NEO: The World Ends with You - prova

Ricomincia il Gioco degli Shinigami!

Nel corso degli ultimi anni ci sono state diverse voci e conti alla rovescia riguardanti un sequel di The World Ends with You, spesso sfociate in semplici porting, remake dal gameplay smorzato o prodotti di contorno. Persino l'apparizione di Neku in Kingdom Hearts: Dream Drop Distance non è stata in grado di risvegliare la Shibuya videoludica dal suo torpore. Fino ad oggi. NEO si preannuncia infatti come il grande ritorno dell'IP che tutti i fan attendevano.

Da luglio 2021, ben tredici anni dopo il primo Gioco degli Shinigami, il nuovo protagonista Rindo parteciperà alle sfide dei Game Master, pronto ad attraversare l'incrocio più famoso del Giappone, sotto la Torre 109. Il teatro dell'avventura sarà infatti una Shibuya alternativa, modaiola quanto quella reale ma con qualche elemento fuori posto e assurdo. I Mietitori ordiranno il solito susseguirsi di sfide a tempo e giochi logici, una via di mezzo tra contrappassi alla Saw e altri giochi della morte che tanto piacciono in Giappone (da Gantz a Dangan Ronpa).

Il primo The World Ends with You (pe abbreviare TWEWY), per chi se lo fosse perso, è stato uno degli action-RPG più atipici e carismatici dell'epoca, con un game design (di Hiroyouki Itou) capace di valorizzare pienamente l'hardware del DS. Innanzitutto, il combattimento avveniva sui due schermi, controllando due personaggi in contemporanea. Lo stilo gestiva i poteri e il movimento di Neku mentre il D-Pad e i pulsanti quelli dell'alleato. Alcuni attacchi li si scagliava sfruttando il microfono e generando, per esempio, vento e fiamme.

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Qualche vecchia conoscenza è parte del nuovo cast. Che ruolo avrà l'iconico Sho Minamimoto?

La direzione artistica era curata da Tetsuya Nomura e Gen Kobayashi. Alla colonna sonora Takeharu Ishimoto (Final Fantasy Type-0), con tanto di pezzi cantati da diversi artisti del panorama J-Pop e J-rap. Un comparto tecnico e artistico eccezionale, in meno di 512 MB. L'intera operazione TWEWY mirava a fotografare atmosfere, sensazioni, visioni di un mondo di poco precedente al boom social, a cavallo del fantomatico Web 2.0. I mostri erano simili ai graffiti, avevano un che di underground, mentre alcuni personaggi non si scollavano mai dal proprio cellulare con sportellino stile LG.

Questa premessa non solo perché tutti questi nomi tornano alla carica (con Itou passato a Director), ma per dire che a NEO ci siamo approcciati con cautela (molta cautela) e con in mente quel che è stato il primo capitolo per tutti gli appassionati dell'universo Square-Enix. TWEWY poggiava infatti su solidissime basi tecniche, su un'ambientazione nuova e carismatica, su una trama capace di tenere sulle spine nel suo diventare sempre più intrecciata.

Durante la nostra prova abbiamo vissuto le prime due giornate di una nuova sessione del gioco degli Shinigami. Il ritorno dell'iconico Sho Minamimoto nel cast di personaggi, con il suo slang fatto di termini matematici, è il nostro punto di collegamento più evidente con il capitolo precedente. La trama, in ogni caso, è indirizzata anche ai nuovi giocatori: Rindo è infatti all'oscuro di tutto, nonostante alcune grandi rivelazioni sulla natura degli Shinigami e del Game Master siano nell'aria fin dai primi momenti.

Girando per le vie di questa neo-Shibuya, la sensazione è stata quella di tornare in un quartiere familiare, immutabile nella sua iconicità. Eppure, complice la resa 3D, tutto è più contemporaneo, più cibernetico e più vicino alle abitudini di oggi. E non solo perché sono scomparsi gli LG a favore degli smartphone.

NEO propone infatti un'estetica del Wi-Fi, del 5G, dell'ipervelocità. Da quel che abbiamo visto, i vicoli sono meno claustrofobici e le vie principali sono forse meno dark rispetto al predecessore. Ogni area della città trabocca di street style e la telecamera fissa (avete letto bene) rende l'esplorazione un piacere, almeno per gli amanti dei JRPG classici targati Square-Enix.

