Abbiamo giocato a Moving Out e abbiamo imparato molto sul lavoro di squadra - articolo

“Attira verso di te il pianoforte!”

Moving Out è un gioco di traslochi; carichi un livello con qualche amico, raccogli tutta la roba che trovi in giro, e provi a metterla nel furgone. Non sempre le cose vanno come previsto ovviamente, ecco perché rientra nella categoria dei party games, ed è chiaramente un titolo che alimenta discussioni, specialmente su tattica e posizionamento.

Per arrivare al cuore di questa esperienza brillante, Bertie, Chris Tapsell e Donlan si sono incontrati per provare il gioco assieme. Lavoro di squadra! Eccezionale. Ecco come è finita.

Chris Donlan

Mentre giocavo a Moving Out con I miei colleghi, mi sono reso conto di essere tornato nel ruolo che di solito occupo in famiglia (una famiglia molto grande per la precisione). Precisamente essere occupato nel sembrare occupato mentre tutti gli altri lavoravano. Moving Out è caotico: un livello aveva il pavimento che si alzava e abbassava mentre spostavamo tavoli, letti e frigoriferi, un altro livello aveva fantasmi, e sedie che scappavano via una volta messe nel furgone. In qualche modo però, nonostante tutta questa azione frenetica, ognuno di noi è riuscito a rivelare la propria personalità dal modo in cui abbiamo giocato. Chris Tapsell, il più giovane dei tre, rapidamente divenne il capo operazioni, dividendoci in compiti, per renderci la vita il più facile possibile, spiegandoci come lanciare un armadio attraverso la finestra. Bertie divenne il nostro giocatore più atletico, producendo acrobazie d'altri tempi con lampade e forni a microonde, salvandoci più d'una volta. Ed io, seduto in disparate, fingendo di essere occupato con qualcosa, ma in realtà non facendo praticamente nulla. Nessuno mi giudicava. Mi capivano.

(Una nota veloce sulle opzioni di accessibilità. Moving Out è assolutamente brillante in questo ambito. Opzioni per dislessia, dimensione del testo, riconfigurazione della tastiera, salti di livello e un fantastico easy mode. Per favore, mettere nei vostri giochi più opzioni di questo tipo. Tutti dovrebbe potersi godere una delizia come questa.)

Chris Tapsell

Una grossa parte della nostra crescita individuale è imparare ad accettarsi per quello che si è. Io per esempio sono incredibilmente autoritario; nulla mi soddisfa di più nell'avere ruoli chiari e definiti, ed è per questo che giochi come Moving Out sono veramente divertenti per me e sicuramente non stressanti e irritanti per chi gioca con me.

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Alcuni livelli di Moving Out richiedono proprio questa suddivisione dei compiti. Probabilmente i livelli in cui devi semplicemente ripulire una casa semplicemente lanciando cose sul furgone si possono completare senza una meticolosa organizzazione, e abbiamo fatto anche un ottimo lavoro nel livello stile Frogger, semplicemente andando avanti e indietro dalla casa al furgone. Ma nella casa stregata, però, c'era bisogno di qualcuno che schiaffeggiasse i fantasmi (ben lieto di farlo) e qualcuno assegnato a distrarre i vari strumenti musicali (Donlan: "Lo attiro io il pianoforte!").Nel livello con i nastri trasportatori, dovemmo organizzare il lavoro attraverso stanze diverse, proprio come se fossimo parte di una catena di montaggio. E ovviamente nel livello “The Floor is Guava”, Bertie doveva smettere di perder tempo e fare il suo dannato lavoro.

Questo gioco è molto divertente, davvero ottimo. Ricorda molto da vicino Overcooked, famoso per il suo multitasking e per l'incredibile coordinazione richiesta, aggiungendo una componente più caotica alla Wipeout. Forse è più facile? Può essere. Certamente lo diventa se smettete di pensarci e ci giocate con un team di persone cha fanno ciò che dici. Forse.

Bertie Purchese

Pensavo di avere eseguito qualche colpo magistrale! Non sarò stato forse quello che ci faceva da papà, caro Chris Tapsell, ma stavo facendo il mio lavoro, lanciando scatole e divani fuori dalla finestra. Non è colpa mia se hanno messo un bottone per dare schiaffi no? Stavo giocando di ruolo! Hey tu, si tu! Smettila! Slap!

Il miglior traslocatore che abbia mai conosciuto era questo tizio che viva vicino alla casa di mio padre (non Chris Tapsell, ma il mio vero padre). Sembrava completamente distrutto e sconfitto dal suo lavoro, schiena a pezzi e così via, forse per via dei vari divani con il telaio di metallo (ho dovuto spostarne uno tempo fa, pesava come un elefante, non che ne abbia mai sollevato uno però…). Ma lui, questo tizio, poteva spostare qualunque cosa.

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Mio padre mi raccontò la storia di quando non sapeva come fare a portare in casa un divano. Persino il negozio che glielo aveva venduto, e fatto consegnare da due energumeni, fu sconfitto dalla situazione. Oh no no no, quello di certo non ci entra. Ma la fortuna era dalla nostra, e il tizio di cui sopra, con il suo apprendista al suo fianco, vide ciò che stava succedendo; come solo nei film può succedere, passò il suo drink al collega, con la tipica frase “reggimi questo”, e in cinque minuti il divano era dentro.

E comunque, non penso abbia mai avuto a che fare con una casa stregata, dove le sedie vivono di vita propria e continuano a rimbalzare qua e là per la casa, o persino fuori dal furgone dove le avevi messe. E ci posso scommettere che non ha mai dovuto saltare da un tronco all'altro nel mezzo di un fiume infestato dai coccodrilli, per portare box fragili in salvo. Ma sono convinto che non avrebbe battuto ciglio. E sono certo che il pianoforte posseduto non lo avrebbe divorato.

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Riguardo l'autore

Chris Tapsell

Chris Tapsell

Staff Writer

Chris Tapsell is Eurogamer's Staff Writer, its newest Chris, and a keen explorer of the dark arts of gaming, from League of Legends to the murky world of competitive Pokémon.

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