Rust (Console Edition) - recensione

Uno spietato survival.

Rust è un nome temuto dagli appassionati di survival, da quegli hardcore gamer che adorano prenderle e darle, che non si tirano mai indietro e ne vogliono di più, sempre di più.

Sviluppato dai Facepunch Studios e pubblicato nel 2018, Rust rappresenta una delle esperienze survival più appetibili per i giocatori PC. Con la Console Edition, il team con sede a Walsall, in Inghilterra, porta la simulazione di sopravvivenza multiplayer più cattiva mai creata su PlayStation 4 e Xbox One, con un appetibile crossplay tra le due piattaforme.

Partiamo nudi e spaventati, con una roccia come unica arma e una torcia per illuminare quello che abbiamo attorno. Moriamo di fame, di sete, siamo da soli contro gli elementi della natura e l'imprevedibilità che solo un server online può offrici. Non è una passeggiata di salute, bensì un inferno brutale senza fiamme che può privarci della vita da un momento all'altro, in qualunque fantasioso modo possibile.

Rust è un survival ambientato in un'isola sperduta in un contesto post-apocalittico con una visuale in prima persona e un gameplay semplice ma datato. È sfortunatamente sprovvisto di un tutorial, che è di base imprescindibile nei videogiochi di sopravvivenza per non lasciare il giocatore alla mercé di sé stesso.

Con la roccia possiamo sradicare gli alberi per ottenere della legna, un materiale importantissimo per la costruzione degli strumenti di base come l'accetta e il piccone. Ovviamente con il tempo si deteriorano, quindi è necessario avere nell'inventario gli oggetti richiesti per il crafting, che abbiamo trovato molto semplice e intuitivo. Una costruzione rilevante è il falò, che ci riscalda, aiuta e conforta, proteggendoci dalle intemperie e dall'oscurità.

Prima di esplorare, sopravvivere e uccidere come se fossimo dei cloni di Bear Grylls che hanno fatto indigestione di interiora di serpente, è meglio indossare degli abiti che ci proteggano dagli elementi ambientali e dalle armi degli altri giocatori.

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Un paesaggio desolante e primordiale, in cui l'unica legge è quella del coltello.

Raccogliendo della canapa, possiamo fabbricare degli indumenti primitivi come una maglia in tela o dei pantaloni in pelle, sempre che riusciate a trovare dei lacci in giro per le stazioni di servizio abbandonate, e in prossimità di vecchie abitazioni. Avanzando nell'esperienza e progredendo, c'è la possibilità di realizzare armature d'ossa, che forniscono una buona protezione dalle armi da taglio.

Se invece volessimo fermarci in un luogo per prosperare, sarebbe meglio non lasciare nulla al caso e raccogliere i materiali necessari per essere sempre ben organizzati in vista delle situazioni più disparate. In Rust è infatti possibile costruire una propria abitazione, in un editor di personalizzazione molto semplice e gestibile che non richiede particolari abilità.

L'azione di gioco è sempre la stessa: raccogliere, fare spazio nell'inventario, all'occorrenza costruire un baule per contenere i nostri oggetti e poi sbizzarrirci a nostro piacimento, decidendo come meglio edificare le fondamenta, le pareti e il tetto, creando l'esatta copia della casetta dei nostri sogni.

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La nostra abitazione ha certamente visto giorni migliori.

Il mantenimento della struttura è vitale, ecco perché consigliamo di dedicare tempo e risorse per migliorarla, piazzando delle difese attorno ad essa per prevenire gli spietati attacchi degli altri giocatori, pronti a tutto pur di complicarci la vita. Possiamo costruire spuntoni, trappole e ottenere dei progetti interessanti, utili alla nostra protezione quanto a sviluppare nuove creazioni, che diversificano l'esperienza di gioco.

Il punto focale dell'esperienza è l'esplorazione, con tutti i rischi del caso che un server online può nascondere. Meglio muoversi rapidamente e non stare mai fermi in un punto per troppo tempo perché si corre il serio pericolo di essere colpiti a tradimento, perdendo inevitabilmente tutti i nostri progressi. Eventualità per nulla divertente, soprattutto dopo aver passato ore a raccogliere risorse in giro per la mappa.

Una lancia con una punta in pietra può tenere lontani gli animali selvatici e salvarci in situazioni sul filo del rasoio: non è un'arma che infligge troppi danni ma è utile nelle prime ore per evitare di impazzire per le morti causate dai giocatori stessi. Se invece volessimo essere noi a uccidere senza farci beccare, meglio essere silenziosi e colpire con spietatezza, depredando successivamente l'inventario del nemico.

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La gestione dell'inventario è importantissima. Niente roba in eccesso, solo lo stretto indispensabile.

In Rust non possono esserci tentennamenti: dobbiamo essere cauti, pronti a tutto, armati e sicuri di noi per sopravvivere il più a lungo possibile. Spesso abbiamo utilizzato metodi non convenzionali, colpendo a tradimento, rubando delle zucche e delle bottigliette d'acqua per non morire di fame e di sete, saccheggiando dei bauli e facendo detonare dei lucchetti con gli esplosivi per ottenere degli scarti, utili per il crafting degli oggetti più complessi. Altre volte ci siamo trovati in compagnia di giocatori abili, che ci hanno aiutato e consigliato per sopravvivere il più a lungo possibile nei vari server di gioco.

Il porting su console è buono, uguale alla versione PC. Pad alla mano, risulta comodo giocarlo e goderselo, anche se avremmo preferito delle aggiunte maggiori sul piano ludico, magari con qualche contenuto esclusivo. La grafica del gioco non è purtroppo memorabile: si salva grazie a una buona gestione dell'illuminazione nel ciclo giorno e notte.

Il motore grafico Unity è stato gestito al meglio delle possibilità del team, anche se siamo dell'avviso che si sarebbe potuto svolgere un lavoro certamente più oculato e attento, soprattutto in previsione del lancio su console. Abbiamo riscontrato dei bug, dei problemi di compenetrazione, alcuni pop-up di troppo e un'ottimizzazione non ottimale delle texture.

Rust è un gioco spietato, violento e cattivo, in cui ogni errore costa molto caro. Se è giocato in compagnia, risulta godibile e divertente, anche appagante per ogni conquista ottenuta. Da soli, a meno che non siate giocatori esperti, diventa difficile da gestire. Si colloca nel mercato console con qualche difficoltà, e il prezzo di 49,99 (79,99 per la Ultimate Edition, ndR) di certo non giova alla causa.

6 /10

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Riguardo l'autore

Nicholas Mercurio

Nicholas Mercurio

Redattore

Classe '95, Nicholas ama i videogiochi difficili e gli RPG, non disdegna gli indie e fa incetta di titoli ogni volta che pu˛, per riempire la sua preziosa collezione. Uno scapestrato, in tutto e per tutto.

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