Cos'hanno in comune il Rover Perseverance su Marte e un iMac degli anni '90? Un processore

Tecnologia high-tech moderna?

Il mese scorso il Rover della NASA Perseverance è atterrato su Marte: l'evento è stato visto da tantissimi milioni di persone. Tuttavia adesso iniziano ad arrivare alcune curiosità riguardo ad esempio la sua alimentazione: se vi state chiedendo che tipo di tecnologia high-tech c'è dietro, spiacente di deludervi.

Il sito New Scientist riferisce che il rover Perseverance è alimentato da un processore PowerPC 750, utilizzato nell'originale iMac G3 del 1998 di Apple: vi ricordate l'iconico desktop colorato e trasparente? Ecco, lui. Se il nome PowerPC suona familiare, è probabilmente perché quelle sono le CPU RISC che Apple ha utilizzato nei suoi computer prima di passare a Intel.

Il PowerPC 750 era un processore single-core a 233MHz e, rispetto alle frequenze multi-core da 5,0GHz-plus che i moderni chip possono raggiungere, 233MHz è incredibilmente lento. Ma il 750 è stato il primo a incorporare la "predizione delle diramazioni", che è ancora utilizzata oggi nei processori moderni. Fondamentalmente, l'architettura della CPU sta facendo un'ipotesi plausibile su quali istruzioni la CPU elaborerà per migliorare l'efficienza. Più informazioni vengono elaborate, più il chip riesce a prevedere cosa deve fare dopo.

Ad ogni modo c'è una grande differenza tra la CPU dell'iMac e quella all'interno del rover Perseverance. BAE Systems produce la versione resistente alle radiazioni del PowerPC 750, soprannominato RAD750, che può resistere da 200.000 a 1.000.000 di Rad e temperature comprese tra -55 e 125 gradi Celsius. "Una particella carica che corre attraverso la galassia può passare attraverso un dispositivo e provocare il caos", ha detto a NewScientist James LaRosa della BAE Systems. "Può causare rumore elettronico e picchi di segnale all'interno del circuito".

naasa

Ma perché si è scelto un processore così vecchio? "Non è importante la velocità, quanto la robustezza e dobbiamo assicurarci che funzioni sempre" ha dichiarato Matt Lemke, vice-direttore della NASA. Attualmente, il RAD750 alimenta circa 100 satelliti in orbita attorno alla Terra, che includono GPS, immagini e dati meteorologici, nonché vari satelliti militari.

Fonte: Gizmodo

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Claudia Marchetto

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