Guilty Gear: Strive - prova

Il nuovo, scintillante gioiello di Arc System Works.

C'è qualcosa di inspiegabilmente affascinante nei giochi di lotta competitivi. Sarà la tipica tensione dei duelli uno contro uno, sarà la narrativa intrinseca in uno scontro all'ultimo sangue o magari la maestria nelle tecniche di combattimento sfoggiate dai contendenti: fatto sta che nulla riesce a mantenere gli spettatori incollati allo schermo come i picchiaduro a incontri.

Non stupisce, in effetti, che uno dei più grandi eventi legati all'agonismo videoludico, l'EVO Championship Series, sia interamente dedicato ai fighting game e riesca a catalizzare l'attenzione di milioni di giocatori fin dal 1996.

Il torneo di lotta virtuale più famoso al mondo ha anche contribuito a forgiare vere e proprie leggende viventi del mondo degli esport: quelli di Justin Wong, SonicFox, Goichi 'Go-1' Kishida e Daigo Umehara sono solo alcuni dei nomi più famosi che hanno calcato quel palco nel corso degli anni, partecipando a contese mozzafiato ed ampliando sensibilmente la popolarità di questo tipo di videogiochi presso il grande pubblico.

Il colosseo digitale degli EVO ha ospitato tutti i più grandi titoli mai apparsi sul mercato: Tekken, Street Fighter, Mortal Kombat, Smash Bros, Soul Calibur, Marvel vs. Capcom e, ovviamente, tutte le opere di Arc System Works, uno dei più apprezzati studi di sviluppo di picchiaduro attualmente attivi sul mercato. Stiamo parlando di autentici maestri dell'arte del combattimento, artefici di alcuni dei giochi più complessi ed elitari mai apparsi su console, come Dragon Ball Fighterz, Persona 4 Arena e, naturalmente, le serie di BlazBlue e Guilty Gear.

Proprio in occasione dell'edizione del 2019 degli EVO, Arc System Works ha finalmente sollevato il sipario sul tanto atteso quarto capitolo canonico di Guilty Gear, quello Strive che, a detta degli sviluppatori, avrebbe rappresentato un netto punto di svolta per la saga.

L'impresa della compagnia nipponica non era affatto semplice: bissare il successo dell'eccellente Guilty Gear Xrd Revelator apportando, allo stesso tempo, alcune modifiche sostanziali alla sua struttura ludica. L'obiettivo è quello di rendere questa incarnazione più accessibile rispetto al passato senza rinunciare al gameplay profondo e stratificato che da sempre è un marchio di fabbrica della serie.

Negli scorsi giorni abbiamo avuto l'occasione di lanciarci sui campi di battaglia della beta di Guilty Gear Strive e, dopo ore di estenuanti battaglie, possiamo dirvi che ne siamo usciti letteralmente sbalorditi.

All'avvio di questa versione ad accesso anticipato del gioco ci siamo trovati di fronte ad un basilare menu di selezione che tradiva la sua natura provvisoria. Manca la modalità storia, mancano le missioni single player e diversi altri contenuti del pacchetto definitivo ma abbiamo potuto affrontare il breve tutorial, prima di confrontarci con avversari provenienti da tutto il mondo nel multiplayer online.

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Arc System Works ritorna con un picchiaduro accessibile ma incredibilmente stratificato.

Le lezioni impartite da Strive, invero, sono risultate piuttosto scarne, ben lontane dalle vette di eccellenza viste in Guilty Gear Xrd, poiché si limitano ad illustrare lo schema di comandi base e alcune manovre di movimento senza approfondire il corposo sistema di contrattacchi, parate e risposte che costituisce il vero cuore dell'esperienza.

Con ogni probabilità si tratta di una versione ancora non definitiva del tutorial che troveremo nel prodotto finito ma, allo stato attuale, gli utenti poco avvezzi alle meccaniche tipiche dei fighting game competitivi potrebbero trovarsi in seria difficoltà, una volta entrati nelle lobby multigiocatore. La disposizione degli input sui tasti del pad, ad ogni modo, è alquanto intuitiva e accessibile anche ai neofiti ma, come da tradizione, nasconde un universo di possibilità che richiederanno svariate ore di pratica per essere padroneggiate. Sulla parte frontale del controller troviamo due pulsanti dedicati ai pugni e ai calci: i primi sono colpi fulminei adatti per sfruttare le aperture nella guardia avversaria oppure per prolungare una combo mentre i secondi sono mosse dalla portata più ampia, essenziali per creare distanziamento tra i combattenti e impostare nuove manovre offensive.

Gli altri due tasti d'azione, invece, vengono impiegati per le cosiddette mosse 'Slash' e 'Heavy Slash', i due colpi più devastanti in dotazione a ciascun personaggio. Queste ultime posseggono una velocità di attivazione differente, variano in base al lottatore prescelto e possono essere innestate nella stringa di una combo per concluderla massimizzando i danni inflitti.

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Il possente vampiro-samurai Nagoriyuki è uno dei nuovi arrivi nel roster di Guilty Gear.

I tasti dorsali del pad ospitano il comando dedicato al Roman Cancel (una delle manovre più iconiche della storia di Guilty Gear), quello delle Provocazioni e quello, totalmente inedito, delle mosse Dust. Quest'ultimo è un pulsante multifunzione che può essere utilizzato in combinazione ai direzionali o agli attacchi per ottenere effetti distinti: muovendo lo stick verso i due lati si possono eseguire le prese mentre, spingendolo verso il basso, si effettua una spazzata utile a rompere le combo avversarie.

