Mass Effect: Legendary Edition - recensione

“Sarà leggen...non ti muovere...dario!”

Capolavoro. Il dizionario Treccani definisce il termine 'capolavoro' come la migliore in una serie di opere di un artista, di uno scrittore, o di un'età, di una scuola e via discorrendo. E quante volte avete sentito associare questo termine alla saga di Mass Effect?

Per molti l'epopea spaziale del comandante Shepard e della SSV Normandy è stato il culmine dell'esperienza di BioWare, una software house leggendaria, artefice di titoli indimenticabili come i primi Baldur's Gate, Jade Empire, Star Wars Knights of the Old Republic e Dragon Age.

Eppure c'era qualcosa di speciale in Mass Effect, un fuoco di rara brillantezza, un'anima viva e tangibile che riusciva a esplorare efficacemente qualsiasi variante cromatica dello 'spettro emozionale', per utilizzare una citazione fumettistica.

Nei circa cinque anni intercorsi tra l'uscita dell'originale Mass Effect nel 2007 e l'epilogo della trilogia del 2012, BioWare ha saputo eccellere nel difficile intento di tratteggiare un universo narrativo sci-fi vasto e articolato, basato su una mitologia talmente particolareggiata che poco aveva da invidiare a mostri sacri della cinematografia come Star Wars o Star Trek.

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Il primo Mass Effect è quello che ha beneficiato maggiormente dell'opera di restaurazione svolta da BioWare.

Insomma, si trattava di un brand action-RPG sulla bocca di tutti, un autentico pilastro del genere che non poteva essere ignorato da chiunque si professasse amante dei videogiochi o della fantascienza in generale.

Poi, però, gli anni sono passati, le generazioni si sono avvicendate e, complice una conclusione un po' affrettata e un quarto capitolo apocrifo denominato Andromeda, ripudiato da molti dei fan storici, il nome di Mass Effect è finito un po' nel dimenticatoio, come se fosse stato solo un piacevole ricordo ormai seppellito tra le pieghe del tempo.

Del resto anche la stessa BioWare non gode più della stessa abbagliante reputazione di qualche anno fa: il mezzo passo falso di Andromeda, il completo disastro di Anthem e l'abbandono da parte di alcuni dei senatori sembravano precedere l'addensarsi di nubi oscure sul futuro dello studio canadese. Quel fuoco di cui parlavamo, però, è sempre lì, silenzioso, in attesa della proverbiale scintilla che lo trasformerebbe nell'incendio che tutti avevamo imparato a conoscere e ad amare. E quella scintilla è finalmente arrivata.

A quasi 10 anni di distanza dal capitolo finale della trilogia della Normandy, BioWare ed Electronic Arts si apprestano a lanciare Mass Effect: Legendary Edition, una raccolta rimasterizzata dei primi tre capitoli della saga con il preciso obiettivo di aggiornare il comparto ludico ed estetico dei tre giochi, riavvicinando lo zoccolo duro degli appassionati e aprendo le porte ad una nuova generazione di videogiocatori che, finalmente, potrà godersi una delle avventure spaziali più belle ed emozionanti di tutti i tempi.

La trama, per chi non lo sapesse, è ambientata nel 22° secolo e narra la storia di un futuro lontano in cui l'umanità ha scoperto le rovine di un'antica civiltà su Marte recuperando degli strani manufatti sulla superficie del pianeta rosso e scoprendo il portale galattico Caronte. Col passare degli anni, i ricercatori intuiscono che si tratta di una tecnologia mai vista prima sulla Terra, qualcosa di incredibilmente potente che potrebbe tradursi in un enorme balzo in avanti per le conoscenze scientifiche della razza umana.

Nel giro di pochi decenni, infatti, l'uomo ha assunto un ruolo di primo piano nell'esplorazione galattica stringendo accordi con altre razze aliene sparse negli angoli della Via Lattea e fondando un'Alleanza Spaziale con le altre popolazioni dell'universo. Il comandante Shepard è un eroe di guerra, un uomo tutto d'un pezzo recentemente richiamato in servizio per indagare sulla presenza di una sonda Prothean (la razza scomparsa che abitava il suolo marziano) su Eden Prime, un piccolo pianeta che rappresenta il fiore all'occhiello della colonizzazione umana.

