Graven - prova

Il dark fantasy del passato in un titolo del presente.

Una piccola imbarcazione si muove lentamente nelle acque paludose che circondano Cruxfirth, piccola cittadella medievale colpita da una terribile piaga che ne ha messo in ginocchio la popolazione. Nel tragitto che ci sta portando verso il porticciolo, sentiamo la voce sommessa del traghettatore che ci rivela le conseguenze del terribile flagello che ha colpito il paese. C'è uno strano silenzio nell'aria e abbiamo la sensazione che qualcosa di maligno ci osservi a breve distanza ma siamo mossi da un obiettivo preciso e non possiamo fermarci davanti a nulla: l'Ordine Ortogonale pagherà per quello che ci ha fatto.

È questa la premessa di Graven, il nuovo action/RPG in prima persona sviluppato dai danesi Slipgate Ironworks e pubblicato dalla leggendaria 3D Realms, già responsabile di classici immortali come Duke Nukem e Shadow Warrior. La loro nuova creatura si propone come un erede spirituale del mitico Hexen, l'FPS fantasy di Raven Software classe 1995. Ed è proprio dagli anni '90 che sembra provenire Graven, per via di una serie di fattori che richiamano alla mente quel preciso periodo storico, sia sotto il punto di vista estetico che in termini di gameplay.

La nuova opera di Slipgate Ironworks, infatti, adotta un peculiare stile visivo fatto di modelli poligonali in bassa definizione e palette cromatiche dai toni opachi che omaggiano il glorioso passato del genere con una presentazione che ricalca quanto visto nelle prime avventure del Duca o nello stesso Hexen (titolo da cui trae le maggiori ispirazioni). Il risultato è un autentico viaggio nella memoria dei tempi che furono che, siamo sicuri, riuscirà a strappare un sorriso nostalgico a chiunque abbia visto il mondo dei videogiochi evolversi nel corso del tempo.

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La decadente cittadina di Cruxfirth è stata flagellata da un morbo che ha trasformato i cadaveri in violenti non-morti.

Certo, si potrebbe obiettare che, in fondo, il reparto artistico di Graven si sia limitato a giocare con le citazioni senza proporre una propria visione ben definita ma non possiamo nascondere di aver apprezzato parecchio il colpo d'occhio squisitamente retrò garantito dalle texture e dai modelli in bassa risoluzione impiegati per la costruzione del mondo di gioco.

Una volta approdati sulle coste della cittadina e preso il controllo del nostro alter ego è facile riconoscere tutti gli stilemi tipici del dark fantasy tanto in voga alla fine dello scorso secolo ed è davvero un piacere scoprire i piccoli dettagli disseminati qua e là dal team di sviluppo.

La decadente Cruxfirth è la più classica delle cittadine del periodo medievale che, improvvisamente, è stata colpita da una tremenda epidemia che ha decimato i cittadini e ha trasformato i cadaveri in non-morti assetati di sangue. La Guardia Reale ha tentato di arginare il problema sigillando le mura di corte e dando alle fiamme le pile di corpi ammassati sul ciglio delle strade ma, mentre in superficie si combatte contro l'insorgenza della malattia, una nuova minaccia sembra annidarsi negli oscuri cunicoli delle fogne. Indovinate a chi toccherà risolvere la situazione?

Il nostro protagonista, una sorta di mago/guerriero rinnegato dall'Ordine per alcuni crimini commessi in passato, è arrivato alle porte della città alla ricerca di risposte sulla sorte della sua figlia adottiva scomparsa ma, prima di avere accesso alla piazza principale, sarà chiamato ad affrontare l'oscurità che striscia nel sottosuolo in quella che è, a tutti gli effetti, la prima quest che ci viene assegnata.

