Fallen Legion: Revenants - recensione

Cercando vendetta, tra acciaio e diplomazia.

Fallen Legion: Revenants è il nuovo titolo della serie di Action RPG della software house indonesiana YummyYummyTummy. I primi due giochi, Fallen Legion: Sins of an Empire e Fallen Legion: Flames of Rebellion, furono pubblicati nel 2017, per poi essere rimessi in vendita come bundle l'anno seguente, sotto il nome di Fallen Legion: Rise to Glory. Si trattava di titoli a scorrimento orizzontale, con combattimenti in tempo reale e meccaniche ispirate ai capisaldi del genere, quale ad esempio Valkyrie Profile.

Anche per quanto riguarda lo stile grafico, setting, design e palette cromatica rimandavano subito alla mente altri titoli, come il Dragon's Crown di Vanillaware. Pur trattandosi quindi di produzioni abbastanza derivative, il risultato finale si attestava su un livello assolutamente sufficiente, merito anche di un doppiaggio gradevole, una storia interessante e un approccio diversificato ai combattimenti, legato a un sistema di scelte multiple di "roleplay".

Fallen Legion: Revenants presenta un nuovo roster di personaggi, tra protagonisti, figure di supporto e, ovviamente, gli Exemplar: questi altro non sono che l'incarnazione, in forma umanoide e senziente, di antiche e potenti armi. Ciascun Exemplar impugna l'arma da cui è nato e prende l'aspetto del suo ultimo possessore. Gli Exemplar sono controllati da Rowena, l'ex cancelliere del regno di Welkin; giustiziata per tradimento dal folle despota Ivor, lo spirito della donna non è riuscito a darsi pace e trapassare, rimanendo legata al mondo materiale con l'intenzione di fermare il proprio aguzzino e salvare il figlio Edwin dalla prigionia.

A supportare le battaglie di Rowena vi è anche Lucien, un uomo determinato a spodestare il tiranno con il supporto del consiglio. Mentre Rowena, ormai defunta, viaggia senza pericolo in compagnia degli Exemplar, il mondo intorno a lei giace in rovina, corrotto in maniera apparentemente irreversibile da un miasma mortale, che trasforma uomini e animali in creature disgustose e avvelenando tutto ciò che tocca. L'aiuto di Lucien arriva quindi dalla distanza, attraverso i corridoi del castello volante di Welkin, ultimo baluardo per un'umanità sul punto di estinguersi, nonché dimora di Ivor e sua personale prigione per tutti gli uomini e donne non disposti a sottomettersi al suo volere.

Nonostante le premesse interessanti, la trama di Fallen Legion: Revenants fatica a decollare, o meglio, spicca il volo troppo velocemente affinché il giocatore possa seguirla: la sensazione, fin dalle prime ore di gioco, è quella di essere entrati durante il secondo tempo inoltrato di uno spettacolo. Tutto è già in moto, i personaggi parlano e si confrontano come se tutto fosse scontato, o peggio, distruggendo l'atmosfera con "spiegoni" anticlimatici sul funzionamento di questa o quella meccanica di gioco. Fallen Legion: Revenants fa sentire il giocatore come il nuovo alunno arrivato in classe ad anno scolastico ormai iniziato da settimane: confuso, impacciato e con un primordiale istinto per una rapida fuga imbarazzata.

Non aiuta il cambiamento grafico avvenuto tra Rise to Glory e questo nuovo Revenants: abbiamo già evidenziato come lo stile dei primi giochi non spiccasse certo per originalità, ma riusciva comunque, con le sue forme pronunciate e i colori brillanti, a trasmettere un'energia e un carattere che non abbiamo, purtroppo, riscontrato in Revenants: le linee degli sprite sono molto più morbide, i contorni meno spessi, la palette molto meno satura. Il risultato sono personaggi piuttosto anonimi e scialbi e ambientazioni davvero troppo simili fra loro, anche a causa di una generica mancanza di dettagli. Salviamo giusto qualche boss e alcuni Exemplar, tra cui Kali e Valeria, ma in linea di massima non vi è nulla nell'estetica del titolo che risulterà memorabile.

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Spesso, nel corso della storia, vedremo contemporaneamente gli eventi dal punto di vista dei due protagonisti.

Fallen Legion: Revenants alterna a un ritmo discontinuo due tipologie di gameplay: i combattimenti con Rowena, di cui parleremo in un secondo momento e le fasi "diplomatiche" di Lucien. Decisamente più abile a parole che con la spada, l'alleato di Rowena dovrà fornire supporto a distanza, manovrando le decisioni politiche del castello e ottenendo i favori dei membri del Consiglio; per far ciò, Lucien offrirà favori e sostegno politico, in cambio d'informazioni e un sempre maggior numero di personaggi di supporto in grado di rendere più facile la missione. Non mancano anche alcune sezioni a tempo e stealth, oltre alla poca nobile possibilità di borseggiare gli abitanti, alla ricerca di qualunque cosa, oggetto o informazione, possa tornare utile al proprio obiettivo.

