviamo la possibilità di usare il nostro desktop PC in modalità virtuale, per soddisfare ogni esigenza del consumatore.

Per poter raggiungere l'obiettivo di accessibilità e tenere basso il prezzo rispetto alla concorrenza, l'azienda californiana ha dovuto scendere ad alcuni compromessi. Oculus Quest 2 nasce con il primario intento di facilità di utilizzo in versione portatile, accessibile in pochi attimi e con menù di navigazione intuitivo e funzionale. La possibilità di collegarlo al PC è la mossa vincente e che più ci ha conquistato, posizionandosi sul mercato con un forte vantaggio grazie al prezzo iperconcorrenziale di 349€ per la versione da 64 GB, e di 449€ per quella da 128GB. Ovviamente per contenere i costi ci sono alcune rinunce che vanno necessariamente accettate e che abbiamo descritto in precedenza.

Tenute presenti le suddette limitazioni, Oculus Quest 2 è assolutamente il miglior visore per rapporto qualità/prezzo che possiate trovare al momento. Può fare tutto e lo fa decisamente bene, soprattutto in versione standalone. Per quanto concerne l'utilizzo col PC, la resa rimane ottimale.

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I menù di navigazione sono intuitivi e puliti, in un attimo è possibile richiamare qualsiasi applicazione o gioco.

I concorrenti quali ad esempio il Valve Index rimangono ovviamente il top di gamma, ma d'altronde parliamo di un dispositivo che riusce ad attestarsi sui 4K fino a 144Hz di frequenza di aggiornamento, perfetti (per chi ha l'hardware adeguato) per applicazioni molto pesanti come simulatori di guida e di volo. Il prezzo è però oltre tre volte superiore il nuovo arrivato in casa Oculus, e non può essere usato in versione portatile.

Se siete quindi interessati ad entrare nella realtà virtuale, Oculus Quest 2 è sicuramente una soluzione estremamente flessibile e adatta a un pubblico quanto mai eterogeneo sia per le funzionalità che offre, sia per i contenuti proposti.

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