Death's Door - prova

Un delizioso e ispirato action-adventure da quei pazzoidi di Devolver.

Se c'è di mezzo Devolver succede fin troppo spesso, bisogna farsene una ragione: l'amore a prima vista è in agguato. La compagnia che è salita agli onori della cronaca indie soprattutto dopo l'incredibile successo di un gioco diventato di culto come Hotline Miami, è ormai una forza impossibile da ignorare. Una forza che si muove in parallelo all'industria AAA in maniera dissacrante ed evidenziandone le storture quasi con una vera e propria campagna satirica che però non si poggia di certo solo sulle frecciate e sulla critica alle tante contraddizioni. Fortunatamente si poggia anche sui giochi. E che giochi.

Presentato durante un evento ID@Xbox e almeno al lancio esclusiva console di Microsoft, Death's Door è un action-adventure con visuale isometrica/dall'alto realizzato da un team tanto piccolo quanto da tenere d'occhio. Con il lancio fissato per il 20 luglio che si avvicina a grandi passi, abbiamo avuto l'occasione di provare con mano una versione preliminare del gioco che ci ha tenuto impegnati per circa 4 ore piene zeppe di combattimenti, personaggi assurdi, humour al punto giusto e tantissima esplorazione con l'obiettivo finale di sconfiggere il primo vero boss del gioco.

Va detto che l'interesse per Death's Door è alto non solo per il publisher Devolver ma anche per il team dietro al progetto. Il duo che forma il nucleo di Acid Nerve, Mark Foster e David Fenn, si trova infatti alle prese con la loro seconda fatica dopo l'ottimo Titan Souls e hanno deciso di puntare a un'esperienza molto più stratificata e complessa andando oltre la struttura da gioco boss rush (fatto solo di scontri contro boss) per abbracciare influenze di grandi classici come gli immortali The Legend of Zelda vecchia scuola.

La nostra prova è iniziata nei panni del piccolo protagonista pennuto, un "corvo mietitore" che si presenta a lavoro per soddisfare le richieste dei superiori e raccogliere l'anima la cui ora è ormai scoccata. Un lavoro di routine, nulla di particolare per un corvo come il nostro alter ego se non fosse che improvvisamente accade l'impensabile: un losco figuro apre dal nulla una porta sul campo di battaglia e ci ruba da sotto il naso...pardon becco, il nostro sudato bottino. Un corvo mietitore non può lasciare un lavoro in sospeso se non vuole rischiare di rimanere per sempre bloccato alla ricerca dell'anima invecchiando ed esponendosi a una spiacevole esistenza in balia del tempo e della morte.

Si è così innescata una caccia al ladro che già in questa prima porzione di gioco ci ha visto attraversare un buon numero di ambientazioni mettendoci faccia a faccia con nemici che sono stati poco più che carne da macello ma anche con miniboss, pericoli ambientali e boss capaci di mandarci senza pietà al creatore. La morte non è troppo punitiva ma ci costringe a riniziare dall'ultima porta presente nell'area, un vero e proprio portale che in parole povere fa da tramite tra il quartier generale dei corvi e le varie zone del mondo di gioco.

Per ora abbiamo già potuto scoprire un lugubre cimitero perduto ma anche una sfarzosa villa di una strega fissata con zuppiere e tegami assortiti che è stata a tutti gli effetti il primo boss principale di un'esperienza che a differenza di Titan Souls poggia decisamente più sull'esplorazione che sui combattimenti punitivi tipici dei boss rush game.

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Il corvo mietitore ha timbrato il cartellino.

Soprattutto nelle prime battute, Death's Door è un action dai ritmi tutt'altro che forsennati e che dedica molta attenzione all'esplorazione tra dungeon segreti e passaggi enigmaticamente inaccessibili. Sbloccando abilità e gadget particolari abbiamo già avuto la possibilità di tornare sui nostri passi per avventurarci in aree inedite e caratterizzate da puzzle legati proprio alle nostre rinnovate capacità. Fasi esplorative che per ora ci hanno regalato ottime sensazioni.