Così presentato, il gameplay di Lucien sembra a dir poco accattivante: sfortunatamente, all'atto pratico e nella maggior parte dei casi, tutto si riduce a un click spasmodico dei pulsanti d'interazione, per esaminare gli ambienti e portare a termine tutte le possibili linee di dialogo dei vari NPC... e, a tal proposito, abbiamo sperimentato un curioso, quanto fastidioso problema: la maggior parte delle volte, per ragioni poco chiare e certamente non legate alla potenza hardware della console su cui è stata effettuata la prova (PlayStation 5) le conversazioni hanno tardato ad avviarsi o concludersi, con delay superiori persino ai 5 secondi tra la pressione del pulsante e il relativo effetto. Si tratta di un inconveniente innocuo e facilmente risolvibile con una patch, ma che ha reso assai più lenti e frustranti delle sezioni di gioco in cui l'immedesimazione avrebbe dovuto farla da padrona.

Determinata a non lasciarsi fermare neppure dalla morte, Rowena marcerà - o meglio, fluttuerà - sul campo di battaglia, all'interno di livelli lineari a scorrimento orizzontale, liberando il cammino da ogni nemico che le si parerà davanti. Una volta incrociato uno o più avversari, la battaglia avrà inizio. Similmente a quanto visto nei precedenti Fallen Legion, i quattro membri del gruppo, Rowena compresa, hanno le proprie azioni assegnate a uno specifico pulsante; combinare le pressioni di quest'ultimo a quelli degli altri alleati farà eseguire un numero maggiori di colpi nel contatore combo, che sarà uno dei più importanti elementi a determinare il voto di fine livello: più alto il voto, migliori le ricompense.

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La personalizzazione degli Exemplars non offre chissà quale profondità, ma sarà comunque molto importante per scampare alle battaglie più toste.

Nonostante a un primo impatto il tutto possa sembrare molto statico, Fallen Legion: Revenants regala invece battaglie piuttosto impegnative fin dalle prime fasi, che richiedono tempismo e attenzione. Questo è dovuto principalmente alle altre due meccaniche del combattimento: parata e schivata. Premendo il pulsante di difesa al momento giusto, è possibile annullare quasi ogni tipo di azione avversaria, o persino contrattaccare, infliggendo grossi danni alle difese nemiche. La schivata è, invece, più situazionale, ma se ben impiegata permette di evitare attacchi altrimenti ineludibili, come le magie ad area. Quale che sia la scelta del giocatore, i comandi andranno sempre effettuati al momento giusto, che risulterà chiaro solo dopo numerosi combattimenti... e batoste.

Rowena scenderà in battaglia con al proprio fianco fino a un massimo di tre Exemplar. Ciascuno di essi attaccherà con armi e abilità uniche, con alcune di queste ultime legate a uno specifico elemento. Scoprire e sfruttare le debolezze elementali dei nemici si rivelerà fondamentale fin dalle prime ore di gioco, per spezzare la loro difesa, stordirli e infliggere un gran numero di danni; nel caso dei boss, inoltre, la distruzione della guardia permetterà agli Exemplar di attaccare contemporaneamente e ripetutamente, senza consumare le cariche attacco e facendo quindi schizzare verso l'alto il contatore delle combo.

Ogni Exemplar può inoltre essere potenziato equipaggiando nuove armi e armature, ottenute come ricompense alla fine delle battaglie. Rowena, in quanto spirito, si limita a fornire supporto magico, tanto offensivo quanto difensivo; anche nel suo caso, a un certo punto della storia il giocatore potrà scegliere quali incantesimi armonizzare, in combinazione con le abilità personali degli Exemplars.

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Curiosa la scelta dello studio di modificare lo stile grafico rispetto ai precedenti Fallen Legion, forse non memorabili nella loro originalità...

Pur mancando la localizzazione italiana, Fallen Legion: Revenants presenta un doppiaggio inglese, di qualità anche piuttosto altalenante. I dialoghi sono comunque molto semplici da comprendere, anche per i meno avvezzi alle lingue straniere. Tirando le somme, il quadro generale offerto da Fallen Legion: Revenants è quello di un gioco senza dubbio sufficiente, ma poco altro. Il sistema di combattimento cerca di espandere quanto già visto nei titoli precedenti, ma lo fa con pigrizia e mal adattandosi a una concorrenza che, negli anni successivi il primo gioco della serie, è evoluta a dir poco, offrendo esperienze videoludiche superiori a quella di Revenants già all'interno della "semplice" fetta di mercato mobile.

Nonostante l'introduzione di nuove meccaniche, se si considerano gli anni passati dalla pubblicazione dei primi due Fallen Legion, Remnants sembra più un passo indietro, che uno in avanti. Gli sviluppatori hanno perso l'occasione di creare un prodotto con finalmente una forte identità visiva, adagiandosi su uno stile abbastanza blando e un gameplay semplice e ripetitivo.

Non è da escludere una futura pubblicazione di una "versione migliorata" di Fallen Legion: Revenants, un po' come accaduto con l'edizione Rise to Glory del predecessore, ma allo stato attuale non nascondiamo una certa, generica delusione nei confronti di questo ultimo lavoro di YummiYummiTummy.

6 /10

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Riguardo l'autore

Lara Arlotta

Lara Arlotta

Redattore

Scrive, blatera e videogioca, spesso contemporaneamente e da oltre due decenni. L'unico modo per fermarla è darle da mangiare, ma l'effetto è solo temporaneo. Sono ancora in corso delle indagini confidenziali per comprendere se si tratti di un essere umano o di una credibile riproduzione, inviata nell'era contemporanea da una civiltà eternauta.

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