Una volta giunti sul posto, però, Shepard e la sua squadra vengono coinvolti in una cospirazione su larga scala che potrebbe scuotere la pace interplanetaria fin nelle fondamenta. Inizia qui un'autentica odissea galattica che poterà l'equipaggio della Normandy ad affrontare un nemico apparentemente imbattibile che da oltre 50.000 anni scruta l'evolversi della politica spaziale nell'attesa di sferrare un poderoso colpo colpo di grazia e reclamare l'egemonia sull'universo.

Riassumere in poche parole quella che, senza dubbio, è uno degli intrecci narrativi più avvincenti e ben scritti dell'intero medium videoludico senza incorrere in alcun tipo di spoiler non è cosa facile, ma vi basti sapere che i tre episodi di Mass Effect inclusi nella Legendary Edition vi porteranno a spasso tra le stelle raccontando una vicenda dai toni solenni, una storia di eroismo e di sacrificio in cui al giocatore viene concesso l'onore (e l'onere) di scegliere gli sviluppi e di decidere le sorti di quasi tutti gli attori coinvolti.

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Le sezioni a bordo del veicolo di esplorazione Mako sono state sensibilmente alleggerite.

Sì, perché in Mass Effect le scelte che compirete durante il vostro viaggio si ripercuoteranno sul destino della galassia pertanto sarà fondamentale ponderare con attenzione ciascuna delle vostre scelte per non causare gravi incidenti diplomatici o rischiare di scatenare una guerra planetaria.

Emblematica, in tal senso, l'implementazione di un sistema di dialoghi a scelta multipla che garantisce una totale libertà di espressione nell'impersonare il comandante Shepard: potrete decidere di essere il paladino senza macchia e senza paura di cui si parla in tutta la galassia oppure un autentico rinnegato, il flagello della Via Lattea, la scelta spetta soltanto a voi.

Per il resto, la struttura ludica dei primi tre Mass Effect è rimasta sostanzialmente inalterata per questa Legendary Edition, al netto di alcune piccole accortezze volte a rendere più omogenea l'esperienza nella progressione tra i tre capitoli e a limare definitivamente alcune delle più celebri criticità.

Partiamo dal capostipite della saga, l'episodio che più di ogni altro ha beneficiato dell'opera di make-up compiuta da BioWare ed Electronic Arts. Dal punto di vista tecnico è stata posta una cura maniacale sull'aggiornamento dei modelli dei protagonisti, ora molto più dettagliati e definiti.

La corazza di Shepard, ad esempio, sfoggia una più accurata riproduzione dei materiali di cui è composta nonché effetti di riflessione della luce piuttosto piacevoli. Meno convincenti, invece, le animazioni facciali dei vari personaggi che tradiscono l'età avanzata del prodotto mostrando delle reazioni dei personaggi che sfociano in situazioni a volte davvero esilaranti.

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Il secondo e il terzo capitolo della trilogia sono quelli invecchiati meglio, sotto il profilo estetico ma BioWare ne ha migliorato ulteriormente l'impatto visivo, con questa remaster.

Discorso un po' diverso per le razze aliene come i Geth, i Quarian o i Turian che, non dovendo sottostare alle regole della costruzione dei volti umani, possono godere di geometrie molto più nette e gradevoli rispetto al passato senza dover rinunciare all'estetica classica che li ha resi indimenticabili.

Ottimo anche il lavoro svolto sull'ammodernamento delle ambientazioni che ostentano un'illuminazione globale sensibilmente migliorata ed una palette cromatica più vivace e vibrante che contribuiscono a creare scorci di una bellezza aliena di cui è impossibile non innamorarsi.

