Arcadegeddon - prova

Dagli sviluppatori di Predator: Hunting Grounds, una nuova IP tutta da scoprire!

Il team di IllFonic, fino ad oggi, è stato sinonimo di multiplayer asimmetrici. Con Friday the 13th ha lasciato che sette sprovveduti affrontassero Jason Voorhes, il volto degli horror slasher creato dalla penna di Victor Miller. Con Predator: Hunting Grounds ha messo nelle mani di un solo giocatore l'evolutissimo arsenale alieno dei cacciatori spaziali per eccellenza. E ha persino collaborato a Evolve dei Turtle Neck Studios, esperimento interessante ma lacunoso che puntava su una selezione di diversi mostri, abnormi e terribili.

A questi lavori si aggiungono le più note collaborazioni con Crysis 3 e Star Citizen (di cui IllFonic ha curato il gunplay). Ma anche gli errori, da cui proverbialmente si impara, come il disastroso Dead Alliance. Dopo queste esperienze tecniche, ormai decennali, IllFonic ha maturato la convinzione di poter fare il salto di qualità. Creare una propria IP, auto pubblicarsi, tentare di proporre qualcosa che non si appoggi a franchise preesistenti. Arcadegeddon è l'occasione di diventare autori col pieno controllo della propria opera.

A primo impatto Arcadegeddon è un looter shooter, in terza persona, che può ricordare alcuni fenomeni del multiplayer online, come S4 League, Microvolts e Splatoon. Dopo aver sviscerato il gioco parlando con gli sviluppatori e a seguito delle nostre prove con la versione pre-Alpha (da cui sono tratte tutte le immagini presentate), possiamo dire con certezza che oltre al TPS puro e semplice, qui c'è molto di più.

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Arcadegeddon riesce ad essere molto dinamico. L'attacco in scivolata è tra le azioni più avvincenti.

Arcadegeddon è infatti un'esperienza cooperativa fino a tre giocatori, che propone, in un'ottica più sociale, alcune dinamiche del roguelite. Alterna PvE e PvP, e lo fa con varietà, con intelligenza e con mappe procedurali non vuote e ripetitive, ma interessanti e al servizio delle meccaniche. Siamo di fronte a un ecosistema shooter in cui i tre avventurieri competono vicendevolmente in cerca dell'high score. Dopo ogni missione, non a caso, la vostra abilità sarà valutata per costruire una leaderboard virtuale, ovviamente globale.

L'atmosfera del gioco è a cavallo tra gli '80, tutti neon e cyberpunk da un lato, ma lanciata oltre le soglie del duemila grazie all'utilizzo di scenari post-apocalittici, regni virtuali, automi dal design decisamente contemporaneo (un po' alla Big Hero 6). La trama è semplice: digitalizzandovi dentro i cabinati di Gilly, vostro zio e proprietario di un Arcade underground di Super City, proteggerete la sua attività dai cyber-assalti della malvagia FunFunCorp. Per riuscirci, dovrete guadagnare il rispetto delle gang in città, così da far fronte comune contro la corporazione senza anima e senza scrupoli.

L'hub principale, l'Arcade di Gilly, è un concentrato di arte da strada, con graffiti dai colori cangianti e un panorama di grattacieli degno di Night City. Qui si potranno equipaggiare due abilità speciali (Surge), da usare al caricamento di un cooldown. Queste spaziano da bombe infuocate ad abilità di cura ad area, assistenti digitali e poteri congelanti. Sempre in quest'area, potrete accettare le quest giornaliere o acquistare oggetti cosmetici.

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L'Arcade di Gilly è l'hub del gioco. Un loft cyberpunk dal panorama affascinante.

Le skin del mercato ciclano e la personalizzazione del personaggio è ampia (700 oggetti circa), tra giacche al vento fosforescenti e lenti a specchio. Ogni cosa si acquista con la moneta in gioco: è coraggiosa e apprezzata la scelta di IllFonic, stando ai piani attuali almeno, di non introdurre micro-transazioni di sorta.

Un'altra moneta, sempre in-game, permette di acquistare armi all'interno delle missioni, di curarsi e di aumentare la difficoltà dei livelli, che pur generati proceduralmente hanno degli elementi e delle sfide ricorrenti. La modalità avventura, al momento, avviene in tre biomi molto ben caratterizzati. Aftermath è una città abbandonata con percorsi sotterranei allagati d'acido, ampie piazze e palazzi da esplorare in cerca di scrigni. Nerve Center è un'area piena di piattaforme da raggiungere tramite trampolini, trappole elettriche e cavi in cui muoversi digitalizzandosi. Mystic Isles, infine, è un susseguirsi di rovine, grotte e isole rigogliose.

