Battlefield 2042 - anteprima

Il futuro degli sparatutto è qui.

Se vi trovaste nei panni di uno sviluppatore, impegnato a costruire il nuovo capitolo di una celebre e longeva serie di videogiochi, scegliereste la strada della tradizione, affidandovi a quello che la community ha imparato a conoscere e ad amare nel corso degli anni, oppure sentireste vostra la responsabilità di innovare, e in certi casi stravolgere quei canoni che resero la saga leggendaria, con l'obiettivo di lanciarla verso nuovi orizzonti?

Questo è pressappoco il dilemma che deve affrontare qualsiasi game director alle prese con una nuova iterazione di una dinastia videoludica, e nonostante non ci sia una risposta universalmente corretta a questa domanda, negli anni molti studi hanno dato la loro personale interpretazione di questo complesso enigma.

Se state leggendo queste righe, significa che l'evento di presentazione di Battlefield 2042 si è appena concluso, e che siete anche voi curiosi di scoprire cosa DICE abbia scelto tra innovazione e tradizione per il nuovo capitolo della sua storica serie di sparatutto.

Non sappiamo realmente quanto DICE vorrà esporsi durante l'evento del 9 giugno, ma la buona notizia è che abbiamo tutte le risposte alle vostre domande dal momento che ci è stata offerta l'opportunità di partecipare a un evento a porte chiuse durante il quale sono stati gli stessi sviluppatori a illustrarci tutte le ragioni che rendono il nuovo Battlefield il più grande e il più spettacolare di sempre.

Per certi versi, già il nome che lo studio di Stoccolma ha scelto per il suo shooter va in direzione della discontinuità. Dopo la digressione storica che ci ha portato sui campi di battaglia della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, in molti si aspettavano che il nuovo Battlefield sarebbe tornato alle origini offrendo un'esperienza piuttosto simile a quella dei due capitoli della serie che sono generalmente considerati i migliori, Battlefield 3 e Battlefield 4, che offrivano un contesto abbastanza realistico senza lanciarsi del tutto in distopici scenari di fantapolitica.

Invece di abbracciare uno scenario contemporaneo, DICE ci racconta di un futuro non poi così lontano, in cui la carenza di risorse ha fatto fallire la maggior parte degli stati nazionali e portato il mondo sull'orlo del baratro, mentre una guerra totale tra USA e Russia infuria sullo sfondo. Questo scenario si lega a doppio filo col concept che il team ha voluto porre alla base di tutta l'infrastruttura ludica di Battlefield 2042, che avrà un impatto su tantissimi aspetti di questo atteso shooter.

Piuttosto che giocare nei panni di una delle due potenze, ogni soldato di questo nuovo Battlefield è un "No-Pat", un'esule che non ha particolari vincoli di lealtà ad una delle due fazioni. Le premesse narrative del nuovo titolo di DICE, che all'apparenza fanno solo da contorno a quello che sarà il gameplay vero e proprio, sono state al contrario erette con uno scopo ben preciso, quello di spianare la strada alle nuove meccaniche sandbox che saranno predominanti in questo nuovo capitolo della serie.

Vi ricordate quel celebre video di Battlefield 4 in cui un avvincente scontro tra caccia si concludeva con uno dei piloti che usciva dall'abitacolo per distruggere con un lanciarazzi il suo inseguitore? Ecco, nelle parole degli sviluppatori sono proprio questi frangenti di gameplay emergente, questi momenti "only in Battlefield", ad aver rappresentato il concept originale della nuova fatica del team svedese. Se nei precedenti capitoli queste situazioni si manifestavano grazie alla creatività dei giocatori, questa volta sarà direttamente il gioco a incentivarle.

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Battlefield 2042 ripartirà dal concetto di guerra totale: si combatte nei cieli, sul mare e nel fango.

L'ambiziosa dichiarazione d'intenti della software house si concretizza attraverso l'introduzione della prima, importantissima novità che farà il suo esordio in Battlefield 2042, che riguarda il sistema dei loadout che avevamo imparato a conoscere in tutti gli ultimi esponenti della serie. Le classi, così come le conoscevamo, scompariranno definitivamente per fare posto agli specialisti, dei personaggi con gadget e perk unici che avranno la libertà di equipaggiare qualsiasi tipologia di arma.

La scelta, che ricorda da vicino quella intrapresa da alcuni Call of Duty dell'era moderna, è di una magnitudo inimmaginabile, poiché va a sconvolgere le fondamenta sulle quali il gameplay dei Battlefield si era sempre sorretto. Gli specialisti, ben 10, saranno solo leggermente ispirati alle vecchie classi, e potranno utilizzare in combattimento alcuni oggetti che per quello che abbiamo visto, rischiano di tradursi in un Battlefield significativamente più arcade rispetto alle precedenti iterazioni.

