God of War a 60fps su PS5: il tocco finale per un gioco fantastico

Un'ottima ragione per rigiocare un classico.

God of War, il titolo del 2018 per PlayStation 4, ha finalmente ricevuto una patch che lo migliora su PlayStation 5 e, similmente a quanto successo con Days Gone e Ghost of Tsushima, che gli permette di raggiungere gli agognati 60fps. Così come già visto in altri casi analoghi, si tratta di un miglioramento tutt'altro che marginale, quasi come se l'ultimo pezzo di un puzzle andasse finalmente al suo posto. La versione originale era già splendida di suo grazie alla risoluzione 4K, alla fenomenale attenzione per l'illuminazione, alla grande quantità di dettagli e alle ottime prestazioni. Insomma, mancavano solo i 60fps, impossibili su PS4 e PS4 Pro già spinte al limite.

Prima ancora di affrontare i numeretti, però, parliamo di un miglioramento sul fronte “qualità della vita”. Se è vero che l'opera dei Santa Monica Studio metteva a dura prova la last-gen Sony, è altrettanto vero che nel farlo si scontrava con il design dei sistemi di raffreddamento di PS4 e PS4 Pro. God of War era diventato il nostro gioco preferito per misurare i consumi, l'inquinamento acustico e le prestazioni termiche degli hardware PlayStation. Per quanto riguarda il rumore, soprattutto, è risaputo che il gioco facesse decollare le ventole a livelli impareggiati, e allora ecco che lo sbarco su PS5 è di colpo un'esperienza molto più godibile: una storia ricca di sfumature che parla di perdita e rapporto coi genitori si gode molto meglio senza l'insistente sibilo di ventole lanciate a tutta velocità in sottofondo.

Tornando su God of War, poi, ci si rende conto del rischio corso da SIE e Santa Monica Studio: sono state fatte scommesse azzardate che, per fortuna, hanno ripagato. La serie è nata come un arcade brawler con bossfight spettacolari, mentre su PS4 abbiamo giocato a un titolo più lento, capace di prendersi il tempo necessario per raccontare storia e personaggi, tanto che i capitoli precedenti sembrano leggende esagerate. Forse sia il pubblico che Santa Monica Studio avevano bisogno di un'esperienza diversa.

Uno sguardo dettagliato alle prestazioni di God of War: PS5 è al centro dell'analisi, ma parliamo anche di PS4 e PS4 Pro.

Quello che vogliamo dire è che la serie ha trovato nuova forza, God of War non è un semplice reboot. Tutto quello che ha reso epici i precedenti capitoli è tornato nel 2018 a partire dalle ambientazioni fantastiche per arrivare ai mostri giganti e ai combattimenti viscerali (il tutto ottimamente reso a schermo grazie all'abilità di Santa Monica Studio). C'è un altro aspetto che è rimasto, poi, e parliamo di quella voglia di spremere l'hardware che Kratos ha sempre avuto. La patch 1.35 è molto interessante: le modalità 4K e 1080 della versione Pro (rispettivamente a 30fps e 60fps, non sempre solidi) hanno lasciato il posto a due modalità a 30fps e 60fps con rendering checkerboard a 2160p. Non stupisce che la modalità a 30fps goda di un frame-rate granitico, mentre la sorpresa riguarda la solidità di quella a 60fps.

Mettiamola così: in un'ora e quarantacinque minuti di gioco, solo 33 fotogrammi su 378.000 sono saltati, ed erano tutti durante filmati tanto che, francamente, è stato impossibile notarli a occhio nudo grazie anche alla regia che sfrutta camere a mano. Qualche calo ci sarà nel corso dell'avventura, ma probabilmente non ve ne accorgerete, tanto che God of War in questo stato di 60fps granitici percepiti è qualcosa da non perdere.

Days Gone, un altro dei giochi della PlayStation Plus Collection, ha ricevuto un ottimo aggiornamento ai 60fps su PS5.

A questo punto della storia è arrivato il momento di rivelare il colpo di scena: giocare a God of War in 4K e 60fps è possibile dal day one di PlayStation 5, questo perché, come succede con altri giochi quali The Last Guardian, il codice 1.0 del titolo (la versione Gold Master) gira con un frame-rate sbloccato. Non si tratta di una scelta particolarmente azzeccata e infatti con la D0 patch pubblicata durante il periodo di recensione Santa Monica Studio l'ha corretta, ma il codice presente sul disco ottico contiene ancora l'opzione e PS5 poteva sfruttarla portando a risultati di fatto identici a quelli offerti dalla patch 1.35.

Dunque la 1.35 è una patch inutile? Ovviamente no: prima di tutto garantisce compatibilità coi salvataggi registrati su versioni successive alla 1.0 (quindi tutte), e soprattutto giocare sul codice così aggiornato permette di godere delle migliorie e ottimizzazioni portate patch dopo patch. Detto questo, giocare con frame-rate sbloccato permette di evidenziare dati interessanti: possiamo confrontare precisamente la scalabilità tra 1080p e il 4K checkerboard su PS4 e PS4 Pro, e analizzare nel dettaglio le prestazioni. Su Pro è anche possibile mettere a confronto le prestazioni della versione 1.0 in 4K e della versione 1.35 a 1080p. La supposizione era che il bottleneck su last-gen fosse nella CPU, ma l'analisi evidenzia colli di bottiglia un po' dappertutto.

Ghost of Tsushima gira a 60fps su PS5 e ne gode parecchio.

Al netto del frame-rate e della risoluzione, è proprio l'esperienza PlayStation 5 a brillare per accessibilità. Se avete una PS5, è molto probabile che già abbiate God of War, visto che fa parte della PlayStation Plus Collection così come Days Gone (e cioè giochi che vengono regalati ai possessori di PS5 che si iscrivono al servizio). Entrambi i giochi sono rinvigoriti dai 60fps, e il consiglio è di dare un'occhiata anche a Ghost of Tsushima (che però non fa parte della collezione). È un peccato che The Last Guardian non abbia ricevuto la patch 60fps su PS5, anche perché sappiamo che tecnicamente è possibile come abbiamo già detto in passato. Speriamo succeda presto, ma siamo anche pronti ad accettare che non succeda affatto perché i porting, chiaramente, non sono operazioni dalla difficoltà trascurabile.

E poi, ovviamente, c'è The Last of Us Part 2. Che fine ha fatto? Perché l'epico titolo Naughty Dog non è ancora stato portato a 60fps? Sappiamo che giochi più vecchi sono relativamente facili da aggiornare, ma potrebbe non essere così in tutti i casi. I vari motori grafici non sono costruiti tutti alla stessa maniera e, per fare un esempio, portare Death Stranding ad alte frequenze di aggiornamento non è stato così immediato (ma nemmeno Horizon Zero Dawn), e insomma è chiaro che non si tratta solo di rimuovere il frame-cap. Magari Naughty Dog vuole lavorare a una remaster in tutto è per tutto come capitato per Spider-Man? Solo il tempo potrà dircelo.

Nel frattempo possiamo tornare a calcare il mondo di God of War su PlayStation 5, e sperare che il seguito arrivi il prima possibile (dovrebbe succedere nel corso del 2021). A voler trovare il pelo nell'uovo potremmo dire che oltre a frame-rate e risoluzione non ci sono migliorie, ma siamo certi che ci penserà Ragnarok a sfruttare a pieno l'hardware di PS5.

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Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry  |  digitalfoundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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