Assieme ad uno dei tasti d'attacco, invece, genera il potente Psych Burst che consuma l'apposita barra per produrre colpi esplosivi e allontanare l'avversario. Per finire, tenendolo premuto senza muoversi, il Dust scatena un potente launcher chiamato 'Dust Attack' che consente di proiettare il nemico in aria e inseguirlo con un balzo per continuare a colpirlo e moltiplicare i danni.

Il Roman Cancel, dal canto suo, ha subito modifiche trasformative che potrebbero influenzare parecchio il ritmo dei match competitivi di alto livello. Il suo scopo è sempre quello di cancellare le animazioni per riportare il personaggio nella sua posa neutrale spendendo una parte della barra di Tensione ma, a differenza del passato, ora può essere usato in quattro modalità differenti per adeguarsi alle varie situazioni che si verificano nel corso dell'incontro. Con la giusta esperienza, il Roman Cancel è uno strumento formidabile per volgere a proprio favore le sorti del match e sarà necessario comprenderlo a fondo per avere la meglio nelle lotte in rete.

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L'eccellente comparto tecnico del gioco vanta modelli in 3D realizzati con un ottimo cel-shading e meravigliosi sfondi animati.

Sotto questo profilo, Guilty Gear Strive offre uno dei migliori comparti multigiocatore online che si siano mai visti grazie ad una serie di accortezze che abbiamo davvero apprezzato. Le lobby, dal gustoso stile grafico a 8-bit, hanno la struttura di un palazzo a dieci piani che riflettono il livello di abilità dei giocatori. Una volta creato il nostro avatar e dopo aver affrontato qualche match di prova contro la IA, si viene assegnati ad uno dei piani per incontrare utenti di pari grado con cui si può dialogare, combattere o scambiare informazioni sui record.

Potreste anche decidere di prendere l'ascensore e misurarvi direttamente con giocatori di grado più alto: le ricompense in punti saranno maggiori ma credeteci quando vi diciamo che potreste incontrare degli autentici professionisti già al piano immediatamente superiore.

Il vero pezzo forte dell'offerta multigiocatore di Guilty Gear Strive, tuttavia, è il suo netcode che utilizza l'avveniristica tecnica 'Rollback' per garantire incontri sempre fluidi e privi di qualunque incertezza, anche in condizioni di rete non ottimali. Si tratta, in buona sostanza, di un complesso algoritmo che tenta di prevedere i frame successivi all'animazione di ciascuna mossa per appianare il ritardo degli input e assicurare una competizione senza quei fenomeni di lag e stuttering che flagellano da sempre l'esperienza offerta dai picchiaduro online.

Guilty Gear Strive fa da pioniere per questa tecnologia all'avanguardia che potrebbe abbattere definitivamente le ataviche barriere dei fighting game multiplayer e diventare indispensabile per tutti i prodotti futuri appartenenti a questo genere, soprattutto per quelli dal ritmo più elevato. I risultati, già da ora, appaiono incredibilmente soddisfacenti: abbiamo giocato anche contro avversari dalla latenza superiore ai 120ms senza avvertire alcun tipo di rallentamento.

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La regia enfatizza correttamente la potenza dei colpi con primi piani e bruschi movimenti di telecamera.

Arriviamo, infine, al comparto tecnico della nuova opera di Arc System Works, il vero fiore all'occhiello della produzione. Guilty Gear Strive è, senza mezzi termini, uno dei videogiochi più belli che abbiamo mai visto in movimento. Il reparto artistico dello studio giapponese è riuscito a forgiare un roster di personaggi caratterizzato minuziosamente in ogni piccolo dettaglio ed animato con una cura rara persino per gli standard odierni. I modelli 3D sono realizzati con una splendida tecnica di cel-shading che si sposa alla perfezione con gli sfondi animati mentre l'eccellente effettistica conferisce agli scontri un aspetto assolutamente spettacolare.

Come se non bastasse, la regia gioca molto su rapidi primi piani e repentini movimenti della telecamera utili ad accentuare la potenza di alcuni colpi mentre l'Unreal Engine gestisce il tutto a 60 frame al secondo senza alcun tipo di difficoltà. Insomma, stiamo parlando di un prodotto confezionato in maniera certosina che farà la gioia di tutti gli appassionati dell'animazione orientale.

In definitiva, Guilty Gear Strive ci ha convinti, entusiasmati ed emozionati. È un titolo sicuramente più accessibile rispetto ai suoi predecessori ma che nasconde una profondità con pochi rivali nel panorama dei picchiaduro moderni. Grazie all'introduzione del Rollback Netcode e di uno stile visivo strepitoso, potremmo essere di fronte alla 'next big thing' dei giochi di lotta competitivi.

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Riguardo l'autore

Riccardo Cantù

Riccardo Cantù

Redattore

Nato nel 1993, Riccardo ha coltivato, negli anni, una passione smodata per tutto ciò che è entertainment. Videogiochi, cinema, fumetti, musica e letteratura sono il suo pane quotidiano e ama le lunghe discussioni riguardanti queste tematiche.

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