L'opera di BioWare, tuttavia, non si limita soltanto all'aspetto estetico del prodotto ma anche, come dicevamo, alla risoluzione di alcuni difetti storici della serie che sono stati finalmente ricalibrati per ottenere la migliore esperienza possibile. I tempi di caricamento, dapprima davvero prolissi, soprattutto nelle fasi di intermezzo tra le zone, sono stati ridotti all'osso ed ora occorrono solo un paio di secondi per raggiungere la destinazione indicata. Dimenticate i lunghi minuti passati ad attendere nell'ascensore: la Legendary Edition ha completamente sradicato il problema.

Il sistema di combattimento è stato notevolmente alleggerito grazie ad un nuovo bilanciamento dell'arsenale che richiede meno tempo per il raffreddamento di armi e abilità e ad un HUD più in linea con quella dei capitoli successivi che consente di tenere sempre sott'occhio l'andamento della battaglia. Insomma, l'obiettivo era quello di rendere il primo Mass Effect più fluido e dinamico in modo da omologarlo ai suoi successori e BioWare c'è riuscita appieno. Rimane comunque il più 'ruolistico' e meno action dei tre ma abbiamo apprezzato la volontà di ritoccare alcune complicazioni superflue.

Anche le fasi di guida a bordo del veicolo Mako, un vero e proprio incubo nel capitolo originale della serie, sono state riviste e corrette in modo da rendere la conduzione del mezzo più agevole e meno frustrante, soprattutto nelle zone più anguste.

Peccato solo per l'IA che mostra inconfutabilmente i segni del tempo: capita spesso di vedere i nemici che corrono all'impazzata verso di noi senza adottare alcun tipo di strategia, quasi come fossero impazienti di raggiungere la loro inevitabile fine. Si tratta pur sempre di un gioco di quasi quindici anni fa, in fondo.

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Le ambientazioni godono di un'illuminazione globale notevolmente superiore rispetto al passato, oltre che di una palette cromatica più accesa e vibrante.

Mass Effect 2 e 3, dal canto loro, complici gli anni in meno sulle spalle, hanno conservato gran parte delle caratteristiche del loro gameplay subendo un'operazione di lifting estetico alquanto convincente. Al di là delle migliorie alle texture, all'illuminazione globale, all'effettistica e ai modelli dei personaggi, Mass Effect Trilogy Edition può vantare un upgrade della risoluzione fino a 4K e un frame-rate granitico bloccato sui 60fps. Davvero una gioia per gli occhi.

Nota a margine per i DLC: il pacchetto di Mass Effect Legendary Edition comprende quasi 40 contenuti scaricabili tra cui alcune espansioni immortali come Overlord e Leviathan che vanno a incrementare esponenzialmente il già cospicuo monte ore richiesto per portare a termine i tre episodi.

Buono anche il lavoro svolto sul sonoro che mantiene il doppiaggio originale in italiano (con Claudio Moneta che interpreta Shepard nel primo capitolo e Giacomo Zito che lo sostituisce nei successivi) ma gode di una rinnovata equalizzazione che consente di usufruire del gioco anche sui più moderni sistemi audio in commercio senza compromessi in termini qualitativi.

In definitiva, Mass Effect: Legendary Edition è, senza mezzi termini, il miglior modo di affrontare le avventure di Shepard e la Normandy su console. Il lavoro svolto sul miglioramento del comparto grafico e sull'aggiornamento dei sistemi di gioco della trilogia ci hanno colpito in senso positivo. Certo, il primo capitolo inizia a mostrare i segni del tempo che passa sotto il profilo della IA e della struttura ludica ma, una volta superato lo scoglio iniziale, ciò che avrete tra le mani è una delle esperienze action-RPG più celebri e apprezzate della storia dei videogiochi.

Se non avete mai sperimentato Mass Effect sulla vostra pelle o se aspettavate solo il momento giusto per fare un viaggio tra i ricordi, questa è la remaster che stavate cercando.

8 /10

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Riguardo l'autore

Riccardo Cantù

Riccardo Cantù

Redattore

Nato nel 1993, Riccardo ha coltivato, negli anni, una passione smodata per tutto ciò che è entertainment. Videogiochi, cinema, fumetti, musica e letteratura sono il suo pane quotidiano e ama le lunghe discussioni riguardanti queste tematiche.

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