Il gameplay di Graven, come dicevamo, ha un'impostazione da action/RPG in prima persona tradizionale ma il sistema di movimento del personaggio somiglia molto di più a quello agli shooter arena: è possibile spostarsi ad alta velocità negli ambienti previsti dal gioco grazie ad uno schema di comandi piuttosto reattivo che consente di avere sempre il pieno controllo sul ritmo di marcia, a patto che si tenga in considerazione l'importante barra della stamina. Il combattimento, invece, si basa su una rapida alternanza di colpi, schivate e contrattacchi che si traduce in una sorta di danza mortale alquanto piacevole da padroneggiare.

Va detto che nel corso della nostra prova l'intelligenza artificiale non ha mai offerto un livello di sfida impegnativo e, inevitabilmente, ciò ha in parte compromesso la profondità dell'esperienza: ci sarebbe piaciuto imbatterci almeno in qualche avversario dalle strategie più raffinate che ci costringesse ad adottare nuove tecniche di combattimento ma, almeno per adesso, siamo rimasti un po' delusi da questo aspetto della produzione.

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Lo stile visivo di Graven ricorda molto quello dei classici action in prima persona degli anni '90.

Nemmeno i mini boss che popolano alcune aree e che possono scatenare mosse particolarmente devastanti costituiscono un ostacolo alla progressione e, molto spesso, ci è bastato continuare a girare loro attorno colpendoli con la nostra arma per eliminarli senza subire danni. Servirà un po' di lavoro aggiuntivo nei mesi che ci separano dal lancio.

Buono, invece, l'arsenale a disposizione dei giocatori che spazia dal bastone (l'arma che avremo in dotazione dall'inizio dell'avventura) ad una serie di strumenti che potranno essere reperiti sul campo di battaglia o acquistati presso il mercante in cambio delle monete d'oro che troveremo sul nostro cammino. Graven non dissimula una certa predilezione per lo scontro corpo a corpo ed offre un'ampia scelta di lame e corpi contundenti ma non disdegna nemmeno le armi a distanza che rappresentano una versione medievale delle bocche da fuoco più popolari negli FPS arena.

Come se non bastasse, il nostro stregone può fare affidamento su un libro contenente le formule per due tipi di magie che attingono da due fonti di mana differenti sempre ben visibili a schermo. La magia del fuoco spende mana rosso e può essere utilizzata per indebolire i nemici ed eliminarli in pochi secondi mentre quella dell'elettricità si basa sul mana blu e si può impiegare per paralizzare grandi gruppi di avversari. Sotto quest'aspetto, Graven sembra rifarsi alle meccaniche dei plasmidi di Bioshock in quanto le stregonerie possono interagire con lo scenario e provocare effetti a catena dai risultati distruttivi.

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Oltre all'ampio arsenale di armi, il protagonista del gioco può fare affidamento su due stregonerie dall'elevato potere distruttivo... a patto di avere a disposizione mana a sufficienza!

Nota di merito anche per il level design che, pur essendo piuttosto lineare, ha dimostrato già in questa breve prova di poter offrire interessanti enigmi ambientali, fasi di platforming e segreti nascosti dietro ogni angolo: se il titolo dovesse mantenere questa qualità per tutta la sua durata ne saremmo piacevolmente sorpresi.

In definitiva, dunque, la nostra prova di Graven ci ha restituito sensazioni tutto sommato gradevoli. Si tratta di un action/RPG che affonda saldamente le proprie radici nel passato per proporre un'esperienza divertente e stratificata che potrebbe fare la gioia di chiunque abbia nostalgia di un certo tipo di sviluppo videoludico che, purtroppo, è andato perduto nelle pieghe del tempo. Resta da stabilire se il nuovo lavoro di Slipgate Ironworks abbia le carte in regola per garantire una certa varietà nel lungo periodo ma le premesse, fin da ora, sono positive.

Graven è atteso per il 2021 su PC e console. Lo terremo sotto stretta osservazione.

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Riguardo l'autore

Riccardo Cantù

Riccardo Cantù

Redattore

Nato nel 1993, Riccardo ha coltivato, negli anni, una passione smodata per tutto ciò che è entertainment. Videogiochi, cinema, fumetti, musica e letteratura sono il suo pane quotidiano e ama le lunghe discussioni riguardanti queste tematiche.

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