World's End Club - recensione

Un mistero da risolvere.

World's End Club, sviluppato da Too Kio Games, è la nuova opera di Kotaro Uchikoshi e Kazutaka Kodaka, due eccentrici autori che in passato hanno conquistato i giocatori più appassionati con alcuni titoli sopra le righe sospesi in diversi generi della cultura pop, capaci di raccontare storie particolareggiate e ispirate.

Anche stavolta hanno estratto dal cilindro dell'originalità un videogioco diverso dal solito, che abbraccia differenti stili di gameplay incastrando una trama divertente e assuefacente, indimenticabile per certi aspetti.

Impersoniamo i panni di Reycho, un bambino delle elementari in gita scolastica con i suoi compagni di classe che fanno parte del Club dei Temerari, un gruppetto di amici ben assortito e vivace che si ritrova casualmente in un Gioco del Destino all'interno di un luna park subacqueo, subito dopo che un meteorite ha colpito il suolo terrestre.

La scolaresca viene accolta da Pielope, un personaggio che ricorda vagamente Saw l'Enigmista, mettendoci inizialmente gli uni contro gli altri per non lasciarci fuggire dalla prigione sottomarina.

Senza fare spoiler, la trama si evolve adagio, prendendosi il proprio tempo per ingranare, riuscendo a mantenere un alto livello qualitativo. I dialoghi sono scritti egregiamente e ci permettono di conoscere i vari protagonisti del Club dei Temerari, caratterizzati con cura e umanità. Se ci sono da fare i complimenti al team nipponico, è per la scrittura mai invadente e neanche scontata: ogni personaggio ha una sua debolezza, che tiene ben nascosta per non mostrarsi fragile agli occhi degli altri compagni.

World's End Club è un'avventura dinamica che si concentra in maniera preponderante sulla trama e i dialoghi con le tipiche animazioni giapponesi in stile anime, diramandosi in bivi e strade secondarie nella narrazione, in cui possiamo intraprendere delle scelte differenti. Però World's End Club è molto di più: è un videogioco che ha due anime nonché un preciso stile di gameplay, che si scopre avanzando nella storia principale.

La mappa del Giappone, che possiamo selezionare dal menù delle opzioni, ci permette di capire dove siamo, qual è la prossima missione e quanto è distante Tokyo, che rappresenta la nostra unica tappa per capire se qualcuno è sopravvissuto all'impatto del meteorite.

Superate delle sezioni della storia, possiamo fermarci al campo in prossimità delle città e dei luoghi d'interesse per interagire con i membri del Club dei Temerari così da conoscerli meglio, dedicandoci successivamente alla vera e propria azione in salsa platform in 2D nelle diverse località di spicco del Giappone.

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Una gita rilassante, un viaggio in autobus da ricordare e i nostri amici. Cosa può andare storto?

Il gameplay è semplice e preciso, con delle fasi platform molto divertenti. A renderle ancora più originali quando le affrontiamo sono le diverse abilità dei protagonisti, che sblocchiamo avanzando nell'avventura. I loro poteri si risvegliano quando affrontano dei momenti tristi del loro passato, che non riescono a dimenticare o a mettere da parte. Si dissociano dal mondo per non soffrire, rifiutandosi di accettare che i loro genitori siano morti mantenendo inalterata la speranza che possa esserci un futuro per l'umanità, oltre che per loro.

Non solo il gioco offre una storia con dei personaggi umani seppure anagraficamente piccini, ma incastra ottimamente un gameplay lineare e godibile, che però non ci ha fatto urlare al miracolo.

Reycho può lanciare massi e oggetti alla velocità della luce mentre Chuko è in grado di sputare fiamme subito dopo aver ingurgitato le Karamucho, delle patatine molto piccanti quanto il carattere della protagonista. Ma non finisce qui, perché i talenti degli altri personaggi sono diversi e fondamentali, in particolare nei livelli più intricati, sempre differenti e con sfide appaganti.

Non mancano i rompicapi, che portano via un bel po' di tempo se non prestiamo particolare attenzione ai dettagli durante le conversazioni. A meno che non le abbiate già affrontate e vogliate andare dritti al sodo, vi consigliamo di non saltarle. Gli enigmi possono richiedere alcuni minuti per essere risolti, sebbene non siano complessi né impossibili come appaiono. Meglio ragionarci a fondo, magari consultando l'albo e rivivendo un livello dalla mappa di gioco.

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Non mancano momenti emozionanti, da ricordare e fare propri.

Il level design è basilare e lineare. Possiamo raccogliere oggetti e collezionabili che possono infoltire il nostro inventario e il quaderno che troviamo nel menù delle opzioni. In caso non ricordassimo qualche membro del Club dei Temerari, abbiamo la possibilità di consultare un taccuino con tutti i nomi dei protagonisti e le loro abilità specifiche.

I boss non risultano affatto impegnativi e complessi; hanno invece un design curato, che ci sentiamo di lodare soprattutto per l'originalità. Per affrontarli è sempre meglio imparare i pattern d'attacco, utilizzando l'abilità al momento giusto e colpendo una volta che hanno le difese abbassate, portando così l'esito dello scontro a nostro favore.

Il ritmo di gioco è lento ma ve lo abbiamo già detto. Non basta soltanto una run per scoprire le sfaccettature di questa nuova avventura del team nipponico, che rimane fedele a sé stesso e alla propria idea di videogioco.

In NieR Replicant per scoprire tutte le conclusioni occorre ricaricare il salvataggio a metà avventura, e con World's End Club capita lo stesso, con la sola differenza che c'è solo un altro finale alternativo rispetto a quello che abbiamo già affrontato. Oltre ad aumentare le ore di gioco, è un'ottima aggiunta per chi non voglia lasciare troppo presto il Club dei Temerari. La longevità comunque si attesta sulle venti ore, sfiorando persino le ventidue se si decide di ripercorrere alcuni scenari.

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Dal taccuino possiamo nel menù delle opzioni possiamo conoscere meglio i nostri protagonisti e le loro abilità.

Sul lato tecnico non c'è nulla da eccepire: il titolo gira fluidamente su Nintendo Switch Lite, con un sonoro semplice ma comunque apprezzabile. In certe occasioni abbiamo riscontrato qualche problema di input lag, che però non ha influito negativamente sulla sua godibilità. La direzione artistica dei livelli è ispirata, colorata e vivace e possiamo immergerci in scenari iconici ammirando il Monte Fujio passeggiando per le periferie di Osaka e Kyoto,

World's End Club si colloca nel mercato come un titolo facile da approcciare e apprezzare, sebbene non osi a sufficienza e si limiti fin troppo. Preferisce andare sul sicuro, raccontando però una storia emozionante e convincente, che commuove dall'inizio alla fine. Considerando il risultato finale, è una spesa che si può fare a cuor leggero visto il prezzo di lancio fissato a 39,99 euro.

Se il Giappone scorre potente in voi, adorate i manga e gli anime e fate incetta di titoli nipponici ogni volta che potete, non fatevi sfuggire questa nuova avventura.

7 /10

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Riguardo l'autore

Nicholas Mercurio

Nicholas Mercurio

Redattore

Classe '95, Nicholas ama i videogiochi difficili e gli RPG, non disdegna gli indie e fa incetta di titoli ogni volta che può, per riempire la sua preziosa collezione. Uno scapestrato, in tutto e per tutto.

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