Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy - recensione

La giovane alchimista approda nella grande capitale!

Riuscire ad avvicinare nuovi giocatori a una saga, nonché continuare a sorprenderne gli appassionati, è un compito arduo. Tutto ciò si complica ulteriormente qualora si pensi a una serie più che ventennale come quella di Atelier. Ebbene, le storie dall'essenza nipponica non hanno subito una rivoluzione particolarmente impattante, ma sono state rese certamente più godibili, senza averne stravolto il marchio di riconoscimento.

Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy racconta nuovamente le vicende di Reisalin Stout, dagli amici soprannominata Ryza, e segue fedelmente il percorso plasmatosi nel capitolo precedente. Stavolta, tuttavia, abbiamo potuto conoscere una protagonista decisamente più matura, conseguenza anche del tempo trascorso da quando l'abbiamo lasciata. Sono infatti passati ben tre anni (narrativamente parlando), un lasso di tempo in cui la giovane isolana di Kurken Island ha coltivato la sua profonda passione per l'alchimia, seppur trovandosi separata dai suoi compagni d'avventura.

Ogni personaggio ha trovato, o sta cercando, il proprio pezzo d'identità: c'è chi ha sentito il bisogno di evadere da una realtà troppo piccola e ormai poco gratificante, o chi ha scelto di percorrere le orme della propria famiglia dedicandosi all'agricoltura. Tutto è cambiato inevitabilmente quando Tao, amico d'infanzia di Ryza, ha invitato la giovane alchimista a raggiungerlo nella grande capitale di Ashra-am Baird. Anche il piccolo ricercatore è cresciuto e maturato, ma è ancora fermamente convinto di voler esplorare i misteri del regno e, quindi, di trovare una solida verità in ogni leggenda.

Insomma, questo sequel ci ha permesso di trovare vecchi e nuovi personaggi e, soprattutto, di interfacciarci con una realtà ben diversa dalla genuina semplicità di un'isoletta. Saremo schietti: la trama di questo capitolo, nonché della serie in generale, non spicca certamente per la sua originalità, ma è piacevolmente semplice e coerente con l'età dei giovani avventurieri. Durante le prime ore di gioco abbiamo sperimentato una certa lentezza, ma la storia ha progressivamente iniziato ad essere coinvolgente nella sua deliziosa spontaneità. Certo, non potrete aspettarvi un comparto narrativo troppo originale e intricato, ma riuscirà sicuramente a intrattenervi e, perché no, a sorprendervi.

Come sempre, il gioco si plasma interamente sull'alchimia, fulcro primario ormai già conosciuto e amato dagli appassionati della serie. Abbiamo liberamente esplorato la capitale e ci siamo avventurati verso strane foreste, laghi e rovine pregne di misteri; in questi luoghi abbiamo trovato grandi quantità di risorse, indispensabili per la creazione degli oggetti.

La scelta è davvero vasta, tuttavia per accedere all'alchimia abbiamo avuto dapprima bisogno di sbloccare le rispettive ricette, accessibili attraverso l'albero delle abilità; per farlo abbiamo dovuto spendere SP, ottenibili inevitabilmente con la creazione di oggetti alchemici. Questo sistema potrà sicuramente rivelarsi confusionario inizialmente, ma con un po' di pratica riuscirete facilmente a capirne il funzionamento. Più le risorse scelte per creare un oggetto saranno di qualità, maggiore sarà la possibilità di sbloccare nuovi slot a cui aggiungere eventuali "perk"; i giovani alchimisti, inoltre, potranno creare nuovi equipaggiamenti, bombe distruttive e strumenti indispensabili per la raccolta delle risorse.

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L'alchimia sembrerà inizialmente un puzzle intricato e assurdo da decifrare ma, in realtà, è davvero semplice e divertente.

Gust ha scelto di essere fedele all'essenza di gioco, introducendo tuttavia interazioni in grado di rendere l'esperienza più coinvolgente. Ryza stavolta può nuotare e andare sott'acqua, pescare, scalare rocce (seppur in contesti strettamente situazionali), superare terreni dissestati attraverso una corda magica e cavalcare splendide creature. Alchimia ed esplorazione, quindi, formano un solido connubio che scandisce l'intero procedimento con la storia: ogni singolo aspetto del gioco ruota attorno ad esse, che si tratti anche semplicemente di una missione secondaria.

Il filo narrativo principale, invece, ruota attorno alla ricerca di misteriose rovine, ovviamente pullulanti di mostri (a volte un po' troppo graziosi) e pericoli imminenti. Per riuscire a decifrare le leggende abbiamo dovuto sfruttare un compasso magico, in grado di rilevare i vari ricordi nascosti tra un piano e l'altro. Una volta ottenuti tutti i frammenti abbiamo avuto accesso a una sorta di puzzle: è infatti fondamentale leggere le varie informazioni legate ai ricordi e, di conseguenza, associarle a un evento specifico.

Questa interazione permetterà di conoscere meglio le rovine in cui vi troverete e, soprattutto, sarà estremamente rilevante nella trama principale. Abbiamo particolarmente apprezzato la possibilità di usare la cavalcatura per destreggiarci più velocemente tra le rovine, nonché l'utilizzo dei viaggi rapidi, accessibili in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.