Ci sono texture dai colori accesi e filtri fumettistici per dare dinamicità a ogni scena (in cutscene da visual novel simili a quanto visto con TWEWY nel 2008). La colonna sonora ha qualche remix e dei nuovi pezzi che ben rendono l'atmosfera hip hop. NEO: The World Ends with You sarà in grado di far sentire i vecchi fan a casa ma ha decisamente il carisma per attrarne di nuovi. È meno sperimentale, a primo impatto, ma il secondo capitolo in fondo è quello in cui bisogna definire un franchise. NEO sceglie di aggiornare una formula che abbiamo incontrato soltanto tredici anni fa, ma non la snatura.

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Tornano le spille. Ognuna ha un comando associato, un'affinità elementale e al level cap può evolvere.

Come è cambiato il gameplay, adesso che non ci sono più né stilo né doppio schermo? La prima cosa che salta all'occhio è il party. Rindo è accompagnato da più alleati per volta, facenti parte della sua gang. Nella nostra prova avevamo sia Sho Minamimoto che l'amico Fret: Rindo, al contrario di Neku, è infatti molto socievole. Se il movimento e il targeting dei personaggi ricordano Kingdom Hearts per fluidità, l'IA non esiste, perché controllerete tutti i personaggi simultaneamente. E meno male, perché si sa: Paperino non lancia le cure.

In NEO ogni personaggio ha una spilla (un potere psicocinetico) da livellare. Ogni spilla è associata a un tasto e se utilizzata va in cooldown. Il combattimento è quindi una danza di posizionamento e attacchi, da combinare ritmicamente così da scatenare delle reazioni a catena e attivare un potere finale distruttivo. Una combo di magie ed elementi esplosivi. Con Rindo abbiamo usato una lama psichica e alternavamo, con Fret, attacchi a distanza con spuntoni di ghiaccio. Sho nel mentre caricava i suoi calci volanti distruttivi, pochi ma poderosi.

Visivamente spettacolare, il sistema di combattimento è incentrato proprio sul concetto di Combo. Una pecca è che, a difficoltà Normale, almeno agli inizi NEO ha fin troppi automatismi e rasenta il keysmash. Per fortuna, la difficoltà si potrà cambiare in corso di gioco e questo influenzerà tipologia e frequenza dei drop. Questo, per chi ricordasse, è un altro elemento che già caratterizzava il primo TWEWY. Esplorando i menù, inoltre, abbiamo contato la presenza di ben 333 poteri psichici. Una varietà da non sottovalutare.

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L'indicatore azzurro (Drop the beat) indica che è il momento di cambiare attacco per poter dare il via a una combo.

Delle meccaniche di esplorazione val la pena citare lo Scan mentale, che attiva i combattimenti casuali e la possibilità di leggere nella mente dei passanti. Fret può ripristinare la memoria degli NPC con il suo particolare potere telepatico, ma il tutto si risolve in un minigioco non proprio necessario. Un po' come l'immancabile serratura da scassinare nei giochi di ruolo o negli open world occidentali, in questo caso si dovranno calibrare i due analogici fino a raggiungere una posizione ben precisa (l'abbiamo già visto nei Batman: Arkham).

Nonostante il combattimento sia stato riadattato per sistemi di gioco più tradizionali, NEO è in tutto e per tutto The World Ends with You. Finalmente abbiamo sia un anime della prima serie che un sequel videoludico, una rinascita insperata che forse darà vita a un franchise più continuativo. Nomura è riuscito a creare un po' di rumore intorno a questo nuovo lancio ma non è ancora chiaro se l'ipotesi del multiverso o nuovo crossover con Kingdom Hearts sia da confermare o meno.

Certo, non parliamo di un gioco con lo stesso budget di Kingdom Hearts e la grafica ha più stile che poligoni. Ma in ogni caso NEO ci ha fatto una prima buona impressione. Scimmiottando il titolo originale della versione nipponica, ci siamo ritrovati in un "mondo meraviglioso". Per adesso siamo entusiasti, ma sapremo soltanto in sede di recensione se trama e gameplay saranno in grado di reggere la maratona che ci si aspetta da un action-RPG.

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Riguardo l'autore

Antonino Fiore

Antonino Fiore

Redattore

Classe 1993, in squadra dal 2018. Ha scoperto i videogiochi con i floppy dell’Amiga e da allora vive, sbalzato temporalmente, una generazione indietro. Dalle avventure grafiche agli horror, è un accanito retrogamer e un vorace escapista. Con gli anni ha realizzato d’essere, più che altro, un semplice Homo Ludens. Megaman e Suikoden sono i suoi punti deboli.

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