Returnal punta su narrazione e biomi dinamici per catturare l'orrore di un loop temporale alieno

Vivi. Combatti. Muori. Ripeti.

Returnal è sicuramente uno dei titoli più attesi su PS5 per questo 2021, soprattutto dopo i vari rimandi e per quanto riguarda le nuove IP. Harry Krueger, Game Director del gioco, insieme al Narrative Director Gregory Louden, hanno spiegato a Gamespot alcuni degli straordinari espedienti narrativi utilizzati per catturare l'orrore del loop temporale.

Housemarque ha sfruttato vari elementi, alcuni dei quali piuttosto originali. Uno di questi è la narrazione ambientale. Ad esempio, Selene potrà trovare alcuni diari vocali e in uno di questi scoprirà di aver ucciso una versione ostile di sé stessa: il fatto è che la nostra protagonista non potrà essere certa di quello che le sta succedendo e dovrà dubitare della realtà stessa, di ciò che potrebbe aver causato in un loop precedente o... del fatto che siano "semplici" allucinazioni, come possiamo vedere, ad esempio, nel segmento del trailer visto durante lo State of Play in cui scopre una casa decisamente troppo familiare e troppo poco "aliena".

Una cosa molto interessante è che questi elementi narrativi non sono mandatori e saranno procedurali, dunque scoprirli tutti sarà un'impresa e potrebbe servire più di un playthrough. Come procedurali sono, del resto, tutti gli elementi del gioco, a livello di labirinti, posizioni dei nemici etc. Un'avventura di volta in volta nuova, insomma.

Vi ricordiamo che Returnal uscirà su PlayStation 5 il 30 aprile: qui potete leggere di come il gioco sfrutterà le possibilità offerte dal DualSense.

Fonte: Gamespot

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