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Ryza, attraverso pochi indizi, dovrà associare in modo giusto i vari ricordi ottenuti. Completare i puzzle ricompenserà con molti SP e, talvolta, sbloccherà nuove ricette.

Fortunatamente Atelier Ryza 2 è molto più di un semplice viaggio fra templi abbandonati: se volete godere appieno dell'esperienza di gioco, potrete infatti prendere una pausa dalla storia principale e accettare la grande quantità di missioni secondarie disponibili. Aiutare Ashra-am Braid non solo vi garantirà una buona fonte di guadagno, ma accrescerà la vostra reputazione nella capitale: più aiuterete gli abitanti, maggiore sarà la possibilità di essere chiamati da loro per ulteriori compiti.

L'Atelier, oltre ad essere la sede degli indispensabili lavori alchemici, potrà essere arredato e decorato a vostro piacimento, stravolgendone l'estetica; al suo interno risiederà anche un dolcissimo Puni domestico che, una volta nutrito, partirà in viaggio e vi porterà alcune piccole ricompense.

Quali sono, tuttavia, i cambiamenti positivi di un titolo ventennale? L'interfaccia del menu, o della struttura di sintesi, è stavolta più chiara e pulita; per pura pignoleria avremmo preferito maggiori dettagli sulle risorse da cercare, ma non è una sfaccettatura troppo deleteria. Anche il sistema di combattimento ha subito diversi miglioramenti, partendo sempre dall'interfaccia decisamente più piacevole, alla gestione dei turni e dei vari attacchi. Sullo schermo è infatti presente una piccola timeline che scandisce i turni dei personaggi, nonché degli attacchi imminenti del nemico.

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Assecondare le richieste dell'IA porterà a una catena consecutiva di skill distruttive (e straordinarie visivamente).

Ogni attacco aumenterà i punti abilità e i CC, da utilizzare rispettivamente per skill fatali o per item utili come le bombe. Scegliendo le giuste abilità attiverete anche quelle dei compagni di squadra, che recheranno una quantità ingente di danni. Potrete, inoltre, cambiare personaggio e controllarlo in qualsiasi momento; si tratta di dettagli in grado di donare una certa dinamicità a un tipo di combattimento a turni che, purtroppo, potrebbe non essere apprezzato da tutti. Le sfide non sono estremamente competitive, ma si riveleranno gratificanti soprattutto nelle boss fight.

Tra combattimenti, esplorazioni, raccolta delle risorse e missioni secondarie, il gioco potrà garantire almeno quindici ore, facilmente triplicabili a seconda delle varie interazioni possibili. Tuttavia il vero tasto dolente di un gioco così godibile è la mancata localizzazione in Italiano; i sottotitoli in Inglese, ad ogni modo, dovrebbero essere facilmente comprensibili anche per chi non conosca perfettamente la lingua. Segue un doppiaggio in Giapponese estremamente piacevole e coinvolgente, ed è probabilmente uno dei punti di forza della serie.

Da un punto di vista prettamente tecnico non abbiamo riscontrato particolari problemi: il gioco è fluido e non ha mai dato filo da torcere, ma avremmo preferito una maggiore cura nelle animazioni dei personaggi, talvolta datate e poco convincenti. Si tratta sicuramente di minuzie sorvolabili che non intaccano assolutamente l'esperienza di gioco, rivelatasi comunque davvero gradevole e con diversi momenti di suspense. L'esplorazione, inoltre, è valorizzata da una splendida palette di colori, evidenziata da una buona gestione di luci e ombre, insieme a un comparto audio delizioso come sempre, in grado di donare spensieratezza e freschezza, nonché tensione e mistero nei momenti più concitati.

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Ryza potrà tornare in qualsiasi momento all'Atelier e riposare, scegliendo in quale momento della giornata svegliarsi. Noi abbiamo amato follemente il tramonto e, come potete vedere, la notte.

In conclusione, Gust ha rinnovato una formula ventennale senza stravolgerla: ne ha conservato l'essenza per cui è stata amata nel corso degli anni e l'ha rinfrescata con piccole novità coinvolgenti. Avrebbe sicuramente potuto osare di più su trama e comparto tecnico, ma i progressi ottenuti in tutto questo tempo sono davvero tangibili.

Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy è un titolo fresco e genuino che non si contraddistingue per avere una trama contorta o un sistema di sintesi troppo ambizioso. Proprio per questo motivo, è un gioco consigliato a chiunque voglia avvicinarsi per la prima volta a un'esperienza basata sull'alchimia, nonché alle meccaniche di un GDR a turni arricchite con piacevole dinamicità.

8 /10

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Riguardo l'autore

Stefania Netti

Stefania Netti

Redattore

Classe 1995, Stefania ama follemente qualsiasi videogioco dalla trama coinvolgente, non a caso si definisce una “cacciatrice di emozioni”. Nella sua lista non possono mancare le avventure grafiche e, tra una sessione e l’altra di gaming, coccola i suoi gatti.

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