Siamo però consapevoli che dal punto di vista esplorativo questa è solo la punta dell'iceberg dato che dobbiamo incamminarci verso zone finora solamente accennate o intraviste e scoprire gadget che (come il rampino mostrato in diversi trailer) al momento non fanno parte del nostro arsenale. Un arsenale che si affida soprattutto a un'arma da mischia con cadenza di attacco, danni e numero di fendenti concatenabili da tenere in considerazione per incontrare al meglio il nostro stile di combattimento.

La spada per esempio è una buona arma, piuttosto standard per i corvi mietitori ma i pugnali invece sacrificano in parte il danno per una maggiore velocità di attacco e una serie di attacchi concatenabili raddoppiata. Poi c'è quel particolare ombrello abbandonato che come arma non sarà nulla di speciale ma sembra proprio avere un ruolo più importante di quel che potremmo pensare. Chi lo sa?

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Un'anima rubata e addio giornata di lavoro tranquilla!

Ad arricchire gli scontri una rotolata fondamentale per allontanarci dalle situazioni più pericolose e un attacco magico che per la maggior parte della nostra prova si è tradotto in una sorta di arco dai colpi limitati ricaricabili infliggendo danni da mischia o distruggendo casse e urne sparse per i livelli. Tutti elementi quelli citati finora che possono essere migliorati grazie a un accenno di componente ruolistica che ci permette di barattare le anime dei nemici eliminati con degli upgrade a diversi aspetti del nostro corvo.

Gli ultimi spezzoni di questo nostro primo assaggio ci hanno infatti dimostrato come quel combattimento partito con il freno a mano tirato possa raggiungere ritmi e difficoltà importanti che sicuramente sapranno impennarsi ulteriormente con nuove abilità e nuovi nemici da sconfiggere. Il tutto incastonato in un level design che regala alcune sezioni che tra puzzle e mostri mettono molta carne al fuoco e alzano il livello di difficoltà.

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Il Guardiano della Porta è il primo vero ostacolo.

Ma al di là di questo aspetto è soprattutto il mondo di gioco a incuriosirci e a destare buone impressioni. Sorretto da una narrazione che per quanto non sia l'elemento portante ha un buonissimo potenziale grazie a un lore ben ideato e a diversi comprimari folli e carismatici, il world building sa essere labirintico e complesso spingendoci a chiederci se non sia opportuno inserire una mappa di una qualche tipo per dare una mano nell'esplorazione.

La volontà degli sviluppatori sembra comunque quella di spingere i giocatori a perdersi in questo immaginario visivamente e artisticamente davvero delizioso incontrando npc surreali come un uomo costretto a vivere con una testa a forma di zuppiera a causa di una maledizione. Il comparto artistico è un ulteriore pregio di un gioco che anche nella semplicità del corvo protagonista sa esprimere stile e ispirazione. Tra grafica, animazioni, ricercatezza artistica, musiche ed effetti sonori si crea un insieme audiovisivo che si difende davvero bene.

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Non di solo boss è fatta la schiera di mostruosità pronte a farci la pelle.

Abbiamo solo scalfito la superficie di Death's Door e non vediamo l'ora di scoprirne ogni segreto e di padroneggiare ogni abilità, arma ed equipaggiamento utili per alzare l'asticella e l'appagamento alla base di combattimenti ed esplorazione. Proprio quando l'opera iniziava a ingranare sul serio abbiamo incontrato la fine della nostra prova e non ci resta che attendere l'uscita per la valutazione finale. Devolver Digital potrebbe avere tra le mani un action-adventure che strizza l'occhio a Zelda capace di meritarsi il ruolo di gemma di assoluto prestigio nel campionario di perle videoludiche del publisher di Hotline Miami e soci.

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Riguardo l'autore

Alessandro Baravalle

Alessandro Baravalle

Redattore

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.

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