Ad esempio, durante l'evento ci è stato presentato Webster Mackay, ispirato alla classe Assalto, che avrà dalla sua un rampino con cui raggiungere velocemente porzioni sopraelevate della mappa come tetti e impalcature. Boris, invece, sarà un analogo della classe Geniere e potrà schierare delle torrette anti-fanteria, mentre nei panni di Maria Falck (Supporto) potremo curare i compagni a distanza grazie una pistola stim. Infine, Casper è il più classico degli Scout ed è dotato di un drone da ricognizione che oltre a poter essere controllato manualmente ha anche una funzione di volo statico per permettergli di individuare i nemici in completa autonomia.

Ciascuno specialista non avrà alcun limite nella personalizzazione del proprio inventario, e se in passato alle classi erano precluse alcune categorie di armi e altri oggetti, sarà possibile scendere in azione abbinando a Maria Falck un fucile di precisione ed una cassa di munizioni. Anche se gli altri 6 specialisti rimangono al momento coperti dal mistero più totale, dando un'occhiata al materiale che ci è stato mostrato durante l'evento ci è stato possibile identificare i gadget di almeno altri due personaggi: uno sembra poter schierare un cane robot non molto diverso da quelli intravisti nei video di Boston Dynamics, mentre l'altro avrà la possibilità di coprire grandi distanze in volo grazie a una tuta alare.

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Le mappe, le più grandi di sempre, saranno sconvolte da colossali disastri ambientali.

L'arrivo degli specialisti incarna naturalmente la volontà di DICE di aggiornare il gameplay del suo sparatutto dopo anni di conservatorismo, eppure non possiamo negare il timore che le nuove abilità in possesso dei giocatori non faranno altro che rendere più disordinato, caotico e arcade un gameplay che al netto di alcune eccezioni, era sempre rimasto saldamente ancorato a una percezione d'immersività e realismo.

Oltre a presentarci gli specialisti, l'evento ha fatto luce sul novero di contenuti che potremmo attenderci al lancio di Battlefield 2042, ed è stato interessante scoprire che il gioco si fonderà su tre diverse esperienze multigiocatore l'una diversa dall'altra. La prima, All-Out Warfare, ricalca i contorni del classico comparto multigiocatore di un Battlefield, con le modalità Conquista e Sfondamento che torneranno a rappresentare il cuore pulsante dell'offerta ludica messa in piedi da DICE.

Sebbene le modalità rimarranno pressoché le stesse di sempre, la nuova generazione del motore Frostbite ha permesso allo studio di consolidare quel salto evolutivo che i fan sognavano da anni. In Battlefield 2042, per la prima volta nella storia della serie le partite multigiocatore classiche accoglieranno su PC e console next-gen la bellezza di 128 giocatori, e questo traguardo implica inoltre che le mappe di questo capitolo saranno anche le più grandi di sempre.

Abbiamo potuto dare un fugace sguardo alle 7 ambientazioni previste al lancio del gioco, e tutto quel che possiamo dire è che ci sono sembrate tutte molto ispirate dal punto di vista artistico, offrendo ciascuna uno scenario bellico ben caratterizzato.

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Nonostante il setting futuristico, armi e veicoli non sembrano particolarmente lontani dai design moderni.

Dai grattacieli immersi nel verde di Kaleidoscope alla gigantesca Breakway ambientata in antartico, passando per i relitti navali di Discarded e per il colossale razzo che sovrasta Orbital, le mappe ci sono sembrate in assoluto la migliore proposta dell'intera presentazione, e non vediamo l'ora di poterle giocare dal vivo nei prossimi appuntamenti stampa.

Giusto per darvi un'idea delle dimensioni che le ambientazioni riescono a sfiorare in Battlefield 2042, la mappa Hourglass ambientata in una metropoli inghiottita dal deserto sarà grande circa 4 volte la mappa Hamada di Battlefield V, mentre Irreversible, la più grande del gioco, sarà circa il doppio di El Alamein di Battlefield 1942.

Come da tradizione, DICE sembra aver conservato l'accesa distruttibilità ambientale dei precedenti Battlefield e anzi, da quel che abbiamo potuto percepire il team è assolutamente persuaso a portarla a un nuovo livello. Stando alle parole degli sviluppatori, ogni mappa (o quasi) potrà essere sconvolta da giganteschi disastri ambientali come tornado e tempeste di sabbia, anche se rimane tuttora un mistero come essi influiranno sulle strutture e sugli edifici che incontreranno nel loro cammino.

Con l'introduzione delle mappe a 128 giocatori, DICE ha inoltre reimmaginato le dinamiche classiche di Conquista adottando un nuovo sistema che fin dalle sue premesse è riuscito a convincerci. In passato le ambientazioni erano punteggiate da obiettivi, e la squadra che ne riusciva a controllare di più era di solito quella che trionfava. Nel nuovo Battlefield, ogni mappa sarà divisa in settori che contengono a loro volta una manciata di obiettivi, e solo catturandoli tutti la squadra potrà ottenere l'intero settore.

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Com'era prevedibile, le mappe saranno caratterizzate da una forte verticalità.

Questa novità ha un impatto rilevante sull'andamento delle partite, poiché capiterà spesso di doversi costantemente riposizione per raggiungere quei settori che stanno per cadere in mano nemica. Proprio a partire dalle nuove dinamiche che emergono con l'introduzione di mappe più grandi, derivano altre due novità che rompono col passato della serie.

Immaginate di aver appena catturato un obiettivo in una sezione della mappa particolarmente sgombra di edifici, quando un membro della vostra squadra vi segnala che dalla parte opposta del campo da gioco un'area residenziale sta venendo catturata dal nemico. In Battlefield 2042, i giocatori potranno richiedere sul posto il lancio di un veicolo, utile a rispondere repentinamente ai cambi di fronte che spesso si manifesteranno nelle gigantesche mappe del gioco.

Pensatevi poi all'interno di questo mezzo, lanciato a velocità folle verso una nuova minaccia, consapevoli però che l'arma che avete utilizzato per avere ragione degli avversari a media-lunga distanza sarà del tutto inefficace negli spazi angusti di un grattacielo. DICE ha pensato bene di permettere ai giocatori di modificare gli accessori delle armi in qualsiasi momento, anche mentre sono in vita, dando la possibilità di cambiare mirini, caricatori e sottocanna senza che si debba necessariamente passare da un respawn.

Trattandosi di elementi del tutto inediti per la serie, non possiamo scommettere sul fatto che queste due innovazioni sapranno integrarsi a dovere nel gameplay di un Battlefield, eppure filtra un discreto ottimismo in merito ad esse.

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Siamo ansiosi di scoprire come cambierà il feeling di un match ora che le partite ospitano la bellezza di 128 giocatori.

Vi avevamo parlato di altre due modalità multigiocatore oltre a All-Out Warfare, e malgrado DICE non si sia sbottonata più di tanto nell'illustrarcele, siamo fortunatamente a conoscenza di qualche dettaglio preliminare su di esse. Accanto al classico comparto multigiocatore, Battlefield 2042 avrà una modalità nota come Hazard Zone, che ci è stata descritta come qualcosa di mai visto prima per i fan del franchise.

Hazard Zone, che non è in alcun modo un Battle Royale come ha tenuto spesso a ribadire il team di sviluppo, porrà il suo focus sul gioco di squadra e pare sarà caratterizzata da un'"alta posta in gioco", qualsiasi cosa esso significhi.

La terza e ultima modalità, che non ha ancora un nome ufficiale, sarà sviluppata da DICE Los Angeles e presentata soltanto il 22 luglio, all'EA Play 2021. Durante l'evento ci è stata presentata come quella su cui l'azienda ha più aspettative, ed è stata definita come una vera lettera d'amore dedicata a tutti i fan e ai veterani del franchise.

Con nostro rammarico, è del tutto esclusa l'eventualità di una campagna single player. Benché sia generalmente considerata dai più come sacrificabile, quelle del terzo e del quarto capitolo ci avevano fatto vivere momenti indelebili, ed è un peccato che con un setting così ispirato, non si potranno approfondire gli orrori di questo distopico futuro attraverso un'esperienza dal forte taglio narrativo.

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I veicoli, com'è ormai tradizione, saranno al centro dell'offerta ludica proposta da Battlefield 2042.

Il lavoro di DICE, è evidente, segue una tangente ben precisa, e incarna una piccola rivoluzione che potrebbe non essere però digerita facilmente dai fan storici della serie. Essendo del tutto sinceri, alcune di queste scelte non hanno saputo convincere nemmeno noi, mentre altre le abbiamo accolte con deciso entusiasmo poiché rappresentano non solo un'evoluzione fondamentale per Battlefield, ma qualcosa a cui l'intero genere di riferimento potrebbe guardare per trarre aspirazione.

Battlefield 2042 promette di essere il Battlefield più grande, esplosivo e spettacolare di sempre, oltre che uno shooter di dimensioni bibliche. E da quel che abbiamo visto, è sulla buonissima strada.

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Riguardo l'autore

Gianluca Musso

Gianluca Musso

Redattore

Si è appassionato ai videogiochi grazie al capolavoro Monkey Island, oggi massacra NPC nei GDR Bethesda. Qualcosa dev'essere andato storto!

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