Nelle aree sicure si può prendere una pausa dalla fase PvE, con deathmatch PvP o con minigiochi particolare come la modalità Glitch Ball, in cui bisogna far goal sfruttando una mazza da baseball e una pistola congelante. Questi giochi nel gioco, oltre a rendere le mappe qualcosa di più strutturalmente ampio, ci hanno fatto pensare alla filosofia videoludica di Josef Fares. Crediamo che questa matrioska di gameplay possa essere il vero selling point di Arcadegeddon. Con il giusto supporto post lancio, IllFonic potrebbe essere capace di creare un parco a tema pieno di modalità per casual e hardcore gamer.

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Svolgere la missione giornaliera di una gang premia con poteri (Surge) e oggetti cosmetici. Non ci saranno microtransazioni.

Per quanto riguarda il gunplay siamo di fronte a un TPS dinamico e vario, con armi uniche piene di effetti sonori e particellari. Interessante l'implementazione di doppio salto e attacco in scivolata. Le armi, casuali, spaziano dalle tipiche mitragliette SMG ai bazooka. Quelle elettriche hanno la capacità di stordire gli avversari, quelle infuocate di causare danno nel tempo, quelle di ghiaccio di paralizzare l'avversario. Non mancano armi più folli, come sparadischi, pistole curative e laser speciali.

Si possono trasportare tre armi per volta, le armi più strambe si consumano fino a distruggersi. Non siamo, quindi, di fronte a un looter shooter incentrato sulle sole statistiche. Ogni giocatore, a seconda delle armi che troverà, dei suoi Surge equipaggiati e degli Hack (abilità passive) che troverà durante una run, potrà scegliere il ruolo migliore da coprire per proteggere i suoi compagni di viaggio.

Quando un giocatore sta per morire, l'UI, ben fatta, segnalerà la sua presenza e le postazioni curative più vicine. In generale, lato gameplay, abbiamo trovato un ottimo concentrato di buone idee, ben implementate. Nonostante qualche modello grafico un po' piatto, la grafica ci ha convinto: con il Ray Tracing attivo è uno spettacolo di luci psichedeliche, perfette per gli amanti del Cyberpunk. Tanti lampi e neon sfavillanti stancano un po' la vista, ma la nitidezza dei modelli bilancia adeguatamente.

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La proceduralità dei livelli dà il suo massimo al Nerve Center, bioma pieno di trappole e barriere psichedeliche.

Durante l'esplorazione di Super City, alle nostre orecchie sono arrivate note di musica elettronica, in un'interessante alternanza tra ritmi Dubstep e rilassanti momenti Lounge. Per chi non lo sapesse, Illfonic ha tra i suoi founder Charles Brungardt, Mix Engineer e collaboratore di Raphael Saadiq (tra i musicisti più importanti, negli Anni '90, del panorama R&B). L'attenzione al comparto audio è evidente nel modo in cui la colonna sonora si adatta perfettamente al ritmo di gioco.

Arcadegeddon, quindi, non è un'operazione nostalgia. È piuttosto un tentativo di riappropriarsi di un modo fondamentale di intendere il videogioco: con high-score, obiettivi da raggiungere con pazienza, conoscenza dei biomi da esplorare, componente sociale cooperativa. L'imprevedibilità procedurale al momento ci è sembrata ben pensata. Il titolo vanta di un'estetica convincente, di buone idee e di una forte modularità: sarà un gioco da tenere d'occhio.

Lo trovate in Early Access su Epic Games Store e PlayStation 5. Nel corso del 2022 si scoprirà se raggiungerà altre console. IllFonic presenta così la sua prima IP indipendente. Lo fa con un prodotto onesto, con le idee chiare, con evidente consapevolezza dei suoi punti di forza. Col giusto supporto, Arcadegeddon potrebbe crescere a dismisura. Chi avesse sentito la mancanza di S4 League, potrebbe aver trovato il suo degno erede.

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Riguardo l'autore

Antonino Fiore

Antonino Fiore

Redattore

Classe 1993, in squadra dal 2018. Ha scoperto i videogiochi con i floppy dellAmiga e da allora vive, sbalzato temporalmente, una generazione indietro. Dalle avventure grafiche agli horror, un accanito retrogamer e un vorace escapista. Con gli anni ha realizzato dessere, pi che altro, un semplice Homo Ludens. Megaman e Suikoden sono i suoi punti deboli.

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