EA brevetta una nuova tecnologia per analizzare la difficoltà nei videogiochi

Il concetto di difficoltà potrebbe cambiare parecchio nei prossimi anni.

Electronic Arts ha brevettato una nuova tecnologia che consentirebbe di valutare la difficoltà di un videogioco durante lo sviluppo. Ciò permetterebbe potenzialmente a EA di utilizzare questa tecnologia durante i beta test dei suoi giochi e affinare più da vicino la difficoltà di ogni gioco.

Ci sono state molte discussioni sulla difficoltà dei videogiochi negli ultimi dieci anni. Con l'uscita di Demon's Souls nel 2009 e Dark Souls nel 2011, il concetto di difficoltà è cambiato e l'accettazione della sfida come aspetto del design ha assunto un ruolo più importante.

La nuova tecnologia di EA mira a utilizzare l'intelligenza artificiale per simulare rapidamente l'esperienza di gioco all'interno di un titolo e quindi determinare il livello di difficoltà in base a una serie di parametri. Sebbene la ricerca di livelli estremi di difficoltà nei giochi sia un aspetto importante che l'IA cercherà, la tecnologia brevettata considera la difficoltà in diversi modi. In particolare, non cerca solo livelli di difficoltà alti e bassi, ma anche picchi o cali di grandi dimensioni.

In particolare, il testo nel brevetto suggerisce che "difficoltà incoerenti tra i vari aspetti" di un gioco potrebbero far perdere interesse ai giocatori e che se un livello è molto più difficile di altri livelli, una "vasta maggioranza" di giocatori potrebbe fallire nel completarlo e di conseguenza potrebbe "perdere interesse per l'intero videogioco".

Mentre gran parte della conversazione su giochi come Demon's Souls e Returnal riguarda alti livelli di difficoltà, il brevetto di EA considera anche la bassa difficoltà come una questione altrettanto importante, suggerendo che gli utenti perdono interesse quando il livello di difficoltà è troppo basso.

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Questo brevetto di Electronic Arts potrebbe certamente rivoluzionare il modo in cui gli sviluppatori non solo affrontano le impostazioni di difficoltà nei videogiochi, ma potrebbe anche vedere un nuovo "snellimento" nel processo di beta testing. Il brevetto suggerisce che il beta testing è spesso impreciso a causa di una "piccola dimensione del campione" e che gli utenti che sono molto migliori dei giocatori medi potrebbero distorcere la valutazione dello sviluppatore. Sebbene l'utilizzo dell'intelligenza artificiale per ottenere una comprensione più complessa della difficoltà dei videogiochi possa essere un ottimo strumento di test, sembra un po' inquietante per coloro che lavorano come tester professionisti.

Fonte: Gamerant.

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Matteo Zibbo

Matteo Zibbo

Redattore

Appassionato di videogiochi e musica (quella più rumorosa e veloce possibile), ha un'insana passione per i GdR occidentali che gli sta condizionando l